31 agosto 2011

UIL Nazionale Comunicato

Si è svolta una riunione della Segreteria nazionale della Uil e dei Segretari generali delle categorie del pubblico impiego per esaminare i gravi effetti della manovra economica sui dipendenti pubblici.
In particolare, la Uil considera inaccettabile il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali. Questo provvedimento si aggiungerebbe allo slittamento di un ulteriore anno del rinnovo dei contratti, al posticipo di due anni per l’erogazione della liquidazione, alla messa in mora delle tredicesime e agli specifici interventi previdenziali relativi alla scuola.
Per chiedere e ottenere una modifica di questa parte della manovra, la Segreteria nazionale e le categorie interessate della Uil hanno deciso di avviare un percorso di mobilitazione, a partire dal presidio dinanzi al Senato già organizzato per il prossimo 1° settembre, con assemblee nei luoghi di lavoro finalizzate anche alla realizzazione di manifestazioni sul territorio. Tale mobilitazione proseguirà fino ad ottenere le modifiche richieste.
In questo quadro, il Comitato centrale della Uil nazionale, già convocato per il prossimo 16 settembre, deciderà, anche sulla base degli effetti della mobilitazione in corso nel settore, la data di uno sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego

29 agosto 2011

Manovra, ecco le modifiche: via le Province e metà dei parlamentari

Abolizione delle Province e dimezzamento del numero dei parlamentari da inserire in un disegno di legge costituzionale; stop al contributo di solidarietà, che resta però a carico di deputati e senatori, sostituito da misure antielusione e dalla riduzione dei vantaggi fiscali previsti per le cooperative; piccoli Comuni salvi, anche se verranno unite le loro funzioni fondamentali; regime previdenziale inalterato per chi ha maturato quarant'anni di anzianità, senza considerare però il riscatto del servizio militare e della laurea, che tuttavia verrà considerato nel calcolo della pensione.
Sono le modifiche alla manovra decise "all'unanimità" nel vertice di maggioranza svoltosi ad Arcore e durato sette ore e illustrate in un comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio.
"La riunione di maggioranza presieduta dal presidente Silvio Berlusconi - riferisce la nota di palazzo Chigi - si è conclusa con le seguenti unanimi determinazioni: interventi di natura costituzionale" con "dimezzamento del numero dei parlamentari" e "soppressione delle Province quali enti statali e conferimento alle Regioni delle relative competenze ordinamentali".
"Il decreto - prosegue la nota - dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche: sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonché il mantenimento dei Consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri. Riduzione dell'impatto della manovra -prosegue la nota- per Comuni, Province, Regioni e Regioni a statuto speciale. Attribuzione agli Enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate".
Punto cardine delle modifiche approvate, secondo quanto riferisce sempre palazzo Chigi, la "sostituzione del contributo di solidarietà con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative". Ma resta il "contributo di solidarietà a carico dei membri del Parlamento".
Quanto alle pensioni, si è deciso il "mantenimento dell'attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant'anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione. Il governo e il relatore - conlcude la nota - presenteranno le relative proposte emendative, aperti al confronto con l'opposizione nelle sedi parlamentari".

25 agosto 2011

IN ITALIA SENZA LAVORO 1.183.000 GIOVANI UNDER 35: È RECORD NEGATIVO NELL'UE PER DISOCCUPATI/ LO STUDIO DI CONFARTIGIANATO

L'Italia ha il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile: sono 1.138.000 gli under 35 senza lavoro. A stare peggio i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d'età è del 29,6% rispetto al 21% della media europea.
La situazione del mercato del lavoro nel nostro Paese è fotografata in un rapporto dell'Ufficio studi di Confartigianato in cui si rileva che tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi, gli occupati under 35 sono diminuiti di 926.000 unità.
Se a livello nazionale la disoccupazione delle persone fino a 35 anni si attesta al 15,9%, va molto peggio nel Mezzogiorno dove il tasso sale a 25,1%, pari a 538.000 giovani senza lavoro.
La Sicilia è la regione con la maggior quota di disoccupati under 35, pari al 28,1%. Seguono la Campania con il 27,6%, la Basilicata con il 26,7%, la Sardegna con il 25,2%, la Calabria con il 23,4% e la Puglia con il 23%.
Le condizioni migliori per il lavoro dei ragazzi si trovano invece in Trentino Alto Adige dove il tasso di disoccupazione tra 15 e 34 anni è contenuto al 5,7%. A seguire la Valle d'Aosta con il 7,8%, il Friuli Venezia Giulia con il 9,2%, la Lombardia con il 9,3% e il Veneto con il 9,9%.
Nella classifica provinciale la maglia nera va a Carbonia-Iglesias dove i giovani under 35 in cerca di occupazione sono il 38% della forza lavoro. Seguono a breve distanza Agrigento (35,8%) e Palermo (35,7%). La provincia più virtuosa è Bolzano dove il tasso dei giovani senza lavoro è pari al 3,9%, seguita da Bergamo con il 5,6%, e da Cuneo con il 5,7%.
La crisi del mercato del lavoro italiano non riguarda soltanto i giovani. Il Rapporto di Confartigianato mette in luce un peggioramento della situazione anche per gli adulti. La quota di inattivi tra i 25 e i 54 anni arriva al 23,2%, a fronte del 15,2% della media europea, e tra il 2008 e il 2011 è aumentata dell'1,4% mentre in Europa è diminuita dello 0,2%.
In un contesto così critico, il rapporto di Confartigianato rivela paradossi tutti italiani sul fronte dell'istruzione e della formazione che prepara al lavoro.
Per il prossimo anno scolastico 2011-2012, infatti, è previsto un aumento del 3% degli iscritti ai licei e una diminuzione del 3,4% degli iscritti agli istituti professionali. Nel frattempo, le imprese italiane, nonostante la crisi, denunciano la difficoltà a reperire il 17,2% della manodopera necessaria.
Una strada per facilitare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è rappresentata dall'apprendistato. Secondo la rilevazione di Confartigianato gli apprendisti in Italia sono 592.029. In particolare l'artigianato è il settore con la maggiore vocazione all'utilizzo di questo contratto: il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono infatti con l'apprendistato, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane.
"La riforma dell'apprendistato voluta dal Ministro Sacconi – sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli - potrà contribuire a ridurre la distanza tra i giovani e il mondo del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione, dall'altro le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità". (aise)

23 agosto 2011

Dai tagli alla politica alle liberalizzazioni, ecco la 'contromanovra' del Pd in 10 punti

Una 'contromanovra' in dieci punti. E' quella illustrata oggi dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani ''per ottenere equità e sviluppo sostenibile'1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.
Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.
3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.
4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri
5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione.
6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.
7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre, si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).
8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.
9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.
10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia civile.

22 agosto 2011

Ricerca, triste prima volta per l'Italia: arretra dopo 30 anni di crescita

Per la prima volta da trent'anni la produzione scientifica in Italia smette di crescere e da' segnali di arretramento. Lo fa in termini relativi, come quota percentuale dell'intera produzione mondiale, e in termini assoluti, come numero di articoli scientifici pubblicati. E'l'istantanea di un punto di rottura, quella che emerge daun'analisi, appena pubblicata da Research Policy a firma di Cinzia Daraio dell'Universita' di Bologna e di Henk Moed dell'Universita' di Leiden (Paesi Bassi).Il primo campanello d'allarme è del 2004. Per la prima volta, spiega una nota dell'Universita' di Bologna, l'Italia non riesce a bissare il livello di pubblicazioni scientifiche dell'anno precedente. Poi una sequela di ribassi fino al 2009, ultimo anno di cui conosciamo i dati, che fisserà a 52.496 studi pubblicati e al 3,5% il contributo italiano al totale della ricerca mondiale

Certamente il Belpaese sconta, come gli altri Stati europei, la concorrenza agguerrita di Paesi emergenti come India, Brasile e Cina. Quest'ultima in 15 anni quadruplica le sue prestazioni, superando di slancio l'Italia (1999), la Francia (2002), la Germania (2005) e infine il Regno Unito (2006). Ma se barcolliamo anche sui numeri, specifica il comunicato, assoluti, significa che il problema è anche interno.
Siamo fanalino di coda per numero di ricercatori rispetto alla popolazione (meta' della Spagna e un terzo della Gran Bretagna), ma il primo per loro produttività individuale. Lo chiamano 'effetto di compensazione': per bilanciare i minori investimenti i ricercatori italiani si sono arrangiati e c'hanno messo del loro.
L'Universita' di Bologna spiega poi che pur con un esiguo e stabile numero di ricercatori per mille abitanti (0,7: il piu' basso appunto) e uno smilzo 0,5 per cento di Pil investito in ricerca pubblica (solo la Spagna peggio di noi, ma ora minaccia il sorpasso) per 25 anni abbiamo mantenuto trend in crescita per produzione scientifica e qualità della ricerca. (AGENZIA DIRE, www.dire.it)

Pensioni: dichiarazione di Domenico Proietti Segretario Confererale UIL

La Uil è contraria a ulteriori interventi sulle pensioni con l’unico obiettivo di fare cassa. Il sistema previdenziale italiano ha da tempo raggiunto la sostenibilità economica come riconosciuto ripetutamente dagli organismi internazionali. La manovra all’esame del Parlamento deve essere corretta nella direzione dell’equità e del sostegno alla crescita attraverso un più robusto taglio dei costi della politica abolendo tutte le Province ed una più incisiva lotta all’evasione fiscale che, dopo le parole di ieri del Capo dello Stato pone il Governo e tutto il Parlamento di fronte ad ineludibili assunzioni di responsabilità per combattere un’anomalia che danneggia gravemente l’economia oltre a rappresentare un vulnus gravissimo alla nostra democrazia.

LIBIA: TRIPOLI IN MANO A RIBELLI, ORE CONTATE PER GHEDDAFI

Dopo cinque mesi di guerra i ribelli libici sono entrati a Tripoli accolti dai festeggiamenti della popolazione scesa nella notte in Piazza Verde per celebrare la vittoria degli insorti nella citta' simbolo del regime.Nonostante la capitale sia quasi tutta sotto il controllo degli insorti, e non vi siano ancora notizie certe sulle sorti del rais Muammar Gheddafi, i fedelissimi del colonello continuano a combattere e pesanti scontri a fuoco sono stati uditi nei pressi del compound di Gheddafi.La Guardia repubblicana di Muammar Gheddafi e tre dei suoi figli, fra i quali Saif al Islam, si sono arresi agli insorti.Ieri Gheddafi ha trasmesso altri tre messaggi audio. In uno dei messaggi, diffusi dall'emittente Al Jazeera, il rais ha ammesso: ''Temo che Tripoli bruci''. Poi, rivolgendo un appello a tutti i suoi sostenitori, ha dichiarato: ''Venite da tutte le regioni per liberare la capitale dai ribelli''.
''Rimarro' a Tripoli fino all'ultimo''.Secondo una fonte diplomatica, Gheddafi si troverebbe nel suo compound di Bab Al-Aziziya, nel centro della città.Bab al-Aziziya e' stato bombardato piu' volte dall'inizio della missione internazionale guidata dalla Nato e diversi edifici del complesso sono stati rasi al suolo.''Vi sono numerosi bunker in quel compound e Gheddafi potrebbe trovare riparo li' dentro'', ha detto la fonte diplomatica. Il presidente Usa Barack Obama ha affermato che il regime autocratico di Gheddafi, al potere da 42 anni, si trova ormai ad un ''punto di non ritorno''. E' giunto il momento che il ''tiranno'' se ne vada, ha sottolineato Obama esortando i ribelli a rispettare i diritti umani e a seguire la via della democrazia.Una delle figure piu' importanti del Consiglio nazionale di Transizione, Mahmud Jibril, ha lanciato un appello ai ribelli affinche' agiscano responsabilmente in queste ore concitate.''La lotta non e' ancora finita'', ha detto alla tv Al-Ahrar. ''Se Dio vuole, in poche ore la nostra vittoria sara' completa'', ha aggiunto. In migliaia, stanotte, si sono riversati per le strade di Tripoli per accogliere i ribelli che sono stati festeggiati con canti e grida di gioia a Piazza Verde, ribattezzata gia' Piazza dei Martiri.Le telecamere di Sky News hanno mostrato le immagini di una folla in festa. Molte persone, sventolando la bandiera rossa, nera e verde delle forze anti-regime, hanno urlato ''Allahu Akbar'' (Dio e' grande) e danzato tutta la notte.Simili scene di giubilo sono state viste a Bengasi, roccaforte dei ribelli, dove decine di migliaia di residenti hanno voluto festeggiare quello che per loro rappresenta la fine del regime del ''tiranno'' Gheddafi.Il portavoce del governo, Mussa Ibrahim, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che 1.300 persone sono state uccise durante l'assalto dei ribelli nella capitale descrivendo i combattimenti come ''una vera e propria tragedia''.Tuttavia risulta difficile avere una conferma alla notizia di vittime diffusa dal regime. Certo e' che non ci sono state grandi resistenze all'avanzata dei ribelli e anche le scene di giubilo avvenute nella notte confermerebbero il sostegno della citta' alla rivolta degli insorti.Secondo Ibrahim, il regime libico ''e' ancora forte e migliaia di volontari e soldati sono pronti a combattere''.Il Tribunale penale internazionale dell'Aia ha confermato che uno dei figli di Gheddafi, Saif al-Islam, su cui pesa un mandato d'arresto del Tpi per crimini contro l'umanita', e' agli arresti.''Ho ricevuto delle informazioni confidenziali riguardo al suo arresto'', ha spiegato Luis Moreno-Ocampo all'Afp.''Spero che arrivi presto all'Aia'' per afrontare un processo, ha detto sottolinenado che, nel corso della giornata, discutera' anche di questo con il governo di transizione libico.Poco prima il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, aveva detto ad Al-Jazeera che Saif ''e' stato portato in un posto sicuro sotto stretta sorveglianza in attesa di giudizio''. Jalil non ha pero' voluto rilasciare alcun dettaglio su quando o dove sia stato catturato uno dei piu' importanti rappresentanti del regime.Sempre ad Al-Jazeera, un altro figlio di Gheddafi, Mohamed, ha detto di esser stato fermato e di trovarsi attualmente agli arresti nella propria casa.CONSIGLIO RIBELLI PRESTO A TRIPOLI. SI CERCA GHEDDAFI. L'ambasciatore del Consiglio dei ribelli libico in Gran Bretagna, Mahmoud Nacua, ha dichiarato alla stampa che il Consiglio operera' presto un trasferimento da Bengasi a Tripoli. Nacua ha aggiunto che i ribelli ora controllano la quasi totalita' di Tripoli, dopo la drammatica offensiva avvenuta ieri nella capitale. ''Ci sono ancora alcune sacche che sostengono Gheddafi, ma nel complesso i nostri combattenti hanno preso possesso del 95 per cento della citta' e del paese'', ha detto ai giornalisti dai gradini dell'ambasciata. Ritiene che il rais si trovi ancora a Tripoli, ma ha promesso che i ribelli ''rivolteranno ogni pietra pur di trovarlo''. Nacua lo ha definito un ''gran giorno'', ma ha avvertito che potrebbero sorgere ''difficolta''' e non ha escluso il possibile verificarsi di errori durante il processo di transizione post-Gheddafi. Ha comunque assicurato che un nuovo governo di transizione sara' nominato presto per governare la Libia al fine di evitare un vuoto di potere potenzialmente dannoso.BERLUSCONI: GHEDDAFI METTA FINE A INUTILE RESISTENZA. ''Il Consiglio Nazionale Transitorio e tutti i combattenti libici impegnati a Tripoli stanno coronando la loro aspirazione a una nuova Libia democratica e unita. Il Governo italiano e' al loro fianco''. E' quanto dichiara in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Esortiamo il Consiglio Nazionale Transitorio ad astenersi da ogni vendetta e ad affrontare con coraggio la transizione verso la democrazia con spirito di apertura nei confronti di tutte le componenti della popolazione'', aggiunge il premier, che conclude: Al tempo stesso, chiediamo al Colonnello Gheddafi di porre fine a ogni inutile resistenza e di risparmiare, in questo modo, al suo popolo ulteriori sofferenze''.ASHTON (UE): EVITARE ULTERIORI BAGNI DI SANGUE. La fine del regime di Gheddafi in Libia e' vicina ed il rais dovrebbe ''farsi da parte senza indugio ed evitare un ulteriore bagno di sangue''. Lo ha dichiarato un portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton. ''Stiamo assistendo alla fine del regime di Gheddafi'', ha affermato il portavoce Michael Mann. ''Gheddafi deve lasciare il potere e evitare in tutti i modi ogni tipo di ulteriore spargimento di sangue'', ha aggiunto.CAMERON: GHEDDAFI SI ARRENDA. Il primo ministro britannico David Cameron ha dichiarato che il regime del leader libico Muammar Gheddafi e' in ''piena ritirata'' e che il rais deve abbandonare qualsiasi velleita' di restare aggrappato al potere. ''Il suo regime sta cadendo a pezzi ed e' in piena ritirata. Gheddafi deve cessare di combattere, senza ulteriori condizioni, e mostrare chiaramente che ha rinunciato a qualsiasi pretesa di controllo sulla Libia'', ha detto Cameron. Ha aggiunto che il futuro di Gheddafi e' nelle mani delle nuove autorita' libiche. ''Il nostro compito ora e' di fare tutto il possibile per sostenere la volonta' del popolo libico che chiede un radicale cambiamento, nella direzione di una Libia libera e democratica'', ha concluso Cameron.SARKOZY: GHEDDAFI IRRESPONSABILE. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha accusato Muammar Gheddafi di ''cinico e criminale'' attaccamento al potere nonostante l'evidente collasso del suo regime. ''Mentre gli sviluppi degli scontri e le defezioni dal suo fronte confermano che la fine di Gheddafi e' inevitabile e vicina, il presidente Sarkozy condanna il suo estremo e irresponsabile appello a proseguire nella lotta'', ha comunicato l'ufficio presidenziale in una nota.OBAMA: REGIME E' A PUNTO DI NON RITORNO. ''Stanotte la rivolta contro il regime di Gheddafi e' giunta ad un punto di non ritorno. Tripoli si sta liberando dalla morsa di un tiranno''. Cosi' il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un comunicato diramato nella tarda serata di ieri dalla sua residenza estiva in Massachusetts. Per Obama il ''tiranno'' deve abbandonare immediatamente il potere per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Nella nota, il presidente ha anche guardato all'era post-Gheddafi, esortando le forze di opposizione e i ribelli che si sono riversati a Tripoli a dimostrare la forza della loro leadership, preservare le istituzioni dello Stato libico e guidare la transizione verso la democrazia.

Manovra, Lega: le pensioni non si toccano Udc: premier respinga ricatto del Carroccio

Le pensioni non si toccano, mentre bisognerà intervenire per ridurre i tagli agli enti locali. E' questo l'esito della segreteria politica della Lega, riunita oggi in via Bellerio. L'incontro è durato poco più di due ore. I vertici del Carroccio si sono dati appuntamento per discutere dei provvedimenti correttivi alla manovra, in vista dell'iter parlamentare. Tra gli altri erano presenti il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. ''La segreteria politica della Lega Nord, presieduta dal segretario federale, Umberto Bossi, riunitasi in giornata odierna nella sede di via Bellerio - si legge in una dichiarazione di Calderoli - ha deliberato i seguenti correttivi che la Lega Nord intende presentare come proposte per la manovra: 1) Le norme relative alla previdenza contenute nel decreto legge 138 sono idonee e non suscettibili di modifica vista l'intesa raggiunta a riguardo tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi''.
''2) L'assoluta necessità - avverte il ministro della Semplificazione - di un ridimensionamento dell'intervento sulle autonomie locali. 3) Una proposta incisiva ed equa per sconfiggere la grande evasione fiscale e conseguentemente reperire risorse per lo sviluppo del Paese'', conclude.
In via Bellerio il ministro della Semplificazione ha anche incontrato alcuni rappresentanti dell'Anci, fra cui il presidente facente funzione Osvaldo Napoli, per discutere sui tagli ai piccoli Comuni. "Calderoli fra 4-5 giorni farà una proposta - ha spiegato Napoli - vedremo cosa ci presenterà". Oggi centinaia di amministratori locali si sono riuniti sotto la Prefettura di Torino per dire no al taglio dei piccoli Comuni previsto dalla manovra.
Mentre sulle pensioni è intervenuto dal meeting di Rimini il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ribadendo che ''sono state totalmente riformate e ora sono sostenibili''. ''L'unico punto che si può discutere, confrontandoci con il sindacato riformista - ha aggiunto - può riguardare i tempi di entrata in vigore di una riforma già fatta e anticipata dal 2020 al 2016''. Sacconi ha voluto però sottolineare che ''dietro le norme, ci sono le persone con la loro carne e il loro spirito e dunque oltre a pensare alla sostenibilità finanziaria bisogna preoccuparsi anche della sostenibilità sociale''.
Il ministro del Welfare tiene a ribadire che ''il sistema nel medio e lungo termine è sostenibilissimo. Anzi, non c'è un sistema che sia più sostenibile del nostro in tutta Europa: abbiamo fatto quel che si doveva fare, riparando alla disastrosa e antistorica controriforma di Prodi, colpevolmente decisa appena tre anni e mezzo fa, con un abbassamento dell'età pensionabile che ci è costata 10 mld di euro''.
''Il Parlamento potrà far di meglio e migliorare la manovra anti-crisi? Certamente sì: ma mi auguro che, al contrario, non peggiori la manovra o procuri danni'' è l'auspicio espresso dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. Il ministro premette che ''in qualità di ministro, non posso non condividere la manovra anti-crisi approvata a Palazzo Chigi'' ma ''resta il fatto che, sempre a saldi invariati, attendiamo miglioramenti in Parlamento''.
Poi, a proposito dell'intervento tenuto stamane al meeting di Rimini, ha precisato: "Non ho mai parlato di problema di leadership del partito, il mio discorso apriva all'opportunità e necessità di nuovi meccanismi di rappresentanza popolare e formazione del consenso, rappresentati in primis dal web. E' una rivoluzione che dovrebbe coinvolgere tutto il mondo della politica".
Intanto anche il Terzo polo sta ultimando lo studio di proposte alternative a quelle del governo. ''Invitiamo'' il premier ''a respingere il ricatto della Lega e a proporre in Parlamento misure serie ed equilibrate. Se troverà questo coraggio troverà anche in Parlamento i voti necessari per approvare il decreto'' è la posizione dei gruppi parlamentari dell'Udc di Camera e Senato, insieme alle altre forze del Terzo polo, che, si legge in una nota, ''presenteranno una serie di emendamenti alla manovra economica bis che, così com'è, è iniqua e vessatoria per le famiglie, il ceto medio e le fasce più deboli''.
Mentre domani pomeriggio alle 15 il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, presenterà, presso la sede del partito, le proposte del Pd in vista della discussione sulla manovra in Parlamento. Mercoledì 24 agosto, secondo quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa del Pd, i contenuti verranno illustrati alle parti sociali.
Sempre per mercoledì è previsto il presidio della Cgil alle 9 davanti al Senato, contro una manovra definita "ingiusta, iniqua e sbagliata". All'iniziativa parteciperà anche il leader Susanna Camusso.

21 agosto 2011

UNITÀ ANTI-TRUFFE INPS: 90 MILIONI DI INDEBITI

"I dati diffusi dalla Guardia di Finanza mostrano il grande intervento al servizio della legalità che le forze dell'ordine in collaborazione con l'Inps stanno svolgendo.
Non a caso un anno fa abbiamo costituito l'unità anti-truffe all'interno della direzione Audit". Così il presidente dell'Istituto nazionale di previdenza, Antonio Mastrapasqua, commenta i dati della Gdf che in 7 mesi ha "smascherato" 3000 falsi invalidi e finti poveri.
Il contrasto all'evasione contributiva, il controllo di legittimità delle prestazioni erogate costituiscono una delle priorità dell'Inps, aggiunge il presidente Mastrapasqua, che spiega: "ci stiamo adoperando per estendere ogni controllo su tutta l’immensa mole di prestazioni erogate. La legalità è un impegno dell'Inps. In due città campione sono stati avviati controlli a tappeto sulla riscossione indebita delle rate di pensione a titolari che sono risultati defunti. Nel 40 per cento dei casi le somme indebitamente percepite sono state restituite senza contestazioni".
L'unità anti-truffe dell'Inps svolge la sua attività in stretta collaborazione con le forze dell'ordine, con gli enti pagatori delle somme (banche e Poste) e con le altre amministrazioni pubbliche, dall'agenzia delle entrate agli enti locali.
Ci sono almeno 90 milioni di euro che nel corso dei controlli avviati risultano incassati indebitamente da delegati sulle prestazioni previdenziali e assistenziali.
"Molto si sta facendo ma molto c'è ancora da fare - conclude Mastrapasqua - per questo l'attività della nostra unità anti-truffe si rivolgerà a tutti i versanti in cui avvengono le liquidazioni delle prestazioni, fin dal momento del controllo della correttezza delle domande

APERTE A MENDOZA LE ISCRIZIONI AL SECONDO SEMESTRE DEI CORSI DI ITALIANO

Sono aperte le iscrizioni per il secondo semestre dei corsi di italiano a Mendoza: lo ricorda oggi il Consolato d’Italia segnalando le diverse opportunità proposte dai comitati della Dante Alighieri a San Luis e Villa Mercedes e dall’associazione Uali di Mendoza.
La Dante propone a San Luis tre diversi corsi: il Corso Intensivo Primo anno, che si tiene ogni venerdì dalle 19.00 alle 22.00; il Corso Intensivo Secondo anno, con lezioni ogni lunedì e mercoledì dalle 20.00 alle 22.00; Didattica Generale, ogni mercoledì dalle 19.00 alle 21.00 ore.
A Villa Mercedes prosegue il Corso Intensivo Primo anno ogni martedì e giovedì dalle 15 alle 17.A Mendoza l’associazione “U.A.L.I.” propone Corsi Intensivi Primo e Secondo anno, con lezioni ogni lunedì e mercoledì dalle 20.30 alle 22.00; e un Corso di Conversazione ogni sabato dalle 11.00 alle 13.00

NAPOLITANO: BASTA DEBOLEZZE SULL'EVASIONE FISCALE

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, arriva al Meeting di Rimini accolto come una star e alla fine del suo intervento e' salutato da una autentica ovazione ad arte della numerosa platea. Il discorso del capo dello Stato ruota intorno alla crisi e l'inquilino del Quirinale lancia moniti e richiami alla politica. Napolitano chiede una lotta seria contro l'evasione fiscale.''Basta con assuefazioni e debolezze nella lotta a quell'evasione fiscale di cui l'Italia ha ancora il triste primato. E' una stortura divenuta intollerabile, da colpire senza esitare'' afferma il presidente della Repubblica che rivolgendosi alla politica afferma: ''Ha il dovere di dare risposte immediate alla crisi'' che l'Italia sta attraversando

Napolitano non risparmia severi rilievi alle forze politiche che sostengono l'esecutivo e a quelle dell'opposizione. La maggioranza ha ''esitato a riconoscere la gravita' della crisi'', ''dominata dalla preoccupazione di sostenere la validita' del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea''.Il capo dello Stato non risparmia neanche l'opposizione. ''E' possibile che ogni criticita' della condizione attuale del Paese sia ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge?''.L'Italia dunque non puo' permettersi di pagare ''il prezzo delle logiche e degli interessi di parte che sta diventando insostenibile''. Napolitano sollecita le forze politiche ad ''essere all'altezza dei problemi da risolvere e delle scelte da fare''. Scelte che non dovranno essere di breve periodo ma con un orizzonte di medio e lungo termine. Cio' perche' l'Italia necessita di una svolta - ha detto il capo dello Stato - che si impone ''attraverso il sentiero stretto di un recupero di affidabilita' del paese, in primo luogo del suo debito pubblico''. ''Non si tratta di obbedire al ricatto dei mercati finanziari'' ha aggiunto, ''ma di fare i conti con noi stessi, in modo sistematico e risolutivo''.Napolitano sottolinea la necessita' di intervenire per ridurre il debito pubblico. ''Lasciare quell'enorme fardello sulle spalle delle generazioni future significherebbe macchiarsi di una colpa storica e morale. Faccia ora il Parlamento le scelte migliori attraverso un confronto aperto e serio e con la massima equita' come condizione di accettabilita'''.Il capo dello Stato torna poi a rivolgersi alla politica indicando che ''occorre piu' oggettivita' nelle analisi, misura nei giudizi, piu' apertura e meno insofferenza verso le voci critiche''. Napolitano rivolge poi l'invito a ''parlare il linguaggio della verita''' perche' ''dare fiducia non e' alimentare illusioni''. ''Stiamo attenti: dare fiducia non significa alimentare illusioni. Non si da' fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realta', ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio''

Bersani: ''Governo è allo sbando totale. Rischiamo incertezza pericolosa''

Nel governo e nella maggioranza c'è sbandamento totale. La prossima settimana rischia di aprirsi in un'incertezza pericolosa''. In attesa che martedì la Manovra inizi il suo iter nella commissione del Senato, continuano a rincorrersi, tra annunci e smentite, proposte di modifica al pacchetto di misure da 45,5 miliardi varato dal Governo in pieno Ferragosto. L'ultima ipotesi per fare cassa a alleggerire i tagli agli enti locali sembra quella della dismissione di caserme e altri immobili di Stato. Una ''incredibile Babele'' la definisce il segretario del partito democratico Pierluigi Bersani ''Per quel che ci riguarda - annuncia Bersani - noi stiamo traducendo in emendamenti il nostro piano e martedì prossimo lo presenteremo all'opinione pubblica e alle forze sociali".
"Numeri alla mano -continua Bersani- il piano del Pd consente di mantenere i saldi, di dare uno stimolo all'economia e di caricare in modo equo il peso della manovra superando il prelievo Irpef e i gravi tagli ai servizi locali. Arriveremo dunque al confronto in Parlamento con le idee chiare e con soluzioni vere e praticabili. Per amor di patria -conclude il segretario- la maggioranza metta rapidamente un qualche rimedio all'incredibile babele di questi giorni".

Nella maggioranza le acque restano agitate. La Lega con Roberto Calderoli insiste: ''Il Pdl non pensi solo ai suoi elettori, la previdenza non si tocca, per noi e' un imperativo non un capriccio''. Poi in serata sembra ammorbidire le sue posizioni chiedendo agli alleati di marciare compatti per evitare la ''spallata dei poteri forti'' e trovare una ''proposta unica'' di modifica sulla finanziaria bis che metta d'accordo tutti.
Mentre i 'frondisti' del Pdl , contrari a nuove tasse, si appellano al segretario Angelino Alfano, con il quale è in programma un incontro martedì, perché si faccia interprete con il Governo delle loro proposte. ''Svolga un approfondito lavoro di ricognizione e di sintesi - si legge in una nota del deputato Giorgio Stracquadanio - per consentire al governo di assumere misure più efficaci per raggiungere il pareggio di bilancio e rispettare l'impegno elettorale di riformare lo Stato, di diminuire spesa pubblica e debito pubblico, di far diminuire o almeno di non far crescere ulteriormente le tasse".

Manovra, Alfano convoca tavolo su enti locali. E sulle pensioni pressing sulla Lega

La prossima settimana il segretario del Pdl, Angelino Alfano, convocherà un tavolo con gli enti locali per parlare dei tagli della manovra. Lo annuncia Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl. L'incontro dovrebbe tenersi martedì o mercoledì.''Il Pdl -dice Napoli- è impegnato sulla manovra finanziaria e non trascura nessuno dei fronti aperti. Il sacrificio chiesto agli enti locali sarà al centro di un tavolo convocato dal segretario Angelino Alfano per la prossima settimana. Si tratta di un esame approfondito, come del resto assicurano alcuni dei nomi invitati: il sindaco di Roma Gianni Alemanno; il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni; il presidente dell'Unione delle Province italiane, Giuseppe Castiglione e il sottoscritto''.
In vista dell'appuntamento di martedì al Senato, quando la Manovra da 45,5 miliardi inizierà l'iter in Commissione, si moltiplicano le proposte di modiche e si fa sempre più intenso il pressing sulla Lega perché apra ad interventi sulle pensioni. Ancor più alla luce delle parole del segretario del Pdl Angelino Alfano, secondo il quale la ''riforma della previdenza'' potrebbe permettere di ''ridurre i tagli agli enti locali", spina nel fianco per gli amministratori del Carroccio.
Condivido le valutazioni di Angelino Alfano: è giusto ampliare l'intervento sulle pensioni - afferma il deputato Pdl Giuliano Cazzola - allo scopo di destinare maggiori risorse agli enti locali". Per il parlamentare "è assurdo non chiedere il sacrificio di lavorare un po' più a lungo a quanti hanno i requisiti per la pensione di anzianità (sono circa 250mila all'anno) se con i risparmi acquisiti si possono salvaguardare importanti servizi erogati dai Comuni 'virtuosi'".
E sulla riforma previdenziale arriva un monito dalla Cgil. ''E' sbagliato affrontare la riforma delle pensioni solo per fare cassa"., ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso, intervistata da Skytg24. "Innanzitutto -afferma ancora Camusso- bisogna ricostruire una condizione" che "non si può annunciare ogni mese una modifica toccando diritti e certezze. Poi avrei grande attenzione per i giovani, non si può pensare a una prosecuzione infinita della vita lavorativa".
Camusso, che non respinge ipotesi di riforma, sottolinea però la richiesta di condizioni chiare: "Si definisca la flessibilità sulle date di uscita". La flessibilità in uscita, aggiunge, "non penalizza chi ha bisogno di uscire e non blocca le opportunità di lavoro per chi deve entrare".

16 agosto 2011

Manovra, Bersani: ''Già figlia di nessuno''

Il Senato si riunirà per la presentazione del ddl di conversione del decreto sulla manovra economica. Successivamente, il provvedimento passerà alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama che inizieranno l'esame del ddl a partire da lunedì 22 agosto. Il mondo politico è in fermento, in primo piano ci sono le proposte dell'opposizione e della 'fronda' del Pdl. No al contributo di solidarietà; aumento di un punto dell'Iva non agevolata; dismissione di una parte cospicua del patrimonio immobiliare dello Stato; privatizzazione delle grandi aziende; fusione e non abolizione di Province e Comuni; innalzamento dell'età pensionabile sono le proposte che i 'frondisti' del Pdl, arrivati a quota dieci dopo l'adesione di Enrico Costa, presenteranno nei prossimi giorni al segretario del Pdl Angelino Alfano e che potrebbero tramutarsi in emendamenti al provvedimento del governo. "Ci hanno definito 'frondisti' - dice all'Adnkronos Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati del Pdl - ma non ci offendiamo: piuttosto, siamo liberali e convinti di essere in un partito liberale dove si può discutere, ci si può confrontare. Ed è quello che vogliamo fare, di fronte a una manovra che così com'è non ci piace perché ci appare iniqua e non risolutiva".

Mentre Pierluigi Bersani torna ad avvertire: ''Senza iniziative per l'equità fiscale e la crescita del lavoro, governo e maggioranza "faranno da soli e l'opposizione si farà sentire". "Visto che il decreto sulla manovra è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri viene da chiedersi: in Cdm c'erano le controfigure? Possibile che dopo poche ore la manovra non sia più figlia di nessuno? La verità - aggiunge Bersani - è che un governo di sopravvissuti può solo scrivere le sue decisioni sulla sabbia".
"Berlusconi dice adesso che sta riflettendo. Sappia dunque che se governo e maggioranza vogliono davvero discutere con noi in Parlamento, dovranno tenere conto di due condizioni: questa volta il contributo di solidarietà devono darlo gli evasori; questa volta - sottolinea il segretario del Pd - ci deve essere nella manovra qualche cosa di strutturale per l'equità fiscale e per la crescita e il lavoro. Se non c'è questo, faranno da soli e con una opposizione che si farà sentire".
Anche per il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, è necessario che il contributo di solidarietà venga dato soprattutto da quell'esercito di evasori fiscali che anche in questa partita, invece, continua a cantare vittoria''. "L'Idv - avverte Di Pietro sul suo blog - farà battaglia in Parlamento affinché vengano accolte le nostre proposte per combattere l'evasione fiscale e sconfiggere questa mala pianta che, purtroppo, continua a crescere indisturbata grazie alle politiche inique di questo governo''.
Nel mirino c'è poi ''l'art.8 che consente la libertà di licenziamento attraverso la contrattazione aziendale. Prendiamo sul serio Berlusconi quando dice che la manovra si può cambiare, basta mantenere i saldi invariati - dice Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione lavoro - Noi suggeriamo di cancellare l'obbrobrio voluto dal ministro Sacconi. Questa scelta è, inoltre, una pesante invasione di campo nell'autonomia della parti sociali. Se proprio si vuole una legge di sostegno alla contrattazione e alle regole di rappresentatività suggerisco di recepire l'accordo siglato il 28 giugno scorso da Cigl-Cisl-Uil e Confindustria''.
Intanto i consumatori si mobilitano. L'appuntamento è per il 15 settembre davanti a Montecitorio per un sit-in di protesta contro una manovra "di vera e propria macelleria sociale". Adusbef e Federconsumatori chiamano così a raccolta "i cittadini onesti" che si troveranno, con le nuove misure, tra maggiori tasse e maggiori costi per servizi di welfare che non saranno più erogati dagli Enti locali, spiegano i consumatori in una nota, a dover fare i conti con una perdita di acquisto pari ad almeno 1.375 euro all'anno a famiglia.

Merkel-Sarkò: ''No agli eurobond, governo economico per l'Europa''

''I paesi dell'Ue a 17 adottino prima dell'estate 2012 la regola d'oro'', che prevede il pareggio di bilancio nelle Costituzioni. Ad affermarlo è stato il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, illustrando le proposte franco-tedesche al termine del vertice a Parigi con la cancelliera tedesca Angela Merkel.Le proposte avanzate oggi da Francia e Germania, ha aggiunto Merkel, ''sono proposte che mirano a rafforzare la credibilità dell'euro''. E la 'regola d'oro' è una riforma ''molto ambiziosa'' che deve permettere un ''recupero della fiducia''. Per Merkel consentirà di attivare in tutti i paesi gli organismi di controllo per arrivare a raggiungere l'obiettivo. ''Ci deve essere un obbligo nazionale anche se c'è un'opposizione all'interno del paese. L'estate del prossimo anno potremmo già applicarlo'' ha detto.
La regola d'oro, ha sottolineato dal canto suo Sarkozy, ''significa che i piani quinquennali dovranno prevedere una traiettoria con in prospettiva un ritorno all'equilibrio di bilancio. Chi può essere contro?'' ha osservato il presidente francese aggiungendo che in Francia ''c'è un budget in deficit da 35 anni e che ora bisogna cambiare le abitudini''.

La Francia e la Germania hanno proposto ''un governo economico'' della zona euro ''che si riunirà una volta al mese'' e che avrà ''un presidente stabile per 2 anni e mezzo''. E il primo presidente potrebbe essere ''Herman Van Rompuy'' ha affermato Sarkozy.
''I ministri dell'Economia francese e tedesco - ha poi fatto sapere il presidente francese - presenteranno già a settembre una proposta di tassa sulle transazioni finanziarie''. Quanto all'introduzione degli eurobond ''un giorno può darsi", ha detto, ma meglio "alla fine dell'integrazione'' economica dell'area dell'euro, ''non all'inizio del processo''. Sarkozy ha sottolineato che l'introduzione adesso di eurobond ''metterebbe in grave pericolo la zona euro''.
Allo stesso modo per Angela Merkel gli eurobond ''non sono la soluzione in questo momento. Non ci troviamo in una situazione tale che gli eurobond possano rappresentare una soluzione'' alla situazione attuale. Secondo la cancelliera tedesca ''l'eurozona va rafforzata dal punto di vista istituzionale'' e ''l'euro è il nostro futuro e la base del nostro benessere''.
Il presidente francese ha tra l'altro rimarcato che ''Italia e Spagna hanno preso in questi giorni decisioni estremamente importanti per la credibilità della zona euro'' e che ''non c'è nessun bisogno di aumentare l'entità del fondo di stabilità europeo''.
In conclusione i due leader si sono detti fiduciosi per le prospettive economiche della zona euro. Un nuovo incontro tra il presidente francese e la cancelliera tedesca è programmato per settembre.

14 agosto 2011

In tempi di crisi i terreni agricoli diventano 'bene rifugio' come l'oro

Con la crisi del sistema economico e finanziario l'acquisto di terra è diventato una appetibile forma di investimento per mettere al sicuro il denaro dalle rischiose fluttuazioni dei mercati ma anche per trovare un'opportunità occupazionale alternativa. E' quanto afferma la Coldiretti, che ha elaborato un decalogo per diventare agricoltori in dieci mosse.''Negli anni della crisi i terreni agricoli hanno sempre tenuto o aumentato il proprio valore perché la campagna svolge storicamente un ruolo anticiclico rispetto alle difficoltà dell'economia di carta, nonostante la bassa redditività e le attuali e diffuse aree di crisi in settori che vanno dall'ortofrutta alle attività di allevamento. In Italia, il valore medio della terra - sottolinea la Coldiretti - ha superato i 18.400 euro per ettaro nel 2010, con una crescita dello 0,8 per cento a prezzi correnti in linea con quella degli ultimi anni''.
''Dietro il valore medio - precisa la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro. Una forte differenza è riscontrabile a livello territoriale: i terreni del Nord mediamente - continua la Coldiretti - presentano valori medi più che doppi rispetto a quelli del Mezzogiorno e allo stesso modo i terreni di pianura, in media, sono valutati circa tre volte di più di quelli di montagna''.
Bisogna ''evitare che i terreni agricoli siano oggetto - denuncia la Coldiretti - di operazioni speculative di quanti li scelgono come bene rifugio alternativo agli investimenti più tradizionali, ostacolandone quindi l'acquisto da parte degli imprenditori agricoli. Il terreno infatti ha un costo per le imprese agricole che devono crescere per svilupparsi che si somma alle difficoltà determinate dalla stretta creditizia''.
La terra in Italia costa più che in Germania e in Francia, ma meno che in Danimarca e Olanda. ''La difficoltà di accesso al credito - sostiene la Coldiretti - continua a rappresentare un motivo di freno all'acquisto degli agricoltori professionali che sembrano orientarsi sempre più verso l'affitto dei terreni, considerato più flessibile rispetto all'oneroso indebitamento derivante dall'accensione di un mutuo''.
Le superfici in affitto o gestite a titolo gratuito secondo l'Inea sono in costante aumento nell'ultimo decennio (+56 per cento) e nel 2010 hanno raggiunto il 39 per cento della Superficie agricola utile totale. Il mercato è più dinamico nel Nord-Ovest, dove la domanda supera l'offerta, con canoni che tendono al rialzo anche nel caso di terreni da destinare alle colture energetiche. Nelle zone centro-meridionali la situazione è stabile mentre al Sud è aumentata la sottoscrizione di contratti di breve o brevissima durata.

Turismo, boom di stranieri nei primi 5 mesi dell'anno. Città d'arte mete preferite

Il turismo si conferma asset strategico per l'economia del Paese: continua a produrre ricchezza, sviluppo ed occupazione. Lo dimostrano gli ultimi indicatori disponibili sull'andamento del settore. Dopo il leggero miglioramento registrato nel 2010 rispetto al 2009 (+0,5%), nel primo trimestre del 2011 gli arrivi negli esercizi ricettivi sono aumentati ad un ritmo elevato (+9,3% in totale, + 7,8% per gli italiani e + 11,7% per gli stranieri).La ripresa dei flussi turistici internazionali, già notevole nel 2010 (+2,2% rispetto al 2009) prosegue vigorosamente nei primi cinque mesi del 2011, con un incremento del 3,8% degli arrivi alle frontiere e del 4,1% della spesa (che nel 2010 è stata di 29,1 miliardi). Come l'anno scorso, sono soprattutto le città d'arte ad attirare visitatori dall'estero. Non stupisce dunque che l'industria turistica con il suo indotto abbia sostanzialmente mantenuto i livelli occupazionali anche in un biennio difficile come quello che abbiamo alle spalle: nel 2010 gli occupati (diretti e indiretti) erano circa 2.156.500 (il 9,4% del totale). Ma secondo il World Travel and Tourism Council, nel medio termine questo contributo è destinato ad aumentare: dal 9,6% del 2011 fino al 10,5% nel 2020. Questi dati, commenta il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ''premiano il grande lavoro svolto ed evidenziano come l'industria turistica si confermi l'asset più strategico della nostra economia. L'incremento dei flussi internazionali è certamente il risultato dell'intensa opera di promozione svolta sui mercati esteri, differenziata per paesi e mirata a target specifici per i principali prodotti turistici nazionali''.
Segnali molto incoraggianti provengono anche dal mercato interno, proprio per il mese in corso. Le scelte degli indecisi e degli amanti del 'last minute', oltre il 20% dei turisti italiani, danno impulso alle vacanze d'agosto. Secondo la rilevazione mensile dell'Osservatorio nazionale del Turismo, sono ben 19,3 mln gli italiani (il 38,4% della popolazione) che hanno previsto di fare una vacanza in questo mese. Rispetto alle vacanze realmente effettuate nell'agosto del 2010, si prevedono circa 3 mln di partenze in più, non concentrate nella settimana di Ferragosto ma distribuite durante tutto il mese. In rapporto ai consuntivi dell'anno scorso, aumentano in particolare le partenze dei nostri connazionali con destinazione Italia (il 76,7% del totale nel 2011), passando da 12,5 a 14,8 mln. In aumento anche la loro spesa media: da 817,6 euro spesi nel 2010 a 859,2 previsti per il 2011.
La riforma del turismo, da poco divenuta legge, rileva il ministero, ha ristrutturato la nostra offerta adeguandola alle richieste del turista di oggi, promuovendo oltre ai circuiti tradizionali del mare, della montagna e dell'arte e della cultura, anche il turismo della natura, dell'enogastronomia, del Made in Italy, dello sport e del golf e il turismo religioso. Questi nuovi prodotti turistici, spiega ancora Brambilla, ''ci permettono finalmente di attrarre visitatori anche in momenti non legati alla stagionalità e soprattutto di inserire l'intera Italia negli itinerari, oltre alle tradizionali e consolidate mete di vacanza. Inoltre, quest'anno assumeranno particolare rilievo le iniziative, già avviate nel 2010, rivolte ai mercati di Brasile, Russia, Cina e India, sicuramente i più promettenti del turismo internazionale''.
Soddisfacenti anche le previsioni per quanto riguarda la domanda domestica: ''Abbiamo investito molto per invitare gli italiani a scoprire le eccellenze, che il nostro meraviglioso paese offre - continua Brambilla - sia attraverso i moltissimi spot televisivi che sostenendo il turismo delle famiglie in difficoltà grazie all'istituzione dei buoni vacanza, che prevedono fino al 45% di contributo da parte dello Stato e che hanno avuto un grande successo soprattutto in alcune regioni italiane''.
E il miglioramento delle performance del settore si deve certamente anche all'adeguamento della nostra offerta turistica per accogliere i viaggiatori con animali al seguito. ''Una vera e propria rivoluzione - spiega il ministro Brambilla - per un paese che da troppo tempo era rimasto fermo su questo tema. Oggi, finalmente, possiamo mettere a disposizione dei turisti di tutto il mondo migliaia di hotel, ristoranti, campeggi, villaggi, agriturismi e anche spiagge in cui i nostri piccoli amici sono i benvenuti e possono godere di servizi adeguati alle loro esigenze. Come è giusto che sia in un grande paese civile''.
Replica al ministro del Turismo Armando Cirillo, responsabile per questo settore del Pd. "Il ministro Brambilla continua a diffondere previsioni sull'andamento del turismo che sono propagandistiche e fuori dalla realtà. I bilanci del 2011 vanno tirati sui numeri definitivi, non sulle previsioni o su determinati periodi dell'anno. Servono dati consolidati per fare delle analisi veritiere sullo stato del turismo italiano", osserva Cirillo secondo il quale “la crisi del turismo italiano è stata accentuata dall'assenza di una strategia nazionale e da scelte sbagliate del governo".

MANOVRA BIS: BERSANI, E' DEPRESSIVA. DA 20/8 AL LAVORO CON FORZE SOCIALI

La manovra correttiva del Governo e' ''depressiva, poco credibile e ingiusta''. Lo afferma in una nota il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. ''Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta, dal 20 agosto in poi - annuncia - una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una piu' compiuta proposta alternativa agli interventi del governo''.Il Pd, continua Bersani, lavorera' inoltre per ''presentare gli emendamenti in Parlamento e sollecitare il sostegno dell'opinione pubblica per il cambiamento della manovra''.

Manovra, Berlusconi: l'Europa apprezza. Con Tremonti fino al 2013

Apprezzamento dai leader europei e soddisfazione per il lavoro svolto con l'approvazione della manovra bis. E' il commento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'indomani del via libera del Cdm.
Ha avuto contatti con gli altri leader dell'Unione europea? "Sì, sì - ha risposto Berlusconi ai cronisti che lo attendevano all'uscita di Palazzo Grazioli -. Stamattina ho avuto telefonate con qualcuno di loro, in particolare ho avuto una lunghissima telefonata con la signora Angela Merkel, ho parlato con il presidente della Bce, Trichet, e ho in programma altre telefonate con Van Rompuy, con Sarkozy ed altri tra stasera e domani". "Ho ricevuto grande apprezzamento, non era in discussione soltanto la posizione italiana, era in discussione l'euro e quindi l'Europa stessa. Quindi - ha aggiunto Berlusconi - c'era da parte di tutti una grande attenzione a quello che il governo italiano sarebbe riuscito a fare".
Nel corso di una telefonata con il premier, anche il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ''ha rivolto parole di forte apprezzamento per l'azione di rigore messa in atto dal governo italiano''. Sono proseguiti anche questa sera, informa una nota di Palazzo Chigi, i contatti internazionali del presidente del Consiglio, che ha avuto poco fa un colloquio telefonico con Van Rompuy.
Il presidente del Consiglio ha risposto anche sui rapporti tra lui e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti affermando che arriveranno insieme a fine legislatura. "Abbiamo lavorato gomito a gomito tutti questi giorni, non sono assolutamente vere le tensioni che sono state illustrate sui giornali, perché se c'è un momento in cui... certo vi sono state delle contrapposizioni di vedute", sono state le parole del premier. "Tra e me tutti gli altri si è discusso - ha risposto poi a chi chiedeva se le tensioni fossero solo con Tremonti - se no ci avremmo impiegato mezza giornata. Invece direi che è venuta fuori la capacità di un gruppo. Credo di poter affermare che difficilmente un altro governo in Europa avrebbe potuto fare un lavoro come quello che abbiamo fatto noi in così poco tempo e dare vita ad un provvedimento così importante come contenuti''. ''Quindi da questo punto di vista - ha sottolineato il Cavaliere - ne viene fuori un'immagine di un governo solido, che tiene e che è capace di lavorare e di rispondere con tempestività alle emergenze".
"E' chiaro che ciascuno di noi ha dovuto accettare le posizioni dell'altro: chi le ha accettate sulle pensioni, chi sulla patrimoniale", ha inoltre osservato.
Quindi ha replicato senza esitazioni a chi gli chiedeva se lui e il ministro dell'Economia arriveranno a fine legislatura: "Io penso assolutamente di sì". "Tra l'altro Tremonti - ha aggiunto - ha pranzato con me e Gianni Letta. Abbiamo parlato di alcune cose, poi alla fine Tremonti ha pescato come sempre nel suo vasto repertorio di motti e aneddoti, allietando me e Letta". Il premier sorridendo ha chiosato: "Alla fine dopo tanto lavoro e tensione, quando fai una cosa che ti riesce ed è fatta bene, c'è anche un minimo di sollevamento dello spirito".
Ci potrebbero essere scossoni in Parlamento sulla manovra? "No, assolutamente no", è stata la replica di Berlusconi. "Non credo - ha aggiunto - credo ci sarà un viaggio molto tranquillo. Naturalmente abbiamo chiesto dei sacrifici ai parlamentari e questo potrà essere un tema su cui ci sarà magari qualche difficoltà. Ma non credo più di questo". Il presidente del Consiglio sottolinea anche che "durante questi giorni abbiamo avuto dei contatti con l'opposizione e dentro la manovra abbiamo tenuto conto di quelle che erano le dichiarazioni che l'opposizione è venuta via via facendo".
E' possibile una sua ricandidatura? "Di questo io ho già detto che non è opportuno parlare. Vedremo al momento opportuno. Io, in diverse occasioni, anche pubblicamente, ho detto che per me fare quello che sto facendo rappresenta un grande sacrificio. Tuttavia se sarà necessario io non mi tirerò indietro. Peraltro, io mi auguro che non sarà necessario".

MANOVRA BIS: L'ELENCO DEI TAGLI, LA SCURE SU ESERCITO AMMINISTRATORI

La scure sugli amministratori locali, tagli ai ministeri e ai governi del territorio, ritorno della Robin Tax, contributo di solidarieta', stretta sull'evasione.Ma anche liberalizzazioni e privatizzazioni. La manovra anticrisi poggia in larga parte sui tagli alla spesa pubblica e con le misure aggiuntive approvate dal governo la correzione dei conti pubblici sale a 25,5 miliardi nel 2012 e sfiora i 50 miliardi nel 2013 per raggiungere l'agognato pareggio di bilancio. Considerando gli interventi della manovra di luglio si tratta di una correzione da oltre 90 miliardi di euro da qui al 2013.I ministri dell'economia, Giulio Tremonti, della semplificazione, Roberto Calderoli e del lavoro Maurizio Sacconi, presentano a Palazzo Chigi i dettagli della maxi-manovra, sottolineano il rigore e l'equita' degli interventi che non hanno alternative. ''Ho fatto tutto in coscienza di fare il bene per il mio paese'' sintetizza il responsabile dell'economia che definisce poi ''saggia'' la scelta di non ricorrere alla fiducia preventiva sul decreto che approdera' alle commissioni bilancio e affari costituzionali del Senato il 22 agosto e in aula il 5-6 settembre.
Costi della politica.Il premier l'aveva detto: ''Aggrediremo i costi della politica''. La manovra di correzione si abbatte sull'esercito degli amministratori locali. L'intervento su province (spariranno quelle con meno di 300 mila abitanti) e comuni (accorpamento di quelli con meno di mille abitanti) generera' un impatto di 8,5 miliardi l'anno. Sono oltre 54 mila le ''poltrone politiche elettive'' che saranno eliminate, sottolinea il ministro Calderoli precisando che a inizio legislatura i governi del territorio esprimevano circa 140 mila amministratori che scenderanno a meno di 87 mila.Inoltre scattera' l'incompatibilita' tra il mandato parlamentare e gli incarichi pubblici (e un taglio del 50% dell'indennita' se il parlamentare continua a esercitare la professione), mentre tutti gli ''eletti'' e i dipendenti dello Stato saranno costretti a volare in classe economica.Enti locali e ministeri.Per loro la nuova manovra sara' un boccone amarissimo da digerire, con altri 9,5 miliardi di tagli nel biennio 2012-13, che si aggiungono a quelli gia' pesanti decisi nel 2010 e tre settimane fa. Nel solo 2012 ci saranno minori trasferimenti ai Comuni per 1,7 miliardi, per 700 milioni alle Province, per 3,6 miliardi alle Regioni (2 solo per quelle a statuto speciale). in totale 6 miliardi nel 2012 che potranno scendere a 5 in base al funzionamento della Robin Tax. Con il decreto sara' tuttavia anticipato al 2012 l'avvio del federalismo fiscale, che consentira' ai Comuni di rimpinguare le casse con la nuova Imposta municipale unica.Regioni ed enti locali saranno poi chiamati a liberalizzare ed eventualmente privatizzare i servizi pubblici. Anche sui ministeri si abbattera' un'altra stangata. Per il 2012 sono previsti 6 miliardi di tagli ulteriori (5 se funzionera' la ''Robin Hood Tax''), cui se ne aggiungeranno altri 2,5 nel 2013. Il dereto poui prevede la soppressione di tutti gli enti con meno di 70 addetti.Assistenza e previdenza.La delega per la riforma dell'assistenza sociale e del fiscosara' anticipata al 2011 e dispieghera' i suoi effetti gia' nel 2012 (con un risparmio di 4 miliardi, che saliranno a 17 nel 2013): sara' messo a punto un nuovo ''indicatore di bisogno'' piu' severo per l'accesso alle prestazioni dell'Inps, poi saranno rivisti i criteri per le pensioni di invalidita' e gli assegni di reversibilita'. Se non dovesse aver successo la riforma dell'assistenza, i 17 miliardi arriveranno da un taglio di pari entita' di tutte le agevolazioni, deduzioni e detrazioni fiscali.Contributo solidarieta'.Addizionale del 5% per i redditi sopra i 90 mila euro e del 10% per quelli oltre i 150 mila. Tremonti ha precisato che l'importo e' deducibile e plafonato e riguarda tutti i contribuenti. Contstualmente viene eliminato il taglio del 10% sugli stipendi nella pubblica amministrazione. Il ministro dell'economia ha poi precisato che per i parlamentari l'addizionale praticamente raddoppia.Fisco.La manovra reintroduce la Robin Tax sul settore energetico e Tremonti stima un gettito di 2 miliardi di euro. Aumento delle accise sui tabacchi, interventi sui giochi e scommesse, revisione studi di settore, tracciabilita' dei pagamenti garantiranno un altro miliardo di gettito.Pubblico Impiego.Viene estesa la finestra per il pensionamento anche alla scuola che ne era rimasta esclusa.L'erogazione della indennita di liquidazione verra' fatta slittare a 24 mesi se il dipendente cessa il lavoro in anticpo rispetto alla pensione di vecchiaia, altrimenti rimane il tempo di sei mesi. Il decreto abolisce poi premi e promozioni nel pubblico impiego nell'ultima parte della vita lavorativa. Sulla tredicesima ai dipendenti pubblici, non sara' tagliata ma potra' essere rinviata se non vengono centrati gli obiettivi di contenimento della spesa.Lavoro.''L'articolo 18 non e' stato toccato'' assicura il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, che sottolinea l'introduzione del reato di caporalato e norme per fermare l'abuso dei tirocini.Liberalizzazioni e privatizzazioni.la manovra recepisce i suggerimenti della Bce per aprire i mercati e privatizzare. Il grosso riguarda i governi locali (oltre 5 mila le societa' controllate dagli enti locali secondo la mappa realizzata da Unioncamere). Il decreto introduce incentivi per gli enti locali che collocano sui mercati le municipalizzate. tremonti annuncia anche che ''stiamo studiando ipotesi di privatizzazione'' ma non aggiunge dettagli alla domanda se Poste Italiane possano essere uno degli asset da dismettere.

Manovra, Ue: ''Bene l'Italia, ora tempi rapidi''

La Commissione europea ''accoglie con favore" il nuovo pacchetto di misure approvato dal governo italiano e chiede una "rapida approvazione" con un "ampio consenso" da parte del Parlamento. E' quanto ha affermato una portavoce dell'esecutivo di Bruxelles.
Allo stesso tempo Bruxelles ricorda che "sta ancora aspettando i dettagli del pacchetto e ulteriori informazioni sulle singole misure", ha sottolineato Karolina Kottova, per questo "in questo momento non possiamo ancora valutarle in modo adeguato". In ogni caso la Commissione ritiene che la manovra ha come obiettivo "affrontare le sfide del consolidamento fiscale e realizzare riforme strutturali essenziali per assicurare una crescita maggiore".
Da qui l'invito rivolto al Parlamento per una veloce approvazione delle misure. "La Commissione incoraggia le autorità italiane a cercare un ampio consenso sul programma di riforme economiche e di bilancio anche per assicurare la sua rapida approvazione da parte del Parlamento", ha ribadito la portavoce dell'esecutivo di Bruxelles. Già ieri sera il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy aveva accolto con favore le "rigorose misure finanziarie" adottate dal governo italiano.
Sul fronte interno intanto Antonio Borghesi, vicecapogruppo Idv alla Camera, fa sapere che se saranno accolte le proposte dell'Italia dei Valori ''potremmo valutare il voto positivo'' sulla manovra. Altrimenti, avverte, ''lasceremo il governo al suo destino''.
"La manovra così com'è - spiega Borghesi - non è in grado di reggere il voto di fiducia della Camera, con i dissidi interni alla maggioranza tra Pdl e Lega, tra forze del Nord e quelle del Sud''. ''Quanto a noi di Italia dei Valori, solo se saranno accolte le nostre proposte di equità e di taglio vero su costi della politica e di vere liberalizzazioni - annuncia - potremo anche valutare, per senso di responsabilità, il voto positivo. Altrimenti lasceremo il governo degli evasori al suo inevitabile destino", conclude Borghesi.
A confermare la posizione del Pd sulla manovra è Rosy Bindi ai microfoni di SkyTg24. ''Abbiamo sempre dimostrato di essere un'opposizione responsabile e propositiva, ma non ci possono chiedere di condividere misure che riteniamo ingiuste'' sottolinea Bindi, e spiega: ''Adesso il senso di responsabilità va richiesto al governo'', perché apra alle proposte delle opposizioni. ''Vorremmo una vera lotta all'evasione fiscale, che non c'è; vorremmo che pagassero di più i capitali scudati rientrati da estero e una tracciabilità più rigorosa. E' giusta la tassa di solidarietà, ma non pagherà chi ha accumulato grandi patrimoni''.
''Un'altra manovra è possibile - afferma in una nota il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina - Si possono rispettare i vincoli di finanza pubblica chiamando a contribuire chi finora è stato lasciato evadere le imposte e ha di più, senza colpire i soliti noti con maggiori tasse e minori servizi. E' una scelta politica che Berlusconi & C non vogliono fare per tenere a riparo i loro riferimenti elettorali''. ''Senza equità non si fa crescita - rimarca Fassina - e non si abbatte il debito pubblico. Un'altra manovra è possibile. Un'altra Italia è possibile''.
E' possibile, le banche hanno tutte le informazioni necessarie, sottolinea Fassina, ''chiedere un contributo una tantum a quanti hanno condonato 105 miliardi di euro nel 2009 grazie allo 'scudo fiscale' voluto dal ministro Tremonti. Gli altri paesi che hanno adottato misure simili, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, hanno fatto pagare oltre il 40%''.

8 agosto 2011

BORSE A PICCO. PIAZZA AFFARI SULL'OTTOVOLANTE CHIUDE A -2,4%. MA MIGLIORA LO SPREAD BTP-BUND

Piazza Affari sull'ottovolante nella seduta successiva al via libera alla Bce per gli acquisti di titoli di Stato di Italia e Spagna. Gli indici principali, dopo aver aperto in netta salita (con rialzi anche superiori al 4%) per poi ripiegare sotto lo zero, in coda al pesante avvio di Wall Street avevano azzerato la flessione riportandosi intorno alla parita'. Ma e' durata poco: a circa un'ora dalla chiusura l'indice Ftse Mib tornava in picchiata, accusando un ribasso del 2,7%, per chiudere infine con l'indice Ftse All che segnava -2,43%. Simile l'Ftse Mib che ha terminato la seduta a -2,35%. La piazza milanese e' risultata comunque la migliore tra tutte le borse europee: Francoforte ha segnato la caduta piu' forte con -5,05%, Parigi -4,7% e Londra -3,4%.. Pesantemente negativa anche Wall Street: la piazza americana ha snobbato le parole del presidente Barack Obama che ha commentato il taglio del rating sul debito pubblico Usa deciso da Standard&Poor's: subito dopo l'intervento del presidente, gli indici di borsa hanno addirittura peggiorato la tendenza ribassista: Dow Jones -4,19%, Nasdaq -5,19%.

Al momento la pioggia di liquidita' promessa dal G7 non si vede ancora o, come dice un trader, ''forse e' gia' finita''.Fatto sta che il clima sta decisamente peggiorando, anche se appare in miglioramento lo spread tra il Btp decennale e il bund tedesco, riportatosi intorno a quota 300 punti.Il nervosismo dei mercati e' dimostrato anche dalla quotazione dell'oro, il classico bene-rifugio che stamane aveva toccato un nuovo picco storico a 1.718 dollari l'oncia, per poi superarsi di nuovo facendo segnare quota 1.723,4 sulla scia della caduta della Borsa statunitense.MERCATI NERVOSI. SCENDONO GLI SPREAD GRAZIE ALLA BCE (IL PUNTO). ''Sembra di tornare ai giorni del fallimento di Lehman Brothers. Ma oggi la situazione rischia di essere anche piu' pesante'', confida uno dei tanti broker davanti allo tsunami rappresentato, sui monitor, dalle quotazioni azionarie in picchiata da Shanghai a New York. La crisi del debito sovrano nell'area euro e il declassamento del rating USA da parte di S&P rafforzano i venti di crisi che spirano sulla finanza internazionale, mentre all'orizzonte non sembrano profilarsi miglioramenti sensibili.Un'altra giornata caratterizzata da nervosismo e tensioni con gli investitori che cercano lidi sicuri per parcheggiare masse di liquidita'. Cosi' si spiega il nuovo record dell'oro che supera i 1.700 dollari l'oncia.Unica nota positiva e' la riduzione del differenziale tra i titoli di Stato di Spagna e Italia rispetto al bund tedesco.Il via libera all'intervento della Bce ha fatto scendere gli spread di circa 100 punti base intorno a 300.Secondo alcuni analisti la Bce avrabbe acquistato Btp italiani e titoli spagnoli per un controvalore di circa 5 miliardi di euro.L'Eurotower ancora una volta ha svolto la missione di ultima linea di difesa. L'intervento ha funzionato. I mercati hanno reagito positivamente davanti alla determinazione della Bce che dispone di un cospicuo arsenale di munizioni ma non illimitato. Il primo giorno di intervento e' andato bene anche per la carenza di venditori sul mercato. Ma i mercati del debito pubblico di Italia e Spagna valgono oltre 2 mila miliardi di euro e sara' difficile ipotizzare che l'Eurosistema possa arrestare a lungo una tendenza di aumento della percezione del rischio sulla sostenibilita' del debito di Roma e Madrid.La Germania poi ha bocciato senza appello le richieste di aumentare la dotazione del Fondo salva Stati che ammonta a 440 miliardi di euro. Oltre alla questione delle risorse, l'intervento della Bce pone altri due elementi che andranno valutati con attenzione. Intanto il comunicato diffuso da Francoforte domenica sera era firmato dal presidente Trichet e non dal boad della Bce. Qualche maligno potrebbe leggervi spaccatura e frizioni all'interno del comitato direttivo dell'Eurotower sull'acquisto dei titoli di Italia e Spagna.Sulla riapertura del programma di acquisto dei titoli di Stato dei paesi euro da tempo sta crescendo il partito dei contrari, in quanto non rappresenta una soluzione a lungo termine per il problema del debito sovrano.Altro elemento di novita' e' che la Bce, acquistando titoli di Italia e Spagna, si muove su un territorio sconosciuto.Finora la Bce aveva acquistato titoli di quei paesi per i quali si stava definendo un piano di aiuti come per Grecia, Irlanda e Portogallo. Per Italia e Spagna invece non e' in dicussione alcun sostegno come ha ribadito la Commissione Europea: ''I due paesi non hanno bisogno di aiuti. I fondamentali dell'economia sono solidi e i governi hanno annunciato nuove misure per correggere i conti pubblici''.L'intervento della Bce dunque deve essere visto esclusivamente in termini di sostegno temporaneo. Soltanto i governi nazionali possono risolvere la crisi del debito.

7 agosto 2011

Corsi di Lingua Italiana

El Comites de Buenos Aires tiene el agrado de comunicar que la Dante Alighieri El Palomar-Caseros y la Sociedad de Mutuo Soccorro “Fraternidad y Unión” de San Miguel, han puesto a disposición de este Comites la asignación de becas.Las mismas consisten en una reducción del 50% del valor de la cuota mensual por los cursos de idioma y cultura italiana que en dichos establecimientos se dictan, propiciando de este modo que los interesados puedan iniciar y/o continuar con sus estudiosPara la asignación de dicho beneficio, se ruega a los interesados dirigir su petición por escrito (carta, e-mail o fax) a este Comites, a la atención de la Presidente, Cav. Graciela Laino, a la siguiente dirección:COMITES DE BUENOS AIRES, Reconquista 572, piso 2º,(1003) – C.A.B.A.Tel./Fax: 4114-4830,e-mail: comites@infovia.com.ar


Crisi, Napolitano: "Cooperazione e integrazione per la crescita e benessere"

Il futuro dell'umanità sta non nel conflitto e nella divisione ma nella cooperazione e nella integrazione, per la crescita sociale e il benessere economico di tutti i popoli". Lo scrive, tra l'altro, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al sindaco di Seren del Grappa, Loris Scopelin, occasione dell'inaugurazione del sacello della Madonna ausiliatrice del Monte Grappa.

"Rendo deferente omaggio -scrive Napolitano- ai tanti giovani che sono caduti per la Patria in queste aspre terre, teatro di cruente battaglie che hanno scritto pagine gloriose della nostra storia. Nell'anno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, la celebrazione odierna perpetua il ricordo della tragedia umana che accompagnò la vittoria nella grande guerra".
"Sia questa giornata di insegnamento e sprone alle giovani generazioni, perché, nell'onorare i soldati che riposano in questo sacrario, comprendano che il futuro dell'umanità sta non nel conflitto e nella divisione ma nella cooperazione e nella integrazione, per la crescita sociale e il benessere economico di tutti i popoli". "Idealmente presente, rivolgo - conclude il capo dello Stato - un caloroso saluto a tutti i convenuti e formulo l'augurio di un pieno successo della manifestazione".

Berlusconi: ''Voto nel 2012? Non esiste''. Bersani: ''Governo nuovo''

"Non si è assolutamente parlato di questo. E' un'ipotesi che non c'è mai stata. Nessun cambiamento nei nostri programmi. Continuiamo l'attività senza interruzioni. Sarò già a Roma lunedì sera o martedì". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti all'uscita di Palazzo Grazioli, in merito all'ipotesi di elezioni anticipate nel 2012. Il premier ha anche smentito le voci su un suo presunto viaggio in Russia nei pressi di Sanpietroburgo ospite di Putin: "Non so come siano nate queste voci. Non c'è nessun viaggio in Russia".

A quanto apprende l'Adnkronos, oggi il presidente del Consiglio si è recato presso l'ospedale Santa Lucia, sulla via Ardeatina, e si è intrattenuto per circa un'ora con i vertici della struttura, centro di eccellenza per la riabilitazione neuromotoria. Al termine dell'incontro, il premier ha fatto nuovamente rotta in direzione dell'aeroporto.
Continuano intanto le reazioni all'indomani delle misure annunciate dall'esecutivo per fronteggiare la crisi. Il Pd darà "responsabilmente" il proprio contributo propositivo per affrontare la crisi economico-finanziaria, fa sapere il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, "ma tenendo ferma la convinzione, condivisa tra l'altro dai più grandi giornali del mondo, che in Italia c'è un problema politico. Quel problema, se non risolto, brucerà via via qualsiasi sforzo che gli italiani faranno". "Se vuol conservare la manovra anticipandola - aggiunge Bersani - Tremonti non pensi di uscire dalle commissioni parlamentari senza uscire dalle nebbie, senza dire cioè dove precisamente e a carico di chi e di che cosa intende ricavare decine di miliardi dall'assistenza e dalla manovra sul fisco e detrazioni''.
Il leader democratico lo ribadisce poi in un'intervista al Tg3: "Non pensi Tremonti di poter venire senza rispondere alle nostre domande. Su questo piano faremo le nostre proposte". Alla domanda se il Pd fosse disposto ad appoggiare le proposte del governo, Bersani ha replicato: "Ci sarebbe voluto e ci vorrebbe un governo nuovo, fatto con personalità autorevoli, credibili nel mondo che riuscissero a raccogliere il massimo di forze parlamentari. Su questo noi saremo pronti ad abbassare un po' le nostre bandiere e dare pienamente una mano". Il leader Pd ha però sottolineato che "se non c'è questo, guarderemo i provvedimenti e cercheremo di correggerli. Misureremo il nostro appoggio in ragione di quanto ascolto ci sarà dato".
Resta critico il giudizio dell'Italia dei Valori. Per Massimo Donadi, presidente dei deputati di Idv, ''il dato più sconcertante ed avvilente è la consapevolezza di avere a che fare con un governo che ha deciso di intervenire e assumere le decisioni annunciate ieri solo perché di fatto commissariato dagli altri governi occidentali. Sono allo sbando, commissariati da Bce e Ue e perseverano nella loro arroganza". "Ma ancora più sconcertante ed avvilente è che, per un malinteso senso di autosufficienza, non accolgano i suggerimenti dell'opposizione e perseverino nell'attuare una manovra di bilancio che sarà un massacro per il paese, perché produrrà nuove tasse, tutte - conclude Donadi - a carico del ceto medio basso".
Promuove invece la 'mossa' del governo Italia Futura, l'associazione che fa riferimento a Luca Cordero di Montezemolo, con un editoriale dal titolo 'Un buon passo'. "Il governo ha cambiato idea. Lo ha fatto, certo, perché spinto dalle pressioni internazionali. Lo ha fatto perché spinto dall'andamento dei mercati. Quale che sia il motivo o i motivi che lo hanno indotto a rivedere la debolissima posizione assunta qualche giorno fa in Parlamento, il governo ha cambiato idea. Bene" si legge nell'editoriale di Italia Futura.

CRISI: ASSOCIAZIONI IMPRENDITORI, SUBITO I TAGLI A COSTI POLITICA

Le associazioni imprenditoriali apprezzano l'impegno del governo a ''sottoporre subito le misure al Parlamento e a costituzionalizzare l'obbligo del pareggio di bilancio'', ma invitano ad accelerare i tempi sul fronte delle liberalizzazioni e dei tagli ai costi della politica.''Con le decisioni annunciate ieri, il Governo ha preso atto della serieta' della situazione sui mercati finanziari.Apprezziamo, in particolare, l'impegno a sottoporre subito le misure al Parlamento e a costituzionalizzare l'obbligo del pareggio di bilancio'', si legge in una nota congiunta firmata da Abi, Alleanza Cooperative italiane (Confcooperative, Lega Cooperative, Agci), Ania, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria e Reteimprese Italia (Confcommercio, confartigianato, Cna, Casartigiani, Confesercenti).

''Siamo pronti a confrontarci con l'Esecutivo sulle misure che verranno proposte in materia di fiscalita' e assistenza per anticipare il pareggio di bilancio al 2013. Riteniamo opportuna una seria e rapida consultazione delle parti sociali su queste misure. In materia di lavoro - prosegue la nota - deve essere riconosciuto il ruolo degli attori sociali. Riteniamo che non vi sia alcun motivo di attendere una modifica dell'articolo 41 della Costituzione, in se' positiva, per procedere alle liberalizzazioni e a quelle semplificazione della Pubblica amministrazione che possono ridurre gli oneri su imprese e cittadini e dare piu' spazio alla libera attivita' imprenditoriale e al mercato.Ribadiamo - conclude il comunicato - che e' necessario anticipare i tagli ai costi della politica; sara' altrimenti molto difficile chiedere sacrifici al Paese''.

4 agosto 2011

CRISI: ANGELETTI, NECESSARIO PRENDERE DECISIONI TEMPESTIVE

Durante gli incontri con il governo e con le opposizioni "e' stata sottolineata la necessita' di prendere decisioni tempestive" per affrontare la grave situazione economica. Lo ha detto Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, conversando con i giornalisti al termine delle riunioni. "Abbiamo apprezzato la disponibilita' delle opposizioni - ha aggiunto - di sostenere anche in Parlamento i provvedimenti che noi riteniamo utili e urgenti". I tempi per arrivare a delle soluzioni, ha poi sottolineato, saranno brevi: "tutti abbiamo la consapevolezza che deve essere questione di giorni e non di mesi. Abbiamo assunto l'impegno di continuare a lavorare nei prossimi giorni".
"Abbiamo apprezzato la disponibilità delle opposizioni a sostenere, anche in Parlamento, i provvedimenti che riteniamo utili e urgenti". Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine dell'incontro tra le parti sociali e le opposizioni."Mi sembra che ci sia grande disponibilità anche a superare le contrapposizioni tra maggioranza e opposizione", ha aggiunto Angeletti precisando: "Il nostro impegno è di continuare a lavorare nei prossimi giorni

CRISI: BERLUSCONI, PATTO COMPLESSIVO ENTRO SETTEMBRE

Governo rispondera' nei prossimi giorni'' alle sollecitazioni e alle proposte delle Parti sociali. ''Sara' un confronto senza soluzioni di continuita', e vogliamo arrivare entro settembre a un patto complessivo'' contro la crisi. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi dopo l'incontro con le Parti sociali.GOVERNO PROPONE AZIONE IN 8 PUNTI PER CRESCITA. Il Governo avrebbe proposto alle Parti sociali un piano d'azione per la crescita in otto punti.Pareggio di bilancio e liberta' economica nella costituzione; riforma assistenziale e fiscale e contrasto all'evasione; modernizzazione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro; finanze e reti di impresa con internazionalizzazione; accelerazione opere pubbliche, delle reti energetiche e delle nuove reti di telecomunicazione; privatizzazioni anche dei servizi pubblici locali e liberalizzazioni; costi della politica e semplificazione della politica della burocrazia e delle funzioni pubbliche e sociali centrali e locali; diffusione delle nuove tecnologie, fondi strutturali europei e Mezzogiorno
PARTI SOCIALI, OK DISPONIBILITA' DELLA POLITICA MA AGIRE SUBITO Le parti sociali dopo l'incontro odierno con governo e opposizioni chiedono che si agisca subito per arginare le tensioni finanziarie sull'Italia. In una nota congiunta, Abi, Alleanza Cooperative Italiane (Confcooperative, Lega Cooperative, Agci), Ania, Cgil, Cia, Cisl, Claai, Coldiretti, Confagricotura, Confapi, Confindustria, ReteImprese Italia (Confocommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confesercenti), Ugl, Uil, riferiscono di aver ''presentato al Governo e alle opposizioni un documento, articolato in sei punti, per consolidare la stabilita' dei conti pubblici e promuovere la crescita. Le parti sociali prendono atto dell'immediata disponibilita' del Governo e delle opposizioni a confrontarsi per affrontare le proposte presentate. In questo quadro, segnalano la necessita' che vi sia piena consapevolezza da parte di tutti della serieta' della situazione italiana. Di conseguenza, ribadiscono l'urgenza di attuare fin dai prossimi giorni i provvedimenti necessari per far rientrare le tensioni sui mercati finanziari''.''Le parti sociali - conclude la nota - nel proseguire il lavoro comune, si incontreranno nuovamente la prossima settimana, per un esame costante degli sviluppi della situazione economica e finanziaria''.MARCEGAGLIA, MOMENTO GRAVE CHE VA AFFRONTATO CON URGENZA. Il documento presentato dalle Parti sociali al Governo vuole rappresentare la gravita' e l'urgenza del momento. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. ''Il momento e' grave - ha detto la Marcegaglia -, siamo in una situazione di straordinarieta' e va affontato senza scuse o scappatoie e va affrontato con urgenza''.''Non siamo in un momento normale, ma in un momento difficile - ha aggiunto il presidente di Confindustria - in cui lo spread tra Btp e Bund non e' lontano dalla Spagna''.TRA PREMIER E TREMONTI ''BOTTA E RISPOSTA'' SU RUOLO BCE Il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia dissentono sul ruolo che la Banca Centrale Europea puo' avere nelle strategie anticrisi.Illustrando in conferenza stampa i contenuti dell'incontro tra governo e parti sociali tenuto a Palazzo Chigi, Giulio Tremonti spiega che non ci sara' solo un percorso interno ma anche un programma di lavoro tra Italia e l'estero. In particolare, sottolinea Tremonti, sono in via di definizione ''proposte comuni tra Ocse, Ue e Fmi''. ''Anche la Bce'', lo interrompe Berlusconi. Il ministro resta un attimo in silenzio, apparentemente sorpreso dell'intervento del premier, al quale poi fa notare che ''la Bce e' un organismo sicuramente importante ma non coinvolgibile''. ''Ma informabile quello si'...'', replica nuovamente Berlusconi.''GOVERNO RENDICONTA'', PREMIER CONSEGNA OPUSCOLO A PARTI SOCIALI ''Intendiamo non solo avere idee e stipulare accordi, ma anche avere una piu' vasta comunicazione di quello che il Governo ha fatto e fara'''.Silvio Berlusconi, dopo aver incontrato le Parti sociali, mette in chiaro che le intese da sole non bastano. Detto, fatto. E un po' a sorpresa, in attesa di capire quali fossero le ricette del governo per la crescita, i segretari confederali dei sindacati, nonche' il presidente di Confindustria si ritrovano - tra gli altri - a sfogliare un libricino, un opuscolo patinato, aggiornato al 30 marzo 2011, dal titolo che e' un programma: ''Il Governo rendiconta - I provvedimenti approvati: novita' e opportunita''. Cento pagine per ripercorrere quanto fatto finora dall'esecutivo e quanto ancora intende fare per il rilancio del Paese e la ripresa dell'economia. Sette le ''missioni'' che si e' posto il IV Governo Berlusconi: rilanciare lo sviluppo, sostegno a famiglie e giovani, sicurezza e giustizia, sud, federalismo, piano straordinario di finanza pubblica e modernizzazione dei servizi. Per ognuna di queste voci il riassunto delle cose fatte e quelle da fare. Il tutto preceduto da un'introduzione autografata di Berlusconi (ritratto in controcopertina mentre saluta sorridente in doppiopetto), in cui si assicura che ''il nostro governo del fare ha realizzazo il meglio possibile nella peggiore situazione economica possibile''.Ecco allora che, a guardar bene, sono state intraprese ben 106 azioni in oltre 42 voci economiche (dal sostegno agli imprenditori alla competitivita' delle Pmi, dalle agevolazione per l'imprenditoria giovanile all'internazionalizzazione delle imprese, dal libro unico alla legge obiettivo fino alla legge di stabilita' del 2011).Cosi', si ribadisce che questa maggioranza ha previsto 100 milioni di euro di finanziamento per l'apprendistato (legge 191 del 2009), un aiuto agli imprenditori con ammortizzatori sociali per 950 milioni di euro al 2012 e la riduzione del 3% dell'acconto Irap ed Ires (legge 2 del 2009). E poi le infrastrutture, per le quali - si legge sempre nella pubblicazione - e' stato istituito un fondo per il potenziamento delle rete nazionale, ''comprese le reti di telecomunicazioni ed energetiche'' (legge 133 del 2008).Senza dimenticare che per il finanziamento delle opere strategiche di ''preminente interesse nazionale'' sono stati concessi finanziamenti per 9,4 miliardi (legge 2 del 2009).''Di tutte queste cose e di molto altro ancora rende conto questa pubblicazione istituzionale'', sottolinea il premier nella sua prefazione. Che assicura: ''Continueremo a lavorare negli interesse degli italiani fino al termine del nostro mandato''.

Piazza Affari sprofonda a -5,16% Europee a picco, vola lo spread

Giornata convulsa per le piazze finanziare internazionali. Dopo una chiusura positiva a New York e Tokyo e un avvio in netto rialzo per le borse europee, i mercati del Vecchio Continente hanno puntato al ribasso a metà mattina, per poi precipitare in caduta libera nel corso della seduta. Le principali piazze finanziarie europee hanno chiuso in profondo rosso e Milano ha archiviato la giornata con un tonfo del Ftse Mib del 5,16% a 16.128 punti, dopo che per oltre due ore è stato impossibile aggiornare l'indice per problemi tecnici. Problemi si sono verificati anche sui mercati del circuito Euronext. Londra ha chiuso con una flessione del 3,43%, Francoforte del 3,40% e Parigi del 3,90%. Tonfo anche per Madrid, in calo del 3,89%, e Lisbona, scivolata del 3,26%.

A Milano, che ha visto l'indice All Share chiudere in flessione del 4,77% a 16.881 punti, sono stati bruciati 17,5 miliardi di euro di capitalizzazione mentre nella giornata nera le borse europee hanno mandato in fumo 173 miliardi di euro. L'indice Stoxx Europe 600, che rappresenta società di grande, media e piccola capitalizzazione in 18 Paesi europei, ha chiuso la seduta con uno scivolone del 3,49% a 243,16 punti.
Occhi anche puntati sullo spread Btp-Bund, che ha superato quota 390 punti e ha raggiunto 391,45, il massimo della giornata. Forti ribassi anche a Wall Street, dove l'indice Dow Jones Industrial è in calo del 3,04% a 11.535 punti, sopra il minimo di seduta a 11.523.
A Piazza Affari forti perdite per i titoli del comparto bancario, che hanno contato numerose sospensioni per eccesso di ribasso. Intesa Sanpaolo, alla vigilia dei conti del trimestre, scende del 10,35% a 1,23 euro, mentre Unicredit perde il 9,33% a 1,04 euro. Male anche Banco Popolare (-5,17%), Mps (-4,06%), Ubi Banca (-3,32%) e Bpm (-2,17%). Fra gli assicurativi Generali cede il 3,15% e Fonsai il 3,82%, mentre Mediolanum arretra del 4,26%.
Tonfo anche per Fiat, che scivola del 10,03% a 5,38 euro, e Fiat Industrial, che lascia sul parterre il 9,15% a 7,5 euro. Giornata nera anche per Pirelli (-9,12%), Saipem (-8,34%), Parmalat (-6,99%), Tenaris (-6,99%), Atlantia (-5,92%), Tod's (-5,75%), Impregilo (-5,20%) e Mediaset (-5,15%).
In netto ribasso anche gli energetici, con Eni (-2,33%) ed Enel (-2,76%). Limitano i danni Bulgari, in calo dello 0,41%, e Autogrill, che perde lo 0,62%.