31 luglio 2011

COMUNICAZIONE E TURISMO: NUOVE AREE PER LA BORSA DI STUDIO ''MARIO OLLA'' PER I TOSCANI ALL’ESTERO

La Regione Toscana ha pubblicato il bando 2011 della borsa di formazione professionale "Mario Olla", personaggio di riferimento tra i primi a credere nel recupero del legame con le comunità dei toscani residenti all’estero.
La nuova edizione – sottolinea il Consiglio dei Toscani all’Estero – conta con due importanti novità: l’inserimento dei settori comunicazione (giornalismo, web e marketing) e turismo (promozione, gestione turistico-alberghiera e marketing territoriale) e lo spostamento del limite di età dei candidati dai 32 ai 35 anni.
Con una durata di quattro mesi – divisa tra 3 settimane di corso di approfondimento della lingua italiana e 3 mesi di tirocinio formativo in imprese toscane - la borsa si rivolge ai giovani di origine toscana residenti all’estero diplomati, laureandi o laureati tra 18 e 35 anni ..

Ai partecipanti vengono assicurati la copertura delle spese di soggiorno (vitto e alloggio), i trasferimenti quotidiani e le spese di assicurazione per tutti i quattro mesi. Per le spese di viaggio sarà rimborsato il 50% del costo del biglietto di andata e ritorno.
I settori individuati per l’anno 2011 sono: Design (artistico, industriale, moda); Lavorazione della ceramica; Restauro del legno; Restauro pittura su tela e su tavola; Ristorazione (professioni di gelataio, cuoco, pasticcere); Architettura e restauro architettonico; Grafica pubblicitaria; Comunicazione (web, marketing, giornalismo) Turismo (promozione, gestione turistico-alberghiera, marketing territoriale).
Le domande di ammissione, corredate dei documenti richiesti, dovranno arrivare per mezzo posta con raccomandata A/R all’indirizzo "Regione Toscana, Settore Attività internazionali, Ufficio dei Toscani all’Estero, piazza Unità Italiana 1, 50123 Firenze" entro e non oltre il 22 agosto 2011.
La domanda potrà essere trasmessa anche a mezzo fax (+39 055 438 4130) entro la stessa data. Occorre sottolineare che non vale il timbro postale, ma la data di arrivo della documentazione all’indirizzo sopramenzionato.
Il bando è disponibile online a questo indirizzo http://www.toscaninelmondo.org/wp-content/uploads/2011/07/regione_toscana_borse_studio_bando.pdf.

CAROZZA (CGIE) CONVOCA LA PLENARIA ANTICIPATA: LAVORI A ROMA DAL 12 AL 14 OTTOBRE

Rispondendo alla richiesta sottoscritta da 50 consiglieri, il segretario generale Elio Carozza ha convocato a Roma l’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero.
I lavori si terranno alla Farnesina dal 12 al 14 ottobre.
La richiesta è partita dalla Commissione continentale dei paesi anglofoni coordinata da Silvana Mangione che proponeva a Carozza una plenaria "anticipata" e la contestuale rinuncia alle riunioni continentali, da svolgersi a Roma, a ridosso della plenaria.
L’ordine del giorno dei lavori, nel dettaglio, verrà diramato la prossima settimana. (aise)

30 luglio 2011

Lavoro, pesa l'onda lunga della crisi: l'occupazione è in calo nel 2010

Non si arresta nel 2010 la perdita di occupazione nelle imprese associate a Confindustria. Il Csc rileva "l'onda lunga della crisi" che comporta una flessione dell'occupazione dell'1,1% (dopo il -2,2% nel 2009 e il -0,3% nel 2008).
L'occupazione, evidenzia il Csc, si aggiusta con ritardo. Nella fase di graduale recupero dell'attività produttiva che ha caratterizzato il 2010, l'input di lavoro ha continuato a diminuire, ma a un ritmo più contenuto che nel 2009, fino a mostrare un primo segnale di inversione di tendenza all'inizio del 2011. A frenare la domanda di lavoro nel 2010 sono stati, spiega il Centro Studi di Confindustria, gli ampi eccessi di manodopera accumulati durante la recessione, quando la drammatica caduta dei livelli di attività è stata assorbita in larga misura dal crollo della produttività.

NEL 2010 PIU' LICENZIAMENTI E MENO ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO - E' quanto emerge dalla settima indagine di Confindustria sul mercato relativa allo scorso anno. Il licenziamento individuale o collettivo ha rappresentato nel 2010 la causa d'uscita nel 14,2% dei casi, in aumento dal 13,2% nel 2009 e dal 10,4% nel 2008. L'incidenza di questa causale è più elevata nell'industria (16,7%), ma in espansione anche nei servizi (9,1% dal 7,7% nel 2009).
Complessivamente nel 2010 le assunzioni a tempo indeterminato sono state il 35,9% del totale delle nuove assunzioni, meno che nel 2009 (37,7%) e nel 2008 (42,1%), mentre le assunzioni con contratto a termine (a tempo determinato, di inserimento, di apprendistato) hanno riguardato il residuo 64,1%. Come negli anni precedenti, la quota di neo-assunti a tempo indeterminato è stata superiore nelle aziende del Nord Ovest (41,1%) e in quelle di più grandi dimensioni (il 40% nelle imprese con più di 100 addetti, contro il 30% nelle piccole e nelle medie). Intanto, sono aumentati anche i tassi di stabilizzazione ed è rimasto alto il ricorso alla cig che nel 2010 ha assorbito potenziale forza lavoro pari al 6,3% delle ore lavorabili nell'industria, all'1,3% nei servizi.
DOMANDA DI LAVORO IN RIPRESA A INIZIO 2011 - Riparte la domanda di lavoro a inizio 2011. Il Csc evidenzia che "ha iniziato a espandersi nella prima metà del 2011" e che le imprese che a inizio anno prevedevano un aumento dell'occupazione nei primi sei mesi (22,6%) superano quelle che prevedevano un calo (11%). La situazione, evidenzia Confindustria, si è quindi invertita rispetto a quella rilevata l'anno scorso, quando il saldo delle previsioni era negativo (-5,7%). Tra le imprese che prevedevano un aumento di personale nella prima metà del 2011, la quota maggiore programmava di fare ricorso ai contratti a termine (59,2%). Tuttavia, a inizio 2011 sembrano essere ripartite anche le assunzioni a tempo indeterminato (previste da quasi la metà delle imprese).
A livello settoriale, le indicazioni più favorevoli sul mercato del lavoro provengono dai servizi, dove il 25,2% delle imprese prevedono un aumento del personale e l'8,9% una riduzione. Nell'industria in senso stretto il saldo delle risposte scende ma rimane positivo (10,6% in media), tranne che nel tessile-abbigliamento dove si annulla. Nelle costruzioni, invece, è ancora negativo (-2,8%).

Politica, sondaggio Tecnè: Pdl in calo, sale il Pd

Pdl in calo dall'inizio dell'anno dal 32% al 26.5% mentre il Pd nello stesso periodo guadagna oltre tre punti (dal 26.1 al 29.5) e si colloca come primo partito per consensi. Sono le rilevazioni di voto d Tecnè che mostrano una perdita di consensi costante per il partito guidato ora da Angelino Alfano e un trend quasi costantemente positivo per la formazione di Pierluigi Bersani. Stabili la Lega (da 9 a 9.5), Idv (attestato sul 6.5%), Api (1%) e Udc (6%). In discesa, nei pochi mesi di vita, Fli dal 4 al 3%. Convice sempre più Sel di Nichi vendola che tocca quota 7% dal 4.5 di inizio 2011. Al Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, se si votasse adesso, andrebbe il 3.5% dei voti.
Il risultato completo della ricerca sulle intenzioni di voto è visibile sul sito http://www.t-mag.it/.

Napolitano rinuncia ad aumento stipendio, restituiti al ministero dell'Economia 15 mln

ll Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha comunicato al ministro dell'Economia e delle finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo - stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372 - dell'assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell'art. 84 della Costituzione.

Il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, riferisce il Qurinale in una nota pubblicata sul sito internet, ha sottoposto alla firma del Capo dello Stato i decreti per l'applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni e per la riforma delle pensioni di anzianità.
Si è così completata l'attuazione nell'ordinamento interno delle misure previste dalle manovre approvate con i decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 98 del 2011 (riduzione del 5 e del 10% delle retribuzioni e delle pensioni per la parte eccedente 90.000 e 150.000 euro, blocco delle progressioni automatiche e riduzione delle spese per beni e servizi).
L'amministrazione del Quirinale provvederà conseguentemente a restituire al ministero dell'Economia e delle finanze la somma complessiva di euro 15.048.000 nel triennio 2011-2013, nonché 562.737 euro nell'anno 2014.
Le suindicate restituzioni, spiega ancora il Qurinale, si aggiungono ai risparmi realizzati nel periodo 2006-2011 - che ammontano complessivamente a 56.316.000 euro - per effetto dei provvedimenti di contenimento della spesa già adottati autonomamente nel medesimo periodo (blocco del turnover, soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, congelamento fino al 2013 degli importi tabellari degli stipendi e delle pensioni, riduzione dei compensi per il personale comandato e distaccato e di numerose indennità, contenimento degli straordinari, riduzione delle ferie, aumento dell'orario di lavoro e riorganizzazione amministrativa interna).
Tali economie e aumenti di produttività, unitamente al contenimento dei pensionamenti anticipati per effetto della incisiva riforma delle pensioni di anzianità, hanno consentito grazie ai risparmi realizzati di bloccare fino al 2013 la dotazione a carico del bilancio dello Stato al valore nominale del 2008 a fronte di una inflazione che da allora ha già raggiunto il 6,6% sulla base dell'indice dei prezzi al consumo.
Infine il Presidente della Repubblica ha comunicato al ministro dell'Economia e delle finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all'adeguamento all'indice dei prezzi al consumo - stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372 - dell'assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell'art. 84 della Costituzione.

28 luglio 2011

NAPOLITANO: DECENTRAMENTO CONFLIGGE CON ART.114 CARTA

La ''evoluzione'' con cui il governo ha avviato il decentramento di alcuni uffici ministeriali al Nord ''confliggerebbe con l'articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonche' con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative''. E' questo uno dei passaggi principali della lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inviata al premier Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei ministrei sul territorio, pubblicata dal sito internet del Quirinale. ''La pur condivisibile intenzione di avvicinare l'amministrazione pubblica ai cittadini'', che scaturisce dall'apertura di sedi ministeriali al Nord, ''non puo' spingersi - prosegue la lettera di Napolitano - al punto di immaginare una ''capitale diffusa'' o ''reticolare'' disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della citta' di Roma, sede del Governo della Repubblica''. ''Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale - sottolinea inoltre il presidente della Repubblica nella missiva - al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilita' quale rappresentante dell'unita' nazionale e garante di principi e precetti sanciti dalla Costituzione''.
Inoltre, ''l'apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell'attuale situazione economico-finanziaria, al piu' rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale''.

GIUSTIZIA: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL PROCESSO LUNGO

Il governo, per voce del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha posto al Senato la questione di fiducia sul ddl sul cosiddetto processo lungo. La decisione del governo nasce, si spiega in ambienti della maggioranza, dall'esigenza di concludere in settimana l'esame del provvedimento al Senato, per poter trasmettere la norma alla Camera per la seconda lettura immediatamente.

Martedi' a Montecitorio e' convocata la conferenza dei capigruppo che fissera' il calendario dei lavori per settembre e potrebbe essere quella l'occasione per inserire nell'agenda dei lavori della ripresa il ddl sul processo lungo. Intanto i capigruppo di maggioranza del Senato sono gia' allertati per una riunione al fine di ricompattare le fila dei senatori, molti dei quali si sono gia' allontanati dalla Capitale. Gia' questa mattina il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo ed altri esponenti della maggioranza sono stati visti al lavoro nella sala del governo del Senato per alcuni ritocchi al ddl che troverebbero a questo punto espressione in un unico articolo totalmente sostituivo sul quale si votera' la fiducia. La fiducia, ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, sara' votata domani mattina. Alle 9,00 ci saranno le dichiarazioni di voto e alle 10,00 l'inizio della prima chiama dei senatori per il voto di fiducia e sul provvedimento, che al Senato coincidono. L'esito del voto e' atteso intorno alle 11,00-11,30.FINOCCHIARO (PD): PALMA SPIEGHI PERCHE' FIDUCIA SU PROCESSO LUNGO.''E' necessario che il neoministro della Giustizia, Nitto Palma venga subito in Senato a spiegare il perche''' della fiducia al Senato sul ddl sul processo lungo. Cosi' la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro. ''Una decisione del genere, assolutamente ingiustificata non si spiega se non con la necessita' di salvare il presidente del Consiglio da uno dei suoi tanti processi - continua-. E' una cosa inaccettabile. E tutto questo avviene nel silenzio piu' totale e nel totale asservimento della Lega ai bisogni del Presidente del Consiglio, Berlusconi''. ''In una situazione del Paese gravissima, testimoniata anche oggi dalle notizie sulla Borsa in cui servirebbe un clima politico positivo e costruttivo, ci troviamo invece di fronte a un governo e una maggioranza di irresponsabili che, per gli interessi di un premier disperato, ancora una volta umiliano il Parlamento, la Giustizia, il nostro Paese'' conclude.

Ministeri al Nord, scontro tra la Lega Nord e il Colle. Bossi: "Vado a casa nella capitale, che è Milano"

Vado a casa, nella capitale che è Milano". Il ministro per le riforme istituzionali Umberto Bossi, lasciando la sede del gruppo della Lega a Montecitorio, lancia l'ennesima sfida sui ministeri al Nord. Pur precisando che il rapporto col presidente della Repubblica "non si romperà" e che "terrà conto" dei rilievi del Colle sulle nuove sedi dei dicasteri, ci tiene a precisare, che "vogliamo spostare i ministeri - spiega - come fanno negli altri Paesi europei", ad esempio "Inghilterra e Francia". "Non farlo - aggiunge - sarebbe come dire che in Inghilterra sono scemi. Noi facciamo come negli altri Paesi - ribadisce - che fanno bene, anzi meglio di noi". E sulle relazioni con il Capo di Stato, Bossi si lascia scappare una battuta: "I rapporti si romperebbero - dice sorridendo - se gli chiedessimo di ridarci indietro i mobili che si è preso nella Villa Reale di Monza".

Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era arrivato oggi in Consiglio dei Ministri "un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica sulle recenti istituzioni di sedi periferiche di strutture ministeriali". Berlusconi, riferisce una nota di palazzo Chigi, ha quindi chiesto a tutti i ministri di "tenere comportamenti conseguenti".
"Il presidente Napolitano non si preoccupi" aveva detto Bossi dopo il Cdm a chi gli chiedeva della lettera inviata dal capo dello Stato al presidente del Consiglio in merito agli uffici ministeriai aperti a Monza. Li lasciamo lì, siamo convinti che il decentramento è non solo una possibilità ma anche un'opportunità per il Paese". Il Senatur ha spiegato che la missiva è stata illustrata oggi dal premier durante il Cdm, "ma non c'è stato dibattito", ha aggiunto.
E proprio oggi sul sito del Quirinale è stata diffuso il testo della lettera dove si legge che lo spostamento di alcuni ministeri al Nord, inaugurati "senza nemmeno che vi fosse un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale", rappresentano "un'evoluzione che confliggerebbe con l'articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica''. Tra l'altro, scrive il Capo dello Stato "la pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini non può spingersi al punto di immaginare una ’capitale diffusa o reticolare' disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica".
"La risposta di Umberto Bossi al presidente Napolitano è un comportamento irresponsabile", dichiara dal canto suo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno spiegando che "è irresponsabile dal punto di vista istituzionale perché non si può rispondere con questa arroganza al Presidente della Repubblica, è irresponsabile dal punto di vista politico perché cerca di creare inutili conflitti tra la nostra città e le regioni del Nord, che non hanno mai chiesto trasferimenti di ministeri, ma semmai più autonomia e federalismo. Ed è irresponsabile dal punto di vista comunicativo,- prosegue il sindaco di Roma - perché in un momento in cui la nostra economia è sotto l'attacco della speculazione e tutti i cittadini devono fare i conti con una crisi economica e sociale pesantissima, non si può perdere tempo ed energie in polemiche inutili e pretestuose, che servono soltanto a dare argomenti a chi cerca di screditare il Governo in carica". "Dobbiamo occuparci di cose serie e importanti e non di queste follie, che peraltro si sono già dimostrate prive di conseguenze concrete visto che a Monza non c'è nulla di più di qualche scrivania dentro stanze vuote - aggiunge -. La difesa di Roma Capitale è la difesa di tutta la Nazione. Sta al Pdl e al Presidente del Consiglio prendere le distanze in maniera netta e chiara da tutto questo".

25 luglio 2011

Governo, Fini lancia Maroni premier. Ma lui si smarca: avanti fino a fine legislatura

Un nuovo Governo per amore dell'Italia, con il leghista Roberto Maroni premier, il sostegno del Pd e due soli punti in programma: rilancio dell'economia e riforma elettorale. Fa discutere la proposta lanciata dal presidente della Camera Gianfranco Fini dalle colonne di 'Repubblica'. Una stroncatura immediata arriva dal Pdl che parla di "spregiudicato tatticismo", con il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Il Pd, invece, mette in chiaro che non sosterrà un governo ''guidato da esponenti dell'attuale maggioranza''.

Mentre dal Viminale il ministro si smarca, ribadendo la propria lealtà al governo Berlusconi. "Lavoriamo perché arrivi fino a fine legislatura", e' il commento del titolare del Viminale che accoglie l'offerta di Fini con "indifferenza", consapevole che si tratta soltanto di idee "strumentali".
Per Cicchitto siamo davanti ad uno spregiudicato tatticismo" teso a coprire "la difficoltà politica di fondo del terzo Polo,oltre a quella specifica del Fli derivante dal fatto che, anche se purtroppo in forme estremizzate, il bipolarismo rimane in piedi e quindi le terze forze al momento della verità dovranno fare delle scelte che adesso -conclude Cicchitto- cercano di evitare con queste spregiudicate manovre tattiche".
Mentre per il sindaco di Roma Gianni Alemanno ''fare un nuovo governo oggi crea più problemi che altro. Credo che si possa andare avanti con Berlusconi" ma, osserva il sindaco di Roma, "va aperto un percorso, già da settembre, per individuare il candidato premier del 2013".
No anche dal partito democratico. "Qualunque governo senza Berlusconi è senz'altro un'evoluzione positiva. Anche un governo Maroni quindi", afferma il vicesegretario del Pd, Enrico Letta ricordando che però i democratici non potrebbero sostenere governi ''guidati da esponenti dell'attuale governo Berlusconi, principale responsabile dei guai nei quali si trova oggi l'Italia".
Una proposta che non ha futuro per il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi. "Il governo Berlusconi completerà la legislatura e realizzerà il programma di cui sono garante. Con buona pace di una opposizione divisa, che predica nel deserto, francamente debole, senza prospettiva, aggrappata alla speranza del ribaltone".

24 luglio 2011

Il Pd vota la "sua" legge elettorale: proposta alle Camere entro il 30

"Pd pronto alla sfida del governo". E Pier Luigi Bersani serra le fila del partito chiedendo un voto alla direzione democratica sulla legge elettorale. Il dispositivo su cui i Democratici sono chiamati ad esprimersi oggi (ma e' facile prevedere una larga convergenza, considerato le posizioni in campo nel partito) prevede che il Pd presenti alle Camere entro il 30 luglio una proposta basata sul doppio turno, con collegio uninominale e recupero proporzionale. Nel testo del Pd, che la Dire e' in grado di anticipare, e' richiamato espressamente il diritto di scelta dei cittadini (addio liste bloccate) ed e' previsto il divieto di candidature doppie, mentre due distinte norme assicureranno la parita' di genere. Il partito ne chiedera' la calendarizzazione entro il 30 settembre.


Il testo dei Democratici contiene inoltre la cosiddetta norma anti-Scilipoti, che vieta a deputati e senatori, attraverso una modifica dei regolamenti parlamentari, di dare vita a nuovi gruppi parlamentari, ignoti agli elettori: oltre al gruppo misto si potranno costituire solo gruppi corrispondenti alle liste presentate alle elezioni. (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

SALVA LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO/ UNA NOTA DEL GRUPPO PDL DEL SENATO METTE FINE AI DUBBI SUL VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

La Circoscrizione Estero verrà confermata dalla riforma Berlusconi-Bossi approvata in Consiglio dei Ministri. E’ durata, quindi, solo poche ore l’incertezza sulla sorte del voto degli italiani all'estero nella riforma costituzionale che la maggioranza si accinge a portare all’esame del Parlamento.
"Nel corso degli incontri tra PdL e Lega in vista della preparazione del testo esaminato dal Consiglio dei Ministri per la riforma costituzionale, che riguarda anche il Parlamento” spiega una nota del Gruppo del PDL al Senato “si è chiarito che la rappresentanza degli italiani all'estero sarà ovviamente confermata.”
“E' stata” spiega la nota “una esplicita richiesta del PdL che ha trovato pieno consenso nell'ambito di tutta la maggioranza. La rappresentanza di milioni e milioni di italiani” conclude la nota “è un'importante conquista costituzionale e non sarà in alcun modo messa in discussione".”(aise)

Per Confindustria il futuro è nero: "La crescita del Pil sarà quasi nulla"

In Italia "la crescita sara' quasi nulla nel terzo trimestre, dopo che nel secondo si e' avuto un aumento dell'1,6% della produzione industriale, concentrato nella prima parte del periodo, che ha originato una temporanea accelerazione del Pil". E' quanto si legge nell'analisi mensile del Centro studi di Confindustria. Secondo il Csc "per l'Italia si profilano debolezza della domanda interna, minor forza di quella estera, ripercussioni dalle violente turbolenze finanziarie globali e stretta sui conti pubblici".
"Il mercato del lavoro in Italia rimane debole. La domanda interna italiana ristagna. Le condizioni per gli investimenti, valutate dagli imprenditori, sono peggiorate nel 2° trimestre. I consumi risentono delle difficolta' occupazionali e della dinamica dei prezzi al consumo: vendite al dettaglio e immatricolazioni di auto hanno un profilo piatto".


Cosi' nell'analisi mensile del Centro studi di Confindustria. "A maggio il tasso di disoccupazione e' salito all'8,1% (+0,1 su aprile) e al 28,9% (+0,4) tra i giovani sotto i 25 anni- si legge- le richieste di autorizzazione di Cig a giugno sono diminuite del 20,1% su maggio, piu' del doppio di quanto spiegato da fattori stagionali. Tuttavia, il bacino di lavoro assorbito dalla Cig sfiora le 340mila unita', livelli analoghi a quelli dell'autunno 2010. Il ricorso a questo ammortizzatore e' particolarmente ampio nei settori dove la produzione e' ferma molto al di sotto dei livelli pre-recessione". Inoltre, "a giugno la percentuale di imprese che si attendeva una riduzione del numero di addetti nei successivi tre mesi (17,5%) e' tornata a essere superiore a quella di quante prevedevano un incremento (16,0%): un deterioramento che ricalca quello delle previsioni delle aziende sulle condizioni economiche in cui operano".
Infine, "la fiducia dei consumatori e' scesa in giugno a 105,8 dal 106,5 di maggio (107,1 medio nel 2010). Sono migliorate le attese (a 93,7, da 93,1), mentre le possibilita' di risparmio sono scese (saldo a -54, da -51). Cio' presagisce a un'ulteriore contrazione della propensione al risparmio, gia' calata di 0,9 punti nel primo trimestre (all'11,5% del reddito disponibile lordo". (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

BERLUSCONI: LA LEGA HA UN PROBLEMA MA IL GOVERNO E' SOLIDO

I rapporti tra Pdl e lega Nord sono a rischio? Gelo anche in quelli personali tra Berlusconi e Bossi? Interrogativi che attraversano tutti gli organi di stampa e che sono presi in considerazione dalla generalita' degli osservatori (anche di destra) ma che vengono definiti inesistenti proprio dai diretti interessati. Ha iniziato Silvio Berlusconi che lasciando Roma ai cronisti in attesa ha lasciato messaggi di ottimismo: ''Non c'e' nessun problema''. Ma il governo? ''Il governo - assicura il Cavaliere - va avanti piu' solido di prima''. Certo spiega, ancora una volta, i numeri sono diminuiti ma ora - senza Fini - e' piu' compatto e cosi', ri-promette Berlusconi, ''sono deciso come non mai a portare avanti le riforme per ammodermnare l'Italia''. Se poi qualcuno gli ricorda il giorno nero del voto su Alfonso Papa e i trenta leghisti che votano contro la posizione della maggioranza, Berlusconi spiega: ''Io non ho nessun problema sono loro ad averlo. Chi aveva preso un impegno e non lo ha rispettato nel voto in Parlamento?''. A Nord, a Monza, Calderoli si mette sulla stessa lunghezza d'onda e smentisce ai cronisti l'esistenza di tensioni tra Lega e Berlusconi.

Fatta pace, dunque? ''Non ce ne e' stato bisogno - replica Calderoli - perche' non abbiamo mai litigato. Noi semplicemente portiamo avanti le nostre iniziative in modo chiaro''. E a chi chiede se Berlusconi arrivera' a mangiare il panettone, Calderoli risponde sicuro ''credo anche la colomba!''. Su un punto i due personaggi, pur separati da circa 700 chilometri, hanno mostrato identita' perfette di vedute: sono i giornalisti a gonfiare se non inventare le notizie. Berlusconi, sempre a proposito dei sommovimenti nella maggioranza, dice che ''i giornali inventano tutto''.Gli fa eco Calderoli che sempre a proposito della salute della maggioranza e del governo dice: ''La cosa bella degli analisti e' che non ne azzeccano una. Noi siamo uniti come una volta''.BOSSI: CON BERLUSCONI NESSUN PROBLEMA. SU PAPA QUESTIONE CHIUSA Tra la Lega Nord e Silvio Berlusconi ''non ci sono problemi''. Lo ha assicurato il segretario federale del Carroccio Umberto Bossi parlando con i giornalisti a margine della cerimonia di inaugurazione dei nuovi uffici dei 4 ministeri distaccati alla Villa Reale di Monza. ''Berlusconi - ha aggiunto il senatur - ci ha dato il federalismo e con noi le cose vanno di bene in meglio''. Nessuna frattura, percio', neppure sul caso Papa: ''L'ho sentito ieri per telefono - ha rilevato Bossi - dal mio letto di ospedale in Svizzera: a questo punto ritengo che la questione sia chiusa''. ''Si sapeva che su una cosa come quella di Papa la Lega aveva delle difficolta'', ha poi aggiunto Bossi, per il quale il caso Papa ''non e' un esempio da tenere in considerazione''.

18 luglio 2011

La casta non "si" taglia, e dal web la protesta si sposta in piazza

"Tutti a Roma!" La data ancora non c'e'. Ma il 'popolo della rete' che affolla la pagina facebook di Spidertruman accarezza con sempre maggiore insistenza la tentazione della marcia sul Parlamento. "Lunedi' alle 8 e 30", propone il piu' irruento, mentre altri, piu' attenti al calendario estivo, propongono di posticipare la mobilitazione a settembre. Intanto, dai simpatizzanti de 'i segreti della casta' e' nata un'altra pagina facebook, minacciosamente intitolata "Tutti al Parlamento adesso" che si propone di passare dalle parole ai fatti. Per tutti l'appuntamento e' fissato per domani, martedi' 19 luglio. Del resto il modello a cui fare riferimento c'e' gia' ed e' arcinoto: la contestazione a Craxi al Raphael. "Tutto ha un limite! Basta! Per cominciare un bel lancio di monetine da 1 centesimo sulla casta romana e non ... tutta sia destra che sinistra...", scrive ad esempio Sauro Salustri. Nel frattempo, riferisce l'anonimo precario che denuncia i vizi della Casta, a Montecitorio e' partita "la caccia" nei suoi confronti. Promette di riferirne a breve sul blog, che viaggia al ritmo di 1.000 adesioni ogni cinque minuti.

LE PROPOSTE DEL PD - Di fronte all'emergenza economica il Pd ritiene che la politica debba dare un contributo concreto di sobrieta' e di responsabilita', lottando invece contro le concezioni demagogiche che rischiano di confondere tutto e non risolvere nulla. In una nota dei Democratici le proposte sul tema dei costi della politica e delle riforme istituzionali, oggetto di proposte di legge e, al Senato, anche di emendamenti alla manovra del governo insieme a Idv e Udc. Misure che il governo e la maggioranza hanno respinto, impedendone l'approvazione, ma che restano validi punti di riferimento per gli interventi da realizzare.
Il Pd ha presentato da tempo diverse proposte di legge per ridurre entro la legislatura, il numero dei parlamentari e cambiare le funzioni del Senato. Per esempio, una Camera con 400 deputati e un Senato Federale con 200 senatori. E' possibile calendarizzare gia' dal prossimo settembre il provvedimento volto alla riduzione dei parlamentari.
Il Pd punta a modificare la legge del 1965 che lega la retribuzione dei parlamentari alla retribuzione dei magistrati italiani, per scegliere un nuovo parametro. L'obiettivo e' di allineare l'Italia alla media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei. Con una decisione interna alla Camera e al Senato (gli organi costituzionali hanno un'autonomia decisionale sul proprio bilancio) il Pd propone di rivedere entro la legislatura i vitalizi dei parlamentari riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all'Inps. Il Pd propone di lavorare concretamente all'interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.
Con gli emendamenti alla manovra proposti anche insieme a Idv e a Udc il Pd punta inoltre ad alcune riforme capaci di dare un contributo importante al contenimento della spesa pubblica. Tra queste proposte vi sono: L'accentramento dei comuni piu' piccoli. L'accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (di fatto si arriverebbe ad un dimezzamento delle attuali province). L'accorpamento delle societa' che fanno capo ai comuni (un comune non potra' avere piu' di una societa': e cosi' verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri). La totale incompatibilita' dell'incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provinciaà). Taglio delle auto blu e dei voli blu, limitandone l'uso a chi ne ha davvero bisogno. Reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici. Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd, un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare.
DI PIETRO: IN PIAZZA A SETTEMBRE - "E' arrivato il momento per tutti i cittadini di urlare forte: 'Basta con la Casta'. Per questo io propongo di scendere in piazza alla fine di settembre per una manifestazione di dimensioni mai viste contro la casta al potere". E' quanto scrive il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sul suo profilo facebook. "Se continueranno a difendere i loro privilegi, come hanno fatto bocciando ripetutamente in Parlamento le nostre proposte per l'abolizione delle province, dei vitalizi, delle auto e dei voli blu- prosegue Di Pietro- ci sara' una ribellione sociale senza precedenti. Ma occorre una grande mobilitazione di massa perche' non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire".

Piazza Affari in calo, risale lo spread: dov'è l'effetto manovra?

L'approvazione lampo della manovra e la buona prova delle banche italiane che hanno superato gli stress test sono elementi che non bastano agli investitori. Piazza Affari questa mattina si e' risvegliata in perdita. Milano, a meta' seduta, la peggiore in Europa, cede oltre il 2%. Male i bancari. Aumenta anche la pressione sui titoli di Stato dell'Italia: il tasso di rendimento del Btp a 10 anni e' salito al 6% e lo spread con il Bund si e' allargato a 337 punti.
UN'ORA A COLLOQUIO - E' durato circa un'ora il colloquio al Quirinale tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi. L'incontro, a cui ha partecipato anche Gianni Letta, avviene nel primo giorno di apertura delle borse dopo l'approvazione della manovra

16 luglio 2011

La manovra in Gazzetta Ufficiale da domani ticket sanitari e tagli

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di oggi la Manovra economica approvata ieri in via definitiva alla Camera. Il provvedimento - si legge sulla Gazzetta Ufficiale - entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Da domani quindi, almeno sulla carta, tornera' il ticket di 10 euro sulle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso.

Ticket ma non solo. Sono molte le misure della manovra di correzione dei conti pubblici che scattano a partire da domani. Tornano anche il superbollo per le auto di lusso sopra i 225 kw, i rincari del bollo sul deposito titoli, l'aumento dell'irap per le concessionarie dello Stato. Scattera' invece il primo agosto il prelievo sulle pensioni d'oro.
-IMPOSTA BOLLO: Arriva la rimodulazione dell'imposta di bollo, dovuta sull'ammontare del deposito titoli. Per i depositi con valore nominale inferiore a 50.000 euro le comunicazioni relative sui depositi di titoli inviati a intermediari finanziari viene applicata un'imposta di 34,2 euro che sale in base ai depositi.
- SUPERBOLLO AUTO: Arriva una tassa per le auto di grande cilindrata. I proprietari dovranno pagare dieci euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 225 chilowatt.
- STOCK OPTION: Aumenta l'imponibile delle stock option e bonus, su cui viene applicata un'aliquota addizionale del 10%. Attualmente l'aliquota addizionale viene applicata su dirigenti e collaboratori d'imprese finanziarie per la parte di stock option e bonus che supera il triplo della parte fissa delle retribuzioni. La misura pone invece come tetto di 'esenzione' dell'addizionale il reddito.
- FISCO: Arriva la sanatoria sulle liti fiscali pendenti, con valore non superiore a 20.000. Per le cause su importi fino a 2.000 euro il contribuente potra' decidere di fare pace con il fisco pagando 150 euro. Mentre per i casi di ammontare superiore sono state predisposte diverse soluzioni. 'Amnistia' anche per i processi pendenti in materia previdenziale, che vedono coinvolto l'Inps, pendenti in primo grado di giudizio al 31 dicembre 2010 e con un valore non superi a 500 euro.
- IRAP: L'Irap su banche e societa' finanziarie sale dal 3,9% al 4,65%. Mentre per le assicurazioni e' previsto un incremento di 2 punti percentuali, che porta l'aliquota al 5,90%.

Povera Italia, nel 2010 oltre 8 milioni sotto la soglia di sussistenza

In Italia le persone povere sono 8 milioni 272 mila. Il 13,8% dell'intera popolazione. Lo comunica l'Istat spiegando che nel 2010, sono 2 milioni 734 mila le famiglie in condizione di poverta' relativa (l'11% delle famiglie residenti) L'Istat spiega che si tratta di quelle famiglie che sono al di sotto della linea di poverta'. La soglia di poverta' relativa per una famiglia di due componenti e' pari alla spesa media mensile per persona nel Paese, che nel 2010 e' risultata di 992,46 euro (+1% rispetto al valore della soglia nel 2009). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come povere.

POVERTA' STABILE - In Italia la poverta' risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009. Ad affermarlo e' l'Istat che pubblica i dati sulla poverta' in Italia 2010. Secondo l'istituto, infatti, l'11,0% delle famiglie e' relativamente povero (2.734.000 famiglie, vale a dire 8 milioni e 272 mila persone) e il 4,6% lo e' in termini assoluti (vale a dire 1.156.000 famiglie, per 3 milioni e 129 mila persone).La soglia di poverta' relativa, per una famiglia di due componenti, e' pari a 992,46 euro, circa 9 euro in piu' rispetto alla soglia del 2009 (+1%). Inoltre, la poverta' relativa aumenta tra le famiglie di 5 o piu' componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membri aggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall'11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membri aggregati peggiora anche rispetto alla poverta' assoluta (dal 6,6% al 10,4%).
PIU' POVERI AL SUD - Sul piano geografico, l'Istat evidenzia che nel Mezzogiorno l'incidenza di poverta' relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o piu' figli minori.La poverta' relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l'aumento piu' marcato si rileva per i lavoratori in proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche la poverta' assoluta (dall'1,7% al 2,1%).Peggiora la condizione delle famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro.Per l'Istat si tratta essenzialmente di coppie di anziani con un solo reddito da pensione, la cui quota aumenta dal 13,7% al 17,1% per la poverta' relativa e dal 3,7% al 6,2% per quella assoluta. Migliora, nel Centro, la condizione di poverta' relativa tra le famiglie con due o piu' anziani (dal 10,5% al 7,1%). Infine, la poverta' assoluta cala per le coppie con persona di riferimento sotto i 65 anni (dal 3,0% all'1,9%), a seguito di una maggiore presenza di coppie con due percettori di reddito.DEBITO RECORD - l debito pubblico tocca un nuovo record. A maggio raggiunge 1897,472 miliardi di euro contro i 1890,516 di aprile. E' quanto emerge dal supplemento al Bollettino statistico sulla finanza pubblica della Banca d'Italia.

MANOVRA: NO PROFIT, E' FINANZIARIA DI CLASSE. A FONDO DEBOLI E FAMIGLIE

La campagna ''I diritti alzano la voce'', promossa da 25 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani -(tra cui Cnca, Fish, Movi e Arci) considera ''scandalosa e ingiusta la manovra finanziaria approvata ieri in Senato''. ''Con la decisione di introdurre da subito i ticket sulle ricette e di tagliare, in modo lineare, tutte le agevolazioni fiscali, comprese quelle per figli a carico, asilo nido, spese mediche, contributi previdenziali, istruzione, terzo settore - dichiara Lucio Babolin, portavoce della campagna - il Governo ha ancora una volta colpito senza ritegno i piu' svantaggiati e il ceto medio, e in particolare lavoro dipendente e pensionati, che pagano le tasse e sono dunque i piu' penalizzati da questo taglio indiscriminato e dissennato delle agevolazioni. E' una manovra di classe, che rompe di fatto il patto sociale e che produrra' forti lacerazioni nel paese''.

''C'e' chi invece e' stato toccato ben poco dalle decisioni dell'esecutivo'', sottolinea Babolin. ''Prima di tutto la casta della politica, che ha rimandato, a non si sa quando, anche i provvedimenti piu' innocui. Ma anche gli evasori fiscali, le corporazioni piu' forti e chi specula nel mondo della finanza. Vari esperti e tanti esponenti della societa' civile italiana avevano chiesto di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie (0,05%) praticamente ininfluente per chi investe capitali modesti, ma significativa per chi fa un altissimo numero di operazioni al giorno. Ma questo Governo fa il duro solo con i deboli''.

La manovra passa anche alla Camera: mille euro da ogni famiglia

Dopo aver incassato la fiducia al Senato, la manovra passa anche l'esame della Camera. Il decreto ha ottenuto la fiducia dell'aula con 316 voti favorevoli. I contrari sonostati 284, 2 gli astenuti.UNA MANOVRA DA 70 MILIARDI - La manovra economica del governo, grazie alle ultime modifiche, le misure sulle pensioni e soprattutto i tagli alle detrazioni fiscali, supera i 70 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Alla correzione prevista di 17 miliardi nel 2013 e 25 nel 2014 vanno aggiunti altri 6 miliardi nel 2013 e 22 nel 2014. Solo nel 2014 la manovra a regime raggiunge i 47 miliardi. Il taglio lineare del governo alle 483 agevolazioni fiscali, detrazioni e deduzioni, non risparmia nessuno. Tra i titoli riportati nell'allegato all'emendamento del relatore alla manovra spiccano le famiglie, la sanita', i figli a carico, gli studenti universitari, i lavoratori dipendenti, gli asili nido.La manovra ha subito diverse correzioni rispetto al decreto originario, con un impatto che sale adesso a oltre 70 miliardi di euro al 2014. Il nuovo testo prevede un taglio alle agevolazioni fiscali praticamente indistinto e riguardera', tra l'altro, diversi aspetti del sociale: figli a carico, spese per la sanita', per l'istruzione, redditi da lavoro dipendente, asili nido, studenti universitari.Il taglio sara' del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 e il gettito previsto da destinare alla correzione del deficit sara' pari a regime a 20 miliardi. Il taglio tocchera' tutte le 483 agevolazioni fiscali e a subire la decurtazione saranno anche Terzo settore e onlus. Tra le varie cose, previsti anche tagli nei trasferimenti alle regioni.

Pensioni - Quello dell'indicizzazione delle pensioni era un aspetto che aveva fatto molto discutere. Nel nuovo testo sale dal 45 al 70% (rispetto al testo originario della manovra) l'indice di indicizzazione delle pensioni medie, ammontanti a circa il triplo degli assegni minimi (attorno ai 1.428 euro al mese). Confermata invece la piena indicizzazione per le pensioni inferiori a quella soglia e l'azzeramento per quelle superiori a 2.380 euro mensili. Ticket - Scatta da subito anche il ticket sanitario da 10 euro sulla diagnostica e la specialistica e da 25 euro sui codici bianchi del pronto soccorso. Il legislatore ha sottolineato l'esenzione per le cosiddette "categorie deboli".
TREMONTI: COME SUL TITANIC- "Siamo arrivati insieme al dilemma e al dramma dell'euro e dell'Europa. O si va avanti insieme o si va a fondo. La soluzione o e' politica o non e', senza illusioni di salvezza per nessuno. Come sul Titanic non si salvano neppure i passeggeri di prima classe". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo nell'aula del Senato. Per Tremonti in Europa "serve una visione alta sul nostro futuro e la costruzione di una governance capace di guidare unitariamente i 27 paesi verso un destino comune". "Piu' che di speculazione di tratta di un problema di credibilita' e fiducia nella politica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nell'aula del Senato dice che la risposta alla crisi del debito deve essere "politica" ed europea. "Non possiamo fare piu' errori, la certezza viene dalla politica".Il ministro, poi, descrive "un paradosso": l'area euro e' "la piu' ricca e la meno indebitata, ma la percezione dei mercati non riflette la sua forza". Ai primi tre posti dei "paesi considerati piu' rischiosi ci sono tre Paesi europei. Grecia, Portogallo e Irlanda "devono risolvere i loro problemi", ma "oggi i mercati finanziari ritengono ad alto rischio l'investimento in Paesi che rappresentano il 40% del pil"."Non ci puo' essere una politica italiana diversa da quella europea e viceversa". "Nessuno fa una manovra come questa se non perche' vuole il bene comune. Senza il pareggio di bilancio il debito pubblico, un mostro che viene dal nostro passato, divorerebbe il futuro nostro e dei nostri figli". Il decreto manovra non e' "solo di finanza pubblica, ma insieme al decreto sviluppo contiene 16 nuove azioni per la crescita". Quello che "serve ora e' un duro e responsabile lavoro comune nel paese e per il paese"."Vedete il bilancio pubblico si fa per legge, ma il pil non si fa solo per legge, servono decreti come questo e si puo' fare anche di piu'". Inoltre, ha aggiunto, "non si puo' dire che dal lato dello sviluppo non e' stato fatto niente finora. Non e' corretto. Senza la tenuta del bilancio pubblico neppure si sarebbe fatto il pil che c'e' stato finora". "Il nostro lavoro non termina oggi: dovremo insieme introdurre nella Costituzione la regola d'oro del pareggio di bilancio"."La crisi finanziaria si aggira nel mondo come un mutante e oggi prende la forma della Grecia". Tremonti poi ha citato Churchill: "I Balcani e la Grecia producono piu storia di quella che consumano e per questo la esportano". Insomma, ha spiegato, "la salvezza non ci viene dalla finanza ma solo dalla politica che non deve piu fare errori".

14 luglio 2011

Pensioni: dichiarazione di Domenico Proietti, Segretario confederale UIL

Per la UIL lo slittamento della pensione anche per i lavoratori con 40 anni di contributi sarebbe un errore, in quanto introdurrebbe un nuovo elemento di instabilità in un sistema che per funzionare ha invece bisogno di certezze, e costituirebbe l’ennesimo intervento volto soltanto a fare cassa sul sistema previdenziale. Tale intervento dovrebbe per lo meno coincidere con il superamento dell’attuale tetto di contribuzione massima. Il lavoro svolto oltre i 40 anni di anzianità contributiva deve infatti per la UIL determinare un equivalente incremento della pensione futura.

CRISI: TREMONTI, ''COME PER IL TITANIC LA PRIMA CLASSE NON SI SALVA''

''Siamo dentro a un paradosso: l'area euro e' la la piu' ricca e la meno indebitata del mondo, ma la percezione dei mercati finanziari non riflette questa forza'', ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo in Aula.Il problema, ha aggiunto Tremonti, e' che ''la crisi finanziaria si aggira per il mondo come un mutante, oggi ha forma della Grecia''. Ma c'e' anche ''un problema di fiducia politica'', e quindi ''la politica non deve fare piu' errori''. Per cui tocca agire, perche' ''o si va avanti o si va a fondo''. Ma occorre ''una risposta comune'', ''una risposta europea'', perche' ''come per il Titanic i passeggeri di prima classe non si salvano se la nave affonda''.

E' CORRETTA IN LINEA CON IMPEGNI UE. ''La manovra e' esatta e corretta, delineata nell'asse del tempo come concordato con la Ue''.Ha affermato il ministro Tremonti, ''Nessuno ci chiede di fare il pareggio di bilancio nel 2011. Ma ci e' chiesto - ha aggiunto - di delineare per intero il percorso che ci portera' nel 2014 al pareggio di bilancio. Nessuno fa una manovra come questa se non vuole il bene comune. Senza il pareggio di bilancio - ha concluso Tremonti - il debito pubblico, un mostro che viene dal passato, divorerebbe il futuro nostro e dei nostri figli''.CON TAGLI AGEVOLAZIONI PRESSIONE FISCALE SALE DI CIRCA 1,2%. Con il taglio delle agevolazioni fiscali inserito nel decreto sulla manovra sale inevitabilmente la pressione fiscale.A regime, nel 2014, l'abbattimento dei bonus vale 20 miliardi, quindi, fanno presente fonti tecniche del Senato, circa 1,2% del pil. Di conseguenza la pressione fiscale raggiungera' quota 43,7%.COLPITI ASILI NIDO, FAMIGLIE E UNIVERSITARI. Taglio lineare del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014 su tutte le 483 voci attualmente in vigore di agevolazioni, detrazioni, deduzioni, misure assistenziali. Questo l'effetto dell'emendamento approvato in Commissione bilancio che inserisce nel decreto i tagli ai bonus che scattano se non si attua la delega fiscale e assistenziale. Il risultato, sia che si realizzi la riforma fiscale, sia che si ricorra alle decurtazioni lineari, dovra' essere pari a 4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014.I tagli colpiscono, tra l'altro, le detrazioni a favore delle famiglie, comprese quelli per i familiari a carico, gli asili nido, gli studenti universitari, i lavoratori dipendenti.

MANOVRA: IL SENATO DA' LA FIDUCIA E APPROVA IL DECRETO

Con 161 voti a favore, 135 voti contrari e 3 astenuti l'Aula del Senato ha votato la fiducia al Governo e ha approvato la manovra. I partiti di opposizione, anche se non hanno fatto ostruzionismo e hanno consentito un rapido esame del testo, hanno comunque votato contro mantenendo le posizioni critiche.Il decreto passa immediatamente all'esame della Camera, che lo licenziera' definitivamente domani.La manovra per il pareggio di bilancio nel 2014 vale a regime 47 miliardi: nel passaggio a Palazzo Madama e' stata ''rafforzata'' per tranquillizzare i mercati, che vedevano elementi di forte incertezza nel rinvio di 15 miliardi alla delega fiscale e assistenziale. Con gli emendamenti approvati, in particolare con il taglio lineare delle agevolazioni e bonus fiscali, gli effetti del decreto sull'indebitamento aumentano di 22 miliardi, come riporta la tabella finale sugli effetti finanziari. Il decreto originale valeva soltanto 25 miliardi. Se poi si sommano gli effetti di ciascun anno (2011-2014), si raggiunge quota 70 miliiardi, come ha spiegato il relatore Gilberto Pichetto Fratin. Queste le misure.



TICKET - Scatta da subito il ticket sanitario di 10 euro sulle visite specialistiche e sulle analisi. Si applica dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto che avverra' nel giro di qualche giorno. Dal 2014 verranno poi reintrodotti i ticket sui farmaci.PENSIONI D'ORO - da agosto e fino al 31 dicembre 2014 si applica un contributo di solidarieta' su quelle di importo superiore a 90.000 euro lordi annui. Il contributo e' pari al 5% per la parte eccedente tale importo e fino a 150.000 euro.Sopra i 150.000 euro il contributo sale al 10%. A determinare questi importi concorrono anche i trattamenti integrativi.RIVALUTAZIONI PENSIONI E AGGANCIO A SPERANZA VITA - Nonostante abbia suscitato molte perplessita', resta la stretta sulla rivalutazione delle pensioni per il biennio 2012-2013, anche se viene ammorbidita. A quelle superiori a 5 volte il trattamento minimo, ossia a 2.341 euro lordi al mese, non sia applica la rivalutazione.Per la quota tra tre volte e cinque volte il minimo (quindi tra 1.428 e 2.341 euro lordi) la rivalutazione scatta al 70%.Gli importi sotto i 1.428 euro non subiscono penalizzazioni.Nel pacchetto anche l'anticipo al 2012 per l'avvio dell'adeguamento delle pensioni all'allungamento della vita.Coloro che maturano 40 anni di contributi (indipendentemente dall'eta') nel 2012, la decorrenza del pensionamento viene posticipata di un mese. Il posticipo e' di due mesi per coloro che maturano il requisito nel 2013 e di 3 mesi se i 40 anni di contributi si raggiungono a decorrere dal primo gennaio 2014. Tutto resta invariato per chi matura il requisito entro il 2011.Confermata la partenza nel 2020 dell'aumento dell'eta' per la pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato. Il meccanismo e' graduale e si arriva a 65 anni nel 2032.TAGLIO AGEVOLAZIONI: - vengono ridotte in modo lineare del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014. I risparmi previsti sono rispettivamente di 4 miliardi e di 20 miliardi a regime.Gli effetti si ripercuoteranno sulle famiglie, sugli asili nido, sui bonus di carattere sociale, sugli studenti universitari, sui lavoratori dipendenti. I tagli lineari non si applicano se entro settembre 2013 vengono adottati i provvedimenti attuativi della delega fiscale e assistenziale.BOLLO SU DEPOSITO TITOLI - la norma e' stata rimodulata rispetto alla prima versione. Il bollo annuale sara' sempre di 34,2 euro per importi inferiori ai 50.000 euro. Dal 2011 si pagano 70 euro per importi tra 50.000 e 150.000 euro. Il bollo sale a 240 euro per importi pari o superiori a 150.000 euro e inferiori a 500.000 euro; 680 euro per importi pari o superiori a 500.000 euro.Dal 2013 l'imposta annuale diventa rispattivamente di 230 euro, 780 euro e 1.100 euro.ENTI LOCALI - confermati i tagli che producono effetti sui saldi pari a 3,2 miliardi nel 2013 e a 6,4 miliardi dal 2014.Ma e' stato rivisto il patto di stabilita' interno introducendo un meccanismo premiale a favore degli enti locali virtuosi. E' stato poi deciso che i parametri di virtuosita' siano valutati dall'inizio del mandato degli amministratori che non devono essere prnalizzati se i predecessori non hanno rispettato il patto.PRIVATIZZAZIONI - Entro il 31 dicembre 2013 il ministero dell'Economia presenta il piano per ''la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di Enti pubblici non territoriali''.LIBERALIZZAZIONI - Si faranno, ma non riguarderanno gli ordini professionali. Entro otto mesi i servizi e le attivita' economiche si intendono liberalizzate secondo il principio che ''''cio' che non sara' espressamente regolamentato sara' libero''.CONCESSIONARI - Sparisce per tutti il tetto dell'1% per la deducibilita' degli ammortamenti dei beni devolvibili. Al suo posto viene aumentata dello 0,3% l'aliquota irap per i concessionari non autostradali, che sale quindi dal 3,90% al 4,20%. Per i concessionari autostradali e' confermata la riduzione dal 5% all'1% della deducibilita' delle somme accantonate nel fondo di ripristino.COSTI DELLA POLITICA - il pacchetto non e' stato rafforzato nonostante le richieste delle opposizioni. Le misure entrano in vigore dalla prossima legislatura.Un'ulteriore taglio del 10% al finanziamento pubblico dei partiti e stipendi dei parlamentari e dei dirigenti pubblici allineati alle media dei pricipale sei Paesi della zona Euro.Da subito parte la stretta sull'uso delle auto blu e dei voli di Stato, consentiti soltanto alle piu' alte cariche o per motivi di sicurezza.SUV E AUTO POTENTI - Arriva il superbollo che si applica dal 2011. E' prevista un'addizionale di 10 euro per ogni chilowatt superiore a 225. Chi non la paga incorre nella sanzione pari al 30% del dovuto.PUBBLICO IMPIEGO - Proroga al 31 dicembre 2014 del blocco degli stipendi del pubblico impiego. Proroga di un anno del parziale blocco del turn over esclusi polizia, vigili del fuoco, agenzie fiscali.Limitazioni nell'uso delle auto di servizio. Visita fiscale obbligatoria per le malattie il giorno precedente o successivo una festivita'.FISCO - L'entrata in vigore dell'accertamento esecutivo viene posticipata da luglio a ottobre.FORFETTONE - I giovani fino a 35 anni che avviano una nuova attivita' beneficiano di un regime fiscale speciale pari al 5%. Si applica nei primi cinque anni e anche oltre, ma fino a 35 anni.SANATORIE - Una riguarda le liti fiscali pendenti. Le controversie fino a 20.000 euro pendenti al primo maggio 2011 potranno essere chiuse pagando piccole cifre. Per un valore della lite fino a 2.000 euro, ad esempio, bastano 150 euro.L'altra riguarda le partite iva 'dormienti' (inattive da tre anni). I titolari che non hanno presentato nei tempi la richiesta di chiusura possono regolarizzare la loro posizione pagando uusufruendo di uno sconto sulla sanzione minima.GIUSTIZIA - aumenta il contributo unificato per i procedimenti della giustizia ordinaria e amministrativa e introdotto il contributo unificato sul processo tributario.CROCE ROSSA - diventa ente di diritto privato dal primo gennaio 2012.ISTITUTO LUCE CINECITTA' SRL - Nasce la nuova societa' controllata dal Tesoro, con un capitale sociale di 15.000 euro. Allo stesso tempo si provvede alla liquidazione dell'Ente Cinema spa.ICE - E' soppresso. Le sue funzioni, il personale e le risorse finanziarie passano al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero degli esteri per le parti di rispettiva competenza.

13 luglio 2011

Manovra, Pd: "Opposizione responsabile, ma dopo il voto via il governo"

Opposizione responsabile sull'approvazione della manovra ma, subito dopo il voto, il premier Berlusconi deve dimettersi. E' questa la linea dell'opposizione. Come conferma Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito Democratico. ''Silvio Berlusconi si deve dimettere al piu' presto perche' la sua latitanza politica e' un brutto segnale per i mercati e rende scarsamente credibile il nostro Paese''.

"Con l'impegno ad approvare la manovra in tempi rapidissimi - ha ribadito l'esponente Pd - le opposizioni hanno dato una prova di responsabilita' e di serieta' eccezionale nella storia politica del Paese, visto che il governo non e' all'altezza della situazione ed ha varato una manovra che non e' per nulla condivisibile''.
Un atteggiamento incoerente però, secondo il vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli. "L'idea delle opposizioni che una volta approvata la manovra il governo dovrebbe fare le valigie per lasciare il campo a un esecutivo del tipo 'chi vivra' vedra'' e' a dir poco bislacca. Essa si basa sull'ingenua convinzione che la speculazione, lunedi' mattina, si ritira in buon ordine perche' la manovra e' stata approvata. L'opposizione fa danni devastanti con la sua incoerenza politica''. ''Accettare di far presto ma, nello stesso tempo, lanciare ai mercati il segnale che subito dopo riprendera' l'arrembaggio al governo rischia di vanificare del tutto la disponibilita' delle opposizioni ad accorciare i tempi parlamentari. I mercati si attendono invece che da lunedi' il governo accompagni la manovra passo passo. Questo governo non ha alternative oggi, ne avra' ancora di meno da lunedi' prossimo'', conclude l'esponente del Pdl.
Sulla manovra c'è poi il giudizio negativo degli enti locali, che riconosco la necessità di "approvarla in tempi ristrettissimi". Le misure però, a causa del peso sulle autonomie locali, sono inique, affermano le Regioni nel documento presentato oggi al ministro Tremonti.
I tagli "sono confermati", riferisce il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ribadendo le "conseguenze gravi" sui servizi ai cittadini e sottolineando che "il federalismo non e' attuabile". ''Le Regioni condividono la necessita' di una manovra correttiva da approvare in tempi ristrettissimi -sottolineano i governatori nel documento- per rispondere in termini autorevoli alla speculazione finanziaria''. Tuttavia le Regioni osservano che la manovra ''pone ancora una volta il peso maggiore dei tagli alla spesa pubblica sulle Regioni''. I governatori calcolano che tra il 2011 e il 2014 il concorso alla manovra delle Autonomie locali e' di ''21,692 mld di euro, in termini strutturali, ben 16,372 mld a carico delle sole Regioni''. ''Risulta evidente l'iniquita' della manovra -continuano i governatori- che puo' pregiudicare i livelli dei servizi erogati sul territorio''.
Anche i Comuni sono in allarme. "Ci aspettano sacrifici enormi" afferma il vicepresidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) con delega alla finanza locale Graziano Delrio. Delrio parla di un 'dietrofront' sul taglio al fondo di riequilibrio del federalismo: "il governo si e' accorto che il taglio al fondo di riequilibrio era una sciocchezza e ha fatto marcia indietro". Ma "non c'e' una ridiscussione in termini quantitativi sul patto di stabilita'", aggiunge spiegando che i tagli restano invariati. "C'e' disponibilita' a ridiscutere i criteri di virtuosita', che per ora ha scelto il governo, e l'impegno ad aprire un tavolo - conclude- vedremo se questo impegno sara' onorato".
Un monito infine garriva dall'Istat, secondo cui prolungare la proroga del blocco della contrattazione nel pubblico impiego determinerebbe una divaricazione al ribasso "consistente" con i salari del settore privato oltre a comportare una "demotivazione" del personale e una "perdita delle risorse umane piu' qualificate"

Tremonti: "Manovra sarà rafforzata" Draghi: "Altri tagli o aumento tasse"

Avanti tutta sulla manovra, per ridare fiducia ai mercati e mettere l'Italia al riparo dai pericoli delle speculazioni. Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia alla Camera mentre la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha preparato all'unanimità un calendario che non prevede alternative. La manovra sara' esaminata giovedi', domani, dalle 14 dalle competenti commissioni.

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, annuncia che il decreto per il pareggio di bilancio sara' rafforzato su tutto il quadriennio. E intervenendo all'assemblea dell'Abi assicura: "La manovra sara' accompagnata da chi si prende la responsabilita' di averla presentata" afferma con un riferimento alla sua permanenza nel governo.
Il ministro lancia un allarme: "Tutti i fattori di crisi sono ancora fra noi. Sono stati persi tre anni. Nulla e' stato fatto di quello che andava fatto". Per Tremonti "in discussione non c'e' un solo Paese ma l'idea stessa di Europa. Cosa e' e dove va". E aggiunge: "la speculazione e' un fattore importante, ma il fattore politico e' la fiducia". Tremonti evidenzia che "piu' o meno in questo momento c'e' sotto pressione il 40% dell'area Euro". Questo, evidenzia il ministro, "non per dire che si tratta di un male comune" e "non per liberarsi di responsabilita'" ma per focalizzare il problema in maniera corretta. ''O l'Europa trova la forza per avanzare o l'arretramento e' inevitabile'', dice, sostenendo che sarebbe "irreparabile l'errore di non saper cogliere l'attimo fuggente".
Da Tremonti quindi giunge l'indicazione ad accelerare sul fronte delle privatizzazioni. "Dobbiamo certamente mettere inizio a un processo di privatizzazione, passata la crisi che ha bloccato tutto". Tremonti guarda, in particolare, ai comuni. Questi, sottolinea, ''saranno spinti a vendere i loro asset da un meccanismo di incentivi che sara' introdotto nel loro patto di stabilita'''.
''Naturalmente c'e' bisogno di qualcuno che compra e non si puo' privatizzare a prescindere dal mercato'', evidenzia Tremonti. ''Puoi privatizzare se hai un valore per chi ti compra''
Sulla manovra, poco, prima, era arrivato il monito di Bankitalia, che ha esortato ad "anticipare la definizione delle ulteriori misure necessarie per conseguire il pareggio di bilancio nel 2014".
"Avendo anticipato le usuali scadenze, occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014" sottolinea il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi evidenziando che "a questo soprattutto guardano i mercati. Alle tensioni degli ultimi giorni che hanno interessato i titoli di Stato e i corsi azionari italiani, infatti, "ha contribuito l'incertezza sulle prospettive della finanza pubblica".
Pero', avverte il numero uno di Via Nazionale, "esistono rischi che questi provvedimenti distorcano l'impianto della correzione, opportunamente basato sostanzialmente su tagli alle uscite". In questo quadro, "se non si incide anche su altre voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra nel 2013-2014 non potra' pero' evitare un aumento delle imposte".
''Dopo sei mesi di variazioni appena positive, nel secondo trimestre il Pil dell'Italia sarebbe aumentato a un tasso in linea con quello medio dell'area dell'euro'' indica Draghi. E spiega: ''L'economia italiana sta beneficiando dell'espansione degli scambi internazionali. Trae vantaggio, rispetto a molti altri paesi avanzati, dalla solidita' del suo sistema bancario. Il tasso di disoccupazione e' in diminuzione dall'autunno''.
Ma nel medio termine, sottolinea il Governatore, ''il ritmo di crescita dell'economia italiana continuerebbe a collocarsi su livelli inferiori a quelli dei nostri partner europei" Per questo, "alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia" con "politiche strutturali incisive e credibili" afferma Draghi.
Il Governatore riafferma poi la necessita' di mettere in campo interventi strutturali per conseguire l'obiettivo di una ''crescita alta e sostenibile'', tanto piu' urgente in un momento, come quello attuale, di forti tensioni e crisi del debito sovrano. ''Quelle riforme strutturali invocate per anni sono oggi ancora piu' essenziali''.
''Per anni il costo del credito nelle varie parti dell'area dell'euro non si e' discostato significativamente da quello prevalente in Germania. Gli spread sui titoli sovrani rispetto al bund tedesco sono rimasti a lungo su livelli modesti e i tassi praticati dalle banche hanno riflesso la credibilita' di cui godevano i titoli pubblici dei paesi dell'euro'', dice Draghi. E ammonisce: ''Non e' ne' sara' piu' cosi': la solvibilita' degli stati sovrani non e' piu' un fatto acquisito ma va guadagnata sul campo con una crescita alta e sostenibile, possibile solo con i conti in ordine''.
Quanto alla banche italiane, il Governatore assicura che sono solide. "Siamo sulla buona strada", aggiunge, anche per quanto riguarda il rafforzamento patrimoniale. In vista della diffusione dei risultati degli stress test, Draghi dice che le banche italiane ''saranno ampiamente al di sopra del limite di riferimento, pari al 5% del core tier 1 ratio''.
Infine un appello. "Dobbiamo trovare un intento comune, al di la' degli interessi particolari e di fazione. Dobbiamo riscoprire un agire per il bene di tutti" conclude Draghi.
Anche il vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, intervenendo alla Commissione Bilancio del Senato, esorta a prendere "decisioni rapide e coraggiose. Il decreto va approvato al piu' presto". "Il decreto legge in discussione in Parlamento accelera il processo di riduzione del debito, il cui avvio e' previsto nel 2012, permette il sostanziale conseguimento dell'obiettivo del disavanzo fissato per il 2013, riduce ulteriormente lo squilibrio nell'anno successivo portandolo a circa l'1% del prodotto", aggiunge Visco ribadendo la necessita' che sia "approvato al piu' presto".
Commentando la manovra, Visco sottolinea che "nel decreto legge le misure sulle entrate determinerebbero i due quinti dell'aggiustamento nel 2013 e oltre un quarto nel 2014; cio' comporta un lieve aumento della pressione fiscale rispetto al 2010". "E' inoltre possibile che gli interventi sulla finanza pubblica locale determinino incrementi del prelievo a livello decentrato", ha aggiunto. Se inoltre il governo non decidesse di incidere anche su altre voci di spesa, concentrando l'intervento "sulla sola delega fiscale" per reperire risorse necessarie alla correzione 2013-2014, allora, sottolinea Visco, "sara' inevitabile accrescere le entrate, data la limitata dimensione della spesa per l'assistenza".
Bankitalia dà comunque un giudizio positivo sul governo, in particolare per la sua determinazione. La scelta di anticipare a prima della pausa estiva la definizione della manovra necessaria a conseguire gli obiettivi per il biennio 2013-2014 e' valutata "molto positivamente" dalla Banca d'Italia. "Segnala la determinazione del governo a realizzare una rapida riduzione dell'incidenza del debito pubblico sul prodotto", afferma Visco.

12 luglio 2011

Legge elettorale, l'asse Veltroni-Vendola-Di Pietro dribbla il Pd

Il centrosinistra riparte, e lo fa dal 'Mattarellum'. Mentre ancora si discute dei confini dell'alleanza che si candida a rappresentare l'alternativa al centrodestra, intorno alle legge Mattarella si forma una prima intesa, tutta politica.
Presidente il costituzionalista Andrea Morrone, il referendum per il ritorno del Mattarellum nasce sotto la 'benedizione' dell'asse politico Veltroni-Di Pietro-Vendola. Tradotto: e' il centrosinistra 'puro', senza l'Udc di Casini che invece predilige i quesiti Passigli.
I pro-mattarellum fanno valere "una ragione politica pesante: vogliamo mantenere l'Italia nel solco delle democrazie europee maggioritarie, le democrazie dell'alternanza, dove i governi vengono decisi dagli elettori prima del voto e non dopo". Quelli di Passigli, invece, osserva Morrone, "hanno l'unico effetto di togliere il premio di maggioranza, ma non garantiscono un governo con una solida maggioranza in parlamento. Si ritorna cioe' ai governi consociativi della prima repubblica, con gli accordi dopo il voto, messi in discussione di continuo dalle forze politiche".


Insomma per i fan del maggioritario il dado e' tratto, nonostante i richiami all'ordine di Bersani. Se lunedi' prossimo il Pd si ritrova in direzione per discutere appunto di legge elettorale, (Bersani aveva chiesto una moratoria) i referendari non vogliono aspettare: "Non c'e' tempo da perdere, dobbiamo partire subito", dice il vendoliano Gennaro Migliore. E Antonio Di Pietro: "Non ci sono piu' occasioni di rinvio. Abbiamo acceso i motori, bisogna partire. Domani mattina andiamo gia' alla stamperia per fare i moduli con cui raccogliere le firme. C'e' tutta una parte amanuense che e' difficile. E' bello fare discussioni, ma chi ha raccolto le firme sa che cosa significa".
Insomma, chiosa Di Pietro: "Politica avvisata, mezza salvata". Eppure, fanno notare i cronisti in conferenza stampa, Passigli, l'altro referendario, ha accettato la moratoria del segretario Pd. Walter Veltroni non si fida: "Non capisco cosa significhi l'espressione 'sospensione delle firme'.
Ho letto anzi che diversi partiti promuoveranno la raccolta. La sospensione non esiste- spiega- esiste il ritiro dei quesiti o meglio l'esplicita manifestazione della volonta' politica di rinunciare a un esito che avrebbe un effetto, dal mio punto di vista, non diverso dalla legge esistente".
Per l'ex segretario democratico, il sistema Passigli e' peggio della porcata di Calderoli. Per Di Pietro e' passare dalla padella alla brace. Non se ne parla. Semmai, spiega Veltroni, i Democratici sono vincolati al deliberato dei loro organismi che vedono nel doppio turno alla francese il sistema migliore. La discussione e' aperta. si vedra' lunedi' in direzione. Ma Pierluigi Castagnetti fa capire che i referendum andranno avanti in ogni caso. "Noi non siamo contro qualcuno- premette- diciamo solo che in assenza di una riforma elettorale, e in presenza di un quesito che non condividiamo, proponiamo un sistema di voto che, invece, quando fu votato la prima volta, realizzo' in Parlameno un punto di convergenza il piu' ampio possibile".
E la proposta ufficiale del Pd? "Speriamo che abbia una convergenza piu' ampia delle forze sedute a questo tavolo- dice Castagnetti che ribadisce con Veltroni l'impegno a lavorare a una riforma in Parlamento. "Continueremo a farlo, ma non restiamo disarmati. Nell'eventualita' di uno stallo ci sara' un'iniziativa del popolo".
Un eventualita' che per il momento mette insieme uno schieramento politico. La lista delle adesioni e' lunga: ci sono i 'prof', con Renato Balduzzi, Diletta Tega, l'ex finiana Sofia Ventura, l'avvocato Enzo Palumbo, Angelo Panebianco, Alessandro Pizzorusso, Augusto Barbera. Ma anche i politici tout court, a cominciare dall'ex premier Romano Prodi, e poi, oltre a Veltroni, Di Pietro, Castagnetti, Parisi, anche Mario Segni, Mario Barbi, Loredana De Petris, Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo, Gad Lerner e Paolo Palma. "E' bello e importante- osserva Veltroni- che qui ci siano le forze, il Pd, Idv e Sel, che possono costituire uno schieramento e che oggi si ritrovino insieme su una materia come questa".
L'iniziativa referendaria "potra' essere un'occasione per raccogliere la voglia di cambiare che c'e' nel paese. Quando il 'parlamento non decide, decidono i cittadini. Cosi' era nel 1991, cosi' potra' essere di nuovo oggi".

MANOVRA: ANGELETTI, APPROVARLA SUBITO CON MODIFICHE

''Bisogna approvare rapidamente la manovra ma, il che non significa approvarla cosi' com'e'''. E' quanto sostegno il leader della Uil, Luigi Angeletti, durante il presidio permanente di delegati di Cisl e Uil davanti alla sede del Senato che ha preso il via questa mattina per sollecitare modifiche alla manovra economica del Governo. ''La modifica piu' importante - secondo Angeletti - e' quella sulle pensioni perche' va a prendere soldi dalla parte sbagliata. Noi sosteniamo - spiega - che anticipando la norma che prevede la tassazione sulle transazioni finanziarie si recupererebbero gli stessi soldi''. Inoltre, il leader della Uil sottolinea la necessita di ''tagliare i costi della politica adesso. Il Parlamento e' sovrano.

Berlusconi: "Un momento difficile, ma la nostra economia è vitale". E ora la manovra "piace" a tutti

Altro che venerdì o lunedì, l'Italia si avvia ad una settimana nera. Siamo sotto attacco dei mercati finanziari, e stamane dopo la caduta libera di ieri, a PIazza Affari si è ricominciato dal profondo rosso: pochi minuti prima delle 10.00, l'indice Ftse Mib era già in calo del 4,7%, mentre l'Ftse All perdeva il 4,4%. Recupero nella seconda parte della mattinata: dopo l'asta dei titoli di stato per 6,75 miliardi, raggiunto un + 0,93 %. Non si arresta intanto la corsa dello spread tra i Btp e i Bund tedeschi, arrivato fino a 347 punti.

BERLUSCONI: "LE NOSTRE BANCHE SONO SOLIDE" - "Le nostre banche sono solide e al riparo dai colpi che grandi istituti bancari esteri hanno dovuto subire e sono state pronte a rispondere agli inviti ad accrescere ulteriormente la loro capitalizzazione". Cosi' il premier Silvio Berlusconi in una nota.
"La nostra economia e' vitale. Puo' contare sulla capacita' innovativa dei nostri imprenditori- aggiunge- sulla laboriosita' dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilita' delle parti sociali. La fiducia nello sviluppo non e' mai venuta meno, neanche in momenti piu' difficili di questo e poggia sull'impegno di tutte le forze politiche, al governo e all'opposizione, a difendere il Paese, le sue prospettive di crescita e il benessere dei suoi cittadini". "Abbiamo l'Europa al nostro fianco e possiamo contare su innegabili punti di forza. Il governo e' stabile e forte, la maggioranza e' coesa e determinata". "Dobbiamo essere uniti, coesi nell'interesse comune- continua- consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri. Questa deve essere oggi la nostra risorsa fondamentale". "La crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014". "Gli interventi in discussione in Parlamento accelerano la riduzione del debito. Gia' quest'anno porteremo il saldo primario in significativo attivo", aggiunge. Occorre "eliminare ogni dubbio sulla efficacia e sulla credibilita' della correzione, ma occorre anche operare per rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita della nostra economia".
Berlusconi ricorda che "per noi, per l'Italia, e' un momento certo non facile. La crisi ci coglie nel mezzo del forte processo di correzione dei conti pubblici che abbiamo da tempo intrapreso e rafforzato pochi giorni fa. La nostra capacita' di mantenere i conti sotto controllo dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2009 e' stata superiore a quella di altri paesi".
La crisi di fiducia che "si e' abbattuta in questi giorni sui mercati finanziari colpisce anche l'Italia, ma la minaccia riguarda tutti, riguarda la moneta comune, il segno piu' concreto dell'unita' dell'Europa. Le autorita' europee e i governi nazionali sono impegnati a fondo per sventare il pericolo di un regresso che ci riporterebbe indietro di venti anni. Siamo in prima fila in questa battaglia".
UNA MANOVRA BIPARTISAN - Pd, Udc e Idv chiedono una approvazione "rapidissima" della manovra. I presidenti dei gruppi al Senato, Anna Finocchiaro, Felice Belisario e Gianpiero D'Alia vogliono che il si' di Palazzo Madama arrivi "domani sera o giovedi' al massimo" cosi' che la Camera possa dare il via libera definitivo "entro domenica". Finocchiaro e' certa che alla capigruppo delle 13 si trovera' "un accordo di massima". Questo, aggiunge, e' "pienamente coerente con il pensiero del presidente Napolitano e del presidente Schifani".
Per i tre capigruppo dell'opposizione il via libera definitivo entro domenica e' importante perche' cosi' i mercati riaprirebbero lunedi' con la manovra gia' approvata. Finocchiaro dice che tale accelerazione e' "figlia di una preoccupazione evidente" e percio' bisogna "assumere iniziative che il governo non pare in grado di assumere".
Belisario spiega: "La casa brucia e tutti devono contribuire a spegnere l'incendio". I tre gruppi presenteranno "pochi" emendamenti comuni per introdurre "equita' e regole" nella manovra, sottolinea Finocchiaro. D'Alia conclude: "I nostri emendamenti saranno funzionali, per quanto possibile, ad attenuare gli effetti negativi sulle famiglie e le fasce deboli".
"Assistiamo con crescente preoccupazione alle notizie che arrivano dai mercati finanziari: ogni minuto che passa la situazione si fa sempre piu' drammatica e il nostro Paese brucia miliardi di euro". E' quanto affermano in una nota congiunta i deputati del Terzo Polo Gian Luca Galletti (Udc), Benedetto Della Vedova (Fli), Linda Lanzillotta (Api) e Carmelo Lo Monte (Mpa). "Fermo restando il giudizio negativo sulla manovra di riequilibrio- aggiungono-, come forze politiche di opposizione che hanno ben presente cosa rischia l'Italia e non si sottraggono alle loro responsabilita', ci impegniamo e allo stesso tempo chiediamo alla maggioranza di arrivare all'approvazione della manovra in tempi certi: il Senato la licenzi nella giornata di domani, in modo che la Camera possa fare altrettanto entro la fine di questa settimana e che quindi, alla riapertura dei mercati di lunedi' prossimo, il decreto sia gia' diventato legge".

CRISI: PIAZZA AFFARI TORNA POSITIVA, FTSE MIB +0,3%%.

Piazza Affari torna positiva. Dopo una partenza in forte ribasso e una flessione degli indici che hanno toccato anche il -4,5%, l'indice Ftse Mib ha da poco azzerato le perdite e in questo momento registra un ralzo dello 0,3% a 18.345 punti.

TITOLI STATO: COLLOCATI 6,75 MLD SCADENZA 1 ANNO. RENDIMENTI IN RIALZO Rendimenti in rialzo per i Bot con scadenza annuale. Oggi sono stati collocati 6,75miliardi di euro di Bot ad un anno ad un rendimento medo del 3,67%, in aumento rispetto al 2,147% precedente e sui massimi da settembre 2008.RENDIMENTO BTP SFONDA 6%, SPREAD CON BUND VOLA A 343 PUNTI Prosegue il ribasso dei prezzi dei titoli di stato italiani e il conseguente aumento dei rendimenti. Il Btp decennale viaggia con un rendimento salito al 6,01% mentre il decennale tedesco (Bund) vede il rendimento scendere al 2,58%. Cosi' lo spread Btp-Bund si porta su nuovi massimi a quota 343 punti.ECOFIN: TREMONTI LASCIA RIUNIONE, ''VADO A ROMA A CHIUDERE IL BILANCIO'' ''Sto andando a Roma per chiudere il bilancio dell'Italia''.Questa la breve dichiarazione rilasciata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha gia' lasciato la riunione dell'Ecofin in corso a Bruxelles. ''Ieri abbiamo lavorato a lungo e le decisioni sono riportate nel comunicato. Ora - ha aggiunto il ministro - la discussione prosegue su altri temi''. Il responsabaile dell'economia si e' intrattenuto all'Ecofin per circa un'ora mentre ieri ha partecipato ai lavori dell'Eurogruppo che si sono conclusi verso le 23, dopo otto ore di discussione. Il ministro, che non ha tenuto una conferenza stampa, ha voluto far sapere che l'impegno prioritario e' ora quello di chiudere la manovra con una rapida approvazione in Parlamento. Oggi sono previsti diversi incontri per mettere a punto le poche modifiche che saranno apportate al decreto.

MANOVRA: TEMPI RAPIDI ANCHE ALLA CAMERA, APPROVAZIONE SABATO O DOMENICA

Manovra approvata entro domenica, prima della riapertura delle borse. Sembra essere questo l'orientamento che trova un consenso pressoche' generale, anche per la forte moral suasion messa in campo dal presidente della Repubblica. Entro giovedi' sera la manovra sara' approvata dal Senato. Alla Camera c'e' un'identica voglia di fare presto per dare la risposta forte che e' chiesta anche a livello europeo.Stante la volonta', si dovranno verificare i tempi che sono assai ristretti. Domani alle 12,30 si riunira' la conferenza dei capigruppo di Montecitorio e li' si sciogliera' il nodo dei tempi. Si parla di approdo della manovra in aula venerdi' e di ricorso anche alla seduta notturna per permettere l'approvazione finale sabato o al piu' tardi domenica.Tutto questo, si fa osservare, presuppone che non vengano inserite norme eterogenee -come quella sulla salva Fininvest- che avrebbero il risultato di riaccendere un confronto politico ammorbidito in nome della patria in pericolo.

TREMONTI INCONTRA PARTITI OPPOSIZIONE ALLE 17 IN SENATO Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di ritorno da Bruxelles, nel pomeriggio incontrera' i capigruppo al Senato dei partiti d'opposizione e il relatore di minoranza della Manovra, Giovanni Legnini, per fare il punto sul provvedimento ed ascoltare le loro proposte. Lo ha riferito la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, in conferenza stampa al Senato, facendo riferimento ad una nota diffusa dal ministero dell'Economia. Durante l'incontro con la stampa, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha precisato che ''il Pd e' disposto a dare il proprio contributo, ma il confronto con il Governo deve avvenire nelle sedi istituzionali, a partire da oggi in Senato.Vogliamo che tutto avvenga alla luce del sole''. Da quanto si apprende, l'incontro dovrebbe essere fissato alle 17 in Senato.

11 luglio 2011

Il Pd raddrizza la manovra per i giovani: ecco le 5 mosse

Il Pd chiede di inserire nella manovra economica che inizia oggi il suo iter al Senato anche misure contro la precarieta' del lavoro. In una conferenza stampa a Montecitorio, l'ex ministro Cesare Damiano e il responsabile economia del Partito, Stefano Fassina, illustrano il contenuto di un piano in 5 mosse per il lavoro giovanile che, spiega Damiano, "e' la base politica e parlamentare di un programma di governo".

."Il lavoro dei giovani e' assolutamente cruciale per i destini del nostro paese", ribadisce Damiano che ricorda le misure del governo Prodi, a cominciare dal protocollo del 23 luglio 2007, "subito cancellate da questo governo". Il nemico da sconfiggere e' la precarizzazione, degenerazione di una 'flessibilita' buona' che introduce, cioe', al lavoro stabile. "Io ho cancellato il lavoro a chiamata e lo staff leasing, questo governo li ha reintrodotti. E ha dilatato a dismisura le forme del lavoro precario, come si vede coi voucher che da strumenti assolutamente straordinari, sono diventati oggi veri e propri sostituti" del lavoro.
Nelle proposte di legge democratiche, il primo punto sara' dunque quello "della stabilizzazione e della trasparenza del lavoro". Il dualismo nel mercato viene superato con il ricorso al "contratto unico di inserimento formativo", sequenza di lavoro precario e formazione che porta all'assunzione a tempo indeterminato. A questo si aggiunge la diminuzione del costo del lavoro quando il lavoro e' stabile. Il Pd proporra' di inserire nella manovra, poi, il ricorso in via prioritaria al "bacino dei 70mila vincitori di concorso nel caso in cui la Pubblica amministrazione riprenda le assunzioni". Sul piano dei diritti, i Democratici prevedono il rimborso obbligatorio per gli stage, la tutela dalla "vergognosa pratica" delle dimissioni in bianco, il mantenimento dei diritti acquisiti in precedenza nel caso di cessione di ramo aziendale e ristrutturazione. Anche uno speciale permesso di soggiorno per consentire allo straniero di sottrarsi allo sfruttamento di caporali.
La previdenza e' una delle cinque leve sulle quali il Pd preme per migliorare il lavoro giovanile. Nello schema dei Democratici si prevede la costruzione di una pensione composta da un minimo base, di 400-500 euro, a cui si aggiunge un montante contributivo per arrivare a una pensione del 60 per cento dell'ultimo stipendio. Partecipa al calcolo anche la totalizzazione dei contributi, per cui "ogni giorno lavorato con retribuzione e contribuzione regolare deve essere utile per formare la pensione delle giovani generazioni" e anche la norma per cui "qualsiasi forma di rapporto lavorativo o para-lavorativo (inclusi stage e tirocini) deve avere una minima contribuzione previdenziale, totalizzabile ai fini del risultato pensionistico".
Stefano Fassina sottolinea come quelle dei Democratici siano proposte radicalmente alternative al centrodestra. "Il governo- aggiunge- dietro la foglia di fico della modernizzazione del mercato del lavoro ha operato per arretrare le condizioni dei lavoratori, come ha mostrato esemplarmente il famigerato collegato lavoro, respinto dal presidente Napolitano per palesi incostituzionalita'". Nociva, secondo i Democratici, e' in particolare "la linea Sacconi", contraria, quella, anche alla recente "intesa sindacale sui contratti. Che non a caso- osserva ancora Fassina- si e' chiusa perche' Sacconi era assente. Anzi per chiudere hanno dovuto lasciarlo fuori dalla porta...".
In ogni caso, il Pd chiede al governo di recepire in manovra gli emendamenti che tradurranno queste proposte di legge. "Hanno un impatto sociale- dice Fassina- ma allo stesso tempo lo hanno per la crescita economica, perche' destrutturare e far arretrare i diritti del lavoro significa indebolire la crescita".

CRISI: ITALIA SOTTO ATTACCO. PROFONDO ROSSO A PIAZZA AFFARI, VOLA LO SPREAD TRA BTP E BUND

L'Italia ancora nella morsa della speculazione finanziaria.Profondo rosso a Piazza Affari con le vendite che si fanno piu' insistenti mentre lo spread tra Btp e Bund tedesco si allarga raggiungendo il nuovo record a 270 punti. L'indice tse Mib arretra del 2,33% e l'indice Ftse all share cedere il 2,23%. Seduta nervosa, con gli investitori che temono i rischi di contagio dai paesi periferici e guardano con preoccupazione al quadro politico italiano dopo il varo della manovra per il pareggio di bilancio. I giudizi rassicuranti dal governo tedesco sulle condizioni dell'Italia non hanno aiutato il mercato. Tra i bancari andamenti piuttosto differenziati. Intesa Sanpaolo lascia sul terreno il 3,60%, molto altalenante Unicredit che dopo un avvio pesante ha invertito rotta fino a recuperare il 2% e poi e' tornata in rosso con un -0,65%. Stessa performance per Ubi Banca mentre Mediobanca cede oltre il 3%. Giornata negativa per gli industriali con i titoli Fiat in calo di oltre il 3%, parmalat in ribasso di oltre il 4%. Rimbalzo per Fonsai che recupera il 2,30% e lieve rialzo per Atlantia.


MERKEL TELEFONA A BERLUSCONI, APPROVATE LA MANOVRA. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi per sollecitare l'approvazione della manovra economica, aggiungendo che sarebbe un segnale ''molto importante''. E' stata la stessa Merkel ad annunciarlo ai giornalisti che le chiedevano un commento sulla possibilita' che anche l'Italia venga coinvolta nella crisi del debito dell'eurozona. ''Credo che un segnale molto importante da parte dell'Italia sarebbe l'approvazione di un budget che preveda i necessari risparmi e la consolidazione del bilancio'', ha detto la leader del governo tedesco. ''Per questo motivo ieri ho telefonato al presidente del Consiglio''.OCSE: SUPER INDICE IN CALO A MAGGIO, L'ECONOMIA RALLENTA. Rallenta la crescita economica nei paesi dell'area Ocse. Il super indice dell'organizzazione a maggio mostra una flessione a 102,5 da 102,8 del mese precedente per effetto di un generale rallentamento nelle principali economie. La frenata e' piu' marcata in Canada, Francia, Germania, Italia, Cina e Gran Bretagna, mentre indice stabile negli Stati Uniti. Per l'Italia l'indice a maggio si attesta a 100,7 rispetto a 101,2 del mese precedente e su base annuale mostra una contrazione del 2,7%.

Crisi economica, Napolitano: "Serve coesione nazionale per affrontare le difficoltà"

Serve "in questo momento nel nostro Paese, nella società e nelle istituzioni un impegno di coesione nazionale, di cui c'è indispensabile bisogno, per affrontare e superare le difficili prove che già sono all'ordine del giorno". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiudendo il suo intervento al Viminale per la cerimonia dei cento anni di storia del palazzo.

Alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni e degli ex ministri Nicola Mancino, Claudio Scajola, Giuliano Amato, Rosa Russo Iervolino e altri ex titolari del Viminale, Napolitano ha fatto i "complimenti vivissimi ai miei vecchi colleghi. Cerchiamo -ha detto il capo dello Stato- di dare una mano anche al di fuori di questo palazzo. Ma credo che sia nostro sforzo comune e, bene ha fatto a dirlo la dottoressa Marcegaglia, sia parte integrante di un impegno che più che mai dovrebbe sprigionarsi in questo momento nel nostro paese, nella società e nelle istituzioni, di coesione nazionale di cui c'è indispensabile bisogno per affrontare e superare le difficili prove che già sono all'ordine del giorno".

7 luglio 2011

Dl sviluppo, sì del Senato: il decreto diventa legge

Il Senato ha approvato in via definitiva il dl sviluppo sul quale il governo aveva posto la fiducia. Il provvedimento diventa legge.
I voti a favore del provvedimento sono stati 162, i no sono stati 134 e solo una l'astensione. Il dl, già approvato dalla Camera, è stato sostenuto da Pdl, Lega e Coesione nazionale. I voti contrari sono arrivati dai gruppi di Pd, Idv, Udc, Mpa, Fli e Api.

ROMAGNOLI (PDL): IL MOVIMENTO DELLE LIBERTÀ GUARDA AL SUD AMERICA

Si allarga il Movimento delle Libertà fondato e presieduto da Massimo Romagnoli che, dopo il recente tour europeo che lo ha visto in Russia, Germania, Francia e Regno Unito, e dopo la nascita del Coordinamento Australia, ora guarda al Sud America e, in particolare, all'Argentina.
Dal Paese sudamericano, infatti, diversi connazionali, vicini al centrodestra e alla visione politica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, hanno contattato Romagnoli per esprimergli il desiderio di collaborare, di voler contribuire alla causa del Movimento delle Libertà, dicendosi pronti a lavorare sul territorio argentino fin da subito.
"Sto valutando le diverse opportunità offerte da alcuni esponenti della collettività italiana in Argentina che in questi giorni si sono voluti avvicinare al Movimento - spiega Romagnoli -, presto faremo le nostre scelte e cominceremo a lavorare anche in territorio argentino. In Europa il nostro movimento è ormai presente da tempo, ma puntiamo a rafforzarlo ulteriormente e ad organizzarci meglio in quei Paesi dove crediamo si possa fare ancora di più". "In Australia – aggiunge – ho piena fiducia nelle persone del Coordinamento nato solo alcuni giorni fa, che conoscono molto bene gli italiani ivi residenti e le diverse dinamiche politiche australiane. In terra australiana, ci auguriamo di poter presto svolgere un convegno per parlare di italiani nel mondo e di elezioni dei Comites. Adesso guardiamo all'Argentina con enorme interesse. In quella Nazione è assai vasta la comunità italiana, anche per questo ci interessa in modo particolare essere presenti con il nostro Movimento, soprattutto dopo che da Buenos Aires e da Rosario sono arrivati importanti segnali che ci indicano che forse è maturato il tempo per sbarcare con il MdL anche in Sud America".

Romagnoli in questi giorni è in viaggio fra la Grecia e la Bulgaria, dove sta studiando iniziative da mandare avanti sul territorio dopo l'estate, con l'ausilio dei Coordinatori locali: "dopo la pausa estiva – annuncia, infatti – partiremo alla grande con i nostri convegni e con le riunioni nelle diverse città europee. Se considereremo opportuno recarci in Argentina per essere fisicamente presenti al lancio del movimento anche lì, lo faremo. Non ci poniamo limiti e non conosciamo confini. Invito tutti coloro che sono interessati al MdL a contattarci attraverso il nostro sito web, www.movimentodelleliberta.org, risponderemo a tutte le richieste e ad ogni vostra curiosità. Se siete italiani all'estero - conclude Romagnoli -, se sentite forte dentro di voi i valori della libertà e della democrazia, il MdL è il vostro punto di riferimento".

FEDI (PD): SOLO TAGLI E SOPPRESSIONI PER IL COMMERCIO ESTERO CHE SUBISCE SORTE ANALOGA A LINGUA CULTURA E RETE CONSOLARE

"L’ICE merita una riflessione, una riforma e almeno una discussione, non certo l’ennesimo voto di fiducia annunciato dal Presidente del Consiglio sulla manovra economica. Eppure qualche segnale di attenzione al futuro dell’ICE era arrivato anche dal Quirinale, oltre che dal Parlamento, e lasciava presagire, anche sulla base delle dichiarazioni di esponenti politici che fino a ieri avevano ricoperto incarichi importanti ai vertici dell’Istituto, una possibile diversa evoluzione che il semplice trasferimento di personale ai dicasteri dello sviluppo economico e degli esteri". Così è intervenuto oggi l’on. Marco Fedi, eletto all’estero nelle fila del Pd, in merito alle sorti dell’Istituto per il Commercio Estero e del suo personale.
"Soluzione importante – ha proseguito - per quanto attiene alla fondamentale questione dei posti di lavoro, da salvaguardare, ma insufficiente per garantire il necessario sostegno al sistema Italia nel mondo. Un compito – per Fedi - che richiede la capacità di offrire servizi alle piccole e medie imprese e aziende italiane quando si presentano all’estero e che necessita un bagaglio di esperienza e conoscenza – in un’ottica legata ai settori fondamentali del nostro import/export nel mondo. In sostanza – ha sintetizzato - dovremmo pensare a salvaguardare l’insieme di un’esperienza che ha dato molti risultati positivi e che per queste ragioni impone una rivisitazione e una riforma".

Fedi si è detto "convinto che il Ministero degli Affari esteri, già sovraccarico di compiti e incombenze, non riuscirà a produrre, in questo settore così importante, la necessaria profondità di analisi ed anche la necessaria autonomia che invece devono caratterizzare un Istituto chiamato a dialogare con il mondo delle imprese, con le autonomie territoriali e con le realtà economiche e commerciali estere".
"Non abbiamo davanti a noi un percorso di riforma – ha aggiunto - ma un finto risparmio e un accavallarsi di competenze con la rete diplomatico-consolare. Una rete che già oggi conta su poche e ridotte risorse, dopo i tagli degli ultimi anni, e su una presenza nel mondo, dopo le chiusure operate negli ultimi anni, sempre più carente".
"Nelle prossime settimane, - ha concluso - oltre all’iter della manovra e gli emendamenti al testo, dovremo seguire anche l’approvazione dei regolamenti di riorganizzazione che rischiano di produrre altri irrimediabili danni al settore del commercio con l’estero".