31 ottobre 2011

Pil: Ocse, per G20 +3,9% in 2011

Il prodotto interno lordo dei Paesi del G20 crescera' del 3,9% nel 2011, del 3,8% nel 2012 e del 4,6% nel 2013. Lo stima l'Ocse, in una previsione emessa in occasione del vertice di Cannes del 3 e 4 novembre.
La crescita piu' rilevante sara' nei Paesi emergenti (rispettivamente +9,3%, +8,7%, +9,5%), mentre i Paesi sviluppati andranno piu' a rilento (+1,5% per 2011 e 2012, +2,2% nel 2013).

Bersani, il 5 tutti in piazza

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha invitato tutti i cittadini, e non solo i militanti del Pd, a partecipare sabato prossimo 5 novembre alla manifestazione organizzata in piazza San Giovanni, a Roma, portando con se' la bandiera Tricolore e la Costituzione italiana.L'appello e' contenuto sul profilo di Bersani su Facebook.

Berlusconi: "La lettera è il programma di governo per i prossimi 18 mesi"

ROMA - Le 'risatine' di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non hanno incrinato i rapporti dell'Italia con Francia e Germania. Lo garantisce Silvio Berlusconi, intervistato da Mattino Cinque. "Sono- spiega- rapporti tra leader che si conoscono da tempo e che non possono essere intaccati da un episodio spiacevole che per altro la signora Merkel ha gia' voluto chiarire".
NESSUN PATTO - Non esiste alcun patto con la Lega per tenere in vita il governo fino a gennaio e poi andare al voto in primavera. "Questo accordo non esiste, sarebbe un patto contro l'interesse dell'Italia, perche' in questo momento c'e' assoluto bisogno di stabilita' politica e Bossi la pensa come me". Poi, assicura: "Quella con la Lega e' un'alleanza solida, destinata a durare perche' ha dato frutti e perche' in Italia non esiste un'alternativa credibile. Lavoreremo insieme per i prossimi 18 mesi per attuare tutti i punti del programma presentato all'Europa. Tutto il resto fa parte dei sogni delle opposizioni". Tutti i Paesi membri della Ue stanno "lavorando per garantire un futuro solido all'area dell'euro". la lettera presentata a Bruxelles e' "il programma per i prossimi 18 mesi di governo, apprezzato da tutti i presenti, accolto senza nessuna voce discordante". Poi, assicura: "L'Europa ha detto con chiarezza che il nostro Paese ce la fara', cosa di cui sono sempre stato convinto".
LE PRIMARIE - "Certo, sceglieremo il candidato premier con un sistema elettorale sul modello dei partiti americani". Lo ha detto il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda se alle prossime elezioni il centrodestra ricorrera' alle primarie.

INFLAZIONE: ISTAT, OTTOBRE AL 3,4%. PIU' ALTA DA OTTOBRE 2008.

L'inflazione, a ottobre, e' salita al 3,4%, portandosi ai massimi dall'ottobre del 2008. Lo afferma l'Istat, che oggi ha diffuso il dato preliminare sui prezzi al consumo per questo mese. Su bese mensile, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita', comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6%. La dimensione della crescita congiunturale, spiega l'Istat, rispecchia anche gli effetti delle misure previste dalla recente manovra finanziaria, in particolare, dell'aumento dell'aliquota dell'Iva al 21%. L'inflazione acquisita per il 2011 e' pari al 2,7%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,6%, con un'accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a settembre (+2,4%). Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo sale al 2,5% dal 2,3% di settembre. La crescita tendenziale dei prezzi dei beni e' del 3,8%, con un'accelerazione di cinque decimi di punto percentuale rispetto a settembre 2011 (+3,3%), mentre quella dei prezzi dei servizi scende al 2,6%, dal 2,7% del mese precedente.
L'inflazione nell'Eurozona, a ottobre, si e' attestata al 3% annuo, rimanendo invariata rispetto a settembre. Lo rende noto Eurostat. Il dato si mostra superiore alle attese degli analisti che si attendevano un'inflazione al 2,9%.

LAVORO: LA DISOCCUPAZIONE RISALE ALL'8,3%. TRA I GIOVANI SFIORA IL 30%

Aumenta la disoccupazione a settembre. Secondo i dati Istat i senza lavoro a settembre sono aumentati all'8,3% dall'8% di agosto. Il numero dei disoccupati, pari a 2,08 milioni di unita', aumenta del 3,8% rispetto ad agosto (76 mila unita').
Su base annua si registra una crescita del 3,5% (71 mila unita'). L'incremento interessa sia la componente maschile sia quella femminile. L'Istat registra poi un forte aumento della disoccupazione giovanile. A settembre i senza lavoro ammontano al 29,3% con un aumento congiunturale di 1,3 punti percentuali mentre su basi tendenziali l'aumento e' di 1,6 punti.

30 ottobre 2011

SPESA PUBBLICA: CONFCOMMERCIO, DA POLITICA UN CONTO DA 350 EURO A FAMIGLIA

La scarsa efficienza dell'apparato pubblico unita all'eccessivo livello di spesa pubblica (oltre il 50% del Pil) rendono indispensabile agire anche su questo fronte per ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese. In particolare, una possibile azione di contenimento della spesa pubblica potrebbe partire dai costi della rappresentanza politica - ovvero quelli che i cittadini complessivamente sostengono per eleggere e far funzionare l'insieme degli organismi legislativi nazionali e decentrati - che, nel nostro Paese, ammontano ad oltre 9 miliardi di euro l'anno, corrispondenti a poco piu' di 350 euro per nucleo familiare, circa 150 euro a testa. Applicando ai circa 154 mila rappresentanti politici dei vari organi collegiali nazionali e locali l'ipotesi - piu' volte ventilata e condivisa da piu' parti - della riduzione di poco piu' di un terzo del numero dei parlamentari si avrebbe, infatti, un risparmio di spesa di oltre 3,3 miliardi all'anno. Cifra sufficiente ad attuare una riduzione permanente di circa 8 decimi di punto della prima aliquota Irpef a beneficio di oltre 30 milioni di contribuenti o, in alternativa, ad ottenere permanentemente una somma di 2.900 euro all'anno da destinare a tutte le famiglie in condizioni di poverta' assoluta. In entrambi i casi, si tratterebbe della piu' grande ed efficace operazione di redistribuzione mai effettuata nel nostro Paese.
Questi i principali risultati che emergono dall'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio ''I costi della rappresentanza politica in Italia''.

Pd, Bersani: ''Non scambiamo idee nuove per usato anni '80''

La polemica tra Renzi e Bersani "non esiste, non mi appartiene, non è nel mio stile e nella mia logica". Così il segretario Pd, Pierluigi Bersani, a Napoli per il secondo giorno della scuola di formazione politica dei giovani democratici 'Finalmente Sud'. "Ieri, davanti a 2mila giovani - ha aggiunto Bersani - ho sentito il dovere di dire come intendo il ricambio e il cambiamento in un collettivo. Non voglio essere tirato per la giacca in nessuna polemica". E sulle proposte lanciate dalla Leopolda dai rottamatori dice: "Tutte le idee sono buone e sono amico di tutti, dico solo di non scambiare per nuove idee che sono un usato degli anni '80, perché con certe idee siamo finiti nei guai".
"E' una discussione di merito", sottolinea Bersani, che nega ci sia una polemica: "Non si legano le mani a nessuno, non si faccia finta che c'è questa polemica. Io voglio bene a tutti". "Anche a Renzi?", chiedono i giornalisti: "Proprio a tutti", risponde il segretario Pd. Sul lavoro, conclude, "certe ricette facili e idee troppo semplici ci hanno portato nei guai, quindi le idee nuove vanno benissimo, ma non scambiamole per idee che abbiamo già vissuto".

CASELLI (PDL) A RADIO 10 ARGENTINA: PER FRONTEGGIARE LA CRISI PRONTE RIFORME E PROGETTI

Gli ultimi fatti di politica italiana, la crisi economica, possibili soluzioni e proposte. Di questo ha parlato il senatore del Pdl eletto nella circoscrizione Estero, Esteban Juan Caselli, in un’intervista radiofonica a quella che il senatore definisce come "la radio con il più alto indice di ascolto della Repubblica d’Argentina", ovvero Radio 10 am 710 Argentina.
In particolare, Caselli è tornato sulla recente bagarre avvenuta alla Camera dei Deputati definendo "quello che è successo" "orrendo e indegno da parte dei rappresentanti del popolo italiano. Si può dissentire nelle idee, - ha detto - ma il pugilato va riservato ai boxer. Dobbiamo essere uomini di idee e soluzioni: dai pugni e dalla violenza non scaturiscono né soluzioni né idee. Detto ciò come premessa, io ripudio quello che è accaduto e chiedo, a nome della classe politica, di scusare questa gente che, purtroppo, dà una cattiva immagine della politica italiana".
"Ieri – ha poi informato - ho incontrato il Presidente Berlusconi per un'ora e mezza: il Presidente è preoccupato per la crisi, che non è una crisi solo italiana ma soprattutto europea, ha toccato perfino gli Stati Uniti e – ha ipotizzato – toccherà anche i Paesi sud americani".
"Credo che sia una crisi mondiale, - ha aggiunto - di lunga data", legata temporalmente "a prima che governasse il Presidente Berlusconi, ma nessuno ha voluto prendere il toro per le corna".
"Berlusconi sta facendo i tagli", ha continuato Caselli. "Abbiamo già votato, sia alla Camera che al Senato, un risparmio di 50 mila milioni di euro, corrispondenti al 2011 e all'anno successivo. Credo che ora il problema risieda nelle pensioni, punto sul quale c'è dissidenza con la Lega Nord, partito che appoggia il Governo, ma che politicamente non voleva fare questa scelta perché, evidentemente, si preoccupa degli anziani quando andranno a votare".
Sul tema della recente riunione dei Paesi Ue e della ventilata ipotesi di ricapitalizzare le banche come misura per uscire dalla crisi, Caselli ha espresso a Berlusconi di non condividere "l'idea di dare dei soldi alle banche, bensì alla gente perché – ha assicurato - in questo modo si stimola di più l'economia. Quando la gente ha dei soldi in tasca – secondo Caselli - l'economia ne trae vantaggio; mentre, i soldi dati alle banche si disperdono nelle grandi imprese e la gente continua a soffrire. Sono del parere, - ha proseguito - come ho detto sempre ieri al Premier, che sarebbe opportuno stabilire un fondo riservato ai giovani studenti universitari senza lavoro, perché possano continuare gli studi. E – ha asserito - un altro piano sociale da adottare sarebbe quello per le donne incinte senza marito che non possono sostenersi da sole".
"Come vede – ha rassicurato - abbiamo presentato alcuni progetti. Vorrei dire che, - ha infine anticipato - in data odierna, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha presentato alcune riforme che pensiamo di votare in Parlamento e che hanno a che fare con leggi di contenuto economico da applicare in Italia e che sono state ben accolte dagli altri Paesi europei riuniti a Bruxelles".

Tajani: ''Nessun 'piano B' dell'Ue, solo normali contatti per il G20''

''E' una bufala''. Non c'è nessun 'piano B' a cui starebbero lavorando Ue, Bce e Fmi nel caso in cui la crisi dovesse travolgere Italia e Spagna. Lo ribadisce il vicepresidente della Commissione Ue e commissario ai Trasporti Antonio Tajani. "Si tratta di una vera e propria bufala, già smentita ieri - afferma Tajani - una notizia frutto di un fraintendimento. La realtà è che dopo le due riunioni del Consiglio europeo, sono in corso normali contatti in vista del prossimo G20, per valutare come dare attuazione agli impegni che sono stati presi, anche alla luce della lettera di intenti presentata dal governo italiano".
Una smentita già arrivata ieri da Bruxelles che aveva chiarito che ''c'è un solo piano, quello che è uscito fuori dal vertice di mercoledì notte. E' ovvio che ci sono contatti sì, ma i contatti sono per attuare quel piano, non ci sono altri piani. ci sono volute settimane di lavoro, due consigli europei''.

28 ottobre 2011

UIL su lettera Governo a UE

La segreteria nazionale della UIL si è riunita per una prima valutazione in merito agli impegni assunti dal Governo italiano nei confronti dell’Unione europea.
Proprio in considerazione della fase che sta attraversando il nostro Paese, la Uil continua a considerare fondamentale la definizione di una riforma fiscale entro la fine di questo anno.
La riforma deve porsi l’obiettivo di ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e le necessarie risorse dovranno essere reperite agendo su tre filoni. Bisogna, innanzitutto, proseguire e implementare l’azione di recupero dell’evasione fiscale, utilizzando una parte di questi introiti per la riduzione delle tasse. Deve, inoltre, essere rimodulato il sistema delle deduzioni e delle detrazioni a vantaggio del lavoro dipendente. Occorre, infine, spostare il carico fiscale dai redditi ai patrimoni la cui entità sia superiore ad 1 milione di euro.
La Uil ritiene che non sia possibile chiedere sacrifici ai cittadini se le Istituzioni che li rappresentano e le Amministrazioni, a tutti i livelli, non siano prioritariamente coinvolte in un’operazione di “igiene politica”. Non è solo una questione di etica o di giustizia sociale ma anche di necessità economica. Le difficoltà e gli impegni a cui il Paese deve far fronte non ci consentono più di tollerare sprechi di nessun genere. Pertanto, la Uil chiede che vengano subito attuati interventi, atti a ridurre costi della politica così elevati da non poter essere più sopportati. Soluzioni, in tal senso, concretamente applicabili sono state indicate dalla nostra Organizzazione in più di una circostanza e in documenti ufficiali già noti ai soggetti istituzionali preposti ad assumere quelle decisioni.
Per quel che riguarda le pensioni, va accolta con favore la diffusa consapevolezza che il nostro sistema previdenziale è in equilibrio e che, dunque, non necessita di alcun intervento correttivo. Serve, piuttosto, omogeneizzare i trattamenti previdenziali di tutte le categorie, politici compresi, a quelli dei lavoratori dipendenti. Bisogna, altresì, rafforzare la previdenza complementare dimezzando il relativo carico fiscale e introducendo norme che la rendano effettivamente generalizzabile.
In merito a quanto espresso nella lettera del Governo italiano sui possibili interventi nel pubblico impiego va detto che quegli intendimenti aggravano il giudizio della Uil. Si rafforzano, dunque, ulteriormente le ragioni della manifestazione indetta per la giornata di domani nel pubblico impiego. Resta comunque centrale l’obiettivo di restituire ai lavoratori di questo settore la legittimità alla contrattazione di secondo livello così come accade per il privato.
Infine, consideriamo del tutto sbagliato l’impegno assunto dall’Esecutivo circa l’introduzione di una legge che modifichi le norme sui licenziamenti per ragioni economiche. E’ una scelta in totale contraddizione con quanto realizzato in questi anni di crisi con il massiccio finanziamento degli ammortizzatori sociali proprio per evitare licenziamenti di massa. Peraltro, in Italia, è già sufficientemente facile estromettere i lavoratori dai processi produttivi al punto che nessuna associazione di impresa chiede modifiche alle norme vigenti. E questa è la migliore testimonianza dell’inopportunità di cambiamenti sul capitolo in questione. La linea della Uil resta inalterata: bisogna finanziare l’occupazione e non spendere soldi per finanziare la disoccupazione.
In questi anni abbiamo evitato astensioni dal lavoro consapevoli che in una fase di crisi esse avrebbero rappresentato un sacrificio per i lavoratori e un danno per le imprese.
Tuttavia, se il Governo decidesse di modificare le norme sul lavoro, unilateralmente, saremmo costretti a promuovere uno sciopero generale.

IL SIFC A BUENOS AIRES: CONSOLATO CHIUSO DALL’11 AL 15 NOVEMBRE/ SPOSTATI I TURNI PRENOTATI

Dall’11 al 15 novembre il Consolato Generale di Buenos Aires rimarrà chiuso al pubblico per consentire la messa a regime del nuovo Sistema Integrato Funzioni Consolari (SIFC).
I turni per i servizi consolari prenotati per quei giorni sono stati spostati ai giorni 2, 9 e 30 novembre.
I connazionali interessati, assicurano dal Consolato, saranno avvisati a seconda del servizio richiesto. Chi aveva un turno Cittadinanza - Primo appuntamento; Cittadinanza – Rientri; e Anagrafe- Stato Civile- Passaporti riceverà un’email dall’indirizzo noreply_pol@esteri.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tramite la casella di posta elettronica utilizzata per la registrazione al sistema “Prenota online.
Chi aveva un appuntamento per Ritiro passaporti; Pensioni; Studi; Notarile/Navigazione o Visti sarà contattato telefonicamente dal Consolato

Berlusconi: euro non ha convinto. Poi si corregge: è nostra bandiera

"Siamo di fronte a un attacco all'euro, una moneta strana che non ha convinto nessuno e che è di per sé molto attaccabile". E' un passaggio dell'intervento di Silvio Berlusconi agli Stati generali del commercio estero. Ma passano poche ore e il premier interviene a spegnere le polemiche seguite alle sue parole: "Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L'euro è la nostra moneta, la nostra bandiera. E' proprio per difendere l'euro dall'attacco speculativo che l'Italia sta facendo pesanti sacrifici", afferma in una nota. "Il problema dell'euro è che è l'unica moneta al mondo senza un governo comune, senza uno Stato, senza una banca di ultima istanza. Per queste ragioni è una moneta che può essere oggetto di attacchi speculativi", ha aggiunto.Il premier durante il suo intervento agli Stati generali del commercio estero ha ricordato poi il successo incassato a Bruxelles: "Abbiamo ricevuto la piena approvazione da parte dell'Unione europea del nostro programma di riforme e delle date per realizzarle. La settimana prossima le porteremo in Parlamento e mi auguro che le opposizioni si rendano conto che si tratta di provvedimenti che rispondono agli interessi degli italiani, del Paese. Spero che non avremo una situazione di opposizione dura ma che con il consenso delle opposizioni si possano rispettare questi impegni".
"Stiamo lavorando, lavoriamo bene e confido anche nell'apporto delle opposizioni". "Sono ottimista - ha aggiunto - e lavoreremo in questi 18 mesi per le riforme. Dato che il nostro governo tiene, l'opposizione dovrà adeguarsi e ci renderà la vita più facile in Parlamento dove i regolamenti che abbiamo ereditato non ci consentono di fare le cose in fretta".
Il premier al suo arrivo è tornato anche a parlare della presunta lettera di dissidenti all'interno del Pdl definendola "è una bufala, non ne abbiamo traccia, né c'è un autore". "Il rapporto con la Lega è solido" e che "non sono vere le voci circolate su una nostra volontà di andare alle elezioni" anticipate.
Quindi, confida, "mi piacerebbe moltissimo lasciare, ma se penso alle mie aziende, ai colleghi e ai figli e vedo una coalizione Bersani-Vendola-Di Pietro sento assolutamente la responsabilità di stare qui per mandare avanti il governo".
In fine torna ad attaccare i giudici: "I 25-26 processi contro di me si stanno risolvendo tutti in assoluzioni, ma mi sono costati un miliardo". "Pensate - ha aggiunto - ai 400 milioni di euro che ho speso in avvocati e consulenti e ai 600 milioni che ho dato al signor De Benedetti, tessera numero uno del Partito democratico: fanno un miliardo che ho dato a causa di Magistratura democratica".

27 ottobre 2011

GOVERNO: CISL-UIL-UGL, SCIOPERO SE INTERVIENE SU LAVORO

Se il governo interverra' sulle materie del lavoro senza il consenso delle parti sociali, Cisl, Uil e Ugl proclameranno uno sciopero. Lo annuncia le tre sigle sindacali in un comunicato congiunto considerando ''un grave errore ed una inaccettabile provocazione nei confronti del sindacato l'intenzione del Governo di introdurre una nuova normativa sui licenziamenti''.
''Tale intenzione - proseguono i tre sindacati - e' ancor piu' ingiustificata perche' non ci risulta sia stata richiesta o concordata con le stesse associazioni imprenditoriali. Se tale provvedimento sui licenziamenti fosse davvero presentato dal Governo si romperebbe la coesione sociale nel nostro paese e si smentirebbe il notevole impegno profuso finora dal Governo e dalle parti sociali per evitare massicci ricorsi ai licenziamenti attraverso la proroga degli ammortizzatori in deroga''.
Cisl, Uil e Ugl ricordano poi che finora ''si sono limitate per senso di responsabilita' a forme di proteste di sabato e fuori dall'orario di lavoro. Tuttavia, qualora, il Governo intendesse intervenire sulle materie del lavoro senza il consenso delle parti sociali, Cisl, Uil e Ugl saranno costrette a ricorrere a scioperi , nonostante la nostra ferma volonta' sinora di non ricorrere a forme di proteste estreme in un momento di crisi economica, proprio per non erodere ancora di piu' i salari e danneggiare le imprese. Cisl, Uil e Ugl prendono atto che il Governo ha riconosciuto che il sistema previdenziale italiano e' in equilibrio e non ha bisogno di ulteriori interventi di riforma. Mentre si rende sempre piu' indispensabile favorire la previdenza integrativa riducendo le tasse per incentivare l'adesione obbligatoria ai fondi integrativi''.
''Cosi' come - concludono i tre sindacati - e' fondamentale approvare subito la delega per la riforma fiscale, introdurre una patrimoniale permanente sui beni immobiliari e mobiliari, escludendo la prima casa, abbattere i costi della politica, ridurre i livelli amministrativi, vendere il patrimonio immobiliare dello stato, procedere ad una liberalizzazione nel settore dei servizi pubblici''

Crisi, vertice Ue promuove piano italiano


L'Italia manterrà gli impegni che ha assunto con l'Unione Europea, altrimenti "non saremmo credibili", l'opposizione non dica no. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti al termine del vertice dei leader dell'eurozona che ha promosso le misure presentate dall'Italia. "Abbiamo presentato un documento articolato che contiene gli impegni che intendiamo rispettare - ha detto il premier - Se non li rispettassimo non saremmo ulteriormente credibili, sono impegni che l'Italia, come sempre, manterrà anche questa volta". Tra l'altro, ha continuato Berlusconi, "abbiamo preso l'impegno di tenere al corrente la Commissione via via che il nostro Parlamento approverà le varie misure".Il pacchetto, ha spiegato il premier, sarà composto di "vari disegni di legge, uno per ogni singolo settore, non si tratta di misure che riguardano interessi di questa o quella parte, soprattutto non della maggioranza o di altre categorie, ma riguardano gli interessi dell'Italia e degli italiani". Per questa ragione, Berlusconi ha auspicato che "l'opposizione voglia uscire dai panni stretti che finora ha indossato, nel dire sempre no e essere sempre contro e voglia con noi partecipare all'attuazione di queste misure che servono all'Europa, e servono anche all'opposizione".
Quelle "introdotte non sono così negative come in Grecia, dove ricordo ci sono state misure che hanno rigurardato addirittura il licenziamento di un numero importante di impiegati pubblici, la diminuzione del 25% degli stipendi - ha tenuto a chiarire il premier, parlando come di un pacchetto "sostenibile" - Nulla di tutto questo. Da noi c'è solo la mobilità e la possibilità che degli impiegati pubblici siano messi in cassa di integrazione per dei periodi limitati".

26 ottobre 2011

L.ELETTORALE: FINOCCHIARO (PD), PRIMA DEL VOTO



''Vorrei una nuova legge elettorale, prima di andare a votare''. Il capogruppo del Pd al Senato lo ha detto oggi ai microfoni del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'.
Cosa c'e' che non va in questa legge elettorale? ''Al di la' del fatto che i cittadini non scelgono gli eletti - ha spiegato Finocchiaro - cosa scoperta ormai anche da Berlusconi, c'e' anche un altro discorso da fare: un Parlamento di nominati e' un Parlamento che non conta niente, come non ha contato nulla in questi anni''.

RISPARMIO: NAPOLITANO, FONDAMENTALI CRESCITA E RISANAMENTO CONTI

''Per l'Italia e' obiettivo fondamentale il recupero di uno stabile percorso di crescita della produzione e dell'occupazione, da conseguire congiuntamente a quello non piu' rinviabile dell'equilibrio strutturale dei conti pubblici e della riduzione del debito pubblico''. E' quanto afferma il presidente della nel messaggio inviato Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al presidente dell'Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio, Giuseppe Guzzett, iin occasione dell'87* edizione della Giornata Mondiale del Risparmio.
Nel messaggio Napolitano rileva che l'evento ''coincide con un momento di acuta preoccupazione per gli sviluppi della crisi dell'eurozona e per le sue ricadute anche nel nostro Paese''. ''In questo contesto - continua il presidente della Repubblica - appare essenziale la realizzazione di condizioni che possano favorire la piu' ampia mobilitazione del risparmio verso impieghi produttivi, anche al fine di corrispondere adeguatamente alle richieste di finanziamento che provengono da un tessuto economico ricco di capacita' imprenditoriale e potenzialmente in grado di mobilitare le risorse del Paese. Il rafforzamento della funzione del risparmio quale strumento di sostegno dello sviluppo economico e sociale, non puo' prescindere dal conseguimento di un piu' elevato livello di tutela dei risparmiatori e rinvia, piu' in generale, all'obiettivo di una effettiva stabilita' dei mercati finanziari da conseguirsi attraverso il consolidamento della collaborazione internazionale e il rafforzamento dell'unita' europea''.

Crisi, Draghi: "In lettera governo misure coraggiose, ma tutelare fasce più deboli"

''Un rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise, ma tuttora inattuate''. E' il monito che giunge da Mario Draghi nel suo ultimo intervento istituzionale da Governatore di Bankitalia in occasione dell'87° edizione della Giornata mondiale del risparmio. Per Draghi, occorre ''elevare la concorrenza nei mercati dei prodotti, in particolare nei servizi; costruire un contesto amministrativo e regolatorio più favorevole alle attività di impresa; sospingere l'accumulazione di capitale fisico ed umano; innalzare i livelli di partecipazione al mercato del lavoro''.Il futuro numero 1 della Bce sollecita quindi il governo italiano a "dare piena e rapida attuazione alla manovra di settembre, in particolare definendo e realizzando rapidamente il previsto programma di revisione della spesa pubblica''. Questo perché, spiega, nel nostro paese pesare è ''l'alto livello del debito pubblico, i dubbi sulle prospettive di crescita dell' economia, le incertezze e i ritardi con cui si provvede alla correzione degli squilibri e alle misure di rilancio della crescita''In questo contesto, sottolinea Draghi, la lettera d'intenti del governo Italiano all'Ue ''è un passo importante, contiene un piano di riforme organiche dell'economia''. Adesso occorre però ''farle con rapidità e con concretezza. Sono misure coraggiose e per questo occorrerà tutelare le fasce deboli che saranno toccate'', aggiunge il Governatore. Infine Draghi chiede all'Italia di ''nonsperare negli altri, ma affidarsi a se stessa'' per salvarsi. ''Tutti dobbiamo avere una maggiore responsabilità: non si puo' pensare che l'aiuto di arrivi da altri Paesi, dobbiamo affidarci a noi stessi per costruirci un futuro in Europa'', conclude.

25 ottobre 2011

Confesercenti: "A rischio 150 mila posti di lavoro". E cala la fiducia...

"Le vendite ad agosto confermano che i consumi vanno peggio delle previsioni: a fine anno, se continua cosi', avremo almeno 65 mila chiusure di esercizi commerciali, un salasso di 150 mila posti di lavoro in meno e l'aumento della desertificazione dei centri urbani. Le chiusure sono solo una faccia della medaglia, la crisi produce un altro effetto molto negativo: scoraggia la nascita delle nuove imprese, impedendo la creazione di occupazione". Cosi' Confesercenti in una nota.
"La nostra previsione sui consumi, che stimavamo attestati allo 0,5% nel 2011 e a quota zero nel 2012- si legge ancora- rischia ora di essere fin troppo ottimistica". Dati "drammatici" che richiedono risposte "rapide e efficaci": Confesercenti propone per i piccoli esercizi commerciali "una vera e propria tregua fiscale che contempli per tutto il 2012 il regime dei minimi, e l'ampliamento a 50 mila euro per tutte le imprese, in aggiunta alle agevolazioni previste per i giovani e le nuove attivita'".
A ottobre l'indice del clima di fiducia dei consumatori cala a 92,9 da 94,2 di settembre". Lo dice l'Istat che in una sottolinea come sia "rilevante la differenza negli andamenti a livello territoriale: il clima di fiducia migliora nel Nord e, in particolare, nel Nord-est e cala, per contro, nel Centro-sud. A livello nazionale, la flessione e' diffusa a tutte le componenti e risulta particolarmente marcata per l'indice che misura il complesso delle attese a breve termine, che diminuisce da 85,5 a 81,8".
La fiducia sulla situazione corrente "registra la flessione piu' contenuta, da 101,2 a 101. L'indice del clima economico cala da 78,3 a 75,6, mentre quello relativo alla situazione personale scende da 100,6 a 98,6". Peggiorano, in particolare, "le valutazioni presenti e prospettiche sulla situazione del paese, i giudizi sulla situazione economica della famiglia e le previsioni di risparmio. Si deteriorano, seppur con intensita' minore, anche le attese sull'evoluzione del mercato del lavoro, sulla propria situazione personale e i giudizi sullo stato del proprio bilancio familiare".
Migliorano soltanto "le valutazioni sull'opportunita' presente del risparmio. I saldi dei giudizi sull'evoluzione recente dei prezzi al consumo e quelli delle previsioni sulla loro dinamica futura registrano un aumento rispetto al mese precedente".

A Verona l’XI edizione del Master in Logistica integrata

La delegazione veneta del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo segnala ai giovani discendenti di italiani all’estero l’XI edizione del Master in Logistica integrata curato dalla Facoltà di Economia dell’Università di Verona.
Il percorso formativo si propone di integrare diverse esperienze formative e di ricerca in un’ottica nazionale ed internazionale in ambito logistico, con il triplice obiettivo di formazione, relazione e ricerca. Agli allievi, professionisti e neo-laureati, viene offerta una specializzazione o un aggiornamento professionale su conoscenze, metodi e strumenti in ambito logistico e di supply chain management.
Il percorso si completa poi con un progetto da svolgersi in imprese partner dell’iniziativa.
Il corso si svolgerà a Verona dal 12 gennaio 2012 a giugno 2012 per un totale di 480 ore di formazione (il 75% delle quali è indispensabile svolgere per il conseguimento dell’attestato finale). Le lezioni sono previste nelle giornate di venerdì e sabato più un giovedì al mese.
Tra i docenti, vengono segnalati manager e professionisti, oltre che docenti universitari italiani ed esteri. Previste anche circa 10 visite aziendali.
Il termine delle iscrizioni è fissato al 25 novembre. Le domande dovranno essere inoltrate agli uffici LogiMaster, il cui indirizzo è logimaster@ateneo.univr.it.

IN RETE IL PRIMO CENSIMENTO DEI PIEMONTESI IN ARGENTINA

È iniziato in rete il "Primo Censimento dei discendenti Piemontesi in Argentina": a promuoverlo è l’A.Gi.P.A. - Asociacíon Civil Giovani Piemontesi in Argentina – presieduta a San Francisco (Cordoba) da Graziano Lardone.
Il procedimento del Censimento é molto semplice: basta collegarsi al sito www.agipa.net e cliccare su "censo" per accedere alle cinque sezioni del sondaggio: dati personali, studi, lavoro, ascendenti piemontesi, temi di interesse.
Obiettivo del Censimento è "contare" la popolazione e "raccogliere informazioni che costituiscono il punto di partenza per individuare adeguate azioni e generare un vincolo diretto con quelle persone che intendono partecipare attivamente all’attività associativa. I dati raccolti – spiegano dall’Agipa – saranno quindi utili per cogliere gli orientamenti e gli interessi delle varie fasce di età della comunità piemontese presente sul territorio e, con l’ausilio di Istituzioni locali e Internazionali, avviare eventuali politiche mirate allo sviluppo economico e sociale". (aise)

CRISI: PD, URGENTE RILANCIARE DOMANDA INTERNA PER CRESCITA

''Stante la situazione di progressiva riduzione del potere di acquisto delle famiglie, di costante calo dei consumi e delle vendite, di chiusura di migliaia di esercizi commerciali, come denunciato stamane dal presidente di Confcommercio, e infine di crollo verticale dell'indice di fiducia dei consumatori calcolato da Istat, non sono piu' procrastinabili le misure per fronteggiare la crisi economica''.
Lo afferma Antonio Lirosi, responsabile Consumatori e Commercio del Pd che aggiunge: ''Ieri, il segretario Bersani ha presentato il pacchetto di proposte del Pd che vanno anche nella direzione di dare subito linfa al rilancio della domanda interna, sia dal lato degli investimenti che da quello dei consumi delle famiglie, senza il quale non ci potra' essere una significativa ripresa del PIL. Ha pertanto ragione il presidente Sangalli - conclude Lirosi - quando dice che servono, ma non da oggi, interventi urgenti e che per realizzarle ci vuole discontinuita' politica''.

CRISI: NAPOLITANO, INOPPORTUNE E SGRADEVOLI ESPRESSIONI VERSO L'ITALIA

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giudica ''inopportune e sgradevoli'' le espressioni usate nei confronti dell'Italia da alcuni leader europei, aggiungendo che ''nessuno e' in grado di avanzare pretese da commissario''. Il Capo dello Stato coglie l'occasione, attraverso una nota, per rimandare al mittente le ironie verso l'Italia fatte dalla Merkel e da Sarkozy domenica scorsa, durante i lavori del Consiglio europeo a Bruxelles.
''Inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche, a margine di incontri istituzionali tra i capi di governo, di scarsa fiducia negli impegni assunti dall'Italia - dice Napolitano - non possono farci perdere di vista la sostanza delle questioni e delle sfide che abbiamo davanti. Gli sforzi gia' avviati e gli elementi positivi della nostra situazione sono stati certamente gia' illustrati a Bruxelles''.
Per Napolitano ''nessuno minaccia l'indipendenza del nostro paese o e' in grado di avanzare pretese da commissario. Ma da 60 anni abbiamo scelto - secondo l'articolo 11 della Costituzione e traendone grandissimi benefici - di accettare limitazioni alla nostra sovranita', in condizioni di parita' con gli altri Stati: e lo abbiamo fatto per costruire un'Europa unita, delegando le istituzioni della Comunita' e quindi dell'Unione a parlare a nome dei governi e dei popoli europei''. Allo stesso tempo pero' Napolitano sostiene che per l'Italia ''e' il momento di definire - in materia di sviluppo e di riforme strutturali - le nuove decisioni di grande importanza annunciate ieri nella dichiarazione ufficiale del Presidente del Consiglio''. ''Siamo, oggi piu' che mai, nella stessa barca in un mare in tempesta. Ciascun paese deve fare la sua parte e dobbiamo garantirci reciprocamente l'indispensabile solidarieta'''.

CRISI: ANGELETTI, UNICA SOLUZIONE E' ANDARE SUBITO AL VOTO

"L'unica soluzione in questo momento e' andare subito al voto". Lo ha sottolineato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, intervenendo ad Agora' su Rai Tre. "Bisogna fare riforme che consentano di far crescere l'economia e redistribuire il carico fiscale. Per questo se necessario siamo pronti ad andare in piazza" ha detto Angeletti, chiedendo di non "mettere mano alle pensioni".

Pensioni: Bossi, impossibile toccarle

''Non e' possibile portare le pensioni a 67 anni per far piacere ai tedeschi. Non possiamo farlo, la gente ci ammazza''. Cosi' il leader della Lega Umberto Bossi, risponde ai giornalisti al suo ingresso a Montecitorio.
Secondo Bossi l'accordo sulla riforma " é difficile, molto difficile". A chi gli domanda se incontrerà Berlusconi, risponde: "No.Penso che starò lì a guardare le proposte che mi fanno tra poco".

19 ottobre 2011

Pd conferma manifestazione 5/11

'Noi pensiamo che il modo per combattere la violenza non e' restringere gli spazi della democrazia'' ha spiegato il segretario del Pd Bersani che intende rivolgere la manifestazione del 5 novembre ''non solo ai nostri militanti, ma a tutte le associazioni, le persone, i movimenti che possono venire anche non con le nostre bandiere ma con la bandiera dell'Italia''.

NAPOLITANO: ABBATTERE DEBITO SENZA INCERTEZZE

L'Italia deve mandare un messaggio chiaro ai partner europei: il nostro paese sta abbattendo ''gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante'' il muro del debito pubblico. Lo chiarisce il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al Quirinale alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere del lavoro.
Ai nostri partner europei ''desidero dire qualcosa di chiaro, fuori da ogni ambiguita''' e cioe', che ''siamo giunti, l'intera comunita' nazionale e' giunta, al lucido riconoscimento che e' il momento di abbattere gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante, il muro del debito pubblico accumulatosi nel corso dei decenni''.
Il Capo dello Stato non ha dubbi, ''lo stiamo facendo, come indicano i decreti di luglio e di agosto, adottati celermente in Parlamento in ottemperanza agli impegni assunti; e intendiamo farlo senza alcuni incertezza e tergiversazione''.
In questo momento di crisi per il Paese e' necessario che ''ciascuno faccia la sua parte''. E in questo senso ''molto sta facendo il mondo delle imprese''. ''Le difficolta' sono sotto gli occhi di tutti, se e' vero che e' trascorso un mese dall'approvazione in Parlamento del decreto di stabilizzazione finanziaria varato alla vigilia di ferragosto''. A queste difficolta', evidenzia Napolitano, ''guarda con preoccupazione l'Europa, in attesa dell'attuazione di ogni necessaria integrazione delle decisioni gia' adottate e di impellenti scelte di riforma strutturale e di stimolo alla crescita''.
Per il presidente della Repubblica e' questo ''un momento in cui si richiede una forte, netta assunzione di responsabilita': largamente condivisa, aggiungo, perche' risulti piu' credibile, piu' garantita nella sua efficacia realizzativa. Non posso percio' tacere la mia angustia nel constatare che le condizioni politiche per questa piu' larga condivisione non si sono verificate''.
Il Capo dello Stato sostiene che ''dobbiamo avere l'assillo di dare risposte convincenti ai nostri partner europei, alle istituzioni e insieme - necessita' ormai scottante - a una vasta parte dei ceti popolari, delle forze del lavoro e soprattutto dei giovani''.

18 ottobre 2011

Imprese a Berlusconi: su sviluppo tempo scaduto, ritardo costa molto

"Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita sta costando moltissimo". Così le imprese firmatarie del manifesto di Confindustria scrivono al premier evidenziando che "il tempo è scaduto"."Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese", scrivono a una voce sola i presidenti di Abi, Ania, Alleanza delle cooperative Italiane, Confindustria e Rete imprese Italia.
"L'Italia - prosegue la lettera a Berlusconi - ha mezzi, risorse, intelligenze, per risalire la china, ma il tempo è scaduto. E' allora di fondamentale importanza che il decreto sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici". "Il nostro è un appello forte al fare: con unità di intenti è possibile superare una fase difficile. Confidiamo che il suo governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento", avvertono le imprese.
Misure, dicono le imprese, "che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici". D'altra parte, ricordano, è stato proprio questo che ha mosso le associazioni datoriali a firmare il 'manifesto per la crescita' a cui però il governo non ha dato seguito: "Alcuni giorni addietro abbiamo presentato, come associazioni di imprese, alcune proposte tese a favorire la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese. Ci ha mosso la preoccupazione incalzante dei nostri associati per un quadro congiunturale che si dimostra ogni giorno più severo. La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell'Italia e i risultati raggiunti", prosegue la lettera che sollecita anche una convocazione delle imprese da parte dell'esecutivo, così come avviene nel resto d'Europa.
"Sappiamo che il governo ha in animo di approvare un decreto sviluppo e, anche a questo proposito, riterremmo utile poter partecipare alla individuazione e alla messa a punto delle misure per contribuire ad accrescerne fattibilità ed efficacia. Un confronto di tal genere sarebbe oltremodo utile e pienamente in linea con quanto avviene in ogni Paese della Unione europea", dicono a una sola voce Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, Confindustria e Rete imprese Italia, ricordando come tutte le imprese stiano facendo "del loro meglio per passare attraverso l'attuale difficile contingenza, ma solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del Paese questi sforzi non verranno vanificati".

Dl Sviluppo, Berlusconi: ''Non ci sono soldi, il varo quando sarà convincente''

Sul decreto sviluppo ''stiamo riflettendo, soldi non ce ne sono. Stiamo cercando di inventarci qualcosa, speriamo di riuscirci''. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, interpellato alla Camera dai giornalisti.Per Berlusconi comunque c'è tempo: ''Sarà varato quando il testo sarà convincente'', ma ''non ho particolare fretta''. Intanto stasera ''a partire dalle 19 e fino a notte fonda" ci sarà una riunione dedicata proprio a questo argomento con ''ministri e tecnici. Conto sul varo del decreto appena sarà convincente, cioè quando ci sarà un provvedimento che sia di stimolo a sviluppo e crescita''.
''La patrimoniale? Io sono contrario'', afferma ma, aggiunge, ''non mi sento di esprimere le opinioni degli altri esponenti della maggioranza''. Il dl sviluppo sarà a costo zero? ''Stiamo riflettendo, soldi non ce ne sono'', replica il Cavaliere.
Quanto al nodo Bankitalia, una decisione, precisa il premier, "non è stata presa ancora perché ci sono diversi problemi da risolvere" ma Lorenzo Bini Smaghi, attuale esponente italiano nel board della Bce, è una delle "personalità nel novero" dei candidati alla guida della Banca d'Italia.

Processo Mediatrade, Berlusconi prosciolto

Il gup di Milano, Maria Vicidomini, ha prosciolto per non aver commesso il fatto Silvio Berlusconi imputato con altri per il caso Mediatrade.
Il gup di Milano, Maria Vicidomini, ha rinviato a giudizio Pier Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e tutti gli altri imputati, tranne Silvio Berlusconi, per il caso Mediatrade.
Il processo sul caso Mediatrade nei confronti di Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale, e di altri 9 imputati, tra i quali il produttore Frank Agrama e il mediatore Daniele Lorenzano, è fissato per il prossimo 22 dicembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale a Milano.
PROCURA FARA' RICORSO La Procura di Milano ricorrera' in Cassazione contro il provvedimento con cui oggi il gup Maria Vicidomini ha prosciolto Silvio Berlusconi per il caso Mediatrade.
BERLUSCONI: ACCUSE INFONDATE, E' SCANDALO PM - 'Adesso tutti mi chiedono se sono soddisfatto, non lo sono perche' sono stato accusato di una cosa che non sta ne' in cielo ne' in terra. E' il venticinquesimo processo da cui sono assolto.E' grave Scandalo che i pm mi accusIno e i loro colleghi mi assolvano. Lo afferma Silvio Berlusconi in riferimento al processo Mediatrade

17 ottobre 2011

AUMENTANO I POVERI IN ITALIA: IL RAPPORTO CARITAS-ZANCAN

È un titolo fortemente evocativo quello del nuovo rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia: “Poveri di diritti” (ed. il Mulino, in libreria dal 20 ottobre) presentato oggi a Roma.
Un titolo che nasce da una semplice, ma non scontata considerazione: alle persone che vivono in condizioni di povertà si pensa solo in termini di insufficienti risorse economiche, ignorando che esiste tutta una serie di altre privazioni che peggiorano lo stato di precarietà e ne impediscono il superamento.
Il diritto alla casa, al lavoro, alla famiglia, all’alimentazione, alla salute, all’educazione, alla giustizia - pur tutelati dalla Costituzione italiana - sono i primi a essere messi in discussione e negati. Allo stesso modo, viene regolarmente violato il “diritto a non scomparire per effetto statistico”, visto che le statistiche sulla povertà non riescono a documentare gli effetti devastanti della crisi per molte famiglie.
Come nella passata edizione del rapporto, anche quest’anno va registrata una sostanziale difformità tra i dati ufficiali relativi alla povertà e la reale condizione del paese: nel 2010 8 milioni e 272 mila persone erano povere (13,8%), contro i 7,810 milioni del 2009 (13,1%). Secondo i dati Istat (2011) il 2010 ha registrato un lieve incremento nel numero di famiglie in condizioni di povertà: si è passati da 2,657 milioni (10,8%) a 2,734 milioni (11%).
I più colpiti. Nel 2010 la povertà relativa è aumentata, rispetto all’anno precedente, tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9 al 29,9%), tra le famiglie monogenitoriali (dall’11,8 al 14,1%), tra i nuclei resi?denti nel Mezzogiorno con tre o più figli minori (dal 36,7 al 47,3%) e tra le famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro (dal 13,7 al 17,1%). Ma la povertà è aumentata anche tra le famiglie che hanno come persona di riferimento un lavoratore autonomo (dal 6,2 al 7,8%) o con un titolo di studio medio?alto (dal 4,8 al 5,6%). Per queste ultime è aumentata anche la povertà assoluta, passando dall’1,7 al 2,1%.

La povertà colpisce con particolare violenza le famiglie numerose, con più di due figli. Senza un adeguato sostegno, le famiglie non saranno incentivate a fare figli e le ripercussioni a livello demografico saranno pesanti. Tuttavia, nel bilancio di previsione dello stato per gli anni 2010?2013, il Fondo per le politiche della famiglia registra i seguenti decrementi: 185,3 milioni di euro nel 2010, 51,5 milioni nel 2011, 52,5 milioni nel 2010 e 31,4 milioni nel 2013. In Italia, i cittadini tra i 15 e i 64 anni con un lavoro regolarmente retribuito sono quasi 22 milioni e 900 mila, il 56,9% dei cittadini. La percentuale è tra le più basse dell’Occidente. Ci sono poi tre categorie particolarmente vulnerabili: i giovani (l’occupazione è crollata dell’8% nel 2009 e del 5,3% nel 2010); le donne (in Italia lavora solo il 47%); le persone di?sabili (nel 2008 hanno fatto domanda di assunzione 99.515 disabili e nel 2009 83.148, ma gli av?viamenti effettivi al lavoro sono stati rispettivamente 28.306 e 20.830).

Scontri Roma, Maroni: nuove leggi

Serve un aggiornamento della legge Reale per fronteggiare episodi di violenza come quelli che sabato scorso hanno messo a ferro e fuoco Roma. Ad anticiparlo, alla vigilia della sua audizione davanti all'aula del Senato, e' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che sulla necessita' di una stretta legislativa si dice ''d'accordo'' con le posizioni di Antonio Di Pietro. Sugli episodi di sabato a Roma, ha spiegato il ministro a margine di un incontro riservato con la giunta di Assolombarda a Milano, ''domani riferiro' in Senato'', ma per il momento ''devo dire che per una volta sono d'accordo con Antonio Di Pietro che oggi ha detto che servono nuove norme per prevenire''. Anche per il titolare del Viminale, dunque, ''serve una legge Reale bis'', e proprio questo ''e' esattamente quello che voglio dire domani annunciando la proposta di nuove misure legislative che possono consentire a polizia e forze dell'ordine di prevenire piu' efficacemente le violenze come quelle di sabato''. Sui dettagli del provvedimento Maroni ha preferito non sbilanciarsi: ''Li diro' domani in Senato''.

16 ottobre 2011

Più lavoro per i giovani più futuro per il Paese. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

Dalla Banca d'Italia giungono riflessioni - che meritano di essere accolte - sul" tema dei temi": il lavoro dei giovani. Ulteriori opportunità' si generano con più crescita, rimettendo in moto i consumi, penalizzati dall' insufficiente reddito di milioni di lavoratori e pensionati e, inoltre, incentivando e sostenendo quelle imprese che reagiscono alla crisi ma non "rischiano" nuove assunzioni. A queste aziende va ridotto il costo del lavoro specie nel Sud, con la piena operatività' del "bonus occupazione" e sostenendo la semplificazione normativa del contratto di apprendistato. In sintesi, meno costi in cambio di occupazione stabile.

“Ricongiungere l’integrazione. Ricongiungimento familiare per gli immigrati: esperienze a confronto”

“Ricongiungere l’integrazione. Ricongiungimento familiare per gli immigrati: esperienze a confronto”. E’ il titolo del convegno promosso dal sindacato Uil di Roma e Lazio e dal patronato Ital, con il sostegno della Provincia di Roma che il 19 ottobre ospiterà l’iniziativa nella sua sede (palazzo Valentini, via IV Novembre 119-A).
Il convegno si svolgerà nella sala Luigi Di Liegro dalla ore 9.30. Presiederanno Rosella Giangrazi , segretaria regionale Uil Roma e Lazio,e Alberto Sera, vice presidente Ital Uil. Relazioni di Pilar Saravia (Uil Roma e Lazio), Gabriele Di Mascio (Ital Uil), Maurizio Soru (Ital Uil del Lazio). Interverranno la ricercatrice Isabella Peretti e Antonio Ricci, del Dossier Caritas Migrantes/European Migration Network e rappresentanti di comunità straniere. Sono stati invitati alla conferenza il vice sindaco di Roma Sveva Belviso, l’assessore comunale alle politiche sociali Claudio Cecchini, l’assessore regionale del Lazio alle politiche sociali Aldo Forte. Concluderà i lavori Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.

Esteban Caselli (Pdl): “Noi italiani all'estero sosteniamo il premier Berlusconi”

Rafforziamo oggi il Governo del premier Silvio Berlusconi, che per un errore tecnico nella presentazione del bilancio ha dovuto ricorrere al voto di fiducia”. Soddisfazione del sen. Esteban Caselli, eletto nella circoscrizione America Meridionale e responsabile del settore Italiani nel Mondo del Pdl, per la fiducia incassata dall’Esecutivo oggi alla Camera dei deputati.
Il senatore italo argentino si rivolge ai “signori dell'opposizione” con un caldo invito: “Smettetela di chiedere le dimissioni del premier, pensate a chi vi ha votato, al popolo italiano, sofferente in questa crisi economica mondiale, affiancate questo Governo con idee, non cercate di diroccarlo”. “Noi italiani all'estero sosteniamo il premier Berlusconi” dice Caselli. E rivolgendosi allo stesso Berlusconi assicura: “Siamo con lei per aiutarla a uscire fuori da questa crisi”.

Oltre 1 milione di danni, 12 arresti.

Il giorno dopo Roma si sveglia sotto choc per le violenze che ieri per ore hanno tenuto sotto scacco la capitale. Mentre nella notte gli ospedali si sono riempiti di feriti, arrivando a contare un centinaio di ricoveri tra manifestanti, violenti e forze dell'ordine, ci si interroga su come sia stato possibile che un gruppo abbia potuto mettere a soqquadro per ore il centro di Roma.
Stamattina a Piazza San Giovanni, per ore ieri nelle mani dei violenti, numerosi turisti fotografano i danni: dai sampietrini divelti, alle vetrine distrutte, alle automobili bruciate per strada.
Intanto, mentre la città oltraggiata inizia a fare la conta dei danni subiti, gli investigatori continuano ad analizzare le immagini registrate dalle telecamere per individuare i responsabili dei disordini. Al momento, delle circa 20 persone fermate ieri durante gli episodi di violenza dalla polizia, 12 sono in stato di arresto. Tra questi ci sono anche quattro donne mentre sono tutti d'età inferiore ai 30 anni. Idenificata anche una minorenne, che è stata denunciata. Gli altri arrestati sono: un ventunenne appartenente all'area anarchica, già noto alla Digos; due ragazzi nati all'estero ma residenti da tempo in Italia e altri due con precedenti specifici per reati contro le forze dell'ordine; un ragazzo che era già stato denunciato per aver partecipato a un rave party. Infine altri due manifestanti arrestati provenivano rispettivamente da Trento e da Catania. Tra i fermati ci sono anche persone provenienti da Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli. Al momento ai fermati è contestata la resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale, ma i pm stanno valutando caso per caso, sulla base delle informative e dei filmati, se contestare anche la devastazione e il danneggiamento
Sono 10 le bottiglie incendiarie che sono state rinvenute e sequestrate dalla Digos nel corso della manifestazione. In particolare, le bottiglie già complete di stoppino fissato con del nastro isolante e piene di benzina, sono state trovate lungo via Cavour all'altezza del civico 211, all'interno di un borsone nero.Nello stesso contesto, in Piazza San Francesco di Paola, nel corso di un controllo preventivo sono state sequestrate 4 assi di legno "munite" di nastro adesivo, oltre a numerosi sampietrini. A Piazza di Spagna, invece, una guardia giurata in servizio in un istituto di credito ha trovato nascoste in un angolo della via numerose spranghe in ferro e pietre. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro.
Sono al vaglio degli investigatori i filmati e le foto riguardanti i disordini scatenatisi: si tratta delle immagini riprese dagli "occhi elettronici" montati a bordo degli elicotteri che hanno sorvolato Roma tutta la giornata, telecamere capaci di ruotare a 360 gradi e di fare riprese che arrivano a inquadrare i volti delle persone, archiviando ogni singola immagine. L'obiettivo è arrivare a individuare i 'black bloc' che hanno messo a ferro e fuoco la città con un'azione che sempre più elementi fanno ritenere pianificata nei minimi dettagli e organizzata su scala nazionale.Dei ricoverati di ieri, il manifestante rimasto ferito alla mano in via Cavour, era quello in condizioni piu' critiche. Al policlinico Umberto I sono tuttora ricoverati anche un poliziotto e un carabiniere che hanno riportato delle fratture, ma le loro condizioni non destano
Intanto il sindaco Gianni Alemanno fa una prima stima dei danni: un milione di euro di danni solo per quanto riguarda il pubblico, senza considerare, dunque, quelli subiti dai privati, negozianti in testa. Il primo cittadino ha effettuato un sopralluogo per verificare i danni al trasporto pubblico romano, al sistema di raccolta dei rifiuti e agli arredi urbani. Secondo le stime, 500mila euro di danni sarebbero solo quelli subiti dall'Ama, mentre ammonterebbero a 300mila euro quelli al tpl. Ancora da quantificare invece i danni relativi alla segnalatica stradale e ai sanpietrini divelti.

Indignati:Bersani,violenze inaccettabili


''In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio ed una critica all'attuale assetto dell'economia mondiale''. Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, condanna gli atti teppismo in corso alla manifestazione romana degli indignati

Governo:Casini,premier non all'altezza

''Monti ha ragione: chi governa non è all'altezza dei propri compiti''. Cosi' il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha commentato con i cronisti l'odierno editoriale di Mario Monti. ''Ad avvalorare questo giudizio - ha detto Casini dopo aver firmato, ad un gazebo di piazza del popolo, una petizione popolare dell'Udc - sta il fatto che subito dopo la fiducia il governo si e' affrettato a fare quattro nuove nomine. C'è una distanza siderale con il Paese''.

L'inflazione aumenta, debito pubblico sotto quota 1.900 miliardi

ROMA - Inflazione in aumento a settembre. Secondo l'Istat, infatti, "nel mese di settembre, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), comprensivo dei tabacchi, registra una variazione nulla su base congiunturale e un aumento del 3% su base tendenziale (la stima provvisoria era +3,1%), con un'accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto ad agosto 2011 (+2,8%)". L'Istituto di statistica continua: "L'inflazione acquisita per il 2011 e' pari al 2,6%.
L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,4% dal 2,2% di agosto. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo e' pari a al 2,3% (era 2,1% ad agosto)".
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni "sale al 3,3% dal 2,9% di agosto e quella dei prezzi dei servizi si porta al 2,7% (+2,5% ad agosto). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di due decimi di punto percentuale rispetto al mese di agosto. A settembre, si rilevano tendenze all'accelerazione della crescita dei prezzi al consumo in gran parte delle divisioni di spesa, con particolare riferimento ai beni e servizi per Ricreazione, spettacoli e cultura, ai Servizi ricettivi e di ristorazione, all'Abbigliamento e calzature e agli Altri beni e servizi". I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza "aumentano dello 0,3% su base mensile e del 3,7% su base annua (era +3,6% ad agosto); quelli dei prodotti a media frequenza d'acquisto segnano un calo congiunturale dello 0,4%, mentre il relativo tasso di crescita tendenziale sale al 3,1% dal 2,8% di agosto. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del 2,0% su base mensile e del 3,6% su base annua (la stima provvisoria era +3,5%), in marcata accelerazione rispetto ad agosto 2011 (+2,3%). La forte variazione congiunturale e' in gran parte dovuta al venire meno dei saldi stagionali".
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, "registra una variazione congiunturale nulla e un aumento del 3% rispetto a settembre 2010".
SCENDE IL DEBITO PUBBLICO - Il debito pubblico italiano nel mese di agosto torna sotto la soglia dei 1.900 miliardi di euro attestandosi a 1.899 miliardi di euro. In calo di oltre 10 miliardi rispetto ai 1.911,769 di luglio. E' quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia.

Berlusconi: sono sereno, termineremo legislatura

"Sono sereno e determinato: abbiamo i numeri per governare e andremo avanti fino al termine della legislatura". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con Studio Aperto. "Spero - ha aggiunto - che il decreto sviluppo che arriverà in Consiglio dei ministri la prossima settimana "possa contenere davvero misure che stimolino la ripresa e i consumi". Commentando 'l'Aventino' dell'opposizione, il premier ha detto: 'La prima volta, nel '29, fu una tragedia, questa volta e' stata una farsa". "Questa opposizione - ha aggiunto Berlusconi - è allo sbando e credo che servirà loro molto tempo per rendersi credibile" agli occhi degli italiani. Secondo il presidente del Consiglio, Casini, Fini, Bersani e Di Pietro hanno offerto un'immagine "grottesca" al Paese.
SCHIFANI: ORA DECISIONI SENZA CONFLITTI INTERNI - "Quello che chiede il Capo dello Stato è coesione politica, cioè capacità decisionale senza conflitti interni". Lo sottolinea il presidente del Senato Renato Schifani, in visita al Laboratorio sotto il Gran Sasso, ricordando la fiducia incassata ieri dal governo.
ALFANO: NON C'E' CONDIZIONE ALLARGAMENTO MAGGIORANZA - "Non mi pare esistano condizioni per un allargamento politico della maggioranza". Lo ha detto oggi a Peschiera il segretario del PdL Angelino Alfano. "Il voto di fiducia di ieri - ha aggiunto - irrobustisce il governo e dà prova dell'esistenza di una maggioranza forte". Il governo, dopo la fiducia ottenuta ieri, è certo "di poter realizzare entro i prossimi 4-5 mesi il decreto sviluppo e la riforma del fisco, che potremo approvare anche nel primo trimestre dell'anno prossimo". Per il segretario nazionale del PdL il governo è ora pronto "a dare il via alla riforma costituzionale della giustizia e a quella dell'architettura dello Stato, due grandi riforme che possono ricevere l'approvazione prima della fine della legislatura, cioè nella primavera del 2013". Inoltre, per Alfano "è meglio avere un'alleanza sia pur con qualche tensione che non avere alleanze. Noi con la Lega - ha concluso - siamo l'unica alleanza che può garantire stabilità nei governi locali, regionali e nazionale per sviluppare le riforme di cui il Paese ha bisogno

Fini: governo ha preso in giro se stesso e Italia

Sulla crisi, "la colpa dell'attuale esecutivo è di aver preso in giro se stesso e gli italiani", "negando" l'emergenza "fino a un minuto prima che esplodesse". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando a una manifestazione di Futuro e Libertà a Napoli. La crisi è di carattere generale, "non è certo colpa di Berlusconi, ma il governo ha delle responsabilità. La più grave - secondo Fini - è che in Parlamento, fino a pochi giorni prima che esplodesse la crisi, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia dicevano che stavamo meglio di altri paesi e non c'era alcuna necessità di intervenire sui conti pubblici. Presentevano una realtà che non corrispondeva alla verità, vizio antico di un centrodestra che confronde propaganda e politica". Invece "l'Italia non era e non è il paese del Mulino bianco. Tanti sintomi di crisi c'erano e stavano diventando sempre più gravi".
Il ministro per le politiche agricole, Saverio Romano, indagato in Sicilia, dovrebbe dimettersi dal suo incarico per motivi di opportunità. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, citandolo esplicitamente e ricordando i reati "particolarmente inquietanti" per i quali è sotto inchiesta. "Non so, nessuno sa" - ha detto Fini dal palco della manifestazione napoletana di Futuro e Libertà - se Romano "é davvero colpevole dei reati di cui è accusato. Non è compito del Parlamento o della politica processare o giudicare, ma chi ha una certa idea del centrodestra, della politica e dell'Italia vorrebbe un Paese in cui, come in tutte le democrazie europee, per opportunità e non per colpevolezza accertata ci si dimette da alcuni incarichi per reati molto, molto meno inquietanti di quelli che riguardano l' attuale ministro".
Per motivi di "credibilità e opportunità" quando si è indagati, o rinviati a giudizio o condannati in primo grado - ha aggiunto il presidente della Camera - bisognerebbe "fare un passo indietro per porre l'istituzione che si rappresenta al di sopra di ogni sospetto".
FINI: INTOLLERABILI INSULTI QUOTIDIANI DELLA LEGA AL SUD - "E' francamente intollerabile che con responsabilità istituzionali si insultino gli italiani del Sud accusandoli con tutti gli stereotipi che li vogliono pigri, assistiti". Così Gianfranco Fini, presidente della Camera: "Invece si digerisce tutto ciò che vuole Bossi, si chiudono gli occhi anche sulle offese al Sud pur di continuare a governare". Parlando a Napoli, il leader di Futuro e Libertà ha detto che la coalizione Pdl-Lega ormai è diventata una "caricatura" del centrodestra.

INDIGNATI: CORTEO ROMA SI CHIUDE TRA SCONTRI E CARICHE

Si e' chiuso all'insegna della tensione, degli scontri e delle cariche, il corteo degli indignati partito poco dopo le 14 da piazza della Repubblica, a Roma. Nel primo pomeriggio un esponente dei Cobas e' stato ferito mentre cercava di allontanare i piu' violenti, stessa sorte per un manifestante che ha riportato gravi lesioni ad una mano mentre raccoglieva o tentava di lanciare un grosso petardo. Una ragazza ferita in volto. Contusi anche tra gli agenti delle forze dell'ordine, alla fine intervenuti con idranti e lacrimogeni.
Piazza San Giovanni, che doveva essere meta della manifestazione tra bandiere colorate, musica e slogan, si e' invece ritrovata avvolta dal fumo dei lacrimogeni, teatro di scontri tra gruppi di manifestanti mascherati e con i caschi che hanno continuato a scontrarsi con le forze dell'ordine con sassi e bastoni. Alcuni blindati sono stati danneggiati.
La sorte della manifestazione e' apparsa chiara intorno alle 15 quando gli infiltrati violenti hanno iniziato a danneggiare la citta'. I manifestanti si sono indignati una seconda volta e hanno cercato di allontanare i violenti.
Black bloc isolati, ben diversi dalle decine di migliaia tra giovani, studenti, precari, rappresentanze dei Cobas, degli operai in cassa integrazione, che sono scesi in piazza per onorare l'appuntamento con gli indignados di mezza Europa.
Tra le bandiere presenti quelle dei Cobas, degli Usb, dei movimenti No-Tav e, per quanto riguarda i partiti, di Rifondazione Comunista. La prima ora di manifestazione e' andata avanti senza incidenti, poi, intorno alle 15, in via Cavour i primi gesti di violenza. Alcuni manifestanti incappucciati si sono staccati dal corteo ed hanno preso di mira una saracinesca di un supermercato in via Corrado Ricci dando due macchine alle fiamme all'altezza del Grand Hotel Palatino.
La musica ad alto volume che accompagnava slogan contro il governo e le sue politiche economiche ha lasciato un corteo silenzioso, forse, a un certo punto, conscio della infiltrazione di gruppi estremi (qualcuno ha parlato addirittura di esponenti di Forza Nuova). Al posto della musica lo scoppio dei petardi e delle bombe carta. Dai danni in via Cavour a via Labicana, dove e' stata eretta, all'altezza di via Pietro Verri, una barricata di fuoco con sei cassonetti dati alle fiamme. La strada centrale verso San Giovanni sembrava un vero e proprio campo di battaglia.
Alcuni gruppi di violenti hanno attaccato un edificio del ministero della Difesa danneggiandolo gravemente fino al secondo piano. Squadre di vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme. La stessa atmosfera di guerriglia che ha raggiunto piazza San Giovanni: scontri tra le forze dell'ordine e i gruppi di violenti che sono riusciti a mandare alle fiamme un blindato dei Carabinieri tra gli sguardi attoniti dei manifestanti. Ragazzi e ragazze che hanno cercato, rapidamente, di tirarsi fuori da una situazione sfuggita di mano.

12 ottobre 2011

BCE, la crisi è sistemica. Dichiarazione di Antonio Foccillo, Segretario confederale UIL

Il monito lanciato dal presidente uscente della Bce Trichet non può che confermare le preoccupazioni espresse dalla UIL ormai da tempo: la crisi c’è dal 2007 ed è ormai divenuta sistemica, oltre a peggiorare ulteriormente dallo scorso mese di agosto.
I continui comportamenti dilatori da parte dei governi nazionali e delle autorità istituzionali europee hanno contribuito ampiamente e, tuttora contribuiscono ad aggravare la situazione. Bisogna limitare gli annunci e procedere con fatti concreti, sia attraverso la ricapitalizzazione delle banche che con la necessaria condivisione della soluzione politica per quanto riguarda la crisi dei debiti sovrani.
E' perciò opportuno che i Governi nazionali e le autorità dell'Unione Europea con urgenza rispettino, attuandole, le decisioni prese negli ultimi vertici europei e promuovano politiche fiscali credibili, che nel caso del nostro Paese ovviamente escludono giocoforza eventuali condoni.

NAPOLITANO: TOCCA AL PREMIER INDICARE SOLUZIONE

''Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi ricevuto al Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, che ha ringraziato per averlo messo al corrente delle ragioni che ad avviso dei presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione rendono politicamente complesso il superamento della situazione determinatasi a seguito del voto contrario all'art. 1 del rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato''. E' quanto si legge in una nota del Quirinale, in cui si sottolinea che ''il Capo dello Stato ha espresso la convinzione che tocchi al Presidente del Consiglio indicare alla Camera nell'annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del Parlamento del rendiconto e dell'assestamento. Sulla sostenibilita' di tale soluzione sono competenti a pronunciarsi le Camere e i loro Presidenti''.

Sviluppo, Draghi: ''Senza la crescita il risanamento dei conti è a repentaglio''

Gli interventi realizzati nella scorsa estate avviano la finanza pubblica italiana lungo un sentiero di maggiore sostenibilità. Ma ciò non basta. Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio". E' il monito che arriva dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che, intervenendo al convegno 'L'Italia e l'economia internazionale, 1861 - 2011' ricorda i settori in cui intervenire: "abbiamo più volte indicato gli interventi necessari in ambiti essenziali per la crescita come la giustizia civile, il sistema formativo, la concorrenza, soprattutto nel settore dei servizi e delle professioni, le infrastrutture, la spesa pubblica, il mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale". "L'obiettivo di rilanciare la crescita è finalmente oggi largamente condiviso, ma l'adozione delle misure necessarie si è finora scontrata con difficoltà apparentemente insormontabili", continua Draghi. Eppure, prosegue, "sia la storia - anche quella che emerge dalle ricerche che saranno discusse qui in questi giorni - sia gli elementi positivi che oggi pur si colgono nel paese mostrano che esso non è al di sopra delle nostre possibilità".
"E' importante che tutti ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell'economia italiana possono venire solo dagli italiani", afferma. Il numero uno di Via Nazionale fa riferimento a "una nostra tentazione atavica, ricordata da Alessandro Manzoni", quella di "attendere che un esercito d'oltralpe risolva i nostri problemi". Come in altri momenti della nostra storia, scandisce Draghi, "oggi non è così" ed "è importante che tutti i cittadini ne siano consapevoli".
Il governatore, quindi, ribadisce il concetto. "Solo i paesi che si assumono le proprie responsabilità - quelle dell'Italia sono oggi particolarmente rilevanti - e che mantengono con rigore gli impegni presi sono partner credibili, a maggior ragione nella fase di ulteriore integrazione e condivisione di doveri che si prospetta per l'Unione Europea".
"L'Italia - continua - deve oggi saper ritrovare quella condivisione di valori comuni che, messi in sordina gli interessi di fazione, è essenziale per mobilitare le energie capaci di realizzare in anni non lontani, una rigogliosa crescita economica e di offrire credibili speranze alle nuove generazioni".
In un'economia che ristagna, ricorda il governatore facendo riferimento alla Venezia del Seicento o all'Amsterdam del Settecento, "si rafforzano sempre i meccanismi di difesa e di promozione degli interessi particolaristici. Si formano robuste coalizioni distributive, più dotate di poteri di veto che di capacità realizzativa".
Il rafforzamento di tali coalizioni, spiega ancora Draghi, "rende a sua volta sempre più difficile realizzare misure innovative a favore della crescita". Per questo, "è compito insostituibile della politica trovare il modo di rompere questo circolo vizioso prima che questo renda impossibili, per veti incrociati e cristallizzati, le misure necessarie per la crescita", conclude.

RIDUZIONE PARLAMENTARI/ IL DDL DEL GOVERNO: CINQUE GLI ELETTI ALL’ESTERO E SOLO ALLA CAMERA

Cinque deputati eletti all’estero: questa la rappresentanza parlamentare dei connazionali nel mondo nel ddl costituzionale presentato dal Governo per ridurre il numero dei parlamentari, istituire il Senato Federale e modificare la forma di Governo.
Il ddl è stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, che già da due settimane sta esaminando i disegni di legge presentati in materia da senatori di ogni schieramento.
Ben 32 gli articoli del ddl che porta la firma di Berlusconi e Bossi e che, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio, "sarà per il Parlamento un’occasione straordinaria per realizzare una riforma storica".
La riforma costituzionale, così come emerge da questo ddl, prevede una cospicua riduzione del numero dei deputati (da 630 a 250) e dei senatori (da 315 a 250). Si introduce nella Costituzione la previsione che l’indennità parlamentare sia commisurata, almeno in parte, all’effettiva partecipazione ai lavori delle Camere e si istituisce il "Senato federale", composto da senatori (non meno di cinque per ogni regione) eletti, su base regionale, fra gli elettori residenti in quella regione. Possono partecipare all’attività del Senato federale della Repubblica, con diritto di voto, anche altri rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali.
La riforma, con la modifica dell’articolo 117 della Costituzione, punta a "fare chiarezza nella ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in materie molto delicate come l’energia e le infrastrutture strategiche" e attribuisce al Senato federale la facoltà di promuovere il ricorso in via principale sugli statuti e sulle leggi regionali. Un’ulteriore modifica all’articolo 122 della Costituzione dispone che spetti alla legge dello Stato fissare un tetto al numero di consiglieri regionali e alla loro indennità.
Il testo prevede anche un procedimento legislativo più semplice e tempestivo: "solo per poche e delicate materie (come la revisione costituzionale, la materia elettorale, l’approvazione di bilanci e rendiconti) – si precisa nella relazione di presentazione – si procederà con il sistema bicamerale perfetto; negli altri casi, la competenza sarà o della sola Camera o del solo Senato, con la possibilità per l’altra Camera di richiedere, entro quindici giorni, a maggioranza assoluta, di esaminare il testo approvato. Tale fase di esame può avere una durata massima di trenta giorni. Spetta alla Camera competente decidere in via definitiva sulle modifiche proposte", mentre il Governo potrà "richiedere che l’approvazione di determinati disegni di legge governativi, o fatti propri dal Governo, oppure dichiarati urgenti, avvenga entro trenta giorni".
Per dare più stabilità al Governo si rafforza il ruolo del Presidente del Consiglio, che assume la denominazione di "Primo Ministro": oltre a nominare e revocare i Ministri e i Viceministri, può richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere, anche indipendentemente dall’approvazione di una mozione di sfiducia. "Il Presidente della Repubblica – si sottolinea nella presentazione del testo – rimane il supremo garante dell’equilibrio fra i poteri, intervenendo nella fase di scioglimento delle Camere, di promulgazione delle leggi e di emanazione degli atti aventi valore di legge e dei regolamenti. Anzi, il suo ruolo di "custode" sarà destinato ad accentuarsi a seguito dell’apertura della rappresentanza parlamentare alle istanze degli enti territoriali. Non vengono modificati composizione e funzionamento della Corte costituzionale".

11 ottobre 2011

Bilancio, governo battuto in Aula. Pdl: ''Berlusconi chieda fiducia''. Opposizioni: ''Deve dimettersi''

Il governo è stato battuto in Aula alla Camera sull'assestamento di bilancio. L'Aula ha respinto l'articolo 1 del Ddl di rendiconto 2010. Dopo che la maggioranza è andata sotto, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rinviato a domani i lavori. In mattinata si riunirà la Giunta regolamento della Camera, poi ci sarà la Conferenza dei capigruppo. L'Aula riprenderà alle ore 13 con le comunicazioni del presidente.Appena il governo è stato battuto, Berlusconi, dopo un breve colloquio con Giulio Tremonti, ha lasciato l'Aula. ''Ci dicano dove è andato il presidente del Consiglio -ha chiesto Pino Pisicchio dell'Idv- che aspetta Berlusconi ad andare dal presidente della Repubblica? E' evidente che questo governo non ha la maggioranza''. Ma l'opposizione va all'attacco e chiede le dimissioni del premier. "Berlusconi si convinca ad andare al Quirinale", dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Un governo bocciato sul consuntivo non può fare l'assestamento di bilancio, un governo che non può fare l'assestamento non c'è più", prosegue.
Quanto accaduto oggi aggiunge alle "ragioni politiche della crisi anche ragioni strutturali. Berlusconi si convinca ad andare al Quirinale", sottolinea il segretario del Pd. "Noi oggi siamo stati molto abili - osserva Bersani - se guardate all'evoluzione delle votazioni. E comunque noi siamo stati bravi, ma loro hanno problemi. Berlusconi è arrivato in aula" non avendo compreso la situazione, "ha sottovalutato i problemi perché ormai ha perso il polso dei suoi".
"Oggi le dimissioni di Berlusconi, e prima ancora quelle del ministro Tremonti, sono inevitabili per ridare credibilità al Paese", sottolinea Pier Ferdinando Casini . "Molti pensano che sia un'ossessione dell'opposizione chiedere le dimissioni di Berlusconi ma - insiste - siamo di fronte a un governo paralizzato".
''Non si tratta di un incidente - afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro -, ma di un atto politico uguale alla sfiducia del Parlamento nei confronti di questo governo, perché bocciare il bilancio dello Stato vuol dire bocciare l'atto fondamentale su cui si fonda l'attività di governo''.
''Questa bocciatura non può essere rivista con qualche emendamento e qualche riproposizione in aula. In un Paese normale, anche nella famigerata Prima Repubblica, il governo si sarebbe immediatamente recato dal Capo dello Stato per rimettere nelle sue mani ogni decisione, comprese le dimissioni'', sottolinea. ''Il governo Berlusconi non lo farà e noi ci auguriamo che il capo dello Stato possa autonomamente prendere atto che questo Parlamento è ormai asfittico, perché non ha più nulla da dire e da dare al Paese. Prima che sai troppo tardi ponga fine al governo Berlusconi e ci mandi a elezioni anticipate'', conclude Di Pietro.

10 ottobre 2011

Pd, governo transizione entro Natale

Il Pd e' ''unito'' nella proposta di un ''governo di transizione'' ma entro Natale e comunque ''non a tempo indefinito'' perche' a gennaio, con la possibile ammissibilita' del referendum elettorale, l'andata anticipata alle urne, su spinta della maggioranza, sarebbe l'ipotesi piu' probabile. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, ospite della riunione Modem.

Casini, Italia rischia paralisi

''L'Udc ora punta su Scajola-Pisanu per far cadere Berlusconi? ''Non si tratta di aiuto - ha risposto Pier Ferdinando Casini al Tg1 - ma di guardare in faccia la realta'; se Alfano non fa l'avvocato difensore di Berlusconi ma guarda in faccia la realta' - ha aggiunto il leader del'Udc - vedra' disoccupati che aumentano, famiglie che non ce la fanno, mentre il governo rinvia di giorno in giorno il decreto sviluppo che ha promesso un mese fa. Questa paralisi l'Italia non se la puo' permettere''

PRODUZIONE INDUSTRIALE: AD AGOSTO BALZO DEL 4,3%, MENO OMBRE SUL PIL

Produzione industriale in rialzo in Italia. Ad agosto, secondo i dati dell'Istat, l'indice destagionalizzato della produzione industriale e' aumentato del 4,3% rispetto a luglio (-0,3%), si tratta del migliore risultato dal 2000.Per il governo il bicchiere e' mezzo pieno: ''Vuol dire che l'Italia si muove e che dobbiamo assecondare con le prossime misure questa attitudine a crescere'', ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Maurizio Sacconi.In effetti per gran parte degli economisti, il mese di agosto e' un periodo considerato, anche a causa delle vacanze, piuttosto volatile, ''un dato che va preso con le molle. Probabilmente risente di una distorsione statistica che spesso si vede ad agosto, ma aiutera' il Pil del terzo trimestre'', ha commentato Fabio Fois, economista di Barclays.
In ogni caso il balzo di +4,3% e' stato nettamente superiore alle stime degli economisti che si attendevano un incremento pari a +0,2%. Si sono poi registrati aumenti in tutti i settori: +4,2% per i beni di consumo, +4,0% per i beni strumentali, +3,3% per l'energia e +2,7% per i beni intermedi.
''Il balzo di agosto e' il primo dato positivo dopo tre mesi consecutivi in flessione, la produzione industriale del terzo trimestre potrebbe registrare un aumento di almeno l'1% su base mensile, abbiamo dunque rivisto al rialzo la nostra stima congiunturale del Pil del terzo trimestre da -0,1% a +0,1%'', spiega Lavinia Santovetti, economista di Nomura.
Per il terzo trimestre l'Ocse, nelle sue ultime previsioni, prevede invece una contrazione del Pil pari a -0,1%. Gli uffici studi di diverse banche prevedono una crescita economica ancora stentata, compresa tra +0,1% e -0,1%.
Finora, dopo due trimestri, la crescita del Pil acquisita per il 2011, in caso di crescita zero nel terzo e quarto trimestre, e' pari a +0,7%. Il governo ha recentemente ridotto la previsione sul Pil 2011 da +1,1% a +0,7%.

9 ottobre 2011

Industria: 55.000 posti a rischio

Dall'inizio dell'anno sono oltre 930.000 i lavoratori in cassa integrazione. La perdita di reddito complessiva dei cassintegrati e' di oltre 2,8 miliardi: in pratica 5.982 euro per un singolo lavoratore a ''zero ore'' da gennaio. I tavoli di confronto, dall'inizio della crisi, a fine luglio si attestavano a 187 e ora sarebbero saliti ora 191.
Ce ne sarebbero aperti ancora una novantina, per 250.000 lavoratori occupati coinvolti, 55.000 dei quali realmente a rischio

Barletta: dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

Basterebbe osservare i numeri per comprendere quanto e come il fenomeno del lavoro irregolare sia “dentro” il sistema economico. Nei primi 10 mesi del 2010 su 123.000 aziende controllate dagli Ispettori, 64.000 sono risultate non in regola, 121.000 sono stati i lavoratori irregolari di cui 45.000 quelli completamente in nero individuati in quelle imprese. Purtroppo a questi drammatici dati ne va aggiunto un altro: nello stesso periodo la percentuale di aziende “controllate” è stata solo del 2,3%.
Non si può combattere la battaglia per il lavoro regolare solo con la repressione ma, purtroppo, senza un sistema quantitativo e qualitativo di controllo la battaglia è persa in partenza. Così come, duole dirlo, va combattuta quella cultura della rassegnazione dell’ineluttabilità che le discutibili affermazioni del Sindaco di Barletta amaramente sintetizzano.

IMMIGRATI: TURCO(PD), BENE BERSANI SU VOTO A NUOVI CITTADINI

''E' con grande soddisfazione che leggiamo le parole del segretario Bersani che oggi, in un messaggio al presidente di Equality Italia, cita tra i principali punti del programma del Pd, l'estensione del voto agli immigrati residenti in Italia e la difesa dei diritti delle fasce considerate piu' a rischio''.
Lo dichiara Livia Turco, che proprio oggi e' impegnata alla sede nazionale del Pd in un incontro con le comunita' straniere, gli amministratori locali e le principali forze implicate nel mondo dell'immigrazione per rilanciare le proposte alternative del Pd nella gestione dei problemi legati ai fenomeni migratori.
''E' una ulteriore conferma a sostegno delle giuste lotte che stiamo portando avanti e che continueremo a fare per promuovere e difendere i diritti di uguaglianza. Siamo infatti certi -dice la Turco- che la prima riunione del consiglio dei ministri del governo Bersani approvera' la legge che dice: 'Chi nasce e cresce in Italia e' italiano'''

DI PIETRO, ESECUTIVO TECNICO SOLO PER NUOVA LEGGE ELETTORALE

''L'uscita di scena del governo Berlusconi, corrotto e screditato a livello internazionale, e' condizione necessaria, ma non sufficiente, per il rilancio della nostra economia. Per restituire dignita' alle nostre istituzioni e riconquistare fiducia sui mercati e' necessario che al suo posto si insedi un governo forte e autorevole, pienamente legittimato dal consenso degli elettori''.
Lo afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro che aggiunge: ''Per questo, un eventuale governo tecnico sarebbe una falsa soluzione e un errore. Dopo la fine di questo esecutivo bisogna andare immediatamente alle elezioni. Solo qualora si formasse una maggioranza capace di modificare, in tempi brevissimi, la legge elettorale si potrebbe dar vita a una specie di governo-lampo, che dovrebbe restare in carica solo il tempo strettamente necessario per varare la nuova legge elettorale e poi andare al voto''.
''Un simile governo non dovrebbe invece mettere mano alle profonde riforme economiche e sociali necessarie che, per la loro stessa fondamentale importanza -conclude Di Pietro-, possono essere affrontate solo da un governo democratico ed eletto dal popolo''.

Napolitano: ''Morti bianche inaccettabili. Non si deve abbassare la guardia''

''Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile. La loro significativa riduzione nel 2010 deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori''. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al Presidente dell'Associazione Nazionale fra i lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, in occasione della 61° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.Un evento che, ha aggiunto il capo di stato "rappresenta un'importante occasione per ricordare tutti coloro che hanno visto sacrificata la propria salute o addirittura la propria vita nei luoghi di lavoro''.
Anche il ''tragico crollo di Barletta che ha provocato la morte di giovani donne costrette a un lavoro nero vergognosamente sottopagato ha gettato la luce su pratiche intollerabili", ha sottolineato Napolitano. ''Pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e tutto il mondo occidentale - ha aggiunto il presidente della Repubblica - non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro''.
A giudizio di Napolitano ''è perciò necessario continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza''. Nel messaggio al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, il Capo dello Stato ha reso il suo commosso omaggio a quanti hanno perso la vita per i disastri ambientali e industriali ricordando le drammatiche conseguenze: "La ricorrenza rappresenta un'importante occasione di riflessione e di confronto su un tema di grande attualità per il nostro Paese. Occorre operare affinché i processi di trasformazione territoriale, di urbanizzazione e di sviluppo delle attività economiche siano realizzati con la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica ed al rispetto dell'ambiente e delle sue insostituibili risorse''. ''A tal fine - ha proseguito - si impone un responsabile impegno da parte delle istituzioni, nazionali e locali, della comunità scientifica e degli operatori economici per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo".Per il presidente del Senato Renato Schifani, le morti sul lavoro le cosiddette "morti bianche e gli incidenti sul lavoro rappresentano un cancro da estirpare". Schifani sottolinea anche che la "sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità assoluta per il nostro Paese".
La sicurezza sul lavoro, ha rimarcato da parte sua il presidente della Camera Gianfranco Fini, "rappresenta una sfida nazionale e internazionale che, per essere vinta, deve coinvolgere Istituzioni, autorità competenti, datori di lavoro, sindacati, forze dell'ordine e cittadini".
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha detto che "certamente non ci accontentiamo della pur positiva riduzione che continuamente si è registrata negli ultimi anni dal punto di vista degli infortuni. Fosse anche uno solo non dovremmo essere soddisfatti". Quanto ai controlli sul lavoro nero, con particolare riferimento a quanto avvenuto al crollo della palazzina a Barletta, il ministro ha risposto: "Alzare il livello di ispezioni, di controlli è cosa che abbiamo fatto perché abbiamo introdotto per la prima volta la piena integrazione tra l'attività ispettiva del ministero, gli enti di previdenza e le attività di polizia".