29 giugno 2011

La riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati è una necessità strategica per il rilancio dell’intero Paese

La Corte dei Conti conferma quanto la Uil e la Uil Pensionati sostengono da tempo. Serve una riforma fiscale che riduca in misura significativa la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e i pensionati”. Lo afferma in una nota Romano Bellissima, segretario generale della Uil Pensionati.
Secondo Bellissima un intervento fiscale è necessario “per ragioni di equità, perché oggi nel nostro Paese la quasi totalità dell’Irpef è pagata da lavoratori dipendenti e pensionati. Per ragioni redistributive, perché serve un intervento che restituisca potere d’acquisto a lavoratori e pensionati. Le pensioni negli ultimi anni – continua il segretario generale - hanno perso fino al 30% del loro valore, perché gli attuali meccanismi di rivalutazione sono inadeguati. La leva fiscale è oggi il modo migliore per dare respiro a milioni di pensionati in difficoltà. Per rilanciare lo sviluppo e i consumi. Come afferma anche la Corte dei Conti, si deve evitare un ulteriore diminuzione del reddito reale delle famiglie, con una ulteriore contrazione del mercato interno. La riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati è dunque una necessità strategica per l’intero Paese – prosegue Bellissima – e le risorse si possono trovare dalla crescita delle entrate tributarie, come evidenziato dalla stessa Corte dei Conti, e dal rafforzamento del contrasto all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva, che sta già dando buoni risultati. È questa la strada da seguire – conclude Bellissima – ed è quanto ci attendiamo dal Governo nella prossima manovra finanziaria”

Pugliesi nel mondo: 200 mila euro per Piano regionale d’interventi 2011

Duecentomila euro. E’ il finanziamento complessivo del Piano 2011 per gli “Interventi a favore dei Pugliesi nel Mondo”, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale. Il finanziamento è ripartito in cinque settori: azioni di diretta iniziativa regionale per la promozione della Puglia nel Mondo (assegnati 30.000 euro); azioni di diretta iniziativa regionale per l’attuazione del Programma L’Emigrazione pugliese e l’Unità d’Italia; attività di avvio della costituenda Fondazione Casa Puglia (50.000 euro); potenziamento delle attività di comunicazione e informazione (40.000 euro); cofinanziamento di portata nazionale, comunitaria e/o internazionale (50.000 euro) .

NAPOLITANO IN GB / L'ITALIA ATTRAVERSA UN MOMENTO DIFFICILE MA PER LA SUA STORIA MERITA LA FIDUCIA DEGLI ALLEATI EUROPEI: CE LA FAREMO

"L'Italia attraversa un periodo difficile, ha molti test da superare riguardo l'economia, la società e il consolidamento delle istituzioni. Non nascondiamo i problemi ma ce la faremo".
Lo ha detto ieri sera il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano intervenendo a Oxford ad un incontro con i dottorandi e i docenti del Dipartimento di italianistica al Pembroke College.
"L'Italia” ha aggiunto il Presidente Napolitano “merita per la sua lunga storia la fiducia degli amici e degli alleati europei".
Il Capo dello Stato, nel corso del suo intervento, ha anche sottolineato che in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia "abbiamo fatto uno sforzo non retorico e anche critico" nel ricordare la nostra storia e per "non dimenticare gli sforzi fatti da personalità diverse come Cavour, Mazzini e Garibaldi che, al dispetto delle loro divergenze ideali e politiche, al momento opportuno seppero convergere per realizzare un grande obiettivo comune. Questo è lo spirito delle celebrazioni di tante figure ed eventi che hanno dato prova di attaccamento all'unità del paese e di consapevolezza del senso di questa missione nazionale".
Anche in questa circostanza il Capo dello Stato ha inteso ribadire l'importanza dei giovani che "rappresentano un'energia formidabile per far rivivere nel futuro il nostro grande passato".
A Londra il Presidente Napolitano aveva incontrato, in compagnia della signora Clio, S.M. la Regina Elisabetta. "Abbiamo parlato degli eventi recenti - così il Capo dello Stato lasciando Buckingham Palace - il matrimonio tra William e Kate, le nostre celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e il Giubileo del Regno Unito che si terrà l'anno venturo".
La visita del Capo dello Stato nel Regno Unito si conclude con la consegna del "Degree of Doctor of Civil Law by Diploma" nell'ambito dell'annuale cerimonia di "Encaenia" presso l'Università di Oxford. (aise)

Bersani: ''Manovra bomba sociale'' Arrivano tasse per auto e banche

Arriva una tassa 'addizionale' per gli autoveicoli più potenti, che scatterà già da quest'anno. E' quanto prevede la bozza aggiornata della manovra, che introduce un'addizionale annuale erariale della tassa automobilistica, che interesserà i veicoli di potenza superiore ai 125 kw (circa 170 cavalli). A partire dal 2011, si legge, ''per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica'' che si applicherà a ogni chilowatt superiore i 125.Tra le misure, tagli per nove miliardi, in due anni, per regioni ed enti locali, l'imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie, potenziamento delle indagini finanziarie, la tassazione separata sull'attività di trading delle banche, con aliquota al 35%, il divieto di ''consentire la partecipazione ai giochi pubblici con vincita in denaro ai minori di anni diciotto'' e chi eserciterà attività di scommesse, anche a distanza, senza la prescritta autorizzazione, sarà punito con la reclusione da tre a sei anni.
La versione aggiornata della bozza della manovra prevede poi che i contribuenti che vorranno chiudere le liti pendenti con il fisco lo potranno fare, pagando un prezzo 'scontato' rispetto alla somma contestata. Nella bozza si legge inoltre che slitta di tre mesi l'accertamento esecutivo, per la riscossione dei ruoli da parte di Equitalia. C'è poi lo stop alla riscossione coattiva, da parte di Equitalia, delle somme dovute dai produttori del settore del latte.



''Bisogna avere fiducia nell'Italia per creare le condizioni di una convergenza che è necessaria in vista degli sforzi che ci attendono, a cominciare dalla manovra di rientro dal debito" ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come riporta il sito del Quirinale, rispondendo ai giornalisti al termine della cerimonia di conferimento del 'Degree of Doctor of Civil Law by Diploma' presso l'Università di Oxford che ha concluso la visita nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. ''Non c'è dubbio che oggi ciascuno si prende le sue responsabilità anche per il domani'' ha rimarcato il capo dello Stato ai microfoni della Rai.
''Vedremo cosa arriverà dal governo, ma il 7 giugno c'è stato un documento molto puntuale della Commissione europea, che riconosceva che lo sforzo fatto rende credibile la vigilanza dei conti fino al 2012, ma che occorrono misure addizionali per il 2013-14'', dice il presidente della Repubblica che aggiunge: ''Quindi, la sorpresa che leggo sui giornali per il fatto che per il 2013-14 ci sarà una proiezione distinta, nasce da questa raccomandazione della Commissione Ue. Si vedrà se sarà un provvedimento che già in questa fase entra nel merito del da farsi per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013-14 o no''.
L'opposizione intanto ribadisce le critiche alla manovra. "Una bomba sociale" la definisce Pier Luigi Bersani. Per il segretario del Pd il centrodestra non è in grado di approvare la misura: "Un governo e una maggioranza allo sbando, come possono affrontare la manovra in queste condizioni?". Bersani, commentando l'appello del presidente Napolitano a un impegno comune, spiega al Tg3 che il Pd è "sempre stato disponibile a fare le riforme. Abbiamo sempre detto che bisognava farle perché c'è crisi. Ma ci hanno sempre di detto di no e che la crisi non c'era. Ora c'è una montagna davanti a noi che loro spostano al 2013, lasciando una bomba innescata sulle spese sociali".
Durissimo Antonio Di Pietro che parla di ''manovra criminale perché realizza una truffa. A fronte di esigenze europee che si trovino 40 miliardi certi e subito per far quadrare i conti, loro scrivono sulla carta 40 miliardi, ma dicono che troveranno i soldi dopo le elezioni, così se vincono o perdono, hanno fregato i voti degli elettori". Di fronte a questa manovra "criminale", l'Idv ha presentato "una contromanovra da 50 miliardi, con l'individuazione di risorse certe - ha spiegato Di Pietro ai giornalisti a Bruxelles - che abbiamo mandato ieri sera con raccomandata a Tremonti, che quindi deve rispondere anche di omissione di considerazione di proposta alternativa".
L'inserimento nella manovra economica di alcuni stralci della legge sul processo breve fa poi dire al leader dell'Italia dei Valori che "la manovra è doppiamente criminale, perché non solo truffa sul piano dei conti, ma soprattutto inserisce norme che nulla hanno a che vedere con la quadratura dei conti, serve a far passare l'ennesima legge ad personam, nonostante 27 milioni di cittadini abbiano detto di non volerne più sapere".
Critiche arrivano anche dall'Udc. ''In modo irresponsabile si rinvierà tutto di due anni rischiando di portare il Paese nel baratro" sottolinea il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, commentando le anticipazioni sulla manovra. Mentre per il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, ''la formulazione della manovra economica rateizzata e postdatata, sostanzialmente a dopo le elezioni politiche, è la prova più lampante della paralisi dell'attività di governo''.
E di ''manovra recessiva'' parla il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. ''Impegneremo nei prossimi mesi le nostre strutture in forme di mobilitazione con i lavoratori perché una manovra così rappresenta per il Paese 'insopportabilità sociale'".
Umberto Bossi conferma intanto che domani la Lega porterà modifiche alla manovra in Cdm. ''Penso che in un clima di solidale collaborazione, arriveremo a una conclusione soddisfacente" dice il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, anticipando quello che a suo sarà l'esito del Consiglio dei ministri.

CONTRATTI: CONFINDUSTRIA E CGIL-CISL-UIL FIRMANO ACCORDO UNITARIO

Accordo raggiunto tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sui contratti e la rappresentanza sindacale.Dopo sei ore di trattativa, nella tarda serata di ieri la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, e i tre leader sindacali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno firmato l'intesa che, di fatto, interrompe la litigiosita' che negli ultimi due anni aveva caratterizzato i rapporti con la Cgil portando agli accordi separati.La stessa Camusso, commentando la firma dell'intesa, ha sottolineato che e' stata cosi' superata ''una stagione di divisione conseguente, anche, alla ristrutturazione della contrattazione. Cgil, Cisl e Uil - ha aggiunto - hanno definito norme di democrazia e di coinvolgimento dei lavoratori nell'attuazione degli accordi superando una lunga stagione di incertezze. Abbiamo dato un contributo a rimettere il valore del lavoro e la centralita' della contrattazione all'attenzione del nostro Paese e dei lavoratori''

Anche per Marcegaglia l'intesa ''chiude una stagione di separatezza tra di noi. Sono molto soddisfatta. La volonta' e' di riandare avanti tutti insieme''. La leader degli industriali tiene a precisare pero' che l'accordo ''non sostituisce l'altro, quello del 2009 (non firmato dalla Cgil, ndr), questo ragiona su altri temi, come la rappresentanza e l'efficacia erga omnes dei contratti aziendali''.La giornata era iniziata intorno alle 15, quando i tre leader sindacali hanno raggiunto Marcegaglia nella sede della Foresteria di Confindustria a via Veneto. Per tutto il pomeriggio si e' discusso in un clima ''disteso e pacato'' punto per punto su tutti gli otto capitoli della bozza di accordo, dal quadro generale dei contratti nazionali, alla contrattazione aziendale e alla possibilita' di deroghe, dalle nuove regole per la rappresentanza sindacale, alle garanzie di efficacia per gli accordi contrattuali firmati dalla maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori, fino alla certificazione.Alcune divergenze di posizioni sembra siano state registrate nel pomeriggio sulla esigibilita' dei contratti. Problemi evidentemente superati definendo i contratti aziendali che definiscono clausole di tregua sindacale per garantire ''l'esigibilita''' degli impegni assunti vincolanti per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed i sindacati, non per i singoli lavoratori.Con l'intesa raggiunta, quindi - come sintetizzato dalla Marcegaglia - i contratti aziendali sono ''piu' forti ed esigibili'', in un ''sistema di regole'' valide per tutti. In sostanza le parti hanno concordato che i contratti siglati dalle rappresentanze sindacali (Rsu ed Rsa), valgono per tutti i lavoratori, mentre sulla certificazione e' stato concordato un mix tra deleghe ed i voti nelle elezioni delle Rsu, da rinnovare ogni 3 anni. Per negoziare e' necessario che il dato della rappresentativita' per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto nazionale.Per quanto riguarda le intese modificative dei contratti aziendali, capitolo di interesse diretto della Fiat, le parti hanno concordato sull'efficacia dei contratti collettivi aziendali gia' conclusi appunto con ''intese modificative'' del contratto nazionale sulla disciplina della prestazione lavorativa, degli orari e dell'organizzazione del lavoro.Piu' in generale, per il futuro, si affida allo strumento dei contratti aziendali la possibilita' di indicare regole per aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi modificando il contratto nazionale. Confindustria e sindacati chiedono poi al governo di continuare ad incentivare il secondo livello contrattuale, rendendo strutturali le misure di ''riduzione di tasse e contributi''.Soddisfazione e' stata espressa anche da Bonanni, per il quale ''In un momento cosi' delicato per l'economia questo accordo ha un grande valore. Spero - ha aggiunto il leader della Cisl - che in questo modo si possa contribuire a ritrovare fiducia nel paese. Siamo soddisfatti anche per aver ritrovato un cammino ordinario del sindacato''.Per Angeletti ''e' stato firmato un accordo molto importante che permette di superare i conflitti e le lacerazioni degli ultimi tempi''. L'accordo - ha aggiunto il numero uno della Uil - ''non e' strettamente per regolare i nostri rapporti, ma e' stato fatto nell'interesse dei lavoratori. Cosi' apriamo una nuova frontiera, viene evidenziato che le regole scritte lontano dai posti di lavoro hanno esaurito la loro funzione''.Da parte del governo parole di apprezzamento sono state espresse dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti che, in una nota, ha ringraziato ''Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Susanna Camusso ed Emma Marcegaglia. per quello che hanno fatto nell'interesse del nostro Paese''.Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ''in un Paese nel quale il pluralismo sindacale e' particolarmente accentuato e le relazioni industriali sono particolarmente intense e' davvero essenziale che tutte le grandi organizzazioni dell'industria abbiano raggiunto un accordo sul sistema delle regole comuni''. Per il ministro ''e' infatti interesse di tutti che le parti definiscano tra di loro, senza cercare soluzioni attraverso la via giudiziaria, le regole in base alle quali gli accordi possono essere sottoscritti anche a maggioranza e ciononostante applicarsi a tutti senza conflitti ne' incertezze''.

MANOVRA: NEL GOVERNO SI TRATTA ANCORA, DOMANI IL CDM

La scelta emersa ieri dai vertici di maggioranza e' che per non creare maggiori tensioni al proprio interno si e' deciso un impatto contenuto della manovra economica nel biennio 2011-2012 (1,8 miliardi quest'anno, 5,5 l'anno prossimo), mentre il grosso delle misure necessarie per raggiungere l'obiettivo della parita' di bilancio sono rinviate al 2013 e al 2014. Quindi alla prossima legislatura, quando al governo potrebbe esserci un'altra maggioranza rispetto all'attuale.Nel dettaglio, la vera entita' della manovra economica e la sua scansione che dovrebbe essere pari a 47 miliardi da qui al 2014 la conosce solo Giulio Tremonti. La trattativa interna al governo sui singoli provvedimenti continua intanto incessante in vista del Consiglio dei ministri di domani.
Silvio Berlusconi ha espresso soddisfazione soprattutto per il clima sereno della riunione. ''Ora mostriamo unita' e coesione'', raccomanda ai ministri. Umberto Bossi ha sottolineato con prudenza che sono state accolte le proposte della Lega ''anche se bisogna lavorare ancora''.Tremonti, da quello che e' trapelato sulle riunioni di ieri, ha ceduto soprattutto sul metodo. E' stato lo stesso Berlusconi a farsi interprete dei malumori che serpeggiavano nel Pdl e nella Lega rispetto al fatto che il ministro dell'Economia strappa di solito consenso sulle linee generali ispirate al rigore della propria politica senza pero' far vedere numeri e carte ai suoi colleghi.Sull'entita' della manovra c'e' pieno accordo, si sottolinea da Palazzo Chigi. I vertici di ieri servivano a ritrovare la concordia nella maggioranza e a sgombrare il campo da possibili equivoci in vista del Consiglio dei ministri di domani che ha all'ordine del giorno manovra finanziaria, riforma fiscale e decreto legge per affrontare l'emergenza rifiuti a Napoli.Rispetto agli annunci della vigilia, ci sono molte novita'. Come nel caso delle pensioni, che non dovrebbero essere ritoccate di molto su richiesta della Lega, o come sulla scomparsa della cosiddetta tassa patrimoniale progressiva che il ministro dell'Economia avrebbe voluto introdurre secondo alcune indiscrezioni convinto che bisogna rastrellare soldi dai ceti piu' abbienti avendo gia' agito in altre direzioni.Sembra di intravedere pure un passo indietro rispetto ai tagli dei costi della politica, questione su cui aveva insistito in particolare la Lega (i ministri avranno solo il salario da parlamentari, si tagliano le auto blu). Il peso della manovra per ora grava soprattutto sul pubblico impiego, dove si congelano salari e turn over, e sul ripristino del ticket sanitario di 10 euro. Nel Consiglio dei ministri di domani alcune misure potrebbero pero' cambiare.

26 giugno 2011

Berlusconi: le nostre banche sono solide, entro il 30 giugno solo una 'manovrina'

ROMA - "Il nostro sistema delle banche è solido e non siamo per nulla preoccupati dalla decisione di Moody's di sottoporre a stress test delle nostre banche". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di un conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.
"LA SITUAZIONE DELLA GRECIA NON PARAGONABILE ALLA NOSTRA" - "La nostra situazione- spiega poi il premier- è assolutamente diversa rispetto a quella di altri Paesi. La Grecia non ha un impianto industriale e dipende in gran parte dal turismo. Quindi, la situazione della Grecia non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella dell'Italia".

"MANOVRA ENTRO IL 30 GIUGNO, NON SARA' ELEVATA" - Per quanto riguarda il nostro Paese, la manovra economica sarà presentata al Consiglio dei ministri di giovedì 30 giugno e "non sarà molto elevata". Berlusconi spiega che riguarderà l'immediato e sarà "prodromica a quelle che presenteremo prossimamente".

Il Cavaliere non entra nel merito dei provvedimenti che saranno adottati anche perchè, spiega, "stiamo lavorando su questo. Abbiamo avuto delle proposte del ministero dell'Economia e dato al ministro l'autorizzazione a discuterne anche con i sindacati e con la Confindutria e proprio stamattina si sono svolti degli incontri tra Cisl, Uil e la Marcegaglia". Poi "stiamo trattando con i vari ministri. Martedi ci sarà una riunione con il ministro Bossi e una rappresentanza della Lega, con Alfano e una rappresentanza del Pdl e con il gruppo dei Responsabili e poi porteremo, se tutto procederà come speriamo che sia, il disegno completato in Cdm giovedi prossimo".(AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

OCSE: ITALIA E GERMANIA ULTIME DELLA CLASSE PER LA SPESA IN ISTRUZIONE/ INSEGNANTI ITALIANI SODDISFATTI AL 95% DEL LORO LAVORO

Due diverse indagini, entrambe dell’OCSE, fanno emergere due realtà del settore dell’istruzione solo apparentemente contraddittorie: secondo la prima, Italia e Germania sono ultime della classe per spesa in istruzione; per la seconda, il 95% degli insegnanti italiani si dichiarano soddisfatti del lavoro svolto in classe.
Secondo i dati Ocse, la spesa per l’istruzione nel nostro Paese rappresentava nel 2008 appena il 9,3% dell'intera spesa pubblica, tra i livelli minimi del pool dei 31 paesi che fanno parte dell'organizzazione e ben al di sotto della media complessiva (13,1%).
Non solo, l'Ocse rileva anche che in Italia, così come negli Stati Uniti, in Israele, Slovenia, Ungheria, Islanda e repubblica Ceca, "i salari degli insegnanti sono considerevolmente inferiori rispetto alla media di quanto guadagnano i lavoratori del terziario". È generalmente inferiore alla media Ocse anche il livello di spesa che l'Italia dedica alla sanità: nel 2008 ammontava al 4,6% della spesa pubblica complessiva, contro il 14,7% della media. In particolare, da noi si è registrato un aumento dell'1,6% dal 2000 al 2008, mentre nei paesi Ocse l'incremento è stato dell'1,7%.
Per l'Ocse, inoltre, l'Italia deve introdurre una maggiore trasparenza negli acquisti per la P.A., ricordando che nel 2008 a questa voce è andato ben il 10% del Pil italiano.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dagli insegnanti italiani, che si dichiarano tra i più soddisfatti del loro lavoro svolto in classe. Messi a confronto con i colleghi di 23 paesi dell'area Ocse i nostri "prof" dichiarano però anche che la loro professione è migliorabile, soprattutto riducendo gli impegni burocratici extra-didattici e aumentando le opportunità per aggiornare le loro competenze.
Questi dati risultano dall'indagine internazionale Ocse-Talis, che ha esaminato anche la percezione che i docenti hanno del loro "status", diffusa nei giorni scorsi dalla Uil scuola. Questo studio è stato condotto in 23 paesi su un ampio campione di docenti e dirigenti scolastici in servizio nelle scuole superiori di primo grado.
Come si è detto, per quanto riguarda l'Italia, il 95% dei docenti ha detto di essere appagato del proprio lavoro dietro la cattedra. E ciò, malgrado il tempo che è sottratto loro all'insegnamento per espletare troppi adempimenti burocratici (8,8%) - come le schede da riempire, le comunicazioni da espletare, i modelli periodicamente da consegnare - risulti più alto della media dei 23 paesi coinvolti nello studio (il record del carico di pratiche è dei messicani, con il 16,5% delle ore sottratte all'insegnamento).
Non solo, i prof italiani hanno anche ammesso di utilizzare il 14% del loro tempo con gli alunni per mantenere l'ordine in classe. Ma su questo punto sono gli insegnanti brasiliani a faticare di più per mantenere l'ordine (17,8% del tempo).
I ricercatori che hanno svolto l'indagine hanno anche interrogato i docenti sulla percezione che loro hanno dell'efficacia personale in relazione all'attività educativa con i propri studenti. Sotto la lente di ingrandimento sono state messe una serie di variabili relative al lavoro d'aula, non sotto il profilo delle materie insegnate, ma su quello relazionale.

25 giugno 2011

CONTRATTI: ANGELETTI, CONFRONTO UTILE, SU BINARI GIUSTI

E' stato ''un confronto molto utile. La discussione sta procedendo sui binari giusti'': cosi' il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, parla del tavolo tra le parti sociali sulla rappresentanza e la contrattazione. La firma di un accordo interconfederale unitario, che potrebbe arrivare martedi' quando e' convocata una nuova riunione, sarebbe, dice Angeletti, ''un segnale inequivocabile''.

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CONTRATTI: ANGELETTI, DISTANZE RIDOTTE
''Le distanze si sono ridotte, al punto tale da farci prefigurare accordi condivisi''. Lo afferma il leader della Uil, Luigi Angeletti, parlando dei rapporti tra le parti sociali, al termine del tavolo sulla rappresentanza e la contrattazione tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.
CONTRATTI: ANGELETTI, BENE MARCEGAGLIA, PIU' COMPETITIVITA' PER CRESCITA CREARE PROSPETTIVE PER GIOVANI
"Condivido il pensiero della presidente Marcegaglia: e' stato un confronto utile nel corso del quale si e' manifestata la volonta' a trovare soluzioni. Siamo consci che una parte importante dell'economia del Paese riguardi le imprese che diventano compettitive". E' quanto sostiene Luigi Angeletti, segretario generale Uil, a margine dell'incontro tra Confindustria e sindacati. "L'unica possibilita' per aumentare la crescita e i posti di lavoro e' essere competitivi", aggiunge. Il leader della Uil invita anche "a creare prospettive per i giovani al fine di farli entrare nel mondo del lavoro". Ecco perche' si dice "soddisfatto" per l'incontro gia' fissato con Confindustria per la prossima settimana.

MATURITA': MEZZO MILIONE DI STUDENTI SUI BANCHI PER LA TERZA PROVA

Lunedi' mattina 495.771 studenti italiani torneranno sui banchi per la terza prova dell'esame di maturita' il cosiddetto 'quizzone', dopo i primi due scritti che si sono svolti mercoledi' e giovedi'. Gli studenti interni sono 470.860, i privatisti 24.911 e saranno esaminati da 12.373 presidenti di commissione e da 42.483 commissari d'esame.A differenza delle prime due prove, predisposte dal Miur, il ''quizzone'' viene deciso da ogni singola commissione su cinque materie del quinto anno. Per ogni materia sono previste domande a risposta multipla e a risposta aperta.L'eventuale quarta verifica scritta verra' svolta solo in alcuni istituti con corsi particolari, come il progetto ''Esabac'' e nei licei con sezioni ad opzione internazionale spagnola e tedesca, oltre che nei licei classici europei ed in alcuni indirizzi linguistici: in questi casi la verifica si effettuera' martedi' 28 giugno.

Subito dopo la pubblicazione dell'esito degli scritti, ai primi di lulgio, inizieranno le verifiche orali. La votazione finale sara' il frutto della media dei voti di ammissione, dell'esito delle prove scritte ed orali e dall'assegnazione dei crediti formativi e scolastici.Per i candidati che puntano alla lode sara' necessario aver raggiunto il massimo dei crediti a partire dal terzo anno, non avere una materia al di sotto dell'8 in quarta e quinta e aver ricevuto il massimo della valutazione nelle tre prove scritte e nel colloquio finale.ECCO IN COSA CONSISTE IL TEMUTO 'QUIZZONE' Il portale Studenti.it ricorda in cosa consiste il quizzone.Introdotta nel 1998, la terza prova dell'esame di maturita' e' un test multidisciplinare che tratta in modo sintetico i diversi argomenti studiati durante l'ultimo anno di scuola. I quesiti proposti possono essere a risposta singola, multipla o consistere nella soluzione di problemi, di casi pratici o professionali o, ancora, nello sviluppo di progetti. Ogni scuola ha la possibilita' di scegliere la tipologia di svolgimento della prova. La terza prova viene strutturata dalla commissione d'esame: quindi non contribuiscono alla sua elaborazione soltanto i professori interni, ma anche i commissari esterni. Oggetto della terza prova sara' anche la lingua straniera e, se sono piu' di una quelle studiate, verra' trattata quella che non si e' usata nella seconda prova. Non devono inoltre considerarsi escluse da questo terzo ''round'' le materie gia' affrontate nella seconda prova.E gli sperimentali? Le modalita' di predisposizione e di svolgimento della terza prova scritta negli indirizzi sperimentali sono identiche a quelle previste per i corsi di ordinamento. Per quanto riguarda il contenuto di questa prova, l'accertamento verte su materie e argomenti svolti nell'ultimo anno, che possono non coincidere con quelli dell'analogo indirizzo di ordinamento.In merito al tempo di svolgimento, sara' la commissione a definire anche questo, fattore che cambia in funzione della complessita' della prova stessa. Anche la correzione e' collegiale.

21 giugno 2011

PENSIONI: CRESCE LA SPESA E META' DEGLI ASSEGNI E' SOTTO 1000 EURO

Nel 2009 l'importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate in Italia e' stato pari a 253.480 milioni di euro, un valore record corrispondente al 16,68% del Pil. La spesa complessiva e' aumentata del 5,1% rispetto al 2008, mentre la quota sul Pil e' cresciuta di 1,3 punti percentuali rispetto all'anno precedente. E' quanto emerge dalle rilevazioni annuali sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotte dall'Istat e dall'Inps. La crescita e' fondamentalmente imputabile all'evoluzione dell'importo medio delle prestazioni erogate, che e' aumentato del 5,0%, a fronte di un numero dei trattamenti pensionistici in pagamento rimasto pressoche' invariato rispetto all'anno precedente (+0,1%).Nel 2009 sono state erogate 23,8 milioni di prestazioni pensionistiche, per un importo medio annuo di 10.634 euro.


Con riferimento alla tipologia di pensione, sono 18,6 milioni le pensioni di invalidita', vecchiaia e superstiti, per una spesa complessiva di 228.541 milioni di euro (90,2% del totale) ed un importo medio annuo di 12.287 euro. Il 50,7% dei trattamenti pensionistici e' rappresentato da pensioni di vecchiaia o anzianita', per una spesa pari a 178.421 milioni di euro (70,4% del totale) ed un importo medio annuo di 14.752 euro; il 20,6% riguarda pensioni ai superstiti (15,0 % in termini di spesa), mentre il restante 6,7% si riferisce ad assegni ordinari di invalidita' o a pensioni di inabilita', che assorbono il 4,8% della spesa destinata al complesso delle pensioni.Le pensioni assistenziali rappresentano nel 2009 la seconda tipologia di prestazioni pensionistiche in termini di spesa erogata, con un totale di 20.464 milioni di euro (8,1% del totale) per complessivi 4,3 milioni di trattamenti ed un importo medio annuo di 4.728 euro. Di tali prestazioni la quota piu' elevata, in termini sia di numero sia di spesa (rispettivamente 13,4% e 5,9%) si registra per le pensioni di invalidita' civile e le indennita' di accompagnamento ad esse associate.Le pensioni indennitarie, infine, fanno rilevare una spesa complessiva di 4.476 milioni di euro (1,8% del totale), distribuita su 907 mila trattamenti, per un importo medio pari a 4.932 euro.Da rilevare, rileva l'analisi Istat/Inps, che quasi la meta' degli assegni pensionistici e' inferiore ai mille euro al mese. Sul totale il 39,1% delle pensioni ha importi mensili inferiori a 500 euro e il 31,4% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro. Un ulteriore 13,4% di pensioni vigenti al 31 dicembre 2009 presenta importi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili e il restante 16,1% del totale ha importi mensili superiori a 1.500 euro.Tuttavia grazie alla possibilita' di cumulo il gruppo piu' numeroso di pensionati (5,3 milioni di individui, il 31,8% del totale) riceve quindi una o piu' prestazioni, per un importo medio totale mensile compreso tra 500 e 1.000 euro.Il secondo gruppo per numerosita' (3,9 milioni di pensionati, pari al 23,5% del totale) ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro mensili. Un ulteriore 14,7% di beneficiari percepisce meno di 500 euro mensili e il restante 29,9% riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro (16,1% nel caso delle pensioni).Inevitabilmente, il sistema pensionistico riflette le forti differenze retributive tra uomini e donne. Nel 2009, gli uomini hanno percepito pensioni per un valore di 135,47 miliardi, pari al 56,2% del totale nonostante i percettori maschi siano solo il 47% con 7,9 milioni rispetto agli 8,87 milioni dell'universo femminile. Nell'analisi per classe di importo mensile, gli uomini sono concentrati nelle fasce alte di reddito e le donne in quelle basse. Ad esempio solo il 12,4% degli uomini percepisce pensioni inferiori ai 500 euro mensili contro il 16,8% delle donne che sno concentrate nella fascia sotto i mille euro con il 39,1% del totale mentre gli uomini si fermano al 23,6%.Per i redditi pensionistici tra 1.500 e 2 mila euro al mese figurano il 17,9% degli uomini e solo l'11,2% delle donne. Nella fascia di reddito superiore ai 2 mila euro al mese figura il 22,9% dei maschi e soltanto il 9,2% delle donne.

Berlusconi: ''Avanti fino al 2013'' Bossi: ''Domani niente è scontato''

Una crisi di governo ora sarebbe ''una sciagura'', ''non c'è alternativa'' a questo esecutivo e con la Lega l'alleanza è ''solida''. Silvio Berlusconi lo mette in chiaro nel suo intervento in aula al Senato per la verifica chiesta dal capo dello Stato. Un intervento di 40 minuti scandito da dodici applausi. Accanto al premier una poltrona vuota. Alle 16 in punto Berlusconi fa il suo ingresso nell'emiciclo del Senato per l'informativa del governo; alla sua destra i ministri leghisti Calderoli e Maroni, mentre alla sua sinistra un posto rimane vuoto: è quello generalmente occupato da Bossi o dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, oggi assenti.
In serata, rispondendo ad una domanda dei cronisti su cosa potrà succedere domani alla Camera in occasione della verifica di maggioranza, il Senatur ha detto che "niente è scontato. Vediamo".
All'inizio del suo discorso a Palazzo Madama, il presidente del Consiglio sottolinea che chiedere le dimissioni del governo è "un mero esercizio di propaganda" ed è "fuori luogo" se si considerano le attuali "difficoltà economiche".


Inoltre, "se allarghiamo lo sguardo alle grandi Nazioni occidentali, vediamo - spiega - che né le opposizioni, né i media, né l'opinione pubblica reclamano le dimissioni di presidenti e capi di governo in seguito a risultati elettorali di medio termine nelle elezioni locali. La vera anomalia è pretendere la caduta di un governo democraticamente eletto e, nel nostro caso, legittimato in Parlamento da più voti consecutivi di fiducia".
Berlusconi si dice ''certo che il governo uscirà rafforzato da questo passaggio" parlamentare e definisce "opportuna" la richiesta del presidente Giorgio Napolitano di un "passaggio in Parlamento" sulle novità intervenute nella compagine di governo, come pure condivide ''l'appello alla responsabilità e alla coesione'' del presidente della Repubblica, ''convinto che tutte le forze politiche e sociali debbano lavorare nell'interesse del Paese. Bisogna ritrovare unità intorno a valori comuni".
Il governo, sottolinea il Cavaliere, intende portare avanti il suo programma "andando avanti fino al 2013". "Voglio ribadire - afferma - la nostra ferma intenzione di completare il programma di governo per il 2013, arrivando alla scadenza naturale della legislatura. I cittadini potranno giudicare complessivamente il nostro operato attraverso le elezioni politiche generali, come prescrive la Costituzione e come avviene in tutte le democrazie".
"E' nell'interesse degli italiani che il governo arrivi a fine legislatura" rimarca Berlusconi, sarebbe "folle", sarebbe una "sciagura" rimettere "tutto in discussione con una crisi al buio, proprio ora che dobbiamo riagganciare la crescita". ''Le agenzie di rating ci tengono sotto osservazione e le locuste della speculazione - avverte - aspettano solo l'occasione giusta per colpire le prossime prede che mostrino segni di debolezza". "Il nostro governo deve continuare a lavorare - insiste il premier - perché sono gli italiani che ci hanno scelto e anche perché non c'è alternativa a questo governo. Le tre o quattro opposizioni esistenti in Aula e nel Paese sono profondamente divise tra loro e non sono in grado di esprimere un leader o un programma''.
Riguardo alla leadership, "non voglio rimanere a vita a fare il leader del centrodestra - dice - non voglio rimanere per sempre a palazzo Chigi. Voglio però fortissimamente lasciare all'Italia, come mia eredità politica, un grande partito ispirato al Partito popolare europeo, un partito trasparente, democratico, che sia per il nostro Paese il baluardo primo della democrazia e della libertà".
Berlusconi lamenta che nonostante l'appello rivolto ad entrare nella maggioranza, "tra i centristi è prevalso il tentativo di continuare a giocare di rimessa" ma ''non lascerò nulla di intentato pur di avere una maggioranza e un governo più forti e autorevoli".
Quindi enuncia le prossime tappe. "Prima della pausa estiva attueremo misure necessarie a rispettare gli impegni europei con scelte sostenibili dalla nostra economia - dice Berlusconi - Il governo presenterà al Parlamento la delega per la riforma del sistema fiscale". Una riforma che verrà realizzata senza produrre "buchi di bilancio", garantendo un sistema "più equo e più benevolo nei confronti di chi è in condizioni più disagiate", con "tre aliquote e più basse e cinque imposte" annuncia il premier, favorevole anche alla "revisione del patto di stabilità interno" per "premiare i comuni virtuosi" e "punire" quelli che non lo sono.
Berlusconi non dimentica le riforme istituzionali, fissando anche in questo caso a prima delle ferie il termine per la presentazione del disegno di legge di modifica costituzionale, che "sarà per il Parlamento un'occasione straordinaria per realizzare una riforma storica", che farà riferimento fondamentale a tre questioni, vale a dire "la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto con il Senato federale, infine il rafforzamento dell'esecutivo".
Quanto alla missione in Libia "il governo assumerà ogni decisione dopo il Consiglio superiore di difesa presieduto dal capo dello Stato. In quella sede verrà illustrato il piano di contrazione dei costi e di graduale diminuzione del nostro contingente, in accordo con gli organismi internazionali". "Condividiamo la preoccupazione di quanti temono il prolungarsi delle operazioni" dichiara Berlusconi, ricordando che "la Nato ha fissato il termine per settembre".
In chiusura del suo intervento il Cavaliere affronta il tema dei rapporti con la Lega. "Hanno provato in tutti i modi a dividerci ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno mai - scandisce - Insieme completeremo il federalismo. Ho ascoltato con attenzione le parole di Bossi a Pontida. Con la Lega c'è un'alleanza leale e solida. Insieme - assicura - faremo la riforma costituzionale, del fisco e della giustizia nel totale rispetto del programma votato dagli italiani".

20 giugno 2011

A MENDOZA IL I° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI POLITICA ED ATTUALITÀ ITALO-ARGENTINA PROMOSSO DAI GIOVANI DEL COMITES

Discutere sulle sfide attuali e future di Italia e Argentina e delle comunità italiane all'estero, senza trascurare le questioni internazionali che stanno a cuore ad entrambi i Paesi.
Questi gli obiettivi del Primo Congresso Internazionale di politica ed attualità italo-argentina promosso dalla Commissione Giovani del Comites di Mendoza, dal 23 al 25 giugno prossimi, con il sostegno di Consolato e Cgie e l’auspicio dell’Agenda Italia Cuyo, la Secretaría de Relaciones Internacionales e Integración Regional Universitaria "Instituto Euro-Andino" e la Facultad de Ciencias Políticas y Sociales de la Universidad Nacional de Cuyo.
Il congresso è stato di dichiarato "evento di interesse" dal Senato della Provincia di Mendoza.
I lavori saranno ospitati dalla Facoltà di Diritto dell’Universidad Nacional de Cuyo (Parque General San Martín) dalle 9.30 di giovedì 23 giugno.
Il primo intervento, dedicato agli Stati Italia e Argentina, sarà curato da Adriana Micale, docente di Storia delle idee politiche argentine all’UCongreso.
Subito dopo, la prima sessione "Migrazioni, attualità e prospettive" con i contributi di Rosa Cozzani de Palmada (Docente UNCuyo), Georgina Guardatti (Migraciones Internacionales y Derechos Humanos) e Giulietta Squadrito (SIRECI-USEF Chile) occuperà tutta la mattinata.

I lavori riprenderanno nel pomeriggio, alle 15, con il panel dedicato a "Gioventù e partecipazione": interverranno Lucas Del Chierico, già presidente del Coordinamento dei giovani toscani del Sud America e membro del Cte, Cecilia Vanadía, Referente dell’OAJNU (Organizzazione Argentina dei Giovani per le Nazioni Unite), Celeste D’Inca, membro della commissione giovani del Comites e rappresentante della Gioventù Veneta all'Estero per l’Argentina.
La prima giornata di Congresso proporrà infine un’ultima sessione sul tema "Le politiche per lo scambio commerciale tra Italia e Argentina". interverranno Fernando Casucci della Camera di Commercio Italiana a Mendoza, Gerardo Córdoba Presidente della Toffolla Argentina, Raúl Mercau, Ministro per la produzione, tecnologia e innovazione della Provincia di Mendoza, e Lucía Romina Palazzo referente del programma FOSEL a Mendoza.
Venerdì 24 i lavori riprenderanno alle 9 con un panel su "Vitivinicultura italiana e argentina", per poi proseguire con "Le agende di politica estera di mercosur e Unione Europea".
Nel pomeriggio, alle 15 la prima sessione sarà dedicata agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero: interverranno il consigliere Cgie Mariano Gazzola, Alberto Montbrun, consigliere della città di Mendoza e docente all’UNCuyo.
Quindi si parlerà di "Costruzione della cittadinanza e democrazia partecipativa" con Walter Cueto (UNCuyo), Alfredo Puebla (UNCuyo nonché segretario della giunta elettorale della Provincia di Mendoza) e Alejandro Bermejo, sindaco di Maipú.
Chiuedrà questa giornata il deputato Pd eletto all’estero Fabio Porta.
Sabato 25, ultimo giorno di lavori, la prima sessione sarà dedicata al tema "Associazionismo e multiculturalismo": interverranno Mariela Gonzalez Cati, esperta in processi culturali, migrazioni e multiculturalità, Diego Canton, rappresentante della FEDIME (Federación de Entidades Italianas de Mendoza) e Antonina Cascio, portavoce dell’USEF in America Latina.
Infine al congresso di discuterà di "Programmi di cooperazione, formazione e ricerca" con José Jorge Chade, Presidente della Fundación Bologna di Mendoza, Valentina Fangioni, rappresentante dell’ENGIM e Leila Mucarsel, membro dell’AFD (Área de Financiamiento para el Desarrollo) dell’Università di Cuyo.
Chiuderà i lavori l’onorevole Ricardo Merlo, deputato del Maie eletto in Sud America. (aise)

CONTI PUBBLICI: MARCEGAGLIA, SUBITO MANOVRA E RIFORMA FISCALE

E' quanto chiede la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. ''Abbiamo sempre chiesto contemporaneita' tra riforma e crescita - ha detto Marcegaglia a Torino per l'assemblea dell'Unione industriale -. In questo momento molto delicato dove e' in discussione il piano di salvataggio della Grecia e Moody's ha dato un avvertimento, diventa essenziale approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi che e' stata messa nel piano nazionale delle riforme, approvato dal Parlamento e dalla Commissione europea. E nello stesso tempo andare avanti su una serie di provvedimenti che possano aiutare la crescita''. Quanto alla riforma fiscale la Marcegaglia ha sottolineato di ritenere che debba ''essere a parita' di pressione fiscale complessiva. Bisogna - ha detto - abbassare le tasse su imprese e lavoro dipendente, magari alzando la tassazione sulle rendite finanziarie, lavorando sull'assistenza (i regimi fiscali agevolati) e su qualche lieve aumento dell'aliquota Iva''. Le due cose, ha concluso, ''devono andare di pari passo''.

19 giugno 2011

Napolitano "unisce" i partiti: 'I grandi principi sono comuni per tutti'

"Non temiamo di ritrovarci uniti insieme attorno ai grandi principi ed ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita a Verona per celebrare i 150 anni dell'unita' d'Italia. "Non bisogna temere. Io qualche volta ho l'impressione che in Italia ci sia chi teme che politicamente non ci si divida abbastanza. In fondo questo 150mo anniversario dell'unita' d'Italia e' stata una grande occasione di risveglio e di partecipazione dal basso. Quello che e' stato straordinario e' il moltiplicarsi delle iniziative dal basso, spontanee, locali, non riusciamo nemmeno piu' a tenere il numero per quante sono state". "E questo significa- ha aggiunto il capo dello Stato- che c'e' qualcosa di profondo che unisce gli italiani senza per questo farli tutti uguali dal punto di vista delle idee. Le idee sono diverse. Sono legittime tutte le diversita', sono diverse le realta' del nostro Paese, noi dobbiamo riuscire a comporre l'unita' con la diversita'".

FISCO: CISL E UIL IN PIAZZA, ''RIFORMA SUBITO O IL GOVERNO SE NE VADA''

Riforma fiscale adesso o fine del governo Berlusconi: e' questo il leit motiv della manifestazione unitaria Cisl-Uil di oggi a Roma, dal titolo: ''Subito la riforma fiscale, legge quadro per la non autosufficienza, lavoro e crescita''. E i due sindacati sono anche pronti ad organizzare per questo uno sciopero generale: ''La prossima volta sara' di venerdi''', assicurano dal palco.''Al Governo diciamo: faccia le riforme o vada via nell'interesse di tutti, se vuole avere un piccolo barlume di senso'', ha detto il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dal palco di Piazza del Popolo. ''Ribadiamo con forza - ha aggiunto Bonanni - che siamo davvero ad un bivio per l'economia, per il sociale e soprattutto per la politica. C'e' chi si chiede cosa succedera' a Pontida, cosa fara' quel ministro ma nessuno fa riferimento a cosa si fara'' per il Paese.Questo Governo, ha chiuso Bonanni, ''deve dire cosa prospetta per l'Italia e cosa risponde a questa piazza soprattutto sulla madre di tutti i nostri problemi: la questione fiscale. Ora il suo completamento passa attraverso una sua revisione integrale''.Poi, concluso il discorso dal palco, ha commentato: ''E' stata una grande manifestazione e spero che chi deve sentire abbia sentito e chi deve essere incoraggiato si incoraggi''.
In una piazza del Popolo gremita e coloratissima dalle bandiere e dagli striscioni dei due sindacati, dove e' intervenuto anche il segretario della Uil Luigi Angeletti, Bonanni ha quindi sottolineato: ''Piu' chiari di cosi' non si puo' essere e noi siamo stati molto chiari e - ha detto sorridendo - almeno noi abbiamo degli obiettivi e non abbiamo altri obiettivi che la riforma fiscale''. Infine, a chi gli chiedeva se oggi nasce la confederazione Cisl e Uil, ha risposto sempre sorridendo: ''Io lo spero''.Quanto ad Angeletti, e' perfettamente in sintonia: ''Il Governo o fa sul serio una riforma fiscale che va a vantaggio del lavoro oppure non c'e' bisogna che sopravviva'', ha detto il segretario della Uil dal palco.''E' inutile di discutere di politica o di equilibri politici'', ha aggiunto Angeletti, l'Esecutivo deve fare ''sul serio un atto di giustizia'' e raddrizzare ''questo albero pieno di storture''.CALDEROLI, HANNO RAGIONE ANGELETTI E BONANNI ''Angeletti e Bonanni sollecitano quello che la Lega Nord chiede da tempo ovvero che il Federalismo fiscale venga completato con una reale riforma fiscale complessiva, che riduca il numero degli scaglioni, delle aliquote dell'Irpef e porti ad una progressiva riduzione dell'Irap fino al suo azzeramento.Pertanto sottoscrivo completamente quanto affermato da Bonanni ovvero che non e' piu' tempo di litigi, ma che bisogna mettersi tutti insieme per realizzare la riforma sul fisco''.Lo afferma in una nota il ministro leghista Roberto Calderoli, che aggiunge: ''Cosi' come sottoscrivo le parole di Angeletti quando dice che ''o il Governo fa le riforme oppure e' meglio che se ne va a casa'.Sono d'accordo con loro, perche' la riforma fiscale va fatta e va fatta subito, diversamente dovro' partecipare anch'io al loro minacciato sciopero generale e dovro' essere in piazza con loro e non piu' come rappresentante di un Governo... ''.

PRONOSTICO DI BERSANI: ''PAESE COL CAPPIO AL COLLO DI FRONTE A UN'ALTERNATIVA DEL DIAVOLO''

''Io vi faccio un pronostico, e lo faccio anche a tutti gli osservatori questo pronostico: noi saremo messi di fronte ad un'alternativa del diavolo. O azzardare -il Paese- una rischiosissima, davanti a tutto il mondo e ai mercati, ridiscussione europea o bere una ricetta recessiva''.Lo ha detto il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani nel suo intervento conclusivo alla Conferenza nazionale del Pd sul lavoro (intervento trasmesso da Rai News24 e da Youdem tv).''Quindi, faccio questo pronostico: loro -ha detto ancora Bersani- lasceranno l'Italia col cappio al collo. Siccome e' cosi', e purtroppo non mi sbaglio, adesso devono venire a dirlo. Non posso sentire interviste di ministri che dicono 'mica volete lasciare alla sinistra pure i conti a posto'. Ma quali conti a posto? Adesso voi dite dove ci avete portato! E io raccolgo l'invito del Presidente della Repubblica ad un atteggiamento di responsabilita' nazionale, che parta da questo: andiamo in parlamento e ci chiariamo sulla situazione. Non posso vedere che per mesi e mesi si e' detto che tutto era a posto perche' c'erano le elezioni. E adesso ci preparano quel che stanno preparando. No adesso vengono in parlamento e dicono -visti gli accordi che hanno fatto in Europa- cosa intendono fare. Noi diremo cosa avremmo fatto noi e cosa faremmo. A questo punto il gioco delle tre carte non si puo' assolutamente fare. C'e' un Paese che soffre''.
''Non sara' mettendo Berlusconi sul lettino dello psicanalista per vedere se gli viene qualche altro risveglio liberal-non so cosa, non sara' con un aggiustamento di qualche incarico di partito, non sara' con un'altra fiducia parlamentare del governo Bossi-Berlusconi-Scilipoti, non sara' su discussioni surreali come tirare o aprire i cordoni della borsa -ma di quale borsa si parla?!-, non sara' neanche con l'annuncio di progetti e di pezzi carta che il centrodestra puo' rispondere alle sue responsabilita' e fare un discorso onesto davanti al Paese'', ha quindi proseguito Bersani, che dicendo di non voler citare Moody's ha pero' sottolineato che mentre queste agenzie di rating ci mettono sotto osservazione e mentre si rischia il defolt della Grecia con conseguente contagio europeo, nel nostro Paese si discute di tutt'altro fino ad essere in attesa di quel che avverra' domani nel pratone di Pontida.''NOI ALTERNATIVI ALLA LEGA E LA SFIDIAMO'' Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ribadisce che il suo partito e' alternativo alla Lega, che non sta preparando aperture o allenze e che anzi ''sfida'' la Lega nel suo Nord.''Adesso c'e' Pontida e io -ha detto Bersani nel suo intervento alla Conferenza nazionale di Genova sul lavoro- ho fatto un augurio: che la Lega vada a fondo di questa discussione. La Lega e' un partito che ha governato 8 anni degli ultimi 10 e ha governato da Roma, non da Gemonio! I grandi obbiettivi dove sono finiti? L'autonomismo, la sburocratizzazione e tutto il resto dove sono finiti? E le ricette dove sono finite? Ci ricordiamo il protezionismo in economia? Ci hanno detto il federalismo come panacea fiscale, ci hanno detto aggressivita' contro l'immigrazione. Ma il risultato dov'e'?''.''Il risultato non c'e' per il Nord, ne' per l'Italia e ne' per la Lega'' ha detto ancora Bersani che ha quindi invitato la Lega ad ''andare fino in fondo'' nella sua riflessione. ''E non ci facciano gli ennesini ultimatum che poi sono sempre dei penultimatum, ancorche' roboanti''.''E quando qualcuno dice dialogo e apertura alla Lega veramente non capisce! Questa -ha affermato Bersani- e' la sfida alla Lega. Noi siamo alternativi alla Lega. Glieli abbiamo fatti noi i manifesti con la spada di Alberto da Giussano 'un po' cosi'' in tutto il Nord o glieli ha fatti Sel? Dopodiche' se vogliono tirarmi a dire che la maggioranza degli elettori di Varese o di Treviso e gli operai che hanno votato Lega sono dei razzisti, io dico no, non sono d'accordo, perche' non e' cosi'. Perche' solo chi non capisce niente puo' dire una cosa cosi'''.''MOMENTO DIFFICILE MA CAMBIARE E' POSSIBILE'' ''Cambiare e' possibile'': e' quanto ha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani nella sua relazione conclusiva alla Conferenza nazionale sul lavoro di Genova. Un cambiamento che Bersani ha riferito alla involuzione del nostro Paese sia in termini economici che sociali e politici dovuto alle scelte sbagliate fatte dal governo Berlusconi. In particolare Bersani ha indicato come principale fattore di fallimento la politica del ''ghe pensi mi'' che ha portato ad un personalismo che ha distratto dai problemi un intero Paese. E' in questa ottica che Bersani ha rivendicato al proprio partito il merito di portare al centro dell'attenzione un tema come il lavoro che, ha detto, ''per noi e' la questione numero uno''. Con una riflessione dal ''sapore polemico'' il segretario democratico ha invitato a ''misurare la distanza stellare tra quel che diciamo noi e quello che dice il governo e questa maggioranza in queste ore''.Bersani a testimonianza della validita' della sua valutazione ha ricordato l'esito dei referendum per i quali e' stata largamente usata la parola ''inaspettato''. ''Ma inaspettato da chi?'' ha chiesto Bersani che dicendo di volersi togliere ''un sassolino'' ha proseguito: ''Ci siamo dimenticati delle battaglie degli operai e degli studenti in autunno. Ci siamo dimenticati delle trasmissioni di Saviano, ci siamo dimenticati di quella grande piazza San Giovanni?''.Sia le elezioni amministrative che i referendum per il segretario democratico hanno messo in luce ''un movimento che sta gia' raccogliendo i frutti''. E Bersani ha sottolineato come aspetto significativo che ''si sono mosse le donne''.''Per noi - ha aggiunto - quel risultato non era inaspettato, anche se non potevamo prevedere la dimensione''.Da tutto questo Bersani ha tratto l'indicazione che il Pd ''oggi e' il primo partito in Italia e quindi chiedo che si abbia piu' rispetto per il nostro partito''. Un partito, ha sottolineato, che e' diffuso territorialmente tra la gente, tra i lavoratori, che e' presente in tutte le generazioni della popolazione e anche presente nella comunicazione on line. Quindi per Bersani ''chi osserva le cose della politica cominci a smettere a guardare il Pd dal buco della serratura.Non siamo un partito del retroscena, siamo un partito che e' in prima linea, il primo partito nel Paese''.Bersani ha quindi chiesto da dove sia venuto questo ''vento del cambiamento'' e si e' detto convinto che a determinarlo sia stato ''un incrocio tra la questione democratica e quella sociale''.Per quanto riguarda il futuro, Bersani ha ribadito l'impegno a lavorare per un cambiamento politico deciso e radicale rispetto al governo Berlusconi. ''Non si trattera' solo - ha sottolineato - di oltrepassare un governo, si trattera' di uscire dal berlusconismo, di uscire dal pensiero del 'ghe pensi mi' che non e' in condizione di decidere, che non riconosce i problemi e li nasconde''.

Fisco, Senato federale, riduzione missioni all'estero e costi politica: Bossi detta l'agenda da Pontida

"I giornalisti dicono solo falsità, sono schiavi di Roma, la Lega non è in rotta". Umberto Bossi ha iniziato così il suo discorso al raduno di Pontida sottolineando che non ci sono divisioni all'interno del Carroccio. Il leader della Lega ha parlato subito del Cavaliere ed ha lanciato un ultimatum: "Non abbiamo nulla contro Berlusconi però se non vengono accettate alcune nostre proposte la premiership di Berlusconi potrebbe finire alle prossime elezioni". Ma al tempo stesso ha avvertito che far cadere il governo Berlusconi sarebbe un favore alla sinistra, perché "questo è un momento favorevole alla sinistra e quindi far cadere il governo sarebbe fargli un favore".
Poi si è rivolto a Tremonti: ''Caro Giulio se vuoi ancora avere i voti della Lega in Parlamento non puoi più toccare gli artigiani e le piccole imprese altrimenti metti in ginocchio il Nord". "E' chiaro che per abbassare la pressione fiscale occorre trovare i soldi - ha sottolineato Bossi - e per farlo possiamo rinunciare alle missioni internazionali. La guerra in Libia ci è costata 1 miliardo di euro e oggi gli immigrati continuano comunque ad arrivare". Uno stop alla guerra richiesto poco dopo dal palco anche dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "E' l'unico modo di bloccare l'arrivo dei profughi". "Abbiamo contro tutta la magistratura che è a favore dei clandestini, ma noi non molleremo - ha aggiunto il titolare del Viminale - Del resto uno con il mio cognome non può certo mollare".


Nel suo intervento Bossi ha chiesto di ''riscrivere il patto di stabilità per quei comuni virtuosi che i soldi ce li hanno. Molti comuni hanno miliardi bloccati dal patto di stabilità e non possono usarli. Un patto che Berlusconi e Tremonti hanno sottoscritto ma che deve essere rivisto".
"Berlusconi e Tremonti si devono ingegnare per tagliare gli sprechi - ha continuato - perché questo permetterà di ridurre la pressione fiscale". Il leader della Lega ha chiesto anche la drastica riduzione dei costi della politica. "Basta con le auto blu, la Lega le auto se le compra. Lo stesso deve succedere per gli stipendi dei parlamentari. Non è giusto che voi paghiate - ha detto rivolgendosi al 'popolo di Pontida' - i costi della politica, che non devono essere pagati dai cittadini".
Quindi il trasferimento dei ministeri. "Alcuni andranno a Monza, il mio, quello di Calderoli e anche quello di Tremonti - ha ribadito - Che senso ha poi che il ministero dell'Industria sia a Roma, le fabbriche sono al Nord. A Roma c'è la cultura della burocrazia. Il decreto di trasferimento dei ministeri doveva firmarlo Berlusconi, poi non lo ha fatto, ha avuto paura". Poi rivolto a Maroni e al suo ministero dell'Interno: ''Pensaci. Se vuoi venire lì c'è un tavolo anche per te".
Dopo aver terminato il suo intervento Bossi è tornato sul palco per rispondere al popolo padano che oggi a gran voce ha chiesto la secessione: ''Fratelli padani preparatevi: da adesso in avanti torna prepotente l'azione per la libertà e l'indipendenza della Padania".
Per il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, "le riforme sono la risposta migliore a quelli che chiedono la secessione. L'importante - ha sottolineato - è essere padroni in casa propria, se poi ci si arriva attraverso le riforme credo che tanti di quelli che oggi urlano 'secessione, secessione' si potranno accontentare di un vero federalismo''.
Il raduno di Pontida è iniziato con il tradizionale canto del 'Va pensiero'. Il 'Sacro prato', il nome che i militanti del Carroccio hanno dato al terreno di Pontida, ha accolto migliaia di militanti della Lega Nord che sono arrivati nel corso della mattinata, 80mila secondo gli organizzatori.
Di fronte al palco a campeggiare dalle prime ore di questa mattina un lungo striscione con la scritta in verde 'Maroni presidente del Consiglio' che il popolo leghista intende così suggerire al grande capo. In cima al palco un manifesto con la frase 'Verso la libertà' mentre alla sua destra la grande statua di Alberto da Giussano.
Numerosi gli stand con gadget e souvenir della giornata. Tra questi bicchieri, spille, magliette, camice verdi, qualche dolce tipicamente padano. Alla destra del palco invece alcuni esponenti della Lega per raccogliere le firme a favore del decentramento dei ministeri.
IL CRONOPROGRAMMA DELLA LEGA -
"Fatti in tempi certi" è il titolo del 'cronoprogramma' dell'attività di governo che la Lega chiede sia realizzato nei prossimi 180 giorni. Nel foglio distribuito ai giornalisti ci sono quindi le condizioni poste dal Carroccio per la continuazione dell'attività dell'esecutivo. La Lega Nord chiede che entro due settimane venga approvata da parte del Consiglio dei ministri una riforma costituzionale che preveda il dimezzamento del numero dei parlamentari e il Senato federale. Questa riforma deve essere approvata definitivamente da parte del Parlamento entro 15 mesi. La Lega Nord chiede che sempre entro due settimane, il Consiglio di ministri approvi un decreto sulle missioni militari con una "riduzione dei contingenti impegnati all'estero".
La Lega Nord chiede che entro 30 giorni venga attivata dal governo la procedura per l'attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle Regioni che l'abbiano richiesta. Chiede poi l'approvazione di misure per la riduzione delle bollette energetiche, la riforma del patto di stabilità interno per i comuni e per le province, il taglio dei costi della politica, il finanziamento e il trasporto pubblico locale, e le prime norme per l'abolizione delle ganasce fiscali e delle misure vessatorie di Equitalia nei confronti dei cittadini.
Entro 60 giorni il Carroccio vuole poi l'approvazione della metodologia per la definizione dei costi standard da applicarsi alle amministrazioni dello Stato. Entro l'estate di quest'anno il partito di Umberto Bossi chiede l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri della proposta di legge della riforma fiscale e la sua approvazione definitiva in Parlamento entro la fine dell'anno.
Entro l'autunno del 2011 il Carroccio chiede che sia trovata una soluzione definitiva del problema delle quote latte e degli aspetti contributivi di tutto il comparto agricolo. Entro la fine dell'anno il partito di Umberto Bossi, conclude il cronoprogramma delle richieste di impegno per il governo, vuole l'approvazione definitiva del Codice delle autonomie.

16 giugno 2011

Pensioni: dichiarazione di Luigi Angeletti, Segretario generale UIL

Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti e' a Molinella, in provincia di Bologna, per partecipare al Centenario della sede delle Organizzazioni Operaie Autonome aderenti alla Uil. Interpellato, a margine, sulle notizie stampa circa un possibile intervento in materia pensionistica, ha dichiarato: "Per quel che ci risulta, e' un'ipotesi che non esiste e, comunque, sarebbe una proposta inaccettabile. E' strano che, in Italia, quando non c'e' uno straccio di idee, c'e' qualcuno che parla di interventi sulle pensioni".

Immigrati, sì al dl per rimpatri immediati. Maroni: ''Nei Cie da 6 a 18 mesi''

''Abbiamo approvato con Maroni un decreto in materia di immigrazione che ci consentirà le procedure di espulsione coattiva immediata per immigrati clandestini e per i comunitari che commettono violazioni''. E' quanto afferma il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm.

Inoltre, annuncia, ''venerdì firmeremo un'intesa con la Libia per riportare gli immigrati che sono da noi. In questo modo faremo rimpatriare gli extracomunitari clandestini che sono in Italia''.
Da parte sua, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ribadisce che il Consiglio dei ministri ha approvato ''nuovi criteri che ci consentono di ripristinare le procedure di esplusione coattiva immediata dei clandestini''. E ''con un decreto approvato oggi - rimarca il titolare del Viminale - prolunghiamo il tempo di trattenimento nei Cie da 6 a 18 mesi, attraverso una procedura di garanzia che passa dal giudice di pace''.
''Introduciamo per la prima volta - aggiunge Maroni - l'espulsione anche per i cittadini comunitari. Anche questa norma è coerente con la direttiva europea, la 38 del 2004, che prevede questa possibilità nel caso il cittadino comunitario non rispetti gli obblighi previsti dalla stessa direttiva''.
Tra le prime reazioni all'intesa con la Libia per gli immigrati, quella del ministro Roberto Calderoli. ''Evviva, arrivano le prime risposte concrete ai problemi che abbiamo posto" afferma, sottolineando: "Guarderemo al futuro con maggiore serenità rispetto a questo grave problema".
''Avevo chiesto al presidente del Consiglio di attivarsi personalmente con il governo provvisorio della Libia perché, a fronte del loro riconoscimento e delle garanzie economiche da loro richieste al nostro Paese, vi fosse da parte loro l'impegno al riaccoglimento dei loro profughi che sono arrivati o che arriveranno sulle nostre coste" aggiunge il ministro della Semplificazione.
"A seguito della nostra richiesta domani mattina il ministro degli Esteri Frattini firmerà un accordo in questo senso con i nuovi governanti libici, un accordo che prevede, tra l'altro, anche la realizzazione di un centro di accoglienza per i profughi direttamente a Bengasi".

BERLUSCONI: LA MAGGIORANZA TIENE, NON CI SONO ALTERNATIVE

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sara' in aula alla prossima udienza del processo Mills in programma sabato prossimo, 18 giugno. La conferma arriva da fonti legali.L'udienza di sabato sara' dedicata in particolare all'esame dell'armatore Diego Attanasio.Berlusconi e' l'unico imputato di questo processo per l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari.Lo stesso premier in seguito alla domanda se lo preoccupino di piu' i giudici o la tenuta della maggioranza ha detto: ''Non ho paura di nessuno, la maggioranza tiene assolutamente''. ''Sono intimamente convinto che non ci sono alternative a questo governo e a questa maggioranza''.Nel frattempo la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che Berlusconi interverra' alla Camera mercoledi' alle 11 per le comunicazioni sulla verifica della maggioranza.

Resta da sciogliere l'incognita sul voto di fiducia anche se Berlusconi ha detto che ''sono stato autorizzato a porre la fiducia sul decreto sviluppo e su eventuali documenti per la verifica in Parlamento. Sono convinto che avremo una larga maggioranza di supporto''.Da parte sua il presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini, fa sapere che ''le opposizioni si riservano di valutare che tipo di risoluzione dare al dibattito'', dunque se presentare o meno un documento sull'intervento del premier.GOVERNO VA AVANTI? BOSSI FA IL POLLICE VERSO. Il governo va avanti? Pollice verso del leader della Lega Nord Umberto Bossi ai giornalisti che lo avvicinano.I cronisti interpretano questo gesto come una bocciatura dell'attuale governo che lascerebbe intendere un'immediata crisi. Interpellata in proposito, la portavoce del ministro per le Riforme respinge questa interpretazione e spiega che il pollice verso di Bossi era rivolto ai giornalisti, e non alla loro domanda. Anche Berlusconi riferisce che ''il pollice verso e' una condanna in toto alla classe dei giornalisti''.Sul gesto del Senatur interviene anche Roberto Maroni che taglia corto: ''Rimando a Pontida. Berlusconi - aggiunge il ministro dell'Interno - ascoltera' attentamente''.

L’INPS E GLI ITALIANI ALL’ESTERO: USELLI PONTICELLI E COLITTI AL CQIE

Le pensioni degli italiani all’estero, ma non solo: di questo hanno parlato questa mattina in Senato Gabriele Uselli, Salvatore Ponticelli e Massimo Colitti, direttore centrale e dirigenti dell’‘Inps nell’audizione al Comitato per le questioni degli italiani all’estero presieduto dal senatore Giuseppe Firrarello (Pdl).
Nel presentare l’audizione, Firrarello ha ricordato come quello delle pensioni sia un argomento molto sentito all’estero: "i profili di più stringente attualità – ha precisato – riguardano il recente invio contestuale ai CUD delle richieste di dichiarazioni dei redditi, gli accertamenti posti in essere dall'INPS sull'esistenza in vita del pensionato e la procedura in corso di ripetizione dei pagamenti indebiti. Ulteriori segnalazioni hanno riguardato un'istanza di semplificazione della modulistica e dei canali di accesso diretto dall'estero agli uffici dell'INPS. Vi sono poi le peculiarità del sistema di pagamento per il tramite del canale bancario e del cambio di valuta".
Il senatore ha infine ricordato di essere promotore di un ddl per estendere l'assegno sociale – ora appannaggio dei soli italiani ultra 65enni che risiedano in Italia – anche agli indigenti all’estero.


Direttore Centrale della Direzione Centrale Pensioni dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Gabriele Uselli ha illustrato le attività svolte in generale dall'Istituto.
Sulle pensioni erogate all’estero, ha precisato, "si è verificata una progressiva semplificazione con il passaggio dal 2007 ad un sistema che vede un unico istituto bancario come interlocutore". Ricordato che da quest’anno è cambiata la Banca che le eroga, Uselli sottolineato che "i titolari di pensione risiedono in oltre 130 Paesi. Tutte le modalità di pagamento sono previste e ammesse. Il presupposto per l'erogazione è quello dell'accertamento dell'esistenza in vita del pensionato, secondo quanto previsto dal contratto di affidamento per i pagamenti; peraltro, da due anni sono state introdotte disposizioni per cui in assenza della produzione di un valido certificato, il pagamento potrà essere effettuato solamente in contanti e recandosi personalmente allo sportello. Ciò consente tuttavia di evitare la totale sospensione dei pagamenti". Il Dg ha quindi ricordato che sono in corso due operazioni di accertamento dei redditi: "l'una riferita all'anno 2009 e l'altra relativa all'anno 2010. Gli accertamenti si svolgono con l'invio agli aventi diritto, contestualmente al CUD, di un modello per la dichiarazione del reddito e di un modulo per le detrazioni. Il tasso di rinvio della documentazione per i redditi dell'anno 2009 può considerarsi soddisfacente. In mancanza delle certificazioni sul reddito, verranno sospese le prestazioni ad esso legate. La rete consolare e i patronati – ha annotato – stanno collaborando fattivamente".
Sul versante Unione europea, ha concluso, "sono stati adottati dei regolamenti comunitari in materia di prestazioni pensionistiche e di rapporti tra enti pensionistici che prevedono una notevole semplificazione amministrativa, che avverrà progressivamente solo per via telematica, oltre ad una cooperazione che prevede lo scambio di informazioni". L’ultima battuta sull'assegno sociale: "l'Inps – ha detto – non può che applicare la normativa vigente che attribuisce tali prestazioni assistenziali solo ai residenti in Italia".
Dirigente dell'Area "Normativa e contenzioso amministrativo convenzioni internazionali regime UE", Massimo Colitti ha fornito ulteriori ragguagli sulle novità introdotte dalla recente normativa comunitaria sulle comunicazioni per via telematica tra gli enti pensionistici, "in un'ottica di progressiva eliminazione di ogni trasmissione cartacea. Il sistema italiano – ha spiegato – si incentra su quattro riferimenti costituiti a seconda del tipo di prestazione dall'INAIL, dal Ministero della Salute, dall'INPDAP e dall'INPS. L'obiettivo di velocizzazione delle procedure e di diffusione della conoscenza – ha ricordato – viene perseguito anche mediante un apposito link sul sito internet dell'Istituto dedicato ai lavoratori migranti".
Ben noto ai connazionali, essendo l’interlocutore di parlamentari, Cgie e Comites, Salvatore Ponticelli, vice Direttore dell'Area "Attività internazionale", ha chiarito che "la semplificazione burocratica passerà attraverso l'istituzione di un sistema telematico, pur tenendo conto della necessità di adottare dei formulari standard che vengono stabiliti d'intesa con i singoli Stati stranieri ove i pensionati italiani risiedono. Peraltro, ulteriori iniziative per agevolare gli oneri di comunicazione a carico degli utenti sono quelle che incrementano le sinergie con il Ministero degli affari esteri e con il Ministero dell'interno - soprattutto per quanto concerne l'anagrafe degli italiani residenti all'estero – per acquisire informazioni da tali soggetti istituzionali". Ponticelli ha definito "ottima" la "collaborazione da sempre in corso soprattutto con le istituzioni tedesche" con cui si attua un "modello incentrato sulle comunicazioni telematiche che è in un qualche modo precursore della nuova normativa comunitaria. L'obiettivo comune è quello di prevenire inesattezze e pagamenti indebiti. La stessa campagna di accertamento dei redditi – ha concluso – ha questa precisa finalità".
Senatore del Pd eletto in Europa, Claudio Micheloni ha chiesto chiarimenti sulla platea dei destinatari degli accertamenti di esistenza in vita, sull'entità dei pagamenti indebiti oggetto di verifica e sulla percentuale degli stessi attribuibili ad erronee quantificazioni dell'Istituto, nonché sui destinatari del sito per i lavoratori migranti.
"I destinatari degli accertamenti di esistenza in vita – gli ha risposto Ponticelli – sono tutti coloro che non hanno effettuato comunicazioni successivamente al settembre del 2010. Consolati e patronati stanno assistendo i pensionati italiani all'estero e le banche concessionarie hanno attivato specifici canali informativi".
Uselli ha quindi aggiunto che "l'accertamento dell'esistenza in vita si rende necessario per il grave ritardo che normalmente si verifica nelle comunicazioni dei decessi. Quanto ai pagamenti indebiti, sono in corso di elaborazione i dati relativi al 2009; si tratta in gran parte di errori connessi a comunicazioni imprecise da parte del pensionato e quindi – ha sottolineato – non imputabili all'Istituto".
Ponticelli ha aggiunto che "la causale degli indebiti può essere accertata solo a seguito dell'esame delle pratiche" spiegando che "quando si riscontra un comportamento imputabile all'Istituto, non viene effettuata alcuna ripetizione", cioè non vengono chiesti soldi ai pensionati.
Quanto al sito dedicato ai lavoratori migranti, Colitti ha spiegato che "è attivo dalla fine del 2010 e si indirizza sia agli stranieri immigrati in Italia che agli italiani emigranti. Il sito contiene una serie di informazioni aggiornate sulla normativa italiana, straniera e sulle norme internazionali ad esempio sulle doppie imposizioni. Vi è un'area dedicata alle pensioni per i cittadini italiani all'estero".
Ancora sulla verifica di esistenza in vita, Micheloni ha chiesto "se esse si siano rese necessarie a causa di mancate comunicazioni da parte della rete consolare e dei patronati". Sui pagamenti indebiti, ha aggiunto,"ritengo estremamente utile conoscere il dato dell'ammontare degli stessi non appena disponibile, a fronte di varie ipotesi di sanatoria che erano state già prospettate". Il senatore ha quindi riferito "uno spiacevole episodio che si è verificato in Svizzera ove un programma di informazione televisiva ha svolto un'inchiesta sulle pensioni dei cittadini italiani, con pesanti attribuzioni a carico dello Stato italiano e dell'INPS".
Un episodio che Uselli ha detto di conoscere: "l'Istituto – ha spiegato – sta valutando come procedere" contro la tv. Quanto agli oneri di comunicazione a carico dei pensionati, ha ribadito "l'impegno dell'Istituto ad acquisire d'ufficio informazioni presso i Dicasteri degli esteri e dell'interno, per alleggerire le richieste rivolte agli aventi diritto".
"Le dichiarazioni di esistenza in vita – ha ribadito Ponticelli – sono indispensabili poiché il canale bancario che effettua i pagamenti è vincolato a questi accertamenti per procedere alle corresponsioni. Peraltro, il fatto di avvalersi di strutture bancarie consente di evitare provvedimenti di sospensione, poiché le pensioni possono essere riscosse senza ulteriori procedure non appena la certificazione è stata prodotta".
Senatore della Lega Nord, Cagnin ha chiesto chiarimenti sui procedimenti contenziosi in corso tra pensionati ed INPS: "ci sono segnalazioni di difficile interrelazione tra utenti ed Istituto che porterebbero a frequenti controversie", ha spiegato.
"Sotto il profilo del contenzioso – gli ha risposto Uselli – le normative che disciplinano i pensionati residenti all'estero sono le stesse vigenti per i pensionati residenti in Italia. Peraltro, il primo grado di ricorso amministrativo è gratuito, mentre per il passaggio in giudizio l'assistenza dei patronati è utile".
"Un canale alternativo a quello contenzioso usualmente praticato – ha puntualizzato Ponticelli – è quello della richiesta di revisione di un provvedimento. Se l'Inps riscontra un proprio errore, si procede in via di autotutela alla riforma del provvedimento".
Tornando alla Svizzera, Colitti ha chiarito che "il contenzioso con la Svizzera riguarda l'annoso problema del trasferimento dei contributi pensionistici e del calcolo delle prestazioni pensionabili. Al di fuori delle vere e proprie procedure contenziose l'Istituto tende a prevenire il verificarsi dei presupposti perché tale contenzioso si instauri".
A Firrarello che ha chiesto chi è autorizzato a redigere le certificazioni di esistenza in vita all'estero e un dato quantitativo di riferimento sulle pensioni erogate e sugli assegni sociali, Uselli ha risposto che "il dato complessivo di pensioni e assegni sociali si attesta sugli 830.000 utenti, tenendo presente che l'assegno sociale può essere erogato solamente ai residenti in Italia".
Ponticelli ha aggiunto che "vi è un meccanismo di adeguamento ad un minimo di sussistenza anche per le pensioni erogate agli italiani all'estero, ma che tale sistema è evidentemente differente rispetto all'assegno sociale". Quanto al rilascio delle certificazioni di esistenza in vita, ha infine chiarito che "esse possono essere rilasciate dai consolati italiani ovvero dalle autorità locali a ciò autorizzate, ad esempio notai, polizia, enti locali". (aise)

REFERENDUM 2011/ TERMINATO LO SPOGLIO ESTERO: I SÌ INTORNO AL 76% MA SUL NUCLEARE LA PERCENTUALE SI FERMA AL 67%

È terminato nella notte lo spoglio delle schede referendarie votate dagli italiani all’estero che, come i connazionali in patria, hanno votato decisamente "sì" a tutti e quattro i quesiti. Come anticipato ieri dal sottosegretario Mantica, all’estero ha votato il 23,07% dei 3.300.496 aventi diritto.
I voti nel dettaglio.
PRIMO QUESITO (Acqua)
Hanno votato 761.752 persone; 524.270 (76,32%) sì, 162.626 (23,68%) no.
27.628 le schede bianche, 47.077 le nulle; 151 quelle contestate e non assegnate.
SECONDO QUESITO (Acqua)
Hanno votato 761.675 persone; 520.955 (75,71%) sì, 167.101 (24,29%) no.
26.853 le schede bianche, 46.620 le nulle, 146 quelle contestate e non assegnate.
TERZO QUESITO (Nucleare)
Hanno votato 761.927 persone; 463.400 (67,07%) sì, 227.528 (32,93%) no.
23.467 le schede bianche, 47.384 le nulle, 148 quelle contestate e non assegnate.
QUARTO QUESITO (Legittimo impedimento)
Hanno votato 763.391 persone; 515.469 (74,40%) sì, 177.401 (25,60%) no.
23.201 le schede bianche, 47.203 le nulle, 117 quelle contestate e non assegnate. (aise)

14 giugno 2011

MARINO (PD) REPLICA A BATTISTA SUL "CORRIERE DELLA SERA": IL VOTO ALL’ESTERO AIUTA IL QUORUM

In questi giorni referendari, il voto all’estero è tornato alla ribalta anche sulla stampa nazionale che se ne è occupata soprattutto all’indomani della sentenza della Cassazione, che ha dichiarato ammissibile il quesito nucleare, e, a ridosso delle votazioni italiane, quando non si aveva certezza del raggiungimento del quorum.
A scrivere sulla questione anche Pierluigi Battista che, sul Corriere della Sera di domenica scorsa, ha pubblicato un articolo dal titolo "Il pasticcio degli italiani "stranieri". Dalla sfida di Tremaglia al caso Pallaro", nel quale scrive, tra l’altro, che sul voto estero si è creato un "triplice pasticcio", compresa "la richiesta troppo tardiva di non calcolare il voto all'estero per il quorum. E il rischio che tutto vada per aria se un ricorso sulla regolarità di quel voto venisse accolto. Altro che riconciliazione, altro che indistruttibile amore tra la Patria e i milioni di connazionali che abitano lontano ma non dimenticano il loro cuore tricolore. Neanche degni di un quorum, vengono considerati".
L’articolo non è sfuggito ad Eugenio Marino, responsabile Pd per gli italiani nel mondo, che ha scritto al quotidiano, che pubblica oggi la sua replica.
"In riferimento all’articolo di Pierluigi Battista a proposito del voto degli italiani all’estero e dei pasticci ad esso collegati, - scrive Marino – è vero che domenica esisteva il rischio che l’esito del referendum si complicasse per colpa del Governo e dal suo malestro tentativo di cambiare, a referendum già avviato, le norme che si volevano abrogare, con l’effetto di dovere ristampare le schede sul quesito per il nucleare. Siccome i tempi non hanno consentito la ristampa anche per l’estero, allora si metteva in discussione la validità del voto già espresso sulle vecchie schede dai cittadini italiani nel mondo".

Ma – prosegue – se è vero che esistevano delle preoccupazioni, è tuttavia importante sottolineare che esse non derivavano dalla modifica costituzionale che ha introdotto la Circoscrizione estero e il voto per corrispondenza (come spesso si lascia intendere), poiché i cittadini italiani all’estero hanno il diritto di voto fin dal 1948 e, quindi, sono sempre stati conteggiati ai fini del quorum. Non hanno mai esercitato in massa questo diritto per le ovvie difficoltà a recarsi in Italia per votare e quindi, fino al 2003, è stato più difficile rispetto ad oggi raggiungere il quorum".
"Gli italiani all’estero hanno cominciato a votare per corrispondenza dal 2003, in occasione del referendum sull’articolo 18. certo, votarono in pochi, ma pur sempre voti in più rispetto alle volte precedenti e voti che aiutavano al raggiungimento del quorum. Esattamente come avviene ora. Ogni voto di italiani all’estero – sottolinea Marino – è dunque un voto in più e un aiuto al quorum rispetto a quanto sia avvenuto dal 1948 al 2003. dunque, è stato politicamente errato sottovalutare questo voto o cercare addirittura di metterlo sotto accusa e in discussione per abolire la circoscrizione estero e la rappresentanza dei 18 parlamentari eletti tra gli italiani all’estero (che poi è il vero obiettivo dei detrattori del voto per corrispondenza introdotto nel 2011)".
"Chi va invece messo sotto accusa e in discussione – scrive, critico, Marino – è proprio chi, dal 2011 ad oggi, pur sapendo perfettamente che questo voto c’è, non ha mai fatto nulla di concreto per garantirlo e renderlo davvero accessibile a tutti, migliorando l’Aire e aumentando l’informazione verso in connazionali all’estero, così come chiediamo in tutte le sedi già dal 2001". (aise)

Governo, una crisi a colpi di referendum. Maroni: "Ora scelte impopolari"

Verso la crisi a colpi di referendum. Sconfitta dopo sconfitta si allargano le crepe all'interno del governo. Il giorno dopo il successo referendario, i quattro quesiti sono già temi nell'ombra. Perché al centro del palcoscenico c'è solo Berlusconi con il suo esecutivo, in attesa della verifica del 21 giugno con l'incognita Lega e tessere la trama del giallo politico.MARONI: "ORA SCELTE IMPOPOLARI - "Questo e' il momento di fare le cose. Ci sono difficolta', c'e' la crisi economica, ci vuole coraggio, oltre alla prudenza, e spero davvero che si metta mano alla categoria del coraggio". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a Varese ai microfoni di Sky Tg24.Maroni ricorda che sono stati presi "degli impegni con gli elettori nel programma di governo, uno di questi e' la riforma fiscale. Se andiamo a rileggere quel programma, il primo punto era un fisco per le imprese e il secondo un fisco per la famiglia. Quindi questo e' il momento di fare le cose. Il governo deve avere il coraggio di fare scelte popolari o impopolari, ma che vanno nella direzione giusta".
BERLUSCONI: "NON IGNOREREMO L'ESITO DEI REFERENDUM" - "L'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che aggiunge: "Il governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum".
LEGA: BASTA MISSIONI MILITARI E MENO TASSE - La base della Lega è in subbuglio. Che fare per non prendere più sberle dagli italiani? Stando a quanto scrive Affaritaliani.it, il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, alla festa di Pontida chiederà ufficilamente al premier e al governo la fine della partecipazione dell'Italia alla missione militare in Libia contro Gheddafi, il ritiro dei nostri militari dal Libano e tempi certi e brevi per il ritorno a casa dei soldati dall'Afghanistan. Il motivo? Duplice. Risparmiare soldi per finanziare il taglio delle tasse e cercare di frenare l'arrivo di immigrati clandestini dal Nord-Africa.DI PIETRO: "PER ME COME MANI PULITE" - "Dopo aver fatto qualcosa da magistrato con Mani Pulite, sono orgoglioso di averlo fatto anche con Idv stabilendo che la legge e' uguale per tutti. Una cosa che da troppo tempo si e' dimenticata". Lo ha detto Antonio Di Pietro in conferenza stampa commentando l'esito del referendum. Il leader Idv appare commosso: "Con tutti i miei limiti e i miei errori, io sono particolarmente orgoglioso", dice l'ex pm.IL TERZO POLO: "UN GROSSO NO AL GOVERNO" - "La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volonta' degli italiani di tornare ad essere protagonisti: e' ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire cio' che vogliono gli italiani". É la dichiarazione congiunta di Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli, rilasciata al termine di una riunione dei leader del Terzo Polo. "Nel raggiungimento del quorum e' stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di la' delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il SÌ ai referendum e' un NO grande come una casa a questo governo. E' tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali" concludono Fini, Casini e Rutelli.

CISL-UIL: SUBITO RIFORMA FISCO, CRESCITA E LAVORO

Nella serata del 13 giugno, le segreterie nazionali di Cisl e Uil, riunite congiuntamente per un esame della situazione economica e sociale del nostro Paese e in preparazione della manifestazione nazionale del 18 giugno, hanno sottolineato l'importanza, per i lavoratori e i pensionati, degli obiettivi al centro dell'iniziativa.I due sindacati - si legge in una nota - hanno ribadito, in particolare, l'urgenza e la necessita' della riforma fiscale, del rilancio della crescita e del lavoro ( a partire dall'occupazione giovanile, dagli investimenti, da una nuova politica di sviluppo per il Sud) e, sul piano sociale, di una legge quadro per la non auto-sufficienza.Di fronte alla prolungata fase di incertezza politica, per Cisl e Uil diventa decisiva l'approvazione immediata di una legge per la riforma fiscale che, nel rispetto dei vincoli di bilancio, riduca il peso delle imposte su lavoro, famiglia e investimenti compensandolo con il contrasto all'evasione fiscale, con una maggiore tassazione sui consumi pregiati, con la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie, con l'eliminazione di privilegi ed agevolazioni fiscali improprie.
Altrettanto importante, in questa fase, e' l'apertura di un confronto conclusivo con le rappresentanze datoriali, sulle questioni aperte relative alla contrattazione collettiva e alla rappresentanza, attraverso il quale Cisl e Uil auspicano che si giunga rapidamente ad un'intesa sottoscritta da tutti.Per i due sindacati si tratta di definire nuove regole, in particolare sulle modalita' di stipula dei contratti collettivi aziendali e sulla loro validita' per tutti, che in presenza di posizioni non comuni, assumano il criterio della maggioranza delle rappresentanze sindacali unitarie (ove esistenti) ovvero delle rappresentanze sindacali aziendali.Infine, Cisl e Uil hanno ribadito il loro impegno per una continuita' periodica delle riunioni congiunte dei propri organismi dirigenti sia a livello nazionale che regionale e territoriale

FISCO: 5 IMPOSTE E 3 ALIQUOTE IRPEF, ECCO LA RIFORMA SECONDO TREMONTI

Un sistema fiscale con 5 imposte e 3 aliquote Irpef. Ma con una premessa irrinunciabile: la riforma fiscale non si fa in deficit perche' ''sarebbe da irresponsabili scassare il bilancio''. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, svolge un intervento a tutto campo all'assemblea della Confartgianato, illustrando i provvedimenti allo studio dell'esecutivo: la delega per la riforma fiscale e la manovra correttiva da 40 miliardi per il 2013 e 2014, per raggiungere il pareggio di bilancio e onorare cosi' gli impegni assunti con l'Europa.Come reperire le risorse? Tagli di spesa, a cominciare dai ''costi della politica'' che deve dare il primo esempio.


Quindi ''meno aerei blu e piu' Alitalia. Io oggi sono rientrato a Roma con un volo Alitalia''. Con la riforma fiscale si provvedera' poi ad una sforbiciata della pletora di ''esenzioni, agevolazioni e detrazioni'' che oggi erodono la base imponibile e facilitano forme evasive ed elusive.Davanti agli artigiani, Tremonti svolge un lungo intervento. Parte dalle considerazioni sulla crisi economica le cui cause ''sono ancora tutte presenti'', a cominciare dalla massa dei prodotti derivati sul mercato che ''e' uguale a quella del 2007 e 2008''. Fattori che aumentano i rischi di ''incertezza e instabilita'''. Il ministro replica poi alle critiche sui tagli lineari che hanno comunque consentito di tenere in ordine il bilancio. ''E' facile sostenere che non vanno fatti. Poi, pero', quando dici ad un ministro 'tagli?', ti risponde 'taglia all'altro'''.Tremonti giunge poi al tema piu' atteso, quello della riforma fiscale: e' necessaria ma ''la condizione e' un assoluto equilibrio della finanza pubblica che e' un valore in se', il presupposto per la crescita. Scassare il bilancio non e' nell'interesse collettivo e sarebbe irresponsabilita'''. L'Italia deve mantenere gli impegni assunti con l'Europa e inoltre non puo' essere ignorato il debito pubblico e i titoli che devono essere collocati sul mercato: ''Noi dobbiamo guardare a Londra, a Wall Strett, all'Asia''.La riforma del fisco, per cui il governo chiedera' la delega rimandando agli anni successivi i provvedimenti attuativi, si rifa' alla delega fiscale del 2001 della quale fu attuato solo il primo modulo. Si arrivera' ad un codice unico accorpando e unificando tasse e banzelli: ''E' possibile ridurre il sistema fiscale a 5 imposte'' che saranno, probabilmente, Irpef (o Ire), Ires, Iva, imposta sui servizi e accise. Per l'Irpef si dovrebbe passare, a regime, dalle attuali 5 aliquote a 3. La logica del prelievo sara' sulla base di ''figli, lavoro, giovani''. Allo stesso tempo saranno completamente riordinate le numerosissime forme di agevolazioni. Dal tavolo tecnico sono risultate ''471 voci per 150 miliardi. Non si puo' tagliare tutto, ma e' evidente - sottolinea il ministro - che questo magazzino deve essere rivisito. Noi siamo il paese in cui si puo' dedurre tutto, dalle finestre alle palestre''. L'obiettivo e' aumentare la base imponibile e ridurre le aliquote, una operazione che ''e' il migliore investimento per ridurre l'evasione''. La riforma del fisco comprendera' anche il riordino delle diverse forme di assistenza perche' ''non daremo piu' gli assegni a chi va in giro in suv''. Sul fronte delle imprese ''si puo' ragionare su una detassazione delle nuove''. Quanto varra', in soldoni, la riforma? Tremonti non da' indicazioni: ''Aliquote e scaglioni saranno definiti quando sapremo quanto riusciremo a tagliare da qualche altra parte''.Infine la manovra. Nessun intervento correttivo, assicura il ministro, sara' fatto per il 2011 e per il 2012, anni per i quali si provvedera' soltanto a ''finanziare le voci 'varie ed eventuali'''. Ad esempio, ''le missioni all'estero vengono finanziate ogni sei mesi''. La correzione da 40 miliardi riguarda il 2013 e 2014, ma ''poiche' la manovra e'' triennali, dobbiamo farla subito. Serve anche per dare il segno del nostro impegno ma l'impatto delle misure - conclude Tremonti - ricadra' sul 2013 e 2014''.

DOPO IL REFERENDUM BERLUSCONI PREPARA LA VERIFICA, BERSANI IL NUOVO CENTROSINISTRA

Archiviato il risultato dei referendum con il raggiungimento del quorum, i riflettori sono gia' puntati sulle conseguenze politiche della consultazione referendaria. Il governo si prepara alla verifica in calendario martedi' prossimo 21 giugno al Senato e il giorno successivo alla Camera. La Lega annuncia che domenica prossima, nel suo tradizionale raduno di Pontida, porra' le proprie condizioni programmatiche per il proseguimento della legislatura.Nei commenti seguiti al 54,8% raggiunto dal quorum - questo il risultato finale con il si' che si attesta al 95% in tutti i quesiti - si intravedono intanto giudizi diversi nella maggioranza su cio' che e' accaduto. Il premier Silvio Berlusconi, in una nota, ha teso a sminuire le ripercussioni del risultato referendario sottolineando che governo e Parlamento hanno il dovere di accogliere il responso di merito: ''Appare chiaro che la volonta' degli italiani e' netta su tutti i temi della consultazione''.


Piu' preoccupata la reazione della Lega che ieri pomeriggio ha riunito il suo stato maggiore nella sede di via Bellerio a Milano. ''Siamo stufi di prendere sberle'', ha poi sintetizzato il ministro Roberto Calderoli. A Pontida potrebbero esserci sorprese, oltre alla rinnovata richiesta di trasferire alcuni ministeri al nord.Nelle fila del Pdl ci sono valutazioni con toni difformi.Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, intervenendo in serata alla trasmissione su La7 condotta da Gad Lerner ''L'infedele'', parla di ''risultato politico'' del voto che impone al governo di correggere la propria azione e al Pdl di ''democratizzare la sua vita interna''.Gianni Alemanno, sindaco di Roma, invita il centrodestra ''a non minimizzare il risultato dei referendum''. E aggiunge: ''Evitiamo strumentalizzazioni e reazioni non adeguatamente ponderate ma nessuno puo' ignorare queste indicazioni dell'elettorato''.Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, conferma la linea che tentera' di seguire la maggioranza: ''L'esito del referendum non ha ricadute sul quadro politico generale e sul governo. Il Pdl aveva lasciato piena liberta' ai suoi dirigenti e militanti di partecipare o non partecipare al voto e se votare si' o no''.Allarmato il giudizio di Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, che nel recente passato aveva approntato il piano di rilancio del nucleare in Italia: ''E' evidente che in un periodo di crisi economica internazionale ognuno ha subito i suoi contraccolpi, come e' successo ad altri governi europei. Credo che si debba lavorare in tempi celeri e intensamente, al di la' delle persone, per rimettere insieme il popolo dei moderati.Accentuazioni di giudizio diverse anche nei commenti del centrosinistra. Se per Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, l'esito del referendum indica ''un divorzio tra il governo e paese'' tale da imporre le dimissioni del governo, Antonio Di Pietro preferisce parlare di un voto ''trasversale'' e di una ''vittoria degli italiani''. Quanto alle conseguenze politiche, il leader dell'Idv segnala che l'opposizione deve dotarsi di una coalizione e di un programma perche' non potra' battere ''per inerzia'' il centrosinistra.Nichi Vendola, Sel, sceglie di mettere in evidenza ''la straordinaria partecipazione che indica la vitalita' democratica di un paese che sta cercando con nitidezza e determinazione di uscire da un'epoca buia'' e ribadisce la richiesta di primarie per decidere la leadership del centrosinistra. Primarie che si potrebbero svolgere gia' a settembre.Nel campo dell'opposizione, esce piu' forte - nel Pd e nel centrosinistra - il ruolo di Bersani che non ha demonizzato, come gli chiedeva qualcuno all'interno del suo partito, il rapporto con Di Pietro e Vendola nelle elezioni amministrative e ha creduto realistico impegnarsi per il raggiungimento del quorum nella consultazione referendaria.Le vittorie nelle recenti elezioni e nei referendum consolidano a questo punto la possibilita' che il nuovo centrosinistra abbia essenzialmente tre gambe: Pd, Idv e Sel.E che su questa base si possa impostare, senza veti reciproci, il dialogo con il Terzo polo che presidia lo spazio elettorale di centro. Pier Ferdinando Casini, anche a nome di Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, da' un giudizio netto sul dopo referendum: ''Bisogna andare al piu' presto al voto, per un governo di transizione mancano ormai le condizioni''. Un esecutivo di decantazione guidato dal ministro Giulio Tremonti sembra non avere molte chance di realizzarsi.