27 ottobre 2010

Governo, Bonino: "Voto? No, Berlusconi va sconfitto politicamente"

ROMA - "Elezioni anticipate? Spero proprio di no, un Paese che va alle elezioni ogni due anni è un Paese assolutamente non credibile a livello internazionale". La pensa così Emma Bonino, vicepresidente del Senato, intervenendo a '24 Mattino' su Radio 24. "Credo che ci sia una responsabilità di governare da parte della maggioranza che ha vinto le elezioni- aggiunge l'esponente radicale- lo dicevo quando qualcuno fece cadere il governo Prodi e fummo definiti gli ultimi giapponesi perché l'idea sincopata che ogni due anni, peraltro per ragioni oligarchiche, interne, di palazzo spinge tutto il Paese alle elezioni è una situazione inaccettabile".
Bonino respinto anche l'idea di un'eventuale crisi e successivo governo tecnico: "Non vedo neanche perché ci dobbiamo arrivare. Berlusconi va sconfitto politicamente e va incalzato come assunzione di responsabilità di governo. Non sono d'accordo su giochi di posizionamento fatti per riempire pagine di giornali. Non vedo perché Berlusconi debba dire 'effettivamente sono un po' stanco, faccio un giro ai Caraibi, governate voi magari con Tremonti'. Mi sembra un modo per riempire i giornali e non occuparsi dei problemi del Paese".
Infine la solidarietà al portavoce del Pdl Capezzone, aggredito ieri a Roma: "L'ho chiamato perché gli avversari politici non sono nemici. Gli episodi di Bonanni a Torino e altri vanno stroncati sul nascere. Rischiano di germinare molto velocemente e poi difficilmente vengono fermati. Questa deriva di esprimere così la propria rabbia va condannata".(AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

Argentina, è morto l'ex presidente Nestor Kirchner. Stroncato da un infarto

L'ex presidente argentino Nestor Kirchner (dal 2003 al 2007), marito dell'attuale presidente Cristina Fernandez, è morto a Calafate, nella provincia di Santa Cruz, per un attacco cardiaco, secondo quanto riferito dall'emittente C5N e dal quotidiano 'Clarin.
E' stato ricoverato in gravi condizioni questa mattina in un ospedale di Calafate, il Josè Formenti, a circa 2800 chilometri a sud della capitale. Secondo il website del quotidiano argentino, che cita fonti dell'equipe medica della presidenza, Kirchner ha subito un arresto cardiocircolatorio ed è morto subito dopo.
L'ex presidente Kirchner, 60 anni compiuti lo scorso 25 febbraio, era stato operato a febbraio in una clinica privata di Buenos Aires per una ostruzione della carotide destra. Ad operarlo era stato il cardiochirugo Victor Caramutti che aveva spiegato come l'intervento fosse stato deciso d'urgenza per il rischio di un danno cerebrale.
Lo scorso 11 settembre un secondo intervento d'urgenza, per l'applicazione di uno stent coronarico.
Attualmente l'ex presidente argentino ricopriva la carica di segretario generale delle Nazioni sudamericane (Unasur).
Kirchner, presidente del partito PJ (peronista), era considerato uno dei possibili candidati alla Casa Rosada, per la successione a sua moglie Cristina Fernandez nelle elezioni del 2011.
I dirigenti politici di tutti i partiti argentini hanno affidato a Twitter i primi messaggi di condoglianze per la morte improvvisa dell'ex presidente. A riferire dei numerosi messaggi indirizzati alla 'presidenta Cristina' è l'agenzia argentina Telam, elencando i sentimenti di costernazione per la morte improvvisa e di affettuoso cordoglio per la "terribile perdita" espressi, tra i tanti, dal senatore Eric Calcagno, dall'ex ministro della Sanità Graciela Ocana, da Horacio Rodriguez Larreta, attuale capo di gabinetto del governo della città di Buenos Aires, dagli ex ministri Ricardo Lopez Murphy e Gabriela Cerutti. La stessa 'presidenta' Cristina, poche ore prima della morte di suo marito, aveva utilizzato Twitter. Ancora sofferente per i postumi di una forma influenzale che l'avevano costretta ieri a rinunciare ad alcuni appuntamenti in agenda, la Kirchner aveva scritto scherzosamente di voler comunque partecipare al censimento 2010. "Voglio sentirmi bene -aveva detto in un breve messaggio- per ricevere domani mattina l'intervistatore".

24 ottobre 2010

IL 14 NOVEMBRE IL 102° PELLEGRINAGGIO DELLA COMUNITÀ ITALIANA IN ARGENTINA ALLA BASILICA DELLA SANTISSIMA VERGINE DI LUJÁN

Si terrà domenica 14 novembre il 102° pellegrinaggio della comunità italiana in Argentina alla Basilica della Santissima Vergine di Luján. Ad invitare i connazionali a partecipare numerosamente alla processione e alla Santa Messa di ringraziamento sono il Consolato Generale d'Italia a Buenos Aires e la Federazione delle Associazioni Cattoliche Italiane dell'Argentina (Facia). "L’evento - informano dal Consolato – inizierà alle ore 10 con il ritrovo nella Società Italiana di Luján (San Martín 548), con stendardi, bandiere e costumi tipici. Mezz’ora più tardi arriverà l'immagine della Vergine di Luján e inizierà la processione per via San Martín, fino alla Basilica dove, alle ore 11, Sua Eccellenza Reverendissima, il Nunzio Apostolico Monsignor Adriano Bernardini, celebrerà la Santa Messa. A mezzogiorno si terrà la Cerimonia Civica in piazza, mentre alle 13 è in programma il pranzo e una spettacolo nel centro civico "Ateneo de la Juventud" (9 de Julio e Las Heras).

Pianeta Terzo settore: bassi stipendi e turnover dei giovani manager

ROMA - Difficoltà a trattenere i giovani professionisti, retribuzioni più basse rispetto al settore profit, forte turnover. E' la situazione nel comparto del lavoro no profit che emerge dall'indagine realizzata dall'Osservatorio sulle risorse umane nel non profit della Fondazione Sodalitas, presentata il 23 ottobre a Venezia nel corso della quinta Conferenza nazionale dell'Istituto italiano della donazione.Il campione preso in considerazione è composto da 75 organizzazioni: il 43% associazioni, l'11% fondazioni, il 19% cooperative di tipo A, il 6% consorzi di cooperative sociali, il 5% cooperative di tipo b e il 16% ong. Il non profit è un settore a prevalente presenza femminile: tra i dipendenti le femmine sono il 77%, i maschi il 23%. Tra i non dipendenti le femmine sono il 58% e i maschi il 42%. La distribuzione degli addetti per età evidenzia una concentrazione nella fascia 30-45, e un calo significativo nelle fasce di età successive. Un primo indizio della difficoltà a trattenere gli young professional e a curare lo sviluppo dei quadri intermedi. Su 100 dipedenti, 26 hanno 29 anni, 61 tra i 30 e i 45, 12 tra i 45 e i 65, 1 oltre i 65.
I non profit è anche un settore ad elevata scolarità, tanto che nel confronto con il settore profit si distingue per maggiore presenza di laureati. Elevato in termini assoluti e decisamente più accentuato rispetto al settore profit il turnover. In entrata: +21%, in uscita: +10%. Nel profit il turnover si attesta all'11%. Il dato, si legge nella ricerca, si può spiegare solo in parte con dinamiche specifiche del settore. Ad esempio, i passaggi di personale tra cooperative sociali dello stesso consorzio quando a una di loro viene assegnata una commessa pubblica particolarmente impegnativa. Il turnover rimane in ogni caso alto.
Il comparto che adotta scelte retributive più elevate è quello delle associazioni e fondazioni, seguite dalle ong. A chiudere le cooperative sociali, che si collocano al di sotto della media retributiva dell'intero settore. Più in particolare, fatta 100 la media del no profit, associazioni e fondazioni pagano gli impiegati 9 punti in più, le ong 4 punti in più e le cooperative sociali 17 punti in meno. Per i dirigenti 14 punti in più dalle associazioni, 38 dalle ong e 19 punti in meno dalle coop sociali.
Anche nel confronto con il settore della finanza, che ha dinamiche retributive particolarmente accentuate, emerge una forte sobrietà retributiva del settore non profit rispetto al profit. Qualche esempio: fatta 100 la media del profit, la finanza paga 41 punti in più gli impiegati e 152 punti in più i dirigenti. L'industria e il commercio 24 punti in più gli impiegati e 139 in più i dirigenti. Chi lavora nel settore non profit deve attendersi, oltre a una retribuzione più bassa in termini assoluti, anche una progressione retributiva piu' piatta rispetto ai colleghi del mondo profit.
Dalla ricerca emergono quindi alcune indicazioni: migliorare la capacità di trattenere i giovani professionisti, far crescere i quadri intermedi che possono farsi carico dello sviluppo dell'organizzazione, lavorare sui percorsi di carriera (competenze, ruolo, retribuzione), introdurre criteri di valutazione della performance, differenziare la retribuzione in base al merito, promuovere lo sviluppo della leadership.(Dires - Redattore Sociale)

Il doppio lavoro non va in pensione in Italia

ROMA - Sono quasi 4,8 milioni le persone in Italia che hanno due occupazioni: e se in molti casi, come ad esempio i lavori domestici, si tratta semplicemente di piu' lavori part time per ottenere un salario dignitoso, resistono negli anni anche coloro che a una occupazione standard (a tempo pieno e indeterminato) affiancano un'altra attivita', spesso in nero. Tra le seconde attivita' l'Istat calcola anche l'impiego nell' ''autoproduzione'' come l'occupazione nel proprio orto o i lavori di ristrutturazione di casa, attivita' queste considerate lavoro regolare.
Nella massa del doppio lavoro comunque - spiegano i tecnici Istat - c'e' pero' una grossa fetta di lavoro in nero, spesso nel commercio, nella ristorazione, negli alberghi e nei servizi alla persona Il dato emerge da un raffronto tra i dati dell'Istat sugli occupati totali nel 2009 e le posizioni lavorative calcolate nello stesso anno. A fronte di 24.838.000 occupati in media annua infatti ci sono 29.617.000 posizioni lavorative (tra regolari e irregolari) con una percentuale di irregolarita' nel complesso del 17,6%.

numero dei doppiolavoristi - si evince dalla serie storica - e' stato sostanzialmente stabile negli ultimi anni anche se la percentuale sul totale dei lavoratori si e' leggermente abbassata (grazie all'aumento dell'occupazione in generale). Per quasi 900.000 persone il doppio lavoro e in agricoltura (tra l'autoproduzione nel proprio orto e l'impiego nella coltivazione e nel raccolto nei campi di altri). A fronte di 979.000 occupati nel settore nel 2009 c'erano, nello stesso anno 1.837.000 posizioni lavorative. Nel settore del commercio ''allargato'' (commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni) gli occupati totali (le persone) nel 2009 erano 6.052.000 ma le posizioni di lavoro risultavano essere 8.358.000 con una differenza di oltre 2,3 milioni di unita'.
Questo e' il settore dove e' piu' forte l'utilizzo del part time ma anche dove il sommerso, ad esclusione del lavoro domestico, ha la percentuale piu' alta (28,6% contro il 17,6 di media tra tutti i comparti), quattro volte superiore a quella dell'industria nel complesso. All'interno del comparto del commercio sono il settore degli alberghi e pubblici esercizi e quello dei trasporti e le comunicazioni ad avere la percentuale piu' alta sia di doppio lavoro che di sommerso. Secondo i dati fermi al 2008 il lavoro irregolare in alberghi, ristoranti e bar si avvicina al 42% mentre i ''doppiolavoristi'' sono circa 900.000 (le posizioni lavorative superano le 2,1 milioni di unita' contro gli 1,2 milioni di occupati). Nei trasporti e le comunicazioni la percentuale di lavoro irregolare sfiora il 50% mentre coloro che fanno una doppia attivita' sono quasi 1,2 milioni.
Nel lavoro domestico si concentra il lavoro irregolare (64,2% nel 2008 ma in calo rispetto al 78,6% di dieci anni prima) e le posizioni lavorative complessive che risultano all'Istat sono, sempre secondo i dati risalenti al 2008, 2.230.000 a fronte di 1.465.000 occupati (765.000 quindi i casi di doppio lavoro). Nell'industria sono scarsi sia i caso di doppio lavoro sia quelli di lavoro irregolare (6,8% la percentuale nel 2009). Nell'industria in senso stretto (escluse le costruzioni) la percentuale di irregolarita' del lavoro scende al 4,2% mentre le doppie attivita' sono solo 87.000.
Gli occupati nel settore erano 4.962.000 mentre le posizioni lavorative complessive risultavano essere 5.049.000. Nelle costruzioni, comparto ad alto utilizzo di lavoro irregolare anche a causa della discontinuita' della produzione (cantieri che aprono e chiudono), a fronte di 1.924.000 occupati nel 2009, le posizioni lavorative erano 2.176.000. Nel comparto, l'irregolarita', secondo l'Istat, ha raggiunto il 12,7% in aumento rispetto al 2008 (era al 12%) ma in forte calo rispetto a dieci anni prima, nel 1999 quando era al 17,6%.

Bersani: "Lodo aberrante. Premier lo ritiri e parliamo di tasse"

''Berlusconi ritiri il lodo Alfano. Tiriamo fuori il lodo dal Parlamento e mettiamoci una bella discussione sulla riforma del fisco''. Pierluigi Bersani ai microfoni di Sky Tg24 parla della lettera del Quirinale sul Lodo Alfano. E invita Berlusconi a ritirare non solo il Lodo Alfano, ma anche le altre leggi ad personam, e dire ''ai miei problemi ghe pensi mi''. ''Non so se il gesto di Napolitano è stato irrituale -aggiunge-. Il presidente della Repubblica si preoccupa dei profili essenziali della nostra Costituzione, tra i quali il profilo del capo dello Stato e del presidente del Consiglio che vengono deformati da queste norme contenute nel Lodo Alfano''. "Le pare possibile che giorno e notte, ormai da mesi, siamo attorno a una legge aberrante e inutile che sono sicuro potremmo spazzare via con un referendum, mentre ci sono tutti altri problemi da risolvere. Questo è il segno che non abbiamo la barra in questo momento e che il paese è abbandonato'', spiega il leader del maggiore partito di opposizione. Riferendosi poi alla richiesta avanzata anche dal 'Corriere della Sera' al premier, di ritirare il Lodo Alfano (sarebbe ''un gesto storico'') spiega: ''Non so se sarebbe un gesto storico, però, se Berlusconi dicesse 'ritiro il Lodo, il legittimo impedimento e il processo breve e dicesse 'ai problemi miei ghe pensi mi', sarebbe un gesto di rasserenamento e di pacificazione, e noi ne prenderemmo atto''. ''Prenderemmo atto di una novità significativa -aggiunge il leader dei democratici- non ci credo, ma ne prenderemmo atto. Dopo di che, i problemi sono altri. Sono due anni che non facciamo niente per i problemi degli italiani, a partire dal lavoro''
Anche oggi il leader dei democratici ha rilanciato il governo di transizione: ''Lo ripeto da mesi. Il governo non ha una guida politica. Il centrodestra deve prendere atto della sua crisi, lasciare la parola al presidente della Repubblica e al Parlamento. E noi abbiamo una proposta, un governo di transizione per fare una riforma della legge elettorale. La riforma elettorale serve a mettere in sicurezza la democrazia''. ''E comunque, in ogni caso, sia chiaro che se e quando si arriverà alle elezioni anticipate -avverte- questo sarà dovuto solo al fallimento del centrodestra, che ha visto ribaltarsi il partito del predellino e un goveno non in grado di affrontare la crisi economica''. Secondo Bersani, anche ''forze che sono fuori dal Parlamento devono contribuire a costruire alternative a questo governo e mettere in sicurezza la nostra democrazia. Certamente un grande programma di riforme va affidato a un'alternativa che va presentata agli elettori.

23 ottobre 2010

D'ALEMA: ILLEGALITA' DIFFUSA CONDIZIONA PAESE

''La legalita' e' un tema non banale come sembra. La questione e' piu' complessa perche' l'illegalita' diffusa costituisce un tratto profondo dell'Italia. Riflettiamo quanto pesa l'economia illegale, il clientelismo, il lavoro nero. L'illegalita' non e' piu' un'eccezione''. Lo ha dichiarato Massimo D'Alema durante un dibattito con Gianfranco Fininell'ambito dei Dialoghi Asolani. ''Ci misuriamo con la dimensione diffusa dell'illegalita' che condiziona la vita economica e pubblica.Pochi Paesi europei hanno visto la loro vita condizionata da irruzioni illegali nella politica''. Secondo D'Alema un patto per la legalita' ''e' un processo non banale, non un'arma contro nemici politici''.

21 ottobre 2010

L’ITAL NEL MONDO DEI METALMECCANICI: IERI A BERGAMO L’INCONTRO CON LA UILM

Si è tenuto nella Camera Sindacale di Bergamo l’incontro tra il patronato Ital e l’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (UILM) sulla tematica delle malattie professionali del comparto siderurgico. Alla riunione hanno partecipato RLS, RSU e operatori di patronato di sei province lombarde.
I lavori, introdotti da una relazione medico legale sulle malattie professionali del settore siderurgico, hanno previsto le relazioni dei quadri nazionali della categoria Uilm e del patronato Ital dando ampio spazio alle testimonianze sullo stato della sicurezza dei lavoratori.
Obiettivo dell’incontro: incentivare il lavoro sinergico della categoria e del patronato al fine di tutelare e assistere al meglio i lavoratori.

L’ON. DI BIAGIO (FLI) SULLA FINANZIARIA 2011: SENZA PAROLE DI FRONTE AGLI ENNESIMI TAGLI

Lascia senza parole la decurtazione delle risorse destinate alle nostre comunità nel mondo, una conferma della volontà di contrarre linearmente gli stanziamenti anno dopo anno, senza tregua". Così Aldo Di Biagio, deputato eletto all’estero e capogruppo di FLI in Commissione esteri, commenta la manovra finanziaria per l’anno prossimo che vede assottigliarsi ancora una volta le risorse a disposizione delle politiche per gli italiani nel mondo.
"Per l’anno 2011 – elenca il deputato – sono stati tolti circa 14 milioni dal programma Italiani nel Mondo rispetto alle già esigue sostanze del 2010, malgrado gli impegni accolti dal Governo con gli innumerevoli ordini del giorno presentati a latere di tutti i provvedimenti di natura finanziaria. Una miriade di impegni a prevedere un incremento delle risorse ed una rettifica delle disposizioni finanziarie previste, che alla luce di questi recenti dati contabili sanno di beffa".
"A questo punto – commenta Di Biagio – qualche autorevole referente al Senato che si era vantato di aver ottenuto direttamente dal Premier certezza circa maggiori risorse per gli italiani nel Mondo dovrà darsi da fare per rettificare quanto prima questa svista del Governo, se non vorrà perdere la faccia. Però – conclude – non credo che su questo versante se ne farà molto visto i precedenti, ma sarà indispensabile contare soltanto sulle nostre forze e sul nostro lavoro nelle commissioni competenti per sbloccare questa intollerabile impasse finanziaria".

20 ottobre 2010

DFP, MERLO (MAIE): NECESSARIO RIDURRE SPRECHI, NON FARE TAGLI ORIZZONTALI

(NoveColonne ATG) - Roma- "Anche una politica rivolta alla riduzione degli sprechi può essere determinante per aprire una nuova fase di sviluppo nel nostro paese. Ma bisogna intenderci su cosa sia il vero spreco di denaro pubblico e cosa invece non lo sia". Lo ha dichiarato il deputato del Maie Ricardo Merlo, eletto nella circoscrizione estero, aggiungendo: "Fin dal suo insediamento, questo governo non è stato tenero nei confronti di noi italiani all'estero. Intendo dire che, negli ultimi anni, abbiamo visto ridursi sensibilmente, fino al 60% del totale, i fondi destinati alla cultura e all'assistenza sociale dei nostri connazionali. Una severa politica di tagli orizzontali che rivela una chiara miopia del governo Berlusconi rispetto alle potenzialità degli italiani all'estero".

A LA PLATA IL 7° SEMINARIO DEL CPTCIA "SVILUPPO E TERRITORIO ITALIA – ARGENTINA"

Il 4 e 5 novembre a La Plata, in Argentina, si svolgerà il 7° seminario internazionale "Sviluppo e Territorio Italia - Argentina" organizzato nell’ambito delle iniziative di sviluppo del Corridoio Produttivo Turistico Culturale Italia – Argentina (Cptcia) dall’Università Tecnologica Nazionale (Utn), ente aderente allo stesso Cptcia.
Durante l’incontro, che si terrà nella sala auditorio della Facoltà Regionale di La Plata, verranno approfonditi i temi e le proposte emersi in questi ultimi anni durante i seminari internazionali del Cptcia: quello del 4 e 5 ottobre 2007 svoltosi nell’Unlp di La Plata; quello del 29 e 30 maggio nell’Università degli Studi di Foggia, del 30 e 31 ottobre 2008 nell’Unlp, del 14 e 15 maggio nell’Università degli Studi di Bari, del 5 e 6 novembre 2009 presso l’Unlp e quello del 3 e 4 giugno 2010 tenutosi nel Politecnico di Bari.

19 ottobre 2010

La denuncia della Corte dei Conti: ''Corruzione e sperpero nella P.A.''

Alle risorse pubbliche, talvolta comunitarie, sono legati ''fenomeni di corruzione e dissipazione''. Fenomeni che ''persistono e preoccupano i cittadini, ma anche le istituzioni, il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli''. E' la denuncia del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, nel corso della cerimonia del suo insediamento.
Giampaolino sottolinea poi come la prolungata bassa crescita rende difficile conservare obiettivi di spesa, soprattutto in condizioni socieconomiche che alimentano ''istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività''.
Il presidente sottolineando anche la difficoltà nel ''fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale aggregata''. In tale contesto, spiega, ''è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operare una corretta qualificazione, affinché si possa non tanto spendere poco o meno ma, soprattutto, spendere validamente ed oculatamente così da favorire la crescita e lo sviluppo, non solo economico del Paese''.
La crisi economica ha provocato una ''perdita pemanente'', rispetto alle proiezioni di inizio legislatura - sottolinea ancora Giampaolino - pari a 70 miliardi di entrate e 130 miliardi di pil. E dunque ''pone problemi di attenta riflessione''. Con una crescita delle prestazioni essenziali, spiega il presidente, ''si comprende come sia obbligatoria una linea di attenta gestione della finanza pubblica''.

Il lodo Alfano sarà retroattivo, in Senato c'è anche il sì dei finiani Pd: vergogna, daremo battaglia

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento del presidente Carlo Vizzini al Lodo Alfano costituzionale relativo alla sospensione dei processi alle alte cariche anche per fatti precedenti l'assunzione della carica.
Il testo della proposta di modifica, approvata dalla maggioranza, recita: "Al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio dei ministri, anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare secondo le disposizioni della presente legge costituzionale".
"Si è colmato un vuoto incomprensibile che era peraltro in contrasto con quanto prevedeva giustamente lo stesso lodo Alfano approvato in via ordinaria dal Parlamento", ha dichiarato Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia del Senato.

"Mi sembra che viaggiamo ai limiti dell'assurdo", commenta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani aggiungendo: "E' assolutamente indecorso e vergognoso pensare di procedere ad assoluzioni per via parlamentare e costituzionale. Il Pd darà battaglia, faremo barriera con tutte le forze che abbiamo".
Bersani commenta anche il sostegno dei finiani al via libera: "Fli ha sempre detto che avrebbe votato il lodo Alfano, ma trovo che la cosa abbia un grosso deficit di coerenza". "Una norma del genere fatta nel bel mezzo di una vicenda processuale che riguarda una persona, è una legge ad personam. Evidentemente Fli non ha fatto questa valutazione e a me - sottolinea il segretario - sembra un elemento di incoerenza".
"Una vergogna" lo definisce anche il capogruppo del Pd, Dario Franceschini. "Non ci stupisce -aggiunge- la norma era fatta per quello. E' una vergogna, ora devono spiegare".
"Siamo al golpe. Gli interessi del premier sbrandellano la giustizia in Italia e cancellano l'uguaglianza davanti alla legge", afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci il quale dice che questo emendamento è un atto di sopruso inaccettabile".
Il sì dei finiani al lodo Alfano "smaschera il finto ritorno alla legalità di Fli", secondo il leader di Idv Antonio Di Pietro. "Facciamo un ulteriore, estremo, appello al presidente Fini affinché dica ai suoi al Senato e poi alla Camera di non cedere a questo che oggi sembra un ricatto o una compravendita. Alla Camera vogliamo guardare in faccia uno per uno gli esponenti di Fli", aggiunge Di Pietro. "E' squallido non ciò che ha fatto la maggioranza berlusconiana ma - sottolinea - l'apprezzamento della maggioranza finiana, che a Mirabello aveva detto di non poter più seguire Berlusconi sui temi della moralità".
''E' un errore la retroattività ma non metteremo veti sul Lodo Alfano perché è necessario contribuire alla serenità istituzionale. Per questo motivo l'Udc al Senato si asterrà'', afferma all'ADNKRONOS il leader dell'Unione di centro, Pier Ferdinando Casini.
"Qui non si tratta di retroattività, ma di 'attualità' dei processi. Non si può far finta di non capire". All'ADNKRONOS il presidente dei senatori di Futuro e libertà per l'Italia, Pasquale Viespoli, rivendica la "coerenza" di Fli nel voto in commissione Affari costituzionali. "Noi lo abbiamo sempre detto, prima, durante e dopo Mirabello: se il processo è in corso per situazioni precedenti l'assunzione della carica, è chiaro - aggiunge - che il processo deve essere sospeso. Non annullato, ma sospeso. Stiamo parlando, ripeto, di processi già in corso. Inoltre, ci occupiamo di tutelare la funzione del presidente del Consiglio o del presidente della Repubblica, non la persona che ricopre la carica". Quanto alle opposizioni che parlano di incoerenza di Fli, Viespoli commenta: "Mi pare che il centrosinistra non riesca a distinguere tra la fase del conflitto politico e quella del confronto sull'assetto di sistema. Tra l'altro - conclude - ci riserviamo, al termine dell'iter in commissione, di verificare la necessità di proposte emendative da presentare in aula".
Si chiama fuori il Quirinale. "La presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell'una e nell'altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme, specialmente ove si tratti di proposte di natura costituzionale o di iniziativa parlamentare". E' quanto si legge in una nota.

18 ottobre 2010

CENTROSINISTRA: BERSANI, SENZA PD NON C'E' ALTERNATIVA A BERLUSCONI

''Senza Pd non c'e' alcuna alternativa al governo e a Berlusconi. A novembre, faremo un porta a porta incontrando milioni di persone. Il Pd e' un partito che ha la testa e le gambe per camminare''. Lo dichiara il segretario del Partito Democratico. Pier Luigi Bersani, intervistato dal Tg3, commentando le critiche del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, all'indomani della partecipazione del Pd alla manifestazione di sabato della Fiom.Sul pericolo che i centristi possanno portare qualche esponente del Pd a lasciare il gruppo, Bersani si mostra sicuro e ironizza: ''Sara' piu' facile prendere Messi''.Bersani rilancia infine la sfida al governo, chiedendo la discussione in parlamento della riforma fiscale: ''il Paese non puo' ripartire senza. E non possiamo aspettare le calende greche''.

ITINERARIO PRODUTTIVO CINEMATOGRAFICO E TELEVISIVO": A MAR DEL PLATA IL SEMINARIO DELLO SCENEGGIATORE ROCCO OPPEDISANO

Potenziare le capacità di tutti quei giovani e meno giovani che a Mar del Plata operano nel settore audiovisivo e cinematografico: questo l’obiettivo del seminario "Itinerario Produttivo Cinematografico e Televisivo" che l’esperto italo-argentino Rocco Oppedisano ha tenuto nella città balneare argentina lo scorso finesettimana. Organizzata dall’Associazione di Realizzatori Audiovisi di Mar del Plata e presieduta da Ricardo Aiello nello studio principale dell’Istituto Bristol, l’iniziativa sarà presentata dal Natali Di Lucente nel corso di un servizio televisivo che andrà in onda venerdì prossimo su "Spazio Giovane Tv" (www.canal2mdp.com.ar).Il seminario – spiegano in anteprima da Spazio Giovane Tv - è stato dichiarato di interesse dal Consolato d’Italia e dal Comites locale, ed ha contato sull’auspicio della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata. L’esperto che ha curato il corso, Rocco Oppedisano, è produttore, sceneggiatore, regista e professore di cinema con una importante e lunga esperienza nella Rai italiana; ha lavorato anche negli Stati Uniti, a Porto Rico e continua a produrre in Argentina.
Attualmente Oppedisano, di origini calabresi, è alla guida del corso di Cinema e Mezzi Audiovisivi all’Università Nazionale del Sud e dell’Università del Sudest di Bahia Blanca. Oppedisano insegna anche all’Università di Belgrano di Buenos Aires ed è presidente del Signis Argentina, filiale locale dell’Associazione Cattolica Mondiale per la Comunicazione.Nella seconda giornata di seminario è stato anche proiettato il lungometraggio "Complices del Silencio" prodotto e sceneggiato dallo stesso Oppedisano per la regia di Stefano Incerti. Il film racconta una storia ambientata durante il Mondiale di Calcio del 1978, due anni dopo il golpe militare argentino del ’76. Un giornalista italiano arriva in Argentina per seguire l’evento sportivo e conosce una donna che cambierà la sua vita. Lei, militante della sinistra argentina contro la dittatura militare, metterà in pericolo la vita del corrispondente italiano."Questo seminario è un’iniziativa molto importante che avvicina ancora di più al mondo della cinematografia una città come Mar del Plata, già storicamente aperta al cinema, e anche la sua numerosa e attiva comunità italiana residente", ha affermato Marcelo Carrara, coordinatore della Commissione Nuove Generazioni del Comites locale. "Da due anni ormai" ha aggiunto Carrara "stiamo lavorando con i documentari per far conoscere l'attività degli italiani nella nostra città e iniziare a salvaguardare il "tesoro della memoria" tramite immagini e racconti, assieme al realizzatore Miguel Monforte. Abbiamo realizzato progetti con i molisani, gli abruzzesi, i veneti ed gli emiliano romagnoli residenti nel nostro territorio, ed ora ci stiamo organizzando per estenderla anche ad altre realtà. Il nostro obiettivo" ha concluso il coordinatore, "è quello di portare queste iniziative anche in diverse città italiane e soprattutto nelle scuole italiane, con l’obiettivo di diffondere la storia ed il lavoro delle comunità italiane all'estero e costruire una rete globale che unisca tutti".

10. SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA: PARTE A MENDOZA IL CICLO DI CONFERENZE SU "ITALIANO E INTERCULTURALITÀ"

È partito nella Facoltà di Lettere e Filosofia della "UNCuyo", a Mendoza, un ciclo di 4 conferenze incentrate sui temi della lingua italiana e dell’interculturalità, organizzato nell’ambito della 10. Settimana della Lingua e Cultura italiana nel Mondo dalla Cattedra di Lingua e Cultura Italiana dell’Università Nazionale di Cuyo insieme al Consolato d’Italia di Mendoza e l’Istituto Italiano di Cultura di Cordoba.
Il ciclo di incontri, intitolato "Una lingua per amica: l'italiano, nostro e degli altri", slogan ufficiale della 10. edizione della Settimana, si è aperto stamattina nell’aula 16 della Facoltà di Filosofía y Letras della UNCuyo. Al centro di questo primo appuntamento il tema approfondito dalla professoressa Maria Grazia Fresu "Multiculturalità e interculturalità nell'Italia di oggi: una sfida per la società, la scuola e la lingua". Nel corso del primo incontro è stato proiettato anche un progetto audio-video realizzato dagli studenti universitari del 3 anno.
Mercoledì prossimo, 20 ottobre, il ciclo di conferenze proseguirà nella stessa Facoltà con un incontro curato da Anna Freso su "La nuova letteratura italiana, figlia dell’immigrazione"; il 22 ottobre Brasellina Brustolin terrà poi la conferenza dal titolo "Quando Dio ballava il Tango: una lingua tra l’Italia e l’Argentina". Ultimo appuntamento quello di giovedì 28 ottobre: nel Centro Cultural "Bernardino Rivadavia" si terrà un incontro con lo scrittore argentino Adrián Bravi e il senegalese Pap Khouma.

IL SEN. CASELLI (PDL): GLI ATTACCHI A BERLUSCONI SONO UN "GIOCO AL MASSACRO" CHE APPANNA L'IMMAGINE DELL'ITALIA NEL MONDO

Il presidente Berlusconi sta subendo e soffrendo da tempo attacchi costanti dalla politica, dalla giustizia e dalla stampa di sinistra. Conosco bene questo clima perché anche se senatore italiano, ho vissuto in Argentina, teatro diverse volte di colpi di stato da parte della politica, dei militari e della stessa stampa. Il presidente Berlusconi è stato votato dalla maggioranza degli elettori che vivono in Italia e da più di 4 milioni e mezzo di italiani che votano all'estero. Deve essere a tutti molto chiaro che questo clima può far precipitare il Paese in una crisi politica, sociale ed economica preoccupante. Oltre ad appannare l'immagine dell'Italia nel mondo". Lo dichiara in una nota il senatore del Pdl eletto in Sud America, Esteban Juan Caselli, che, precisando di parlare "non semplicemente come senatore del Pdl, ma piuttosto come senatore della Repubblica", lancia un appello a tutti i politici, a tutti i ministri, a tutta la stampa ed a tutti i giudici "affinché desistano dall'attaccare direttamente o indirettamente il presidente Berlusconi con l'intento di far cadere questo Governo eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani".
"Abbiamo vinto appena cinque-sei mesi fa le elezioni in molti Comuni e Regioni che erano in mano alla sinistra" aggiunge il parlamentare del PdL. "Che cosa sta accadendo adesso? Dobbiamo portare avanti il nostro programma con il quale il governo è stato eletto, smettendola con questo gioco al massacro. La democrazia" conclude Caselli "non è fare un colpo di stato, ma presentare il proprio progetto politico e fare in modo che diventi migliore di quello del partito di Governo.

Fini: "La partecipazione attiva dei cittadini nuova sfida per la democrazia"

ROMA - Le "nuove sfide della democrazia" consistono anche "nell'impedire che il sentimento democratico dei cittadini si affievolisca nel disincanto, nell'indifferenza, nella lontananza dalle istituzioni". E' quanto afferma Gianfranco Fini nel suo discorso durante la cerimonia di apertura della seconda Giornata del Libro politico a Montecitorio.
"Alcuni nuovi ostacoli all'affermazione della democrazia- sottolinea il presidente della Camera- possono venire oggi dall'affievolimento del legame sociale, dall'individualismo esasperato, dalla sfiducia verso gli obiettivi comuni, dalla parcellizzazione della società. La considerazione delle sfide e delle criticità- sottolinea- non deve comunque portarci a dimenticare che il mondo odierno offre opportunità di crescita alle persone e alla loro azione associata assai superiori a quelle di cui potevano disporre le generazioni precedenti. La vita democratica può svolgersi con modalità più ampie e articolate rispetto al passato".
Secondo Fini, "è compito delle istituzioni permettere ai cittadini di cogliere tali opportunità favorendo il pluralismo civile e incoraggiando lo sviluppo delle reti di collaborazione tra cittadini nel quadro di una società libera e aperta. La democrazia- conclude- è una grande sfida collettiva, che si rinnova ad ogni epoca storica. E richiede sempre, come condizione per realizzarsi, la partecipazione attiva e l'adesione convinta dei cittadini". (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

Cisl-Uil, Sacconi: "Condanna agli attacchi? Quando arriverà il morto"

ROMA - "Usque tandem? Proseguono le azioni ostili nei confronti delle sedi della Cisl e della Uil per le quali dobbiamo temere il momento in cui potrebbero non fare più notizia. Esse sono opera di un'Italia minore per dimensione rappresentativa e per qualità intellettuale, spesso a causa di cattivi maestri e di cattivi genitori". Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, commenta gli ultimi episodi che hanno visto le sedi sindacali di Cisl e Uil oggetto di manifestazioni ostili.
"Eppure questa Italia minore- osserva- è vezzeggiata, giustificata, accettata. Poi quando arriverà il morto, come solo pochi anni fa c'è stato, saranno in molti a condannare. Per questo- conclude Sacconi- la risposta delle istituzioni deve essere ferma come non è finora stata verso gli aggressori di Berlusconi e di Bonanni".

LA FORTUNA DI DANTE NEL MONDO: “DANTE E L’AMERICA ISPANICA” APRE LA NUOVA INIZIATIVA PROMOSSA DAL COMITATO DI ROMA DELLA SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI

Dopo aver confrontato la fortuna critica di Dante nel corso dei secoli, dal Trecento al Duemila, e compiuto ampi e significativi sondaggi nelle più difformi culture d’Europa, il Comitato di Roma della Società Dante Alighieri - con il supporto dei maggiori dantisti viventi - estende gli orizzonti della propria ricerca: America Latina, Estremo Oriente, Stati Uniti, cultura afroamericana - che tanto frequentemente ha fatto ricorso alle stimolazioni dantesche a difesa della propria identità -, e ancora l’Africa nera - un continente in continua, rapida fase di riscatto culturale -, il Medio Oriente - soffocato e devastato da conflitti che certamente la suadente parola poetica dantesca potrebbe servire a razionalizzare -, l’area brasiliana - le cui radici culturali richiamano all’universo occidentale, a cominciare dalla cultura portoghese -, e infine l’Argentina - uno spazio vasto e sterminato, ricco di reattività intuitiva e di passione umana e civile, anche per l’infinita quantità di italiani emigrati che da generazioni vivono e operano in quella terra sensibile a tante sollecitazioni culturali. Una globalità di stimoli e di percezioni dunque, che serviranno a offrire un quadro ancora più compiuto e completo della fortuna critica - e non solo - della ineguagliabile parola dantesca. Il ciclo “Dante nel mondo”, curato da Walter Mauro, critico letterario, e Lucia Caravale, vicepresidente del Comitato, si svolgerà presso la Sede Centrale della Dante (piazza Firenze 27, Roma) e si aprirà ufficialmente martedì 19 ottobre alle ore 17 con la relazione di Matteo Lefèvre del Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari dell’Università di Roma Tor Vergata, studioso di lingua e letteratura italiana e spagnola, su “Dante e l’America ispanica”.

17 ottobre 2010

Pubblica amministrazione, boom di cause. Nel 2009 210mila ricorsi contro i ministeri

Montagne e montagne di cause, ricorsi e contenziosi assediano le pubbliche amministrazioni. Una mole di faldoni che aumenta di anno in anno e che sommerge l’Avvocatura generale e le Avvocature distrettuali dello Stato. Guardando ai numeri, rielaborati dall'Adnkronos, il primato spetta ai contenziosi contro il ministero dell'Economia e contro quello dell'Interno: gli atti legali contro il Viminale hanno superato la soglia di 46.000 nel 2009, passando dai 36.740 del 2007 ai 46.024 del 2009, mentre all’indirizzo di via XX Settembre sono arrivate 40.985 cause l’anno scorso, dopo il picco di 44.269 nel 2008 e le oltre 43 mila cause del 2007. Ma numerosi sono anche i ricorsi contro il ministero della Giustizia trattati dall'Avvocatura, anche se si tratta di circa la metà, nel 2009 infatti le cause sono state 20.434 (17.775 nel 2008 e 15.709 nel 2007).
E, ancora, oltre 12 mila le cause intentate contro il ministero dell'Istruzione e sopra alle 11 mila (11.517) quelle inoltrate contro il ministero della Difesa. Complessivamente, l’anno scorso all'Avvocatura generale, che rappresenta una sorta di mega 'difesa d’ufficio’ per la Pubblica amministrazione, sono arrivate 209.978 pratiche contro le 207.882 del 2008 e le 200.458 del 2007 per un costo complessivo di 164 milioni di euro l'anno e di 785 euro in media per singola causa. Un trend in crescita dopo un paio di anni di calo, dovuto al passaggio di competenze sulle cause 'invalidi', circa 15.000, dall'Avvocatura all'Inps e che ha indotto l'ente previdenziale, è notizia di questi giorni, a cercare migliaia di legali esterni. L'’offensiva’ contro la Pa parte da centinaia di migliaia di ricorrenti, a cominciare dagli stessi dipendenti che intentano cause di lavoro pubblico, a chiunque altro, privati o società, che rivendichi inadempienze, vanti crediti, ecc. Continui attacchi dai quali ministeri, enti pubblici, prefetture, università, regioni, pubbliche amministrazioni centrali e periferiche devono difendersi per legge.
Una fucina continua di cause che ingorgano la macchina. E infatti i 370 avvocati e procuratori dello Stato hanno tantissimo lavoro da smaltire e da programmare. Solo a Roma infatti, è stato calcolato che ogni legale ha all'attivo una media di 5.000 cause l’anno da seguire, tra giudizi pendenti che possono durare anche otto anni (se la causa passa per tutti e tre i gradi di giudizio fino alla Cassazione) e nuove assegnazioni, oltre 350 l’anno. Uno sproposito se si pensa che un avvocato del libero foro nella capitale segue circa 80 cause nell’arco di un anno, e già non è poco. Dai dati dell'Avvocatura Generale dello Stato si evince inoltre che il contenzioso più frequente è relativo ai Rapporti di Diritto pubblico, ossia ricorsi al Tar o davanti al giudice ordinario di argomenti assai diversi. Nel 2009 sono stati oltre 51 mila con una netta prevalenza a Roma (9.781); al secondo posto figura Palermo con oltre 5.000 cause di questo tipo. Si tratta di ricorsi i più vari: dalle acque pubbliche alle espropriazioni, da quelli sui farmaci all'organizzazione della Pubblica amministrazione, e ancora sul Demanio, sulla Tutela della Privacy, su contributi e aiuti dello Stato alle imprese e perfino sulle quote latte. Sempre a Roma molto consistente è il numero di contenziosi sul fisco, sostanzialmente contro il Ministero Economia e Finanze, innanzi alle Commissioni Tributarie, sempre nel 2009 sono arrivati 9.614 ricorsi. A livello generale un grande corpus di cause è rappresentato dalle ‘Depenalizzazioni’, ovvero le opposizioni contro vari tipi di sanzioni, quali le multe agli automobilisti, le sanzioni sul lavoro e anche valutarie: sono al secondo posto con 44.137 atti nel 2009. Al terzo, con 25.935 cause figurano i contenziosi sulla legge Pinto (richiesta di danni su su giudizi che durano troppo tempo) e al quarto con 22.291 i contenziosi sul Pubblico impiego, cioè le cause in materia di lavoro pubblico da parte dei dipendenti delle amministrazioni statali.
Quanto al contenzioso sul lavoro del Pubblico impiego, vale la pena soffermarsi sul fatto che l'Avvocatura Generale dello Stato, avvalendosi dell'art.417-bis c.p.c., devolve una parte delle cause meno importanti alle singole Amministrazioni che si difendono con i propri funzionari, mentre cura direttamente le cause più importanti. Nell'ultimo anno, dal 1 ottobre 2009 al 30 settembre 2010 sono state esaminate da questo ufficio 495 cause, un po' meno rispetto alle 507 dell'anno precedente (1 ottobre 2008, 30 settembre 2009). Moltissime sono poi le cause che riguardano i dipendenti pubblici non contrattualizzati davanti al Giudice amministrativo che sono trasmessi dall'Avvocatura dello Stato al Servizio per gli affari legali per acquisire eventuali elementi a difesa delle amministrazioni: anche in questo caso si è avuta una leggera flessione nei due periodi presi a riferimento, da 634 nel 2008-2009 a 530 nel 2009-2010. Questo ufficio della Presidenza del Consiglio, oltre che esaminare i contenziosi più rilevanti in materia di pubblico impiego, tratta anche numerosi contenziosi amministrativi: si tratta dei ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica proposti, in materia di lavoro, dai dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Questi ricorsi vanno in genere istruiti dai Ministeri ma per alcune pubbliche amministrazioni che non hanno un Ministero di riferimento (come le Regioni e le Autorità indipendenti) l'istruttoria viene effettuata appunto dal Servizio per gli affari legali e del contenzioso. Terminata l'istruttoria il ministro per la Pubblica amministrazione, su parere del Consiglio di Stato, propone al Presidente della Repubblica la decisione del ricorso. Quanto ai ricorsi straordinari, nel medesimo periodo, si è assistito ad un incremento da 114 nel 2008-2009 a 127 nel 2009-2010. In totale, comunque, nel 2009 le cause trattate dal Servizio per gli affari legali e del contenzioso sono state 1.557 in lieve flessione rispetto alle 1.680 dell'anno precedente.

D'Alema su governo Berlusconi: "Usi il 'trampolino' per andarsene"

'Patto del trampolino', giustizia, disoccupazione. Passando da un tema all'altro, Massimo D'Alema parla ai giovani democratici e ai giovani socialisti europei riuniti a Roma per un convegno sul lavoro. "Penso che il governo prima se ne va meglio è, se si butta dal trampolino, in senso metaforico, certamente è un fatto positivo", afferma l'ex premier commentando il cosiddetto 'patto del trampolino' lanciato dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli
"Questo governo - prosegue - non mi sembra in grado di affrontare i problemi del Paese e mi pare che questi problemi si aggravino ogni giorno e che Berlusconi non sia in grado di offrire un progetto serio e credibile al Paese. Le riforme, lo sviluppo economico, l'occupazione non è neppure nell'agenda del governo, discutono soltanto di come fare una leggina sulla giustizia. La distanza tra il Paese reale e questo governo è impressionante e incolmabile, nessun trampolino potrà colmarla".
"Il Paese - dice ancora - avrebbe bisogno di un governo che non chiamerei tecnico, di un governo nuovo, diverso dall'attuale, fondato sul più largo consenso, che cambiasse la legge elettorale e affrontasse l'emergenza sociale che questo governo non è in grado di affrontare. E poi andare probabilmente alle elezioni. Il governo prima se ne va meglio è, dopo di che bisogna aprire un nuovo corso politico".
E insiste: se la giustizia è la priorità, vuol dire "che il governo ha fallito". Può essere, si chiede il presidente di Italianieuropei, che la giustizia sia "la priorità in un Paese in cui si contano milioni di disoccupati, dove cala il reddito disponibile delle famiglie e ritorna il dramma della rottura tra Nord e Sud? Noi stiamo qui parlando di come ridurre il potere dei pubblici ministeri e che danno fastidio a Berlusconi?".
Sulla disoccupazione non risparmia critiche a Tremonti. "La Banca d'Italia ha citato i numeri veri, ma il ministro Tremonti ha detto che sono ansiogeni - sottolinea -. Il problema non è affrontare i problemi ma è non dirli perché se no si crea ansia. In questo senso abbiamo un ministero dell'Economia che lavora come il minculpop, nel senso che il suo obbiettivo non è affrontare i problemi ma fare in modo che il Paese non si spaventi".
"Se i numeri creano un po' d'ansia - prosegue il presidente di Italianieuropei- mi dispiace per il ministro Tremonti ma secondo me se si fa prendere un po' di ansia non è male, nel senso che si dà da fare per affrontare i problemi reali del nostro Paese".
Poi attacca Tremonti sulle sua ultima dichiarazione ("i numeri vengono prima della politica", ha detto ieri il ministro). Secondo D'Alema "la politica serve anche a cambiare i numeri. C'è un rapporto dialettico tra la politica e i numeri - spiega -, tuttavia sono i numeri che condannano l'attuale governo italiano", perché "ci dicono che negli ultimi 10 anni, nel corso dei quali per circa 8 hanno governato loro, la crescita è stata zero, la crescita della spesa pubblica corrente è stata 5 punti di Pil. Questi sono i numeri che rappresentano il bilancio del governo Berlusconi e Tremonti".
"Adesso si presentano come i paladini del rigore europeo, che è una novità rispetto ai sentimenti violentemente antieuropei della destra, rispetto alla violenta campagna contro l'introduzione dell'euro che fecero". Adesso Berlusconi e Tremonti "dicono che bisogna coniugare rigore e sviluppo, che è una frase bellissima ma in realtà hanno coniugato la mancanza di rigore e la mancanza di sviluppo per molti anni e il risultato è una sorta di catastrofe nazionale".
La politica, per l'ex premier, deve essere in grado anche di ascoltare la piazza. Le richieste che giungono da manifestazioni come quella organizzata ieri a Roma dalla Cgil e dalla Fiom. "I partiti devono sapere ascoltare e capire, come ha detto giustamente Bersani - sottolinea D'Alema - Ieri c'è stata una grande, pacifica manifestazione, che testimonia quanto è profondo il malessere nel mondo del lavoro. Credo che la politica se ne debba far carico anziché criminalizzare la protesta".
Non mancano le repliche. Secondo Daniele Capezzone (Pdl) quando D'Alema "nega il carattere di priorità alla riforma della giustizia, fa sorgere un dubbio. Delle due l'una: o D'Alema è un marziano, e quindi non vede i 9 milioni di cause arretrate e lo stato del disservizio-giustizia di cui il cittadino paga il prezzo, oppure spera ancora nell'uso politico della giustizia, e cioè nel fatto che sia proprio l'azione a senso unico di certa magistratura a sciogliere i nodi politici, aggredendo per via giudiziaria chi non può essere battuto nelle urne. Nell'uno e nell'altro caso, la sinistra italiana si dimostra priva di cultura liberale e riformatrice: non vede i drammi dei cittadini, e si fa guidare dall'odio contro Berlusconi''.
Per Osvaldo Napoli (Pdl) "D'Alema invecchia male. Da alcuni decenni spende la sua vita politica per invocare governi tecnici o governi 'nuovi', un 'nuovo corso', una 'svolta'. E' vecchio perfino nel lessico. Insomma, come direbbe un impietoso sindaco di Firenze, è da rottamare. D'Alema è uno dei portavoce di quella 'piazza vecchia' per cultura e idee, organizzata ieri dalla Fiom-Cgil, in nome della quale vorrebbe invocare 'un governo nuovo'. E conclude: "Dovrebbe convincersi che la prima e più importante novità potrebbe venire proprio da lui, facendosi serenamente da parte''.

16 ottobre 2010

Allarme di Bankitalia su lavoro ed entrate fiscali. Mef: dati ansiogeni

Confermata la stima di una crescita intorno all'1% nel 2010, l'economia italiana continua a mostrare luci e ombre: se la produzione industriale è segnalata ancora in ripresa, i consumi restano deboli, a causa della dinamica dei redditi e dei segnali incerti che arrivano dal mercato del lavoro. E', in sintesi, il quadro che emerge dal Bollettino economico trimestrale della Banca d'Italia.Gli operatori professionali censiti in settembre da Consensus Economics, scrivono gli economisti di Via Nazionale, si attendono una crescita del prodotto in Italia pari all'1% nella media del 2010, in linea con la previsione pubblicata nel Bollettino economico dello scorso luglio e con quelle diffuse di recente dalla Commissione europea e dall'FMI.
La produzione industriale, sulla base dei dati Istat fino ad agosto e di stime di Bankitalia per settembre, ha mantenuto nel terzo trimestre la dinamica ascendente avviata nella primavera del 2009. Le inchieste presso le imprese manifatturiere delineano una continuazione della ripresa ciclica nei prossimi mesi, sebbene su ritmi più modesti. Dal lato della domanda, le esportazioni hanno subito in luglio una flessione, che sarebbe proseguita in agosto.
Le vendite al dettaglio continuano a ristagnare; le immatricolazioni di autoveicoli sono aumentate in misura modesta in estate, dopo la forte contrazione seguita al venir meno degli incentivi
Intanto, la debole dinamica dei redditi continua a frenare le decisioni di consumo delle famiglie, insieme con la lentezza che sta caratterizzando la ripresa dell'occupazione.
CONSUMI - Consumi ancora stagnanti, e non ci sono segnali tangibili di recupero. Con il reddito disponibile delle famiglie in calo nel primo semestre dell'1% sul periodo corrispondente del 2009.
FISCO - Nei primi tre trimestri del 2010 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono diminuite dell'1,8%, in riduzione di 5 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
LAVORO - Restano incerte le prospettive sul mercato del lavoro. Al lento recupero dell'occupazione nel II trimestre 2010 rispetto al primo trimestre (+0,1%) fa riscontro una flessione dello 0,8% se rapportato al II trimestre del 2009. I segnali, "pur deboli" di ripresa, sembrano confermati dall'intensificata attività di ricerca di personale da parte delle imprese e dal clima meno negativo che si respira nelle aziende sulle prospettive occupazionali a breve. Il Bollettino economico di Bankitalia parla, rispetto al trimestre precedente, di continuità nel "lento recupero dell'occupazione".
DISOCCUPAZIONE - Salirebbe oltre l'11% il tasso di disoccupazione nel secondo bimestre 2010 se si includessero i lavoratori scoraggiati e l'equivalente delle ore di cassa integrazione guadagni. Eloquenti anche i dati relativi ai giovani: il tasso di disoccupazione continua ad essere più di tre volte maggiore tra i giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, dice palazzo Koch.
IMPRESE - Le imprese italiane proseguono sulla strada di una graduale ripresa. Dopo la crescita fatta registrare dall'attività industriale nei mesi estivi, questo trend positivo proseguirà tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2011. Mentre si è consolidato il recupero degli investimenti produttivi, aumenta, infatti, la percentuale di aziende che si aspettanto un incremento del fatturato e dei livelli di produzione nonché di chiudere bilanci in utile.
PIL - I divari di crescita tra i maggiori paesi dell'area dell'euro tendono ad ampliarsi. In particolare, rispetto alla locomotiva Germania, il recupero rispetto al picco della crisi è molto minore per Italia e Francia.
LA REAZIONE DEL GOVERNO - No comment del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi a proposito dei dati sulla disoccupazione. "Commento solo Eurostat, non dati esoterici", ha detto Sacconi.
Commentando i dati sul fisco, il ministero dell'Economia dice che i toni di Banca d'Italia sono "inutilmente ansiogeni''. ''Il presunto 'crollo' delle entrate tributarie -spiega il Mef in una nota- è esclusivamente dovuto al venir meno quest'anno di entrate una tantum registrate nel 2009''. Le entrate, assicura il ministero, ''sono perfettamente in linea con le previsioni'', come già segnalato dal Dipartimento delle finanze.

'Ndrangheta, Napolitano ricorda Fortugno: "Mobilitazione civile per battere le mafie"

L'Italia ha bisogno di una ''vasta mobilitazione civile'' per ''vincere la lotta contro tutte le mafie". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato nella ricorrenza del V anniversario dell'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Nella lettera inviata alla moglie, Maria Grazia Lagana', il Capo dello Stato ricorda l’uomo che ''ha pagato con la vita la sua attività al servizio delle Istituzioni''. ''L'iniziativa di commemorarlo –spiega Napolitano- costituisce occasione per riaffermare l'impegno di tutti i soggetti istituzionali, di tutte le forze politiche e sociali contro la pervasiva presenza di sodalizi criminali, le cui strategie si insinuano nella società, minandone la vita democratica, la coesione e il progresso - si legge ancora nel messaggio - A questo impegno comune occorre affiancare una costante azione di diffusione della cultura della legalità. Accrescere, soprattutto nelle nuove generazioni, la consapevolezza dell'importanza del rispetto delle regole della convivenza civile, con il rifiuto e la denuncia di ogni forma di violenza e di sopraffazione, contribuisce a dar forza all'azione di contrasto di quei fenomeni e a favorire quella vasta mobilitazione civile di cui ha bisogno il Paese per vincere la lotta contro tutte le mafie".
Il Capo dello Stato, nel rinnovare alla signora Laganà e ai figli, i "sentimenti di partecipe e solidale vicinanza", ha rivolto un caloroso saluto al sindaco di Locri, e a tutti i presenti alla odierna cerimonia in ricordo di Francesco Fortugno.

13 ottobre 2010

GLI ITALIANI ALL’ESTERO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: IL TESTO DEFINITIVO DEL DOCUMENTO FINALE

Lo scorso fine settimana a Varese, l’Assemblea Nazionale del Pd ha fatto proprio un documento stilato dall’assemblea della circoscrizione estero del partito, riunitasi a latere della due giorni di lavori Pubblichiamo di seguito la versione definitiva del documento reso pubblico oggi dal Dipartimento italiani nel mondo del Pd. "Italiani nel mondo: l'impegno del Partito DemocraticoIn questi due giorni il Partito Democratico sceglierà il suo progetto, in ballo c'è il futuro del centrosinistra italiano e la costruzione di un'alternativa di governo alla destra italiana, la peggiore d'Europa. In questo quadro gli italiani residenti all'estero sono parte fondante e fondamentale del Partito Democratico e della sua apertura al di fuori dei confini nazionali. Gli italiani residenti all'estero sono circa 4 milioni e molti di più quelli che, pur non avendo la cittadinanza italiana, sono discendenti di italiani perfettamente integrati e spesso al vertice delle istituzioni dei rispettivi paesi.
Nel corso degli anni hanno contribuito in maniera determinante a risollevare le sorti dell'Italia: con il loro lavoro hanno garantito le risorse necessarie al rilancio economico e produttivo del Paese; intere regioni hanno conosciuto uno sviluppo grazie al contributo delle comunità all'estero, che hanno inventato mestieri e mercati esattamente come stanno facendo oggi gli immigrati che vengono in Italia a cercare lavoro e risorse.Il Partito democratico deve essere capace di interpretare la storia delle comunità italiane all'estero: dalle più radicate alla nuova mobilità italiana, caratterizzata da competenze e dinamiche nuove e culturalmente diverse, nel tentativo di ottimizzare le presenze e le esperienze di ciascuno. Il Partito Democratico deve riconoscere le specificità delle comunità italiane all'estero e metterle al servizio del suo progetto per l'Italia.Oggi, dopo anni di politiche miopi e incapaci di valorizzarne il contributo storico e le potenzialità, le donne e gli uomini delle comunità italiane all'estero vivono emarginate da un governo impegnato a screditarne la dignità e a negarne la funzione a favore dell'Italia nel mondo. Lo smantellamento di politiche essenziali quali la promozione della lingua e la cultura italiana, i servizi consolari, la stampa all’estero e l’attenzione alle giovani generazioni, insieme alla negazione dei diritti di democrazia con l'ulteriore rinvio del rinnovo degli organismi di rappresentanza, crea una situazione di emergenza per le comunità residenti all’estero con conseguenti gravi danni all'internazionalizzazione dell'Italia.Il Partito Democratico deve farsi protagonista di un nuovo patto sociale tra l'Italia e le sue comunità all'estero: per investire risorse nell'insegnamento della lingua e della cultura, nella formazione e per le politiche di assistenza, sanità e solidarietà; per una corretta riforma del Ministero degli Affari Esteri capace di soddisfare la crescente domanda di servizi di qualità eliminando sprechi e sperequazioni e diventare vero strumento di sostegno al sistema Italia.I delegati della Circoscrizione estero chiedono all'assemblea nazionale del Partito Democratico di impegnarsi sui temi che sempre di più riguarderanno i cittadini italiani siano essi in Italia o all'estero anche in materia di diritti civili e di cittadinanza, di attenzione alle giovani generazioni e alla nuova mobilità.Il lavoro svolto in questi anni dai tanti circoli sparsi per il mondo è stato fondamentale per l'azione politica del PD all'estero.Sentiamo adesso l'esigenza di un rapporto più diretto fra la Circoscrizione Estero e il Partito in Italia poiché le questioni che ci interessano sono invece di natura sovranazionale e sono legate alla mobilità del lavoro, l’internazionalità delle scelte e la globalità delle politiche economiche. Il nostro fare politica deve essere all'altezza di questa dimensione e deve disporre delle risorse necessarie se non vuole perdere contatto con la realtà in cui opera".

L’ON. DI BIAGIO (FLI): A PARIGI IL PRIMO PASSO DI FUTURO E LIBERTÀ IN EUROPA

Oggi a Parigi è stato intrapreso il primo passo di Futuro e Libertà in Europa, una collocazione internazionale del nuovo soggetto politico che ambisce al confronto e alla discussione su argomenti pregnanti per il futuro dell’Italia e dell’Ue". Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Fli eletto in Europa, in merito all’incontro avvenuto in giornata tra il Sottosegretario Buonfiglio ed il capogruppo dell'Ump all'Assemblea Nazionale, Jean-Francois Copè.Per Di Biagio, questo incontro "rappresenta in maniera chiara ed inequivocabile la volontà di tratteggiare un percorso comune tra Parigi e Roma completamente orientato al rinnovamento politico e alla definizione di progetti nuovi e lungimiranti che partano anche da uno scambio di idee e di esperienze tra i due versanti delle Alpi. L'esperienza di "Generation France" ha ispirato il nostro movimento – dichiara il deputato – e da quella struttura all’avanguardia e sviluppata è possibile trarre degli esempi organizzativi e politici lodevoli". "Al momento – continua – è in corso un’organizzazione di incontri e di convegni misti che ci vedranno impegnati su entrambi i versanti. Con molta probabilità verrà nominato a breve un referente di Generation France in Italia ed uno di Generazione Italia in Francia, un segnale importante di collaborazione e di progettualità comune". "Il riconoscimento della nuova identità politica e culturale italiana oltralpe – sottolinea Di Biagio – è la conferma della voglia di rigenerazione politica che attualmente sembra spirare in Europa e, dati i fermenti iniziali che stanno accompagnando queste iniziative, sono certo che questo sarà quel riferimento tanto auspicato anche dai nostri connazionali residenti in Francia".

INTERNET COME PONTE IDEALE CON TUTTE LE COMUNITÀ DI EMIGRATI: I "MACERATESI NEL MONDO" HANNO UN SITO WEB

Le Marche sono strette tra l’Adriatico e gli Appennini, ma i marchigiani sono sparsi in tutti i cinque continenti e forse sono più quelli che vivono all’estero rispetto a coloro che popolano la propria regione. La provincia di Macerata ha dato il maggior “contributo” emigratorio tra gli ultimi decenni dell’800 e la prima metà del ‘900, tanto che oggi è considerata la “più marchigiana fuori delle Marche”.
Per mantenere un filo diretto tra i maceratesi residenti in Italia e i conterranei sparsi nel mondo, ma anche tra le varie comunità di maceratesi costituite in vari Stati, c’è ora un nuovo strumento. Si tratta di un sito internet, www.maceratesinelmondo.it., che la Giunta provinciale aveva ideato la scorsa primavera e che nei mesi scorsi è stato progettato e realizzato dalla società Task, la stessa che ora lo gestisce insieme a tutti gli altri siti dell’Amministrazione locale. Il sito è online da questo mese di ottobre in coincidenza con il clou delle manifestazioni per il bicentenario dell’Argentina, lo Stato sudamericano che è stato meta “privilegiata” dei maceratesi emigrati, tanto che oggi sono diversi i Comuni della provincia di Macerata gemellati con città argentine: Civitanova Marche con General San Martin, Matelica con Las Rosas, Portorecanati con Mar del Plata e Treia con Monte Buey. Il sito internet è un ponte ideale con tutte le comunità di maceratesi all’estero, ma in questo momento anche un omaggio ai tanti marchigiani in Argentina che festeggiano la loro “seconda Patria”.Il sito www.maceratesinelmondo.it si propone di essere un ponte ideale con le comunità di maceratesi all’estero ed occasione di scambi culturali, relazionali e promozionali, permettendo una facile e diffusa comunicazione con tutti gli italo-maceratesi sparsi nel mondo.

Il Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo si riunirà a Buenos Aires dal 1° al 3 novembre

Si terrà a Buenos Aires la prossima riunione del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo, in programma dal 1° al 3 novembre. Una scelta che ha suscitato soddisfazione negli abruzzesi residenti in Argentina. I rappresentanti delle federazioni Fara (Federazione Abruzzese della Repubblica Argentina) e Fedamo (Federazione di Associazioni Abruzzesi in Argentina) hanno, infatti, trasmesso al presidente del Cram e assessore regionale all'emigrazione, Mauro Febbo, altrettante lettere di apprezzamento. L'assessore Febbo non sarà presente all'assemblea - partiranno, invece, i consiglieri Franco Caramanico, Ricardo Chiavaroli (Pdl) e Antonio Prospero (Pd)- , ma tiene a precisare che “per il secondo anno consecutivo, cioè da quando si è insediata questa Giunta, siamo riusciti a fare svolgere all'estero le riunioni del Cram andando incontro alle aspettative dei tanti abruzzesi che vivono dall'altra parte del mondo. Ce l'abbiamo fatta nonostante le poche risorse finanziarie a disposizione. In bilancio - conclude l'assessore Febbo - ci sono fondi irrisori, quasi pari a zero, al contrario della precedente legislatura quando, sul capitolo per l'emigrazione, figuravano cifre intorno al milione di euro”.
Rimarcano poi che “la Regione ha il compito di programmare e gestire, per assegnazione costituzionale, una serie di materie, e che non può astenersi dal provvedere, anche se in minima parte, ad ognuna di esse”. E “comunque – sottolineano i consiglieri - una moderna concezione del mondo dell’emigrazione, porta a constatare che il ritorno economico derivante dalla promozione dell’immagine dell’Abruzzo da parte delle Associazioni all’estero, è ben maggiore dei pochi soldi che la Regione riesce a spendere per questa materia”.

12 ottobre 2010

Montezemolo sferza il governo: non solo rigore, investire e pensare alla crescita

''Il rigore è importante'' perché la crisi economica ''potrebbe riacutizzarsi''. Ma il presidente del Consiglio deve farsi carico ''in prima persona delle scelte fondamentali di politica economica". E' il messaggio che Italia futura, l'associazione vicina a Luca Cordero di Montezemolo, lancia dal sito.Ci sono due questioni che non possono più essere eluse: ''Primo nessun soggetto (azienda o nazione) può sopravvivere a lungo di solo rigore senza investire; secondo chi ha l'onere e l'onore di ricoprire un importante incarico di governo ha anche il dovere di spiegare al paese le sue scelte senza indulgere in atteggiamenti di autosufficienza. Anche perché, come al solito, il paese reale non si ferma''. Tenere in ordine i conti dello Stato, si legge, ''è un mestiere fondamentale e difficile che il ministro Tremonti ha dimostrato di saper fare bene. Ma se l'incapacità di pensare alla crescita trasforma di fatto il ministero dell'Economia in un ministero del Bilancio allora sarebbe auspicabile che il presidente del Consiglio si facesse carico in prima persona delle scelte fondamentali di politica economica".
Imprese e lavoratori, afferma Italia futura, ''continuano a combattere senza potersi permettere di ammainare la bandiera. Berlusconi lo sa bene, è stato un grande imprenditore proprio del settore della cultura e dello spettacolo. Il suo dna è sempre stato quello dell'attaccante e soprattutto su questo ha costruito i suoi successi imprenditoriali e politici''.
E proprio a Montezemolo si rivolge Italo Bocchino. ''Dall'alleanza tra Fini, Casini e Lombardo nascerà il vero centrodestra italiano, che potrebbe avere Montezemolo come leader", spiega Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, che oggi è stato ospite della trasmissione 'Un Giorno da Pecora' su Radio due.
"Noi terzo polo? No, il nostro sarà il vero centrodestra, uguale a quello che c'è in Germania, Francia, Inghilterra e costituito da vari soggetti: Fini, Casini, Lombardo", sostiene Bocchino, sottolineando le differenze con quel ''centrodestra populista di Berlusconi e Bossi, che ama usare toni forti per compattare i suoi e alimentare le divisioni del Paese''. Ma chi potrebbe essere il leader di questa nuova alleanza?. ''Montezemolo, se scende in campo, è un'opzione, ma le possibilità possono essere molteplici, ci può essere un leader di partito, oppure potrebbe essere qualcosa di completamente nuovo''.
Ma le posizioni sono diverse all'interno di Fli. ''Montezemolo candidato premier di un nuovo centrodestra? E perché non Fernando Alonso?'', si chiedono i parlamentari finiani, Roberto Menia, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli, commentando con una battuta le ultime dichiarazioni del capogruppo. ''Lui almeno - scrivono - di vittorie se ne intende...''.

Reglamentación de la Ley de Migraciones 25.871 y las modalidades sobre los DNI para extranjeros

El día 14 de septiembre en el Hotel Continental el Ministerio del Interior y la Dirección Nacional de Migraciones se realizó una presentación sobre la reglamentación de la Ley De Migraciones nº 25.871 y también sobre la puesta en marcha de las nuevas disposiciones en materia de la agilización para obtener el D.N.I.
Este encuentro fue realizado específicamente para representantes, organizaciones sociales y medios de comunicación de las colectividades extranjeras residentes en Argentina. En el mismo se expusieron los objetivos y los resultados alcanzados por el Gobierno nacional en materia de migraciones y de documentación.
Es importante mencionar que el Gobierno nacional en estos últimos años se dedicó a modernizar el marco regulatorio migratorio con el objetivo de regularizar la situación de muchos extranjeros. Por otro lado, se implementaron políticas de modernización tecnológica y desburocratización de trámites administrativos.
Del encuentro también participaron, el director Nacional de Migraciones, Martín Arias Duval; el secretario de Interior, Marcio Barbosa Moreira; la directora del Registro Nacional de las Personas, Mora Arqueta; el director General de Inmigración, Fernando Manzanares y el director de Control de Permanencia, Sebastián Bagini.
Como elemento distintivo se destacó el carácter dinámico que tuvieron los funcionarios en exponer los principales lineamientos de la nueva política migratoria, y fundamentalmente su gran disponibilidad por conocer las opiniones de los participantes. Se creo así un clima cordial de intercambio entre los funcionarios y el público asistente.
EL MINISTRO RANDAZZO:En el transcurso de dicho encuentro se informaron sobre disposiciones normativas, datos estadísticos, apertura de nuevas ventanillas, simplificación de trámites, programas de inclusión para extranjeros, entre otros.
Un dato interesante y que marca a las claras el éxito de las políticas migratorias del Gobierno nacional fue que se regularizan cas un total 130.000 inmigrantes por año. “Desde el año 2004 hemos regularizado la situación de más de 972.000 inmigrantes, es decir 130.000 inmigrantes por año", informó el ministro Randazzo.
Asimismo, el ministro destacó los avances que implican la aplicación de la Ley de inmigración que se sancionó en 2004, y se reglamentó este año mediante el decreto 616. Randazzo manifestó que “se logró quitarle discrecionalidad a los funcionarios que aplican el marco que establecía la ley vigente; y por otra parte trabajamos mucho en el tema de un nuevo Documento Nacional de Identidad, que no sólo era una deuda con los inmigrantes, sino también con el conjunto del pueblo argentino que tenía que esperar un año y medio para la obtención de un nuevo DNI”.
También el país ya cuenta con 27 delegaciones y se están capacitando constantemente para que en todas haya un criterio común, además de la modernización tecnológica y de estructuras edilicias acordes.
El otorgamiento del nuevo DNI hoy está dado por la Dirección Nacional de Migraciones la diferencia con el sistema anterior era que antes se le exigían requisitos diferentes y los trámites tanto la residencia y como para el DNI eran completamente distintos. Al unificar el tramite de DNI y el de la residencia legal en la toma de datos biométricos se logró que en un plazo no mayor de tres meses el extranjero recibe su documento en su domicilio. En su totalidad se implementaron unos 220.000 nuevos DN en lo que va del año. Pero los funcionarios aseguraron que la cifra seguramente crecerá aún más.
Este nuevo sistema tiende a desbaratar toda una rede de corrupción de falsos gestores que se abusaban de la necesidad de los extranjeros en regularizar su situación. La antigua ley 23.439, era del proceso militar y dejaba muchos puntos oscuros que prácticamente promovía el surgimiento de gestores “truchos” y la falsificación de documentos y contratos laborales. Se estima que con esa ley anterior casi un 60% de los contratos laborales presentados a fin de regularizar la situación de residencia eran falsos.
Por lo tanto esta nueva Ley 25.871, no sólo unifica criterios ni reduce los tramites burocráticos sino también pretende acabar con la corrupción en materia migratoria estableciendo pautas claras y específicas.
Según expreso Martin Arias Duval, “la Argentina es un país generoso con la inmigración y lo establece le mismo preámbulo de la Constitución Nacional. Eso se refleja en los costos de los tramites, por ejemplo en Argentina el costo es de 300 pesos, pero en un país vecino del Mercosur el mimo trámite tiene un costo de 600 dólares”.
Randazzo finalizó diciendo que está "convencido de que hemos avanzado muchísimo, si uno mira el otorgamiento de documentos hasta septiembre del año 2010, se han realizado 165 trámites de nuevo DNI en la Dirección Nacional de Migraciones y 55.000 en el resto del país”.
PENSIONADOS Y JUBILADOS ITALIANOS:Como es de público conocimiento el Consulado de Italia y el INPS exigen un documento de menos 10 años, en muchos casos los DNI tiene fecha de emisión anterior a los 10 años. Ante esta situación, La Comunitá le planteó al Ministro Randazzo la problemática actual y la posibilidad de encontrar una pronta solución a ello el Ministro respondió:
“ Voy a tomar nota de esta delicada situación, ya que seguramente muchos inmigrantes italianos son de avanzada edad y ello trae aparejado importantes inconvenientes. Intentaremos por lo pronto llegar a un mejor solución posible” además que sepan que el Ministerio como su funcionarios están dispuestos recibir cualquier tipo de inquietud o sugerencia “ manifestó Randazzo.

Ocse: 45,5 mln disoccupati,13 in piu' da 2008

Nei paesi Ocse sono senza lavoro 45,5 milioni di persone, 13,4 milioni in piu' rispetto a luglio 2008, ovvero prima della crisi economica. Lo rileva l'Ocse riferendosi ai dati di agosto 2010.
DISOCCUPAZIONE AGOSTO SCENDE A 8,5%,ITALIA 8,2% - Il tasso di disoccupazione nei paesi Ocse ad agosto era all'8,5% con un calo di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio, e della stessa entita' rispetto ad agosto 2009. Lo fa sapere la stessa organizzazione. In Italia - secondo la rilevazione Ocse - si e' invece registrato un tasso di disoccupazione dell'8,2%, con aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto 2009.

Rutelli cerca alleati: "Il terzo polo lo vuole un italiano su due"

Roma - "Il terzo polo? Sono pronto ad allearmi con chi sottoscrive la mozione di politica economica in 20 punti che abbiamo presentato al Senato, e che ha come primo punto il taglio del 35% del finanziamento ai partiti". Lo ha detto ai microfoni della trasmissione di Radio2 'Un Giorno da Pecora' il leader dell'Api Francesco Rutelli. Rispondendo alle domande dei conduttori su una possibile alleanza con Fini, il senatore si e' mostrato possibilista: "Nel '93, quando ci siamo contrapposti a Roma, molte cose erano diverse. Ciarrapico oggi rivendica la continuita' col fascismo e va contro Fini perche' lui non lo e' piu' da un pezzo: e' un indizio eloquente dei cambiamenti". Sui sondaggi di Euromedia Research che vedrebbero l'Api allo 0.4% in caso di elezioni, Rutelli ha affermato: "Quando lo dicevano alle regionali, abbiamo preso otto volte tanto. Non abbiamo sciolto un partito da 4 milioni di voti per arrivare al 3% o al 4% ma per riunire le forze stufe di questo bipolarismo. Oggi i sondaggi non valgono nulla perche' un italiano su due e' scontento e non aspetta altro che si formi un terzo polo". Infine, pur non sbilanciandosi sui nomi, riguardo il possibile candidato premier per il terzo polo Rutelli ha detto di avere "un paio di idee" su chi potrebbe essere.(AGENZIA DIRE, www.dire.it)

Legge anti-corruzione, 'sanzioni severe: fino all'ineleggibilità'

ROMA - "Si è conclusa la discussione generale, si stanno illustrando gli emendamenti che sono molti e complessi. In queste ore avremo un ulteriore audizione, quella del consigliere della Corte di Cassazione Piercamillo Davigo e poi entreremo nel vivo delle votazioni". Il presidente della commissione Affari costituzionali, dove si sta esaminando, insieme alla commissione Giustizia, il disegno di legge anticorruzione, Carlo Vizzini, ricorda anche che nelle scorse settimane sono state auditi "almeno 30 soggetti in 14 sedute perchè la materia è davvero complessa".
Secondo il senatore del Pdl, per quanto riguarda gli appalti pubblici e le commesse, occorre "seguire le stesse direttive che abbiamo seguito per la lotta alla criminalità organizzata. Penso che la tracciabilità di tutte le somme, quando si fa un appalto pubblico, debbano essere fatte con conti dedicati appalto per appalto. Questo consentirebbe una tracciabilità completa ed eviterebbe in prevenzione la corruzione.
Per il presidente della commissione i punti di forza del ddl si articolano su "tre concetti. Il primo è quello della trasparenza e dunque della prevenzione, il secondo è quello dei controlli soprattutto su gli enti pubblici e su quelli locali, il terzo è quello delle sanzioni che deve arrivare anche alla ineleggibilità, così come è previsto per condanne definitive superiori a 2 anni con l'esclusione per 5 anni dalla eleggibilità dal parlamento nazionale. Ovviamente, pene molto severe sono stabilite anche per gli enti locali fino alla procedura di fallimento politico dell'ente stesso".

Immigrati in Italia, toccata quota 4,2 mln Pari al 7% della popolazione residente

I cittadini stranieri residenti in Italia all'inizio del 2010 erano 4.235.059, pari al 7,0% del totale dei residenti. Nello stesso periodo dell'anno scorso, la percentuale era del 6,5%. Durante il 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.
I dati sono forniti dall'indagine Istat sulla popolazione straniera in Italia relativa all'anno 2009.
L'Istituto nazionale di statistica specifica che, fra gli stranieri residenti nel nostro Paese, i minori sono 932.675, il 22,0% del totale. Circa 573 mila sono nati in Italia, mentre gli altri sono giunti nel nostro paese per ricongiungimento familiare. I minori nati in Italia rappresentano la "seconda generazione", stranieri in quanto figli di genitori stranieri, ma non immigrati.
Circa la metà dei residenti stranieri proviene dall'Est Europa: un quarto di loro dai Paesi Ue di nuova adesione, fra cui 888 mila dalla sola Romania; un altro quarto dai paesi non appartenenti all’Ue. Secondo l'Istat, i cittadini est-europei (+181 mila nel corso del 2009, +9,5%) contribuiscono per circa la metà anche all’incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei paesi dell’Est europeo non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76 mila unità (+8,1%).
I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71 mila unità, con un incremento relativo del 11,6%. Nel corso dell’ultimo anno i paesi che hanno mostrato l’incremento più rapido appartengono all’Europa dell’est e al subcontinente indiano: +18,1% la Moldova, +17,1% il Pakistan, +15,3% l’India e +13,1% l’Ucraina. L'Istat sottolinea infine l’incremento del 13,0% dei cittadini del Perù, dovuto probabilmente alla regolarizzazione in corso dedicata al lavoro domestico.
Oltre il 60% dei cittadini stranieri residenti in Italia risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord.

11 ottobre 2010

IMMIGRATI: MARONI, NO VOTO MA TEMPI CERTI CITTADINANZA E IRREVOCABILE

Il diritto di voto spetta ai cittadini italiani. Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, a Torino per la presentazione del libro di Sergio Chiamparino ''La sfida'', ha ribadito il no alla concessione del voto amministrativo agli immigrati ma ha sottolineato che si puo' ''discutere sui tempi della concessione della cittadinanza''. In teoria oggi definiti in 10 anni ma che in pratica diventano molti di piu' a causa dei problemi burocratici. E per questo Maroni ha sostenuto la necessita' di tempi certi anche se non rapidi alla concessione della cittadinanza per gli stranieri regolari.Maroni ha pero' sottolineato di non essere d'accordo con il premier francese Nicolas Sarkozy sulla possibilita' di togliere la cittadinanza a chi compie determinati reati: ''Una volta data - ha detto Maroni - non si puo' revocare''.

Istat, produzione industriale +9,5%

La produzione industriale ad agosto é aumentata del 9,5% (dato corretto per gli effetti di calendario) rispetto allo stesso mese del 2009 e dell'1,6% (dato destagionalizzato) rispetto al luglio 2010. Si tratta, comunica l'Istat, del miglior risultato tendenziale dal dicembre del 1997.
"Sull'aumento pesa l'effetto delle chiusure estive, che di anno in anno variano a seconda delle politiche aziendali", spiega l'Istat. L'istituto, inoltre, precisa che la variazione dell'indice grezzo su base annua è del 12,8%. Nel mese di luglio, dati rivisti, l'Istat aveva registrato su base tendenziale una crescita del 5,6% (dato corretto dagli effetti di calendario) e su base congiunturale dello 0,3%. Nei primi 8 mesi del 2010 la crescita rispetto allo stesso periodo del 2009 è di +5,9% (+6,3% dato grezzo).
Analizzando i raggruppamenti principali di industrie, l'indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario segna, nel confronto con agosto 2009, aumenti del +23% per i beni strumentali, del +15,1% per i beni intermedi e del +1%. Guardando ai settori di attività economica, ad agosto l'indice della produzione industriale corretta per gli effetti di calendario registra, su base tendenziale, gli incrementi più marcati nei settori dei Macchinari ed attrezzature (+35,3%), della Metallurgia e prodotti i metallo (+20,4%), delle Apparecchiature elettriche e non elettriche (+18,7%) e delle Attività estrattiva (+16,6%). L'unica variazione negativa riguarda il settore della Fornitura di energia (-3,5%).
PRODUZIONE AUTOVEICOLI AGOSTO -20,2% ANNO - La produzione di autoveicoli ad agosto registra una diminuzione del 20,2% (dato corretto per gli effetti di calendario) rispetto allo stesso mese del 2009 (-17,3% dato grezzo). Lo comunica l'Istat aggiungendo che la variazione nei primi 8 mesi del 2010, a confronto con lo stesso periodo del 2009, è pari al +6,2% (+5,7% dato grezzo).

Pd, Bersani: "Governo di transizione per legge elettorale. Non ho paura di dossier"

Il Pd è pronto a un governo di transizione per cambiare la legge elettorale. A dirlo è il segretario del Pd Pierluigi Bersani nel suo intervento di chiusura all'assemblea nazonale del Pd di Busto Arsizio che ha spiegato come "noi siamo pronti ad un governo breve di transizione che cambi questa legge elettorale e ci rivolgiamo a tutte le forze che vogliono mantenere in sicurezza la democrazia". "E' una legge elettorale vergognosa che con il 35% dà la possibilità di prendesi tutto anche le decisioni che si fanno a Camere riunite. C'è gente che fa troppi sofismi, la posta in gioco è importante, dobbiamo rivolgerci a tutti per cambiare questa legge", sottolinea Bersani.
''Non so se ci sono dossier in giro o ricatti - dice ancora - quello che vedo, però, è che c'è gente che sta 'badata'. Io non ho paura di dossier''.
"C'è chi dice che Berlusconi è finito, la verità è che Berlusconi c'è, purtoppo. La sua può essere una crisi sistemica e chi divaga su questo aiuta Berlusconi a rimanere. Voglio dire che non c'è nussuna alternativa senza che il Pd ne sia traino ma non saremo gli utili idioti di qualcos'altro", ha detto ancora Bersani sottolineando che ''siamo nella seconda fase del berlusconismo, forse quella più pericolosa. La fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala, Berlusconi non se ne andrà bevendo una tazza di tè, ma preferirà il 'muoia Sansone con tutti i filistei'''.
Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franecschini, che proprone un'alleanza costituzionale, un'alleanza con tutti quelli che ci stanno, per cambiare la legge elettorale. ''Dobbiamo fare questa alleanza per cambiare la legge elettorale per tornare poi a un bipolarismo centrodestra-centrosinistra senza il berlusconismo'', aggiunge. ''Temo che Berlusconi possa tentare il colpaccio, adesso non parla più di elezioni ma temo che possa tentare un colpo di mano, utilizzando questa legge elettorale per avere un gruppo di deputati fedelissimi e per sfruttare il premio di maggioranza che è particolarmente grande in un sistema che è diventato tripolare. Proprio per questo - aggiunge - dobbiamno allearci con tutti pur di cambiare questa legge elettorale''.
Poi conferma la sua lealtà nei confronti del segretario Bersani': "'Alle primarie ho detto che qualunque fosse il risultato mi sarei sempre impegnato per il partito e non sarà qualche amicizia personale o una storia passata a farmi cambiare idea. Caro Pierluigi io intendo continuare il mio impegno sostenendo lealmente chi ha vinto le primarie, un impegno per fare crescere il partito''. Franceschini lo ha fatto senza citare espressamente il documento dei 75 parlamentari in appoggio a Walter Veltroni, documento a cui non ha aderito. ''Il Pd deve essere un partito unito, ma lo deve essere senza ipocrisie. Non vorrei che si sospendessero le divisioni durante le assemblee nazionali per poi riprenderle il giorno dopo sui giornali. Questo non andrebbe bene'', conclude Franceschini.
L'ex segretario del Pd Walter Veltroni ha '' apprezzato'' l'intervento conclusivo di Bersani . ''E' un passo avanti importante nel profilo di un partito riformista che mette alle spalle le culture del passato e che comincia a cimentarsi con più determinazione nelle sfide di una modernità che richiede nuove risposte''. ''Il metodo di Bersani è quello giusto: ha ascoltato, ha tenuto conto e risposto positivamente a molte delle osservazioni che erano state fatte. E' proprio il metodo giusto per rafforzare il partito e il suo profilo'', conclude Veltroni.
Esprime invece una netta contrarietà a qualunque alleanza elettorale tra il Partito democratico e la nuova formazione di Gianfranco Fini Giuseppe Fioroni: "Non ci salva un papa straniero né un'alleanza con Gianfranco Fini. Voglio essere chiaro, con Fini possiamo fare un'alleanza per un governo di transizione per cambiare la legge elettorale ma non potremo mai fare un'alleanza elettorale per un governo con Fini. Lui appartiene alla destra del paese. Nel discorso di Mirabello sono state evocate storie e uomini che sono alternative a chi come noi ricorda Marzabotto".

10 ottobre 2010

PD:Idee e progetti per allearsi con l'Italia

Il Pd non è abbastanza "rispettato", lo sarà presto ma a patto che "ci rispettiamo tra di noi". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo dice aprendo la relazione conclusiva all'assemblea nazionale democratica: "E' stata una bella assemblea, noi siamo un bel partito. Se ne convinceranno. Certo, non siamo rispettati abbastanza, non ci rispettano abbastanza gli amici, gli avversari... su di noi si dice di tutto, mi sveglio al mattino e imparo che ho fatto cose che non ho neanche mai pensato. Ma vi garantisco che ce l'avremo 'sto rispetto, con calma e gesso, ci rispetteranno". "L'unica condizione - avverte - è che ci rispettiamo noi. Se ci rispettiamo noi stiamo sicuri che poi ci rispetteranno. E qui ci siamo rispettati, questa è la vera rassicurazione, dobbiamo costruire il rispetto e la serietà . Non possiamo permetterci ritardi, i tempi stringono e le responsabilità aumentano, ma le pagine dei giornali sono ancora troppo piene di un partito che parla di sé e non dei problemi, e sì che i problemi in giro sono tanti. Non possiamo permetterci scarti su questo, perche' i tempi stringono: la crisi politica e la crisi economica si stanno avvitando''”.

Subito ha parlato della morte di quattro alpini in Afghanistan: “"La politica deve prendersi più responsabilità rispetto alla presenza militare. Si può anche morire per la democrazia, per la lotta al terrorismo, per la dignità e per i valori di civiltà, ma bisogna essere sicuri di arrivare a un risultato. Quello dell'efficacia dell'azione in Afghanistan e' il problema, adesso".Il segretario ha richiamato le parole pronunciate da Piero Fassino: ''sono d'accordo con lui e sulle ragioni che ha illustrato. Si puo' anche morire per la democrazia, per la lotta al terrorismo, per la dignita' umana, per la civilta', ma bisogna essere certi di arrivare al risultato che ci si e' prefissati. La politica - sottolinea Bersani - deve assumersi maggiori responsabilita' rispetto alla presenza militare''.Bersani parla anche di sud: “Dobbiamo parlare un linguaggio con più rispetto, non c’è crescita di una parte del paese senza l’altra. Falcone e Borsellino sono eroi nazionali, dobbiamo sapere che la nuova unità della nazione non si può fare senza avere al sud un movimento di rinnovamento. Abbiamo delle idee per spezzare la dipendenza dall’intervento pubblico, vi chiedo solo di non far polemiche. Dobbiamo far vedere la tanta bella gente che abbiamo minacciati dalla criminalità, giovani amministratori che in Sicilia e Campania combattono ogni giorno e non possiamo lasciarli soli. Qui al nord rispondiamo così, e ricordiamo che ha fatto al Lega: 37 leggi ad personam approvate, ruberie coperte, la Lega si prenda il suo che noi lo mettiamo sui manifesti”.. E’ uno dei passaggi più applauditi. Noi abbiamo un’idea di territorio e autonomia che non trascura le radici, i municipi, nasciamo lì noi. Ma non siamo attaccati alle paure, che siamo per l’autonomia della convivenza e delle relazioni, il sistema delle autonomie si chiama Italia. Questo famoso sistema si chiama Italia, abbiamo una diversa idea di federalismo, la via più efficiente di arrivare con protagonismo e razionalità alla conquista di livelli migliori di servizi essenziali. Asili, aree artigianali, tutto quel che c’è di buono non lo ha inventato i governi centrali, tutto quel che viene di buono arriva dai governi locali. Tremonti e Calderoli non possono fare il federalismo per raddrizzare una pianta storta ma per darci nuovi obiettivi, servizi civili. 200 anni fa i lombardi pensavano questo, c’erano o i conservatori o i federali, adesso abbiamo Maroni e la pajata con a polenta? Noi siamo alternativi, prendiamo in mano noi la bandiera del federalismo. Qui abbiamo le proposte: per le imprese piccole e medie, per l’agricoltura, la scuola, adesso facciamole vivere. Con il PD a livello locale, con al reciprocità tra nord e sud, io vorrei occuparmi qui del sud nei prossimi mesi. Non è retorica, usciamo dall’Assemblea più forti, approfondendo dei temi di governo, rapporti con altre forze politiche che partono dalle idee. Abbiamo la possibilità di prendere l’iniziativa, chiamare le forze sociali. Attenti che Berlusconi c’è e può porttare la sua crisi a crisi di sistema e chi divaga rischia di tenerselo, non c’è alternativa senza il PD. Quindi si rifletta perché discutiamo con tutti ma non facciamo la salumeria di nessuno, non ci stiamo a tutti i preziz, abbiamo un nsotor progetto di Italia. Pronti a discutere ma nessuno pensi che saremo gli utili idioti di qualcos’altro, noi avremo il fisico per esser eil traino del cambiamento. Abbiamo un dovere di compostezza e serietà ma dobbiamo muoverci. A novembre ci saranno tre week end di mobilitazione, credo che sarà un’occasione formidabile per farci vedere sui problemi, ognuno ci metta la sua fantasia a livello locale, concretamente. E lì cercheremo di far valere le nostre ide, produrre idee e progetti per allearsi con l’Italia. Se ci riusciamo avremo un enorme vantaggio competitivo".