31 agosto 2010

Disoccupazione stabile all'8,4%, ma più 'inattivi' e resta il problema giovani

ROMA - Il tasso di disoccupazione, relativo al mese di luglio, è pari all'8,4% e resta sostanzialmente stabile rispetto a giugno. Lo riferisce l'Istat. In confronto con luglio 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,5%. Il numero di inattivi (di età compresa tra 15 e 64 anni) aumenta dello 0,5% e dell'1% rispetto a luglio 2009. Il tasso di inattività, pari al 37,8% è in aumento sia rispetto al mese precedente (+0,2%) sia rispetto a luglio 2009 (+0,3%).
Nel dettaglio l'Istat segnala che gli uomini inattivi sono in aumento dello 0,9% su base mensile e dell'1,8% su base annua, mentre le donne inattive presentano aumenti dello 0,3% rispetto a giugno e dello 0,6 rispetto a luglio 2009.
La disoccupazione maschile risulta in diminuzione del 2,3% rispetto al mese precedente, ma in aumento del 6,8 rispetto all'anno precedente. Il numero di donne disoccupate aumenta dell'1,2% rispetto a giugno e del 5,3 rispetto a luglio 2009. Il tasso di disoccupazione maschile è uguale al 7,5%, in calo di 0,2 punti rispetto a giugno e in aumento rispetto a luglio 2009 (0,5 punti). Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 9,7%, in aumento sia rispetto a giugno (0,1 punti percentuali), sia rispetto al mese di luglio 2009 (0,5 punti percentuali).
Resta il problema giovani: uno su quattro e' senza lavoro. Il tasso di disoccupazione giovanile e' infatti pari al 26,8%, con una riduzione di 0,6 punti rispetto al mese precedente e un aumento di 1,1 punti rispetto a luglio 2009.
"La situazione rimane certamente preoccupante, ma sarebbe colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale positivo con l'Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente fermatasi". Cosi' il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, commenta i dati diffusi oggi dall'Istat sull'occupazione a luglio. "Come afferma l'Istat, la situazione dell'occupazione nel mese di luglio rimane- ricorda Sacconi- sostanzialmente stabile. Mentre in Europa la disoccupazione non scende sotto il 10 per cento, il tasso di disoccupazione scende in Italia di un altro 0,1% sul mese precedente, attestandosi all'8,4% e la stessa disoccupazione giovanile scende dello 0,6%".
Per Sacconi "il piano triennale per il lavoro varato dal governo nei primi giorni di agosto sara' ora oggetto di consultazione con le parti sociali per arrivare tempestivamente a rilanciare il contratto di apprendistato per i giovani, a promuovere una formazione corrispondente alle competenze richieste, a sviluppare relazioni industriali cooperative e partecipative". (AGENZIA DIRE www.dire.it)

La Scala di Milano brillò e abbagliò nel “Teatro Colon”

"Una delle emozioni più grandi, dal mio arrivo in Argentina, è stato quello di entrare nel “Teatro Colon” Dott.Guido La Tella.
Quando si parla dell'Italia sempre si menziona il suo grande patrimonio artistico e culturale. La maggioranza rimane trasognata quando si è di fronte a simile ricchezza artistica. L’Italia, con la sua arte e la sua cultura, ci conduce ad un "stato" unico dell'anima, ci diletta con la sua bellezza e ci meraviglia col suo splendore.
Serbiamo memoria che nel 1786 Goethe, nel realizzare un viaggio in Italia ne cambiò radicalmente la sua vita. Viaggiare, percorrere e conoscere l'Italia, era allora e continuò ad essere nel tempo, per i tedeschi Goethe, Winckelman, gli inglesi Byron, Shelley, Ruskin, Keats, i francesi (Stendhal), un viaggio di iniziazione, l'incontro con la gran arte, con le opere più belle mai realizzate dall'uomo.
Quindi, la ricerca di un incontro con una sensibilità artistica superiore segnò molti intellettuali di diverse discipline e nazionalità. L'Italia fu sempre e continua ad essere una fonte d’ispirazione per chi desidera inondarsi di una sensibilità differente.
Questa volta, è l'Italia che ci cerca e c’incontra con la presentazione dell'Orchestra Stabile ed il Coro della Scala di Milano. È la prima volta che Buenos Aires riceve La Scala con l’arrivo di un’orchestra ed un coro per un totale di 250 musicisti.
L’esecuzione di La Scala a Buenos Aires si è realizzata grazie al tour internazione dell'orchestra che tra molti paesi è stata presente in Giappone, Germania e Spagna, inoltre coincidendo coi 60 anni del debutto di Baremboim come pianista. Per di più, questa serie di tre concerti è un omaggio della Repubblica Italiana al Bicentenario dell'Argentina, al centenario compiuto nel 2008 del Teatro Colombo ed alla sua recente riapertura.
"Una delle emozioni più grandi, dal mio arrivo in Argentina, è stato quello di entrare nel “Teatro Colon” e scoprire nei visi degli argentini l'orgoglio per una parte tanto nobile della loro storia. Mi riconobbi con estrema naturalezza in essi. Per noi italiani, La Scala è un luogo magico, un santuario della cultura che interpreta e definisce il carattere del nostro paese", dichiarò l'ambasciatore dell'Italia in Argentina, Dr. Guido La Tella.
Questo ambizioso progetto fu concepito dall'Ambasciata di Italia a Buenos Aires nel 2007, e per molti risultava quasi impossibile. Ovviamente ci furono tante difficoltà e contrattempi ma sempre costante e presente è stata la volontà di portare La Scala per il Bicentenario. L'idea che servì da impulso a tanto ambizioso progetto fu semplice: unire i paesi attraverso la cultura, in questo caso attraverso la musica. La motivazione fu un fattore determinante per far si che si lavorasse congiuntamente tra il Governo italiano, il Governo della Città di Buenos Aires, Il Municipio di Milano, La Scala, il Teatro Colombo, quindi cinque aziende (Techint, Ghella, Pirelli) e gli Aeroporti Argentina 2000 che generosamente appoggiarono in maniera incondizionata l’evento per far arrivare La Scala al Teatro Colombo.
"Il linguaggio della musica è universale ed unisce i paesi oltre la distanza ed il tempo. Contribuisce a costruire quella memoria condivisa che fa la differenza nelle relazioni tra due paesi. L'Italia lo sa bene, per questo motivo ha fatto della politica culturale un pilastro della sua azione esterna. In Argentina tale compito è eccezionalmente semplice: poche volte ho lavorato in un paese tanto ricettivo ed aperto a godere della cultura in tutte le sue forme", dichiarò l'ambasciatore La Tella.
Lo stesso Daniel Baremboin si è mostrato entusiasta per la visita della Scala in Argentina, affermò: "è di notevole importanza che questa formazione emblematica sia venuta a celebrare il Bicentenario dell'Argentina. Tutto quello che ha a che vedere con l'Italia, si rinnova di maggiore importanza in Argentina che in qualunque altro paese fuori dall’Italia, accennò Barenboim.
Il programma è stato il seguente: I giorni 29 e 31 consisterono in un omaggio all'opera architettonica, dai primi disegni e compassi da cui nasceva l'attuale Teatro Colombo più di un secolo fa. Quindi l’Aída, opera in quattro atti con musica di Giuseppe Verdi e libretto di Antonio Ghislanzoni, basato in Camille du Locle ed Auguste Mariette. L'Orchestra della Scala l’eseguì in versione di concerto, intestando la ripartizione al soprano ucraino Oksana Dyka nei panni di “Aída”, al mezzosoprano russo Ekaterina Gubanova l’interpretazione di “Amneris”, il tenore svizzero Salvatore Licitra recitò “Radamés”, il baritono polacco Andrzej Dobber espresse “Amonasro”, Kwangchul Youn interpretò “Ramfis” e Carlo Cigni calcò le scene del “Re dell'Egitto”.
Il 30 agosto il Coro e l'Orchestra del Teatro La Scala di Milano, sempre con la direzione di Daniel Barenboim, offrirono la Messa di Requiem per solisti, coro ed orchestra di Giuseppe Verdi. I cantanti solisti furono Marina Poplavskaya (soprano), Sonia Ganassi (mezzosoprano), Giuseppe Filianoti (tenore) e Kwangchul Youn (basso).
In sintesi, furono tre giorni di concerti memorabili che sicuramente segneranno il "nuovo" presente del Teatro Colon. La Scala di Milano, con la direzione di Daniel Baremboim riuscì in un eccellente esecuzione, seppero trasmettere l’esimia qualità musicale e generarono nel pubblico quella speciale sensibilità che solo i grandi possono trasmettere. Speriamo che non sia la prima e l'ultima volta che ci fa visita, che questa importante iniziativa continui a ripetersi, conservando la cultura italiana come principale protagonista e collocandola nel cuore degli argentini. (Leonardo D. Olivieri-La Comunità)

30 agosto 2010

Successo Aida scaligera a Baires

BUENOS AIRES, - Pubblico del Teatro Colon di Buenos Aires estasiato dall'Aida dell'orchestra e del coro della Scala diretta dal maestro Barenboim. Anche se abituato ai teatri e alla stampa di tutto il mondo, per il maestro scaligero dirigere nella sua Argentina ha comunque un sapore del tutto particolare. 'Sono nato non lontano da qui, nella calle Arenales' ricorda. E poi aggiunge: 'L'Argentina senza l'Italia non esisterebbe e non c'e' miglior ambasciatore dell'Italia nel mondo della Scala'.

29 agosto 2010

Prodi 'benedice' Bersani: "Positivo che si torni a coltivare l'Ulivo con nuovi innesti"

ROMA - "Mi ha destato una piacevole sorpresa leggere che Bersani ha deciso" di riprendere "la coltivazione" dell'ulivo "facendone un punto di riferimento per rimettere in ordine i registri dell'azienda italiana, messi in grave difficolta' dalle male organizzate tecniche agrarie succedutesi nel frattempo". Parla Romano Prodi che, in un articolo sulla prima pagina del Messaggero, dal titolo 'L'olio dei monaci e i nuovi innesti', plaude, con una metafora agricola, alla proposta lanciata ieri dal segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani.
L'ex premier osserva: "In fondo è passata soltanto una dozzina d'anni da quando, nel 1998, la coltura dell'ulivo è stata ritenuta non più remunerativa per il riformismo italiano ed è progressivamente scomparsa dai registri della nostra politica". Quindi aggiunge che "è apprezzabile che si parli di un 'nuovo ulivo', in cui l'aggettivo 'nuovo' mette in rilievo la necessità di introdurre nella coltura nuovi diserbanti, nuovi fertilizzanti e, soprattutto, nuovi innesti. Auguro quindi a Pier Luigi Bersani- continua- che trovi il terreno adatto e il calore sufficiente perché la pianta mediterranea a noi così cara possa vivere abbastanza a lungo da produrre frutti sufficienti a risollevare le sorti dell'Italia".
L'articolo di Prodi parte con un riferimento alle coltivazioni della sua terra. "Si narra (e non è detto che le cose narrate siano sempre vere)- scrive- che, nei registri manoscritti delle aziende agricole dei monasteri della collina bolognese, i proventi per la vendita di olio di oliva costituissero una parte copiosa dei loro introiti durante tutto il quindicesimo secolo. Si narra inoltre che intorno alla fine dello stesso secolo sia avvenuta una piccola glaciazione durata circa dodici anni e che, di conseguenza, a settentrione dell'Appennino (fatta eccezione per il lago di Garda, le colline di Brisighella e qualche altra ristretta isola) la coltivazione dell'ulivo sia totalmente scomparsa e tale sia rimasta fino ad oggi".(AGENZIA DIRE, www.dire.it)

Meeting Cl, Bersani apre a Fini: "Con lui si può discutere di regole"

Vorrei un'altra Italia, che riprendesse la spinta, la fiducia di poter crescere e uno spirito civico. E per arrivare a quello, temo che passaggio inevitabile sia lasciarsi alle spalle Berlusconi". E' l'auspicio del segretario del Pd, Pierluigi Bersani che a margine del Meeting di Rimini annuncia di aver "sentito un sacco di sì per il Nuovo Ulivo. Così tanti che non me li aspettavo e che sono venuti da tutte le parti". D'altra parte, precisa, da "Di Pietro non c'è nessun veto sugli alleati". Con Gianfranco Fini potremmo discutere di 'regole del gioco', ma in generale "non mi aspetto una particolare risposta" dal presidente della Camera, "perché il centrodestra ha già tanto da discutere di suo e non credo abbiano tempo per discutere anche delle nostre cose". "Credo che Fini - aggiunge Bersani - abbia percepito un passaggio della mia lettera, nella parte in cui dico che nel centrodestra ci sono delle forze conservatrici che hanno tuttavia un'idea più europea di così è una forza conservatrice di destra e che quindi mal sopportano una piegatura in senso personalistico e plebiscitario della nostra democrazia". "E quindi anche con queste forze si puo' discutere quando si parla di assetti costituzionali e di legge elettorale, perché stiamo parlando di regole del gioco" conclude, spiegando che "in ogni caso, gli ex fascisti stanno di là e l'ex comunista sta di qua. Dopodiché tutti e due abitiamo nello stesso Paese".

Per il leader democratico "il Governo non arriverà a fine legislatura" e in questo senso bisogna lavorare a un'alleanza elettorale per tutte le forze che dovranno partecipare al nuovo Ulivo". "Da lì noi dovremo far partire un appello a tutte le forze che hanno una certa idea di democrazia e che sono preoccupate di una piega plebiscitaria. E questa cosa che dico, in caso di emergenza, può diventare - spiega Bersani - anche un patto elettorale, mentre in una via più ordinaria puo' diventare una piattaforma comune. Per esempio, sulla legge elettorale o sull'indipendenza della magistratura". "Ci va bene?" chiede il leader del Pd. "E' una domanda alla quale non deve rispondere solo il centrosinistra o il nuovo Ulivo ma anche qualcun altro.Chi? Chi è disponibile".
"Credo che dobbiamo fare in modo di predisporre un'alternativa che solleciti anche tutte quelle forze che hanno una certa idea della nostra democrazia" aggiunge il leader dei Democratici. Insomma due sono le alternative possibili: "Se noi nel futuro dobbiamo prendere una piega di tipo populistico" oppure, conclude Bersani, "se dobbiamo rinnovare le istituzioni cominciando nel solco della più bella delle Costituzioni del mondo, cioè la nostra".
Ha poi scherzato con i cronisti che gli domandavano per quale ragioni avesse deciso di raggiungere la kermesse a sorpresa. "Perché volete cacciarmi via? - ha concluso Bersani - sono sempre venuto e così ho fatto anche quest'anno".

22 agosto 2010

CRESCE LA DOMANDA DI MANODOPERA STRANIERA NELLE AZIENDE ITALIANE: I DATI DELLA FONDAZIONE LEONE MORESSA

Sono 181mila i nuovi assunti stranieri nelle aziende italiane previsti nel 2010 (22mila in più rispetto al 2009) e coprono il 22,6% delle assunzioni complessive. Sono prevalentemente le imprese sopra i 50 dipendenti (41,7%) a ricercare manodopera straniera da impiegare nei servizi alle persone (21,8%), richiedendo lavoratori con esperienza nel settore (54,6%) e qualificati nel commercio e nei servizi (27%). Parma, Forlì-Cesena e Prato sono le province con il maggior peso di assunti stranieri rispetto al totale delle assunzioni previste, con incidenze pari, rispettivamente, a 41,9%, 38% e 32,3%. Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato i dati Excelsior-Unioncamere sulle previsioni di assunzione per il 2010.Nel 2010 le imprese italiane assumeranno in prevalenza nuova manodopera straniera per ricoprire lavori non stagionali (105mila unità), mentre per le mansioni a carattere stagionale si tratta di 75mila nuovi posti. Ma il peso maggiore delle nuove assunzioni avviene tra i lavori a tempo determinato dove il peso dei contratti stagionali sottoscritti dagli stranieri saranno il 30% del totale, contro il 19,2% delle mansioni non stagionali.


La propensione all’assunzione di manodopera straniera è più elevata nelle aree del Nord e del Centro rispetto al Sud: infatti, se in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana l’incidenza dei nuovi assunti stranieri supera il 25% del totale, in Puglia, Sardegna e Basilicata si tratta appena del 12,8%, 13,6% e del 13,8% (rispettivamente).Per quanto riguarda le sole assunzioni non stagionali prevale la richiesta di manodopera straniera nei servizi alle persone (come trasporti, assistenza sanitaria, istruzione…) specie in Emilia Romagna (28,8%), Piemonte e Valle d’Aosta (20,9%). Vi è più probabilità di assunzione nelle aziende dei servizi alle imprese se gli stranieri sono residenti in Basilicata (51,1%), Lombardia (26,9%), Toscana (24,7%) e Trentino Alto Adige (21,9%). Nelle regioni meridionali la richiesta prevalente sarà nel settore delle costruzioni, mentre in Veneto e nelle Marche la domanda di stranieri avverrà nella manifattura. Infine il comparto turistico la farà da padrona in Friuli Venezia Giulia (23,3%) e in Sardegna (27,8%).Ma se al Nord sono le imprese di più grande dimensione a ricercare manodopera di origine stranera, al Centro e al Sud la maggiore richiesta proviene dalle imprese più piccole (da 1 a 9 dipendenti). In generale non vi sono differenze di genere nella scelta dei nuovi candidati, sebbene in alcune regioni i maschi abbiano più probabilità di essere assunti, come in Molise o in Campania dove esplicitamente le aziende preferiscono il sesso forte nel 61% dei casi. Alle nuove leve viene richiesta una certa esperienza nel settore di attività in cui saranno assunti e verranno scelte figure professionali qualificate soprattutto nel commercio e nei servizi. Questo avviene soprattutto al Nord (Veneto, Emilia Romagna e Friuli V.G. e Liguria), mentre nelle aree centro meridionali l’interesse è per gli operai specializzati. Le professioni non qualificate sono richieste invece in prevalenza in Toscana, Basilicata e Calabria.A livello provinciale, le aziende romane e milanesi assumeranno più stranieri a livello assoluto per mansioni non stagionali (11.530 nella capitale e 8.640 nel capoluogo lombardo), ma sono Parma, Forlì Cesena e Prato le aree in cui gli stranieri avranno più probabilità di trovare nuova occupazione rispetto al totale delle nuove assunzioni previste nei singoli territori. Per quanto riguarda le professioni più richieste vi sono province che preferiscono assumere operai specializzati (come Forlì Cesena, Gorizia e Ancona, solo per citare le prime), oppure lavoratori qualificati nel commercio e nei servizi (come Parma e Pavia), o manodopera non qualificata (come Prato, Teramo e Imperia)."La ripresa delle assunzioni di stranieri in Italia" dichiarano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa "è il primo ma ancora timido segnale di risveglio dell’attività economica, dopo un 2009 caratterizzato da una flessione nelle assunzioni di manodopera immigrata del -31%. Se si considera che per i 20mila nuovi posti di lavoro disponibili in più rispetto allo scorso anno si preferiranno lavoratori stranieri, allora occorre riflettere sulle reali esigenze del mondo produttivo che non ha smesso di ricercare queste figure lavorative. Tali dati permettono di ipotizzare come le emorragie occupazionali create dalla crisi, che ha fatto emergere le difficoltà di questa parte debole della società, possano essere in parte attenuate quest’anno tramite la creazione di nuove opportunità lavorative". (aise)

Berlusconi: ''Sui cinque punti non si discute, prepariamoci al voto''

Il partito deve prepararsi alle elezioni politiche anticipate, che potrebbero svolgersi anche "a breve". Lo afferma il presidente del Consiglio e del Pdl, Silvio Berlusconi, in un audiomessaggio inviato ai Promotori della Libertà. "Dobbiamo riorganizzare sul territorio la presenza del Popolo della libertà - afferma Berlusconi - la nostra presenza e la presenza di tutte le nostre componenti più dinamiche, per realizzare appunto una presenza attiva e capillare in ciascuna delle 61mila sezioni elettorali, in ciascuno dei 61mila dipartimenti elettorali in cui è ripartito il nostro Paese, e dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza, come quella ad esempio di elezioni entro poco tempo".

"Io so benissimo - aggiunge il premier - di poter contare su di voi, sul vostro entusiasmo, sulla vostra dedizione alla nostra comune causa della libertà, e di contare anche sulla vostra capacità di convincere amici e conoscenti della correttezza delle nostre posizioni e vi ricordo che bisogna anche informare tutti quanti di tutto ciò che è riuscito a realizzare il nostro governo in questi due anni, quale nessun altro governo nella storia della Repubblica aveva mai fatto".
"Voi dovete portare a schierarsi al nostro fianco tutti coloro che sono in buona fede, tutte le persone di buona volontà che amano l'Italia e che la vogliono più libera, la vogliono più giusta e la vogliono più moderna, come la vogliamo noi. Io ci conto - conclude il presidente del Consiglio - e sono sicuro che voi darete il vostro apporto a questa necessità di comunicare e rendere edotti tutti delle situazioni che si stanno determinando nel paese".

19 agosto 2010

Governo: Bossi, Fini e la sinistra hanno paura boia del voto

Calalzo (Belluno), - (Adnkronos) - Il presidente della Camera Gianfranco Fini e "la sinistra" hanno "una paura boia del voto". A dirlo, a Calalzo di Cadore stamani e' il ministro per le riforme e leader della Lega nord Umberto Bossi. Si andra' alle elezioni' "magari -risponde- hanno troppa paura: Fini, che ha fatto pasticci, e la sinistra. Una cosa e' certa: hanno una paura boia del voto quindi faranno di tutto per mettersi di traverso sulla linea del voto. D'altra parte, i rumori li hanno fatti loro. Sappiamo che, per uscire dai pasticci, per avere stabilita' nel Paese, occorre avere delle forze politiche che hanno anche una grande forza in Parlamento"

Vertice del Pdl, domani la resa dei conti. "Se non c'è maggioranza è legittimo il voto"

Dal vertice di domani dovranno uscire punti assai precisi e specificati". Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.
"Berlusconi presentera', infatti, una scelta in positivo sulla riforma della giustizia, sul sud, sul federalismo. Cose che servono per andare incontro alle esigenze del paese e per governare. Su questo -continua Cicchitto- dovremo confrontarci. Su questo siamo chiamati a scegliere".
"Noi crediamo che richiedere il voto, se non c'e' una maggioranza parlamentare sulla piattaforma programmatica che avremo discusso, sia non solo legittimo, ma giusto rispetto al popolo sovrano che ci ha conferito il mandato di rappresentare le proprie istanze. Quindi: o fiducia,o voto", conclude il presidente dei deputati.
Dai finiani, comunque, arriva un'apertura, almeno per quanto riguarda il capitolo giustizia. Parlando ai microfoni di 'Radio Radicale', il parlamentare di Fli Adolfo Urso ha ritenuto infatti tema portante di confronto della verifica di governo "la giustizia". E, puntualizza, "pensiamo che oltre ai quarto capitoli possa aggiungersene un quinto, quello relativo ai giovani, alla riforma del welfare e delle pensioni, alla riforma dell'universita' e della scuola, agli investimenti in ricerca. Ma la giustizia c'e' e non puo' non esserci".
"Una riforma sui tempi dei processi, assolutamente importante anche per gli investimenti esteri nel nostro Paese, e all'interno della riforma della giustizia certamente puo' esserci un capitolo che tuteli le piu' alte cariche dello Stato. Siamo favorevoli a un lodo per il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio. Non pensiamo sia invece necessario per i ministri. Noi diciamo: facciamo come in Francia", ha concluso Urso.

17 agosto 2010

WELFARE: TESORO, NEL 2009 SPESA PENSIONI +4,3%. PER DISOCCUPAZIONE +34%

Nel 2009 la spesa per prestazioni sociali in denaro del Tesoro ha raggiunto quota 291.335 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto al 2008, che peraltro aveva gia' registrato un aumento del 4,9%. Il peso sul Pil e' passato dal 17,7% al 19,2%. E' quanto emerge dalla Relazione generale sulla situzione economica del Paese presentata lo scorso maggio dal ministero dell'economia.Nell'ambito delle prestazioni sociali in denaro, la spesa per le pensioni e le rendite ha pesato per 234.025 milioni di euro (+4,3% su base annuale), ''mantenendosi costante come quota del complesso delle erogazioni sociali a carico della Pubblica Amministrazione (58,2%) e aumentando di circa un punto percentuale rispetto al Pil (15,4%)'' e' scritto nelle relazione. Molto modesti gli assegni pensionistici, il 27,7 e' compreso tra 500 e mille euro mensili, solo il 13,7 riceve pensioni superiori a 1.500 euro mensili.
Sempre nell'ambito delle prestazioni sociali in denaro, la crisi ha determinato un aumento della spesa finalizzata al sostegno del reddito e alla coesione sociale.''Pagamenti molto sostenuti per la cassa integrazione guadagni (+200,4%) e per gli assegni di disoccupazione (+34,8%) e in relazione alla erogazione del bonus staordinario a favore delle famiglie a basso reddito'', spiega la relazione.

16 agosto 2010

L’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA BANDISCE 5 BORSE DI STUDIO PER STUDENTI FIGLI DI ITALIANI RESIDENTI IN AMERICA LATINA

Attivare strumenti che possano aiutare gli studenti universitari figli di italiani residenti all’estero: è questa la motivazione che ha spinto l’Università della Calabria a mettere a disposizione 5 borse di studio, che saranno destinate ad altrettanti studenti figli di italiani residenti in uno dei Paesi dell’America Latina. L’Ateneo calabrese ospiterà gli studenti nel proprio campus e fornirà loro, sempre a titolo gratuito, il servizio mensa.Il bando e il modello della domanda sono consultabili sul portale dell’Ateneo all’indirizzo internet www.unical.it, nell’area "Avvisi di Gara, Concorsi, Master, Borse di Studio" – Sezione "Borse di Studio" e la scadenza è fissata al 10 settembre 2010.

APERTE LE ISCRIZIONI AL CONCORSO "HOLA CERDEÑA" PER GIOVANI EMIGRATI SARDI IN ARGENTINA

Emigrati sardi o figli di emigrati o discendenti, residenti in Argentina e di età compresa tra 15 e 30 anni,, potranno, fino al prossimo 30 settembre, iscriversi al corso "Hola Cerdeña" promosso dall’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, in collaborazione con la Federazione dei Circoli Sardi in Argentina. A diffondere la notizia è il Consolato Generale d'Italia di Rosario nella sua newsletter di luglio. Obiettivo dell’iniziativa, quello di avvicinare gli emigrati e i loro figli al tessuto associazionistico sardo e promuovere la conoscenza della cultura italiana e sarda.Il concorso consiste nella produzione di un elaborato di argomento storico, letterario, ambientale ed economico della Sardegna. Agli elaborati, in lingua italiana, potranno essere allegati fotografie e video e ai vincitori verranno attribuiti 35 assegni di merito. Contatti e ulteriori informazioni sull’iniziativa sono disponibili sul sito web della Federazione dei Circoli Sardi in Argentina (www.federacionsarda.org.ar).

Storico sorpasso della Cina sul Giappone: ora è la seconda economia dopo gli Usa

La Cina sorpassa il Giappone e diventa la seconda economia più grande del mondo, alle spalle degli Usa. L'economia del Giappone, infatti, è cresciuta ad un ritmo annuale dello 0,4 per cento nel trimestre aprile-giugno, un risultato debole che ha permesso alla Cina di scavalcarlaE' stato il terzo trimestre consecutivo di crescita per il Giappone, ma il ritmo è stato molto più lento rispetto l'aumento annuale del 2,3 per cento previsto dagli economisti. L'economia giapponese nel trimestre è cresciuta a 1.290 miliardi di dollari, meno dei 1.340 miliardi di dollari della Cina.

Napolitano: ''Tradisco la Carta? Allora chiedano l'impeachment''

"Chi pensa che il capo dello Stato tradisca la Costituzione ha il potere e il dovere di chiederne la messa in stato d'accusa da parte del Parlamento, secondo quanto prevede la stessa Carta fondamentale. E' il pensiero che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affida a una nota da parte del Quirinale, in risposta a quanto contenuto nell'intervista del vicepresidente del gruppo dei deputati del Pdl Maurizio Bianconi, apparsa ieri sul quotidiano 'Il Giornale'. Stigmatizza il Colle: Bianconi "si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano 'sta tradendo la Costituzione'. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta - ricorda il Quirinale - di cui l'on. Bianconi è di certo attento conoscitore, se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti - si sottolinea - le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni".
In particolare, l'articolo 90 della Costituzione - richiamato dalla nota del Quirinale - recita che "il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri".
Giorgio Napolitano sta tradendo la Costituzione", era stata l'accusa lanciata ieri da Bianconi nell'intervista al 'Giornale', aggiungendo: "La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, oppure fingendo di rispettarla". L'esponente del Popolo della libertà aveva sottolineato che Napolitano aveva affidato a Berlusconi l'incarico di formare il governo sostenendo ''che in questo sistema bipolare, col premier indicato sulla scheda, è il risultato elettorale a determinare l'assegnazione degli incarichi''. Ora, invece, ''Napolitano smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima, dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo tecnico".
Sosteneva dunque Bianconi nella sua intervista: "Formando il governo, lo stesso Napolitano ha accreditato una prassi che ora non può smentire. Un altro presidente della Repubblica potrebbe farlo, lui ormai non può più tornare indietro, perché si è autovincolato. Se tu stesso hai garantito una Costituzione materiale basata sul risultato elettorale, cercando un governo diverso in Parlamento non stai rispettando la Costituzione, ma solo contraddicendo te stesso".
Oggi Bianconi interviene di nuovo per replicare a Napolitano e nel merito non arretra di un passo. Chiedere l'impeachment? Se si formerà un governo che non tiene conto della maggioranza uscita dalle urne ''lo darà la storia'' l'impeachment al capo dello Stato, è l'opinione dell'esponente del Pdl, che non nasconde ''lo stupore e il disagio'' per la risposta ''piccata e del tutto sproporzionata alle osservazioni sollevate''. ''Si vede - sottolinea - che ho colto nel segno''.
Bianconi si dice comunque ''in fondo amareggiato per la nota del Quirinale''. "Quanto all'uso delle parole 'tradire' e 'tradimento' - precisa - esse sono frutto dello sbrigativo linguaggio giornalistico e non avevano e non hanno certo il senso e la sostanza che gli si è voluto attribuire". "Ribadisco - aggiunge - il massimo rispetto per le istituzioni e per il presidente della Repubblica, ma la sostanza del concetto espresso non cambia. E forse sarebbe stato meglio misurarsi su questo''.
Infuria la polemica. ''Basta con il massacro delle istituzioni'' ammonisce il presidente dell'assemblea del Pd, Rosy Bindi. ''Il Pdl sta tentando di condizionare l'atteggiamento del presidente della Repubblica in maniera strumentale e pericolosa - rincara Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd - Ci troviamo di fronte a veri e propri analfabeti della Costituzione italiana''.
"Chi attacca il Colle vuole lo sfascio delle istituzioni'' dichiara per l'Idv il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. E il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, chiede al ''presidente del Consiglio, che ha giurato sulla Costituzione'' di far ''tacere le voci irresponsabili che si levano dal suo partito".
"Nessuno dubita della correttezza passata, presente e futura del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - precisa per il Pdl il portavoce Daniele Capezzone - Abbiamo sempre constatato, anche in passaggi delicati della vita politica e istituzionale del nostro Paese, un suo comportamento ineccepibile". "Contestualmente, però - mette in chiaro Capezzone - non sarebbe accettabile l'idea di governi cosiddetti 'tecnici' o 'istituzionali' che dovessero ribaltare o comunque mettere tra parentesi gli esiti elettorali del 2008, peraltro confermati nel 2009 e nel 2010".
I finiani fanno quadrato attorno a Napolitano. Di ''attacchi subdoli di esponenti del Pdl'' parla Carmelo Briguglio. ''Non siamo ancora al dossieraggio ma certamente a tentativi di intimidazione nei confronti del presidente della Repubblica, dopo l'aggressione al presidente della Camera. Cosa deve succedere ancora? Si vuole provocare il collasso delle nostre istituzioni"? chiede Briguglio.
A fargli eco Italo Bocchino, per il quale ''accusare in via preventiva il presidente della Repubblica di voler favorire governi alternativi a quello in carica è un tentativo di intimorire la più alta magistratura della Repubblica e costituisce un gravissimo vulnus che respingiamo con forza''.
Ma il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, liquida tutta la faccenda come ''una tempesta in un bicchier d'acqua. Come dimostra la nota stessa diramata dal Quirinale l'onorevole Bianconi è inciampato su una parola che non riflette in alcun modo la posizione del Pdl e neppure dello stesso onorevole Bianconi come lui stesso ha poi ben chiarito''.

Gasparri: sono certo che il capo dello Stato direbbe no a un governo tecnico

ROMA- "Il capo dello Stato, se viene meno la maggioranza che ha vinto le elezioni, deve prendere atto che gli elettori devono decidere quale sia la nuova maggioranza di governo. Non può decidere una congiura di Palazzo". Lo dice il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ad Affaritaliani.it. "Ipotesi diverse- aggiunge- sarebbero un'attentato alla Costituzione e non mi pare che Napolitano sia una persona che si avventuri su percorsi di questa natura contrari alla sovranità popolare".

Gasparri in mattinata si era espresso sulla frase di Bossi sui governi tecnici come le angurie, "verdi fuori e rossi dentro". "Bossi usa un linguaggio colorito. Ma dice cose vere. Governi dei perdenti o da ribaltone sarebbero impossibili. Un attentato alla Costituzione non potrebbe mai vedere il Quirinale coinvolto. Lo sappiamo con certezza". Così il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, per il quale "se qualcuno si illude, rinunci ai propri propositi. Il paese non consente il ritorno al passato, l’immobilismo, i tradimenti. Il tema governi tecnici o come li si voglia chiamare è definitivamente fuori dal dibattito. Ne prendano nota tutti gli addetti ai lavori", è l'invito.
BOSSI: LA LEGGE ELETTORALE? E' PERFETTA
La legge elettorale è "ottima", anzi "perfetta. Una legge che permette di presentare un programma elettorale prima delle elezioni, a differenza dell'altra legge". Ne è convinto Umberto Bossi. Il leader della Lega ad Affaritaliani.it osserva che la legge elettorale "non è una porcata. Prima era una porcata. Prima non c`era nessun programma da rispettare. Ora la gente vota in base ai programmi e sa che i partiti sono costretti a rispettare i programmi. Volete mica ritornare ai tempi della prima repubblica, dei democristiani, dei socialisti, della marmaglia che ha infestato questo Paese...".

15 agosto 2010

CRISI: FEDERCONSUMATORI, FAMIGLIE ALLE CORDE E STANGATA DA 1.100 EURO

'La situazione economica e sociale e' ancora peggio di quanto avevamo previsto''. Lo sostiene l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, stilando un primo consuntivo sull'andamento dei consumi del nostro Paese.Infatti - rileva Federconsumatori - tutti i consumi sono in calo a partire da quello turistico, dove per la prima volta si e' sceso sotto la percentuale del 40% di chi ha usufruito di vacanza, senza parlare della quantita' della stessa, in riduzione, e delle nuove modalita' di fruizione, mordi e fuggi. Inoltre, dai primi dati certi, i saldi sono stati non pessimi come avevamo pronosticato ma bensi' catastrofici con riduzioni che veleggiano attorno al 30%

''Cosa assai grave, gli stessi consumi alimentari sono calati di circa il 2% e quel che e' peggio e' che si acquista in campo alimentare, anche in minore qualita' e non solo in quantita'. Tutto cio' ovviamente si traduce in un malessere diffuso delle famiglie italiane, soprattutto quelle a reddito fisso e quelle meno abbienti'', sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.''Ma non c'e' solo questo - prosegue la nota -. Chi comincia a comprendere la realta' e a subirne conseguenze rovinose sono le categorie dell'intermediazione e quelle delle professioni e degli artigiani. Ma chi e' causa del suo male pianga se' stesso. Avrebbero fatto meglio anziche' osannare la politica economica rovinosa messa in campo da questo Governo contrastarla. Infatti oggi il mercato cosi' contratto, oltre a quello che sappiamo sugli andamenti di Cig, tasso di disoccupazione e produzione industriale, determina fatturati in picchiata e chiusure di esercizi, sia commerciali che professionali ed artigianali''.''Inoltre ci aspetta una ripresa autunnale densa di aumenti e spese (segnali estremamente preoccupanti sono il tasso di inflazione schizzato all'1,7%, tariffe dei servizi pubblici in netto aumento, costi scolastici, costi riscaldamento, anche se dovremo positivamente defalcare da tali aumenti le tariffe ANAS dopo aver vinto la questione al TAR ecc. ecc.) che porteranno, come prima ipotesi, la stangata sulle famiglie da 886 a circa 1.100 euro annui. Ecco perche' - conclude la Federconsumatori - si avrebbe bisogno di una modifica profonda in tema di politica economica, attraverso una nuova fiscalita' per le famiglie a reddito fisso che ne aumenti il potere di acquisto, anziche' assistere a corruzione dilagante e a risse da pollaio tutte tese a difendere interessi particolari anziche' quelli sacrosanti del Paese''.

Alfano: "Governo diverso violerebbe la Carta"

Per Silvio Berlusconi è un Ferragosto all'insegna della famiglia. Nel buen retiro sardo di villa La Certosa, Porto Rotondo, il premier è arrivato sabato. "Faccio il nonno, niente politica". Due giorni di pranzi e cene in famiglia in compagnia dei figli Barbara e Luigi. Tavolate di una ventina di persone, contando anche gli amici dei ragazzi, allestite nella pizzeria o nella serra della tenuta di Punta Lada. Berlusconi che sfodera il suo repertorio di canzoni dedicandone più di una a Barbara.

Protagonisti i bimbi della primogenita di Veronica Lario, Alessandro e Edoardo. Quest'ultimo, tre anni, in braccio al premier nella lunga passeggiata di sabato pomeriggio a Porto Rotondo con bagno di folla annesso. Poi i giochi con i nipotini, le passeggiate nel parco de La Certosa, i giri con le auto elettriche in stile campo da golf. Per ora niente spettacoli pirotecnici, con il vulcano artificiale del premier rimasto inattivo. Così come nessun ospite eccellente o sortite ai party della Costa Smeralda. Ma nella quiete della vacanza il premier - che viene descritto come sereno e determinato da chi l'ha sentito - continua a seguire la scena politica. Di prima mattina una rapida lettura dei giornali e i pensieri rivolti al nuovo caso Verdini 1, messo sotto accusa da Bankitalia ("Vedremo cosa succede, è un ennesimo attacco studiato a tavolino al governo che ha tutti i poteri forti contro, ma Denis
ha la mia piena piena fiducia", riassume chi ha parlato con il premier). Sullo sfondo lo scontro con Gianfranco Fini, la ripresa della politica dopo la pausa di Ferragosto.A tenere banco oggi le dichiarazioni del ministro dell'Interno Roberto Maroni e del Guardasigilli Angelino Alfano che da Palermo hanno parlato con uno sguardo rivolto al Colle e al centrosinistra. Per Alfano "la Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo, quindi qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezioni fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione". Una risposta a Napolitano - che nei giorni scorsi aveva negato un automatismo tra crisi di governo ed elezioni anticipate - che il premier ha preparato nei giorni scorsi con una serie di telefonate con gli uomini chiave del Pdl e della Lega che un ministro di primo piano riassume così: "Con il porcellum il premier è indicato nei simboli sulle schede elettorali: quindi nominarne uno al di fuori delle urne significa violare la stessa legge elettorale e la Costituzione materiale". Maroni in piena sintonia con Alfano dice che la Lega "non è disponibile a giochi di palazzo, a ribaltoni che tolgano al popolo sovrano il diritto di scegliere da chi vuole essere governato. Se la maggioranza viene meno non c'è altro rimedio che le elezioni, che si possono fare in qualunque momento dell'anno". Come dire, da novembre ogni momento è buono. Intanto si lavora alla ripresa di settembre e il ministro della Giustizia conferma che "sottoporremo alcuni punti programmatici (giustizia, federalismo, fisco e sud) in base ai quali si verificherà se esiste o meno una maggioranza in grado di governare". Aggiunge Maroni: "E' in corso un dibattito interno al Pdl e mi auguro ci siano riscontri positivi nel breve periodo".Proprio la Lega sta giocando un ruolo di primo piano nei rapporti tra Berlusconi e Fini. I suoi colonnelli collaborano da vicino alla stesura dei 4-5 punti di programma da sottoporre ai finiani.Con un duplice obiettivo. "Lavorare alla ricucitura sui contenuti - spiega un leghista di rango - o lasciare Fini con il cerino in mano, addossargli la colpa di un mancato accordo programmatico e del voto anticipato". Un Fini che viene giudicato indebolito dallo scandolo della casa di Montecarlo. E il ruolo delle camicie verdi è confermato dallo stesso Calderoli che confessa di avere parlato negli ultimi giorni tanto con Berlusconi quanto Fini. "Con il presidente della Camera non litigo, bisogna fare politica, cercare di parlare, dialogare, condividere certe posizioni. Poi, se non è possibile, ciascuno fa per sé. Però io non rinuncio al confronto fino all'ultimo", dice all'Eco di Bergamo. I padani non apprezzano "né quando i finiani attaccano Berlusconi né quando si utilizzano strumenti che non hanno niente a che fare con la politica per attaccare qualcun altro. Gli attacchi di Bocchino e Granata sono l'equivalente degli attacchi del Giornale a Fini. Chi la fa l'aspetti".Il momento della verità a settembre. Prima un doppio vertice presieduto Da Berlusconi con i coordinatori e i capigruppo il 20 e 21 agosto. Poi il summit con Bossi il 25 agosto sul Lago Maggiore.

FERRAGOSTO: SONO 3 MILIONI IN MENO GLI ITALIANI IN VACANZA

Sono 35 milioni gli italiani in vacanza in questo ferragosto (di questi 10 milioni per pochi giorni), meno 3 milioni dello scorso anno e spendono per il ferragosto un -5% rispetto al 2009. Gli alberghi registrano un -2%, ma le abitazioni in affitto e soprattutto le seconde case sono piene di ospiti.Per un pranzo di ferragosto spesa media 70 euro in casa per 4 persone, fuori circa 37 a persona. Costa di meno in Romagna e in molte zone del Sud.Molto caro invece in Toscana Liguria e Sardegna. Questi in estrema sintesi i dati della festa di mezza estate.

24 milioni sono al mare e sulle isole. Il resto sparpagliato in montagna, nelle citta' d'arte, ai laghi e in collina campagna (l'agriturismo non e' piu' al massimo). Fra le strutture ricettive crescono i residence, meno costosi degli alberghi e meno spartani degli agriturismi sempre piu' moderni ed efficaci, nelle citta' Bad and Breakfast continuano ad aumentare. Nei parchi tematici (acquatici e non) della Romagna del Veneto, della Toscana ecc. nel weekend si calcolano oltre 2 milioni di presenze. Nei 14 mila stabilimenti balneari circa 3,5 milioni di bagnanti. Poco meno di 3 milioni le persone che oggi lavorano (di cui oltre la meta' nelle localita' turistiche). Citta' piu' spopolate Milano 56% Bologna 55% Torino 54% Roma 53%. A casa 22,5 milioni di italiani. 2 milioni in piu' rispetto lo scorso anno.Negozi chiusi nelle grandi citta' oltre l'80%, in alcuni quartieri prossimi al 95%.Fuori dall'Italia in 4 milioni di questi oltre la meta' in Europa e Mediterraneo. Turisti stranieri in Italia circa 3,5 milioni con un 4% quasi in piu'.Infine, Telefono Blu ricorda alcune regole e consigli.1- Viaggio last minute e last second: fare attenzione alla scelta e al contratto, ci sono ottime offerte ma solo senza farsi prendere dalla fretta si eviteranno problemi.2- Overbooking aereo, di albergo o abitazione: non esitare a chiedere la soluzione immediata e al ritorno preparare la raccomandata per risarcimento. In caso di mancata partenza pretendere il doppio dell'importo.3- Nel pranzo e nella cena farsi dare sempre la carta dei menu' per evitare sorprese.4- Telefono Blu a tutela del turista e consumatore in citta' e in vacanza: 199.44.33.78 e www.telefonoblu.it.

13 agosto 2010

Bersani: ''Se si va al voto strategia comune con tutta l'opposizione''

Se si arrivasse alle elezioni, ''e per giunta con questa vergognosa legge elettorale, noi ci rivolgeremmo alle forze del centrosinistra e dell'opposizione per una strategia comune". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani rilancia il fronte anti-Berlusconi, come il leader Idv Antonio Di Pietro che si dice pronto anche ad un'alleanza ''con il diavolo'' in vista di un possibile ritorno alle urne.
Bossi e Berlusconi - ha affermato il leader del Pd - fanno la voce grossa perché non sanno che pesci prendere. Possiamo aiutarli con qualche precisazione. Primo: non permetteremo che Berlusconi riduca l'Italia al Paese delle banane. In Italia abbiamo le Istituzioni. Pretendiamo dunque, dopo due anni, la sua presenza in Parlamento e pretendiamo di sentirgli dire che cosa intenda fare in questo indecoroso marasma che lui stesso ha provocato e alimentato".
Secondo: se fosse certificata la crisi - ha proseguito il segretario democratico - la parola passerebbe al Capo dello Stato e al Parlamento secondo un percorso costituzionale in cui ognuno dice la sua, ma nessuno può dettare il compito agli altri. Il 'golpista' è chi nega questo e non chi lo afferma!"
"Terzo: se la rottura del mitico predellino portasse ad una situazione tale da rendere inevitabili le elezioni e per giunta con questa vergognosa legge elettorale noi ci rivolgeremmo alle forze del centrosinistra e dell'opposizione per una strategia comune di cui siamo già pronti a proporre e a discutere le basi politiche e programmatiche".
Immediata la reazione dell'Italia dei valori, ''Siamo soddisfatti che finalmente il segretario del Partito democratico abbia lanciato oggi un importante appello in vista di elezioni anticipate e si appresti ad organizzare il campo del centrosinistra per la futura campagna elettorale, come Italia dei valori chiede da tempo", ha sottolineato Massimo Donadi.

Inps: pensioni, nessun corsa dopo taglio finestre, in 7 mesi 16.000 in meno

Nessuna "corsa" alla pensione alla vigilia dell'applicazione della nuova normativa prevista con la manovra economica che introduce dal 1° gennaio 2011 la cosiddetta finestra mobile. Nei primi sette mesi dell'anno, gennaio-luglio, infatti, le uscite dal lavoro per pensionamento di anzianita' sono state 16.000 in meno rispetto alle previsioni: 131.300 contro le 147.700 preventivate. E' l'Inps a fornire l'aggiornamento dopo la chiusura della 'finestra' di luglio, la penultima prima dell'entrata in vigore della riforma; l'ultima con il requisito delle quote. La prossima finestra in calendario infatti e' prevista a ottobre ed e' riservata a quanti abbiano perfezionato il requisito dei 40 anni di anzianita' contributiva entro il giugno 2010.

Il Pdl al Colle: ''Meglio tornare al voto della paralisi''

Fa discutere nel mondo politico il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in un'intervista al quotidiano 'l'Unità' ha frenato sull'ipotesi di elezioni anticipate prospettando il rischio di ''un durissimo scontro elettorale''. Per il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, il capo dello Stato "pone questioni al mondo politico che non possono essere eluse e che dovranno trovare un chiarimento nell'interesse del Paese''. Tuttavia, secondo il ministro, è '' meglio il ricorso al voto piuttosto che la paralisi politica''.

Sulla stessa linea il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, per il quale nel caso in cui ''l'azione di sabotaggio, svolta da alcuni gruppi politici e da alcuni gruppi finanziario-editoriali, ottenga il risultato di una mancata verifica positiva in Parlamento, allora l'unica via legittima e seria, coerente anche col bipolarismo, è quella di elezioni anticipate''. ''Non sono per niente condivisibili le ipotesi di governi tecnici e di governi di transizione - aggiunge -. Si tratterebbe, infatti, di manovre di palazzo, volte ad evitare che si ascolti quello che pensano gli elettori cioè la volontà effettiva del popolo".

''Il Quirinale sa che chi ha vinto le elezioni non può essere messo all'opposizione con giochi di Palazzo - gli fa eco il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri -. Quindi o va avanti il governo Berlusconi o si vota. Su questo non ci sono dubbi''.
Chiude all'ipotesi di un governo tecnico anche la Lega. "Qualora potessimo proseguire senza intoppi nell'azione di governo, il Paese ne trarrebbe sicuri benefici - sottolinea il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni -. Se però non dovessero esserci, per decisione arbitraria, unilaterale e non condivisa di taluni parlamentari, i numeri per assicurare un governo forte e autorevole, non vedo molte alternative praticabili rispetto al voto".
I finiani plaudono alle dichiarazioni di Napolitano che dalle colonne dell''Unità' ha chiesto, tra l'altro, di porre fine agli attacchi al presidente della Camera. "Tutti dovrebbero riflettere sulle parole del presidente della Repubblica'', commentano Italo Bocchino, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli di 'Futuro e libertà per l'Italia'. "Poiché ad alimentare questa irresponsabile campagna - sottolineano - sono alcuni esponenti del Pdl e del governo oltre che il continuo delirio calunniatorio del giornale della famiglia Berlusconi".
Dall'opposizione interviene il leader del Pd Pier Luigi Bersani secondo cui "le parole del presidente Napolitano sono un richiamo forte e chiaro alla responsabilita' politica e ai principi costituzionali. E' inutile negare che la discussione che si e' aperta tocca ormai un punto di fondo. Si vuole dare legittimazione ad un pensiero para costituzionale, ben leggibile nei ripetuti interventi del presidente Schifani ed esplicitato nelle parole di Frattini che si appella ad una 'Costituzione materiale'. Si vuole interpretare la Costituzione come un involucro formale cui dare sostanza con un consenso interpretato come un plebiscito e, se occorre, come ha detto Cicchitto, anche con la piazza. Se la destra pensa con idee del genere di camminare sul velluto, si sbaglia di grosso - avverte Bersani -. Finche' Berlusconi non avra' fatto la Costituzione di Arcore, volente o nolente rispettera' quella su cui ha giurato. Sappia che le minacce esplicite o velate non impressionano nessuno''.: .
L'intervento di Napolitano non convince invece Antonio Di Pietro . "Il presidente della Repubblica - osserva il leader dell'Idv in una dichiarazione all'Adnkronos - dice allo stesso tempo una cosa ovvia e giusta, ma anche intempestiva e al di fuori delle sue prerogative". Il leader dell'Idv, considera "un'entrata a gamba tesa quella di chi, chiamato a fare l'arbitro, si sbilancia già su cosa fare ancor prima di entrare in campo". Se manca una maggioranza politica, prosegue Di Pietro, ''si deve tornare al più presto al voto''. La disponibilità del'Idv a un governo tecnico ''è condizionata - precisa infine - dal fatto che sia davvero un esecutivo tecnico con una durata ben definita (ad esempio non oltre tre mesi) e con competenze ben delimitate".

De Magistris (Idv): rischio golpe e strategia della tensione

ROMA- “Stanno trascinando il Paese nel baratro di un’instabilita’ che rischia di destabilizzare la tenuta democratica. Si respira un clima tale che si fa concreto il pericolo di derive golpiste o di ritorno a vecchie strategie, come quella della tensione anni ‘70". Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato Idv e responsabile giustizia del partito, il quale spiega che "la maggioranza (ormai solo formale) e i finiani sono impegnati infatti in una contesa politica che va avanti a colpi di dossieraggio, addirittura minacciato come un deterrente, nel tentativo di uccidersi a vicenda".
De Magistris sottolinea che "in questa resa dei conti sono trascinate anche le istituzioni, considerate da Berlusconi come sua proprieta’ da usare nella guerra politica personale. Siamo, poi, al trionfo della democrazia plebiscitaria che cancella gli equilibri costituzionali, con un ministro –Frattini- che parla addirittura di ‘costituzione materiale’ in contrapposizione spudorata con quella esistente. Irresponsabilmente, da Cicchitto allo stesso premier, non si ha nessuna remora ad evocare il golpe, paventando moti di piazza per contestare possibili governi di transizione capaci, magari, di attuare una riforma elettorale e del conflitto di interessi".
De Magistris conclude: "La vigilanza democratica deve essere dunque altissima e il centrosinistra –IdV, Pd, Sel, Federazione della sinistra e movimenti- deve impegnarsi nel tentativo di ritrovare un’unita’ che appare oggi vitale in vista di possibili governi a tempo ma soprattutto delle future elezioni”.

Stop di Napolitano alle elezioni anticipate

Reduce da un breve periodo di vacanza a Stromboli, Giorgio Napolitano non nasconde la propria preoccupazione per il clima di "polemiche e contrapposizioni" che sta caratterizzando il confronto politico di queste settimane. Il presidente della Repubblica ne ha parlato in un'intervista pubblicata da 'l'Unità.
"Ho trascorso otto giorni di riposo come si possono trascorrere qui a Stromboli - afferma il presidente della Repubblica nel tracciare un breve bilancio della sua permanenza nell'isola - un luogo di straordinario incanto e distacco, sempre accogliente e discreto. Ma ciò non toglie che mi sia sentito e mi senta molto inquieto per le vicende politiche di queste due settimane e per le loro implicazioni istituzionali".
"Ci sono in Italia - osserva il presidente della Repubblica nell'intervista all''Unità - segni recenti, positivi e incoraggianti, di ripresa produttiva, di ritorno alla crescita pur se il quadro mondiale resta critico: occorre però consolidarli e rafforzarli e far fronte alle tante difficoltà e incognite che restano, farvi fronte con visioni politiche e azioni di governo adeguate e coerenti. Ma, chiedo, se invece si va verso un vuoto politico e verso un durissimo scontro elettorale quali possono essere le conseguenze per il paese?".
E' da questo rischio, aggiunge Napolitano, che "dovrebbe partire la riflessione di tutte le forze politiche". Ma lo scontro aperto all'interno della maggioranza le sembra che tenga conto delle conseguenze, domanda la giornalista Marcella Ciarnelli. "Certo - ribatte il presidente - si è aperto un serio conflitto politico dentro la coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 2008 e quindi dentro la maggioranza di governo".
Napolitano invita poi a mettere fine alla campagna di scontro politico-mediatico che ha coinvolto Gianfranco Fini. "Ho sempre ritenuto che nessun contrasto politico debba investire impropriamente la vita delle istituzioni. Perciò - afferma Napolitano - è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale che egli è chiamato a assolvere per la continuità dell'attività legislativa".
"Questo è il momento di abbassare i toni - conclude Napolitano -, di compiere uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale, guardando al Paese che ha bisogno di risposte ai propri problemi anziché di rese di conti e di annunci minacciosi nell'arena politica cui non consegua alcuna prospettiva generatrice di fiducia

11 agosto 2010

Rutelli carica i suoi: nascerà il terzo polo e sarà sorprendente

ROMA- "E' fallita la 'rivoluzione liberale' della destra; non è mai nato il Pd a vocazione maggioritaria. Il Nuovo Polo nascerà. Sarà forte, se e solo se, proporrà in modo credibile agli italiani, nauseati dall'inconcludenza e rissosità della politica, le risposte per la crescita, l'innovazione, la coesione nazionale". Lo dice Francesco Rutelli in un intervento pubblicato su Facebook.
"E' una sfida emozionante- aggiunge- Oggi non è meno difficile; ma è più fattibile. La stiamo preparando, silenziosamente, ma in modo che apparirà sorprendente, anche questa volta, a molti. Chi può, goda questi giorni di riposo, accumuli energie, freschezza, idee. Da settembre ne avremo bisogno".
Intanto Lorenzo Cesa si mostra disincantato sul nuovo ricorso alle urne. “Allacciatevi le cinture di sicurezza perché Bossi ha dato la linea al Pdl. Si prepara alla grande abbuffata elettorale che avverrà, come è ovvio, a spese dei suoi alleati" scrive il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, in un messaggio rivolto ai militanti dell'Udc pubblicato sul sito web del partito www.udc-italia.it. Per Cesa "le elezioni non saranno certo la soluzione dei nostri problemi e rischieranno di aggravare tutti i mali italiani. Ma tant'è: dobbiamo prendere atto che dopo due anni è svanita la promessa del miracolo italiano, purtroppo tutte le nostre previsioni si sono avverate ed è la Lega che si prepara a comandare ancora di più nella politica italiana. A quando Palazzo Chigi?”.
PITTELLA (PD): NO AL VOTO CON LEGGE ELETTORALE 'PORCATA'
"Tornare alle urne con la stessa legge elettorale porcata che ha permesso a Berlusconi e Bossi di avere una maggioranza come mai nessuno altro per fare nulla e solo per tentare di eliminare ogni dissidenza dentro al centrodestra e’ una prova che un paese debole, in crisi, con gravi drammi sociali e a rischio di marginalita’ in Europa e nel mondo non puo’ sopportare" afferma Gianni Pittella, della direzione del Partito democratico.
Aggiunge Pittella: "Il rischio e’ di precipitare il paese, dopo una campagna elettorale taroccata dal conflitto d’interessi, nella paralisi politica, sgovernato da maggioranze sempre piu’ deboli e raffazzonate che non rappresentano la composizione reale degli orientamenti dell’elettorato e da un Parlamento ancora una volta composto da ‘’nominati’’ dalle segreterie di partito– sottolinea Pittella– e’ necessario invece che tutte le forze piu’ responsabili che vogliono tornare a misurarsi sul piano di un normale, corretto confronto democratico dialoghino per ripristinare prima del prossimo voto un quadro di regole e di garanzie che ridiano voce, sovranita’ e stabilita’ di governo al popolo italiano". (Agenzia Dire, www.dire.it)

Bossi: ''Nessun governo tecnico o di larga coalizione, subito al voto''

''Si va a votare subito e sono esclusi governi di larga coalizione o tecnici per prolungare la legislatura''. Lo ha detto a chiare lettere il leader della Lega, Umberto Bossi, questo pomeriggio ad Alassio. "Questi governi - ha rimarcato - sono proprio le cose che non vogliamo. Sono cose che con la democrazia non ci devono essere. Governo tecnico significa fare un governo per togliere tutte le leggi che non gli piacciono. Si va - ha sottolineato Bossi - alle elezioni".
Alla domanda se sia possibile trovare in Parlamento una maggioranza che escluda il ricorso al voto, il Senatur ha risposto: "Non si può andare contro la volontà popolare. In democrazia c'è il governo votato dalla gente. Da Berlusconi in poi i governi sono sempre stati votati dalla gente".
Le parole del leader del Carroccio arrivano in un'altra giornata calda sul fronte politico, con la tensione che resta sempre alta tra Pdl e finiani, da una parte, e l'apertura a un governo tecnico da parte di Antonio Di Pietro, sul versante delle opposizioni.

Ipotesi bocciata da Fabrizio Cicchitto. ''Chi farnetica di governo tecnico non sa bene di cosa parla. In primo luogo mettere all'opposizione, e che opposizione, i due partiti che hanno vinto le elezioni e cioè il Pdl e la Lega, sarebbe una autentica sfida alla democrazia - avverte il presidente dei deputati del Pdl - In secondo luogo ci sarebbe un'opposizione frontale in Parlamento e nel Paese, con fortissime manifestazioni di piazza, cioè l'Italia andrebbe incontro a una profonda destabilizzazione''.
Intanto nello scontro Pdl-Fli sembra giungere a gettare acqua sul fuoco una nota del gruppo di Futuro e libertà al Senato. "Agosto è il mese delle polemiche sterili e dannose - si legge - Settembre deve essere il mese della responsabilità e dei fatti concreti, nell'interesse del Paese".
"Siamo consapevoli - continuano i senatori finiani - che la stabilità di governo è un valore economico-sociale e il rispetto del patto con gli elettori è un valore di moralità politica. E' indispensabile mettere al centro l'interesse dell'Italia affrontando con decisione le priorità: fisco, federalismo fiscale, Mezzogiorno, riforme istituzionali, giustizia".
"Noi ci muoveremo in questa direzione, ci auguriamo che tutti, a iniziare da coloro che hanno la responsabilità della guida politica e di governo, facciano altrettanto. Pertanto dopo i polveroni polemici e strumentali di Ferragosto, a settembre la strada maestra - conclude il gruppo Fli a Palazzo Madama - deve essere quella di un serio confronto nella maggioranza in termini di agenda di governo".
Parole che piacciono a Cicchitto. ''La dichiarazione del gruppo di Fli al Senato ha una carattere costruttivo che sarebbe un errore sottovalutare, o trascurare - dichiara il presidente dei deputati del Pdl - E costituisce un contributo, certamente ancora sul piano metodologico, alla costruzione di un percorso di confronto tra le varie posizioni. Essa è certamente molto lontana dai vaniloqui, dalle invettive e dalle boutades che sono stati, nella giornata di oggi, espressi da alcuni deputati del Fli''.
A dare fuoco alle polveri oggi è stato soprattutto il finiano Carmelo Briguglio, che ha chiesto spiegazioni al Cavaliere sull'acquisto della villa di Arcore. Briguglio ha poi rincarato la dose al Tg3 parlando ''di una sorta di golpe istituzionale che non ha precedenti nella storia della Repubblica, con il presidente del Consiglio che chiede e opera per ottenere il dimissionamento del presidente di uno dei due rami del Parlamento, del presidente della Camera''. ''Noi siamo molto affezionati al bipolarismo politico, ma siamo di fronte a un'emergenza istituzionale - ha osservato il finiano - Forse bisogna riflettere se non sia il caso di dare vita a un governo di garanzia, presieduto da una personalità" di rilievo e "Beppe Pisanu, il presidente dell'Antimafia, potrebbe essere una di queste di personalità". Un governo anche con Di Pietro? ''Bisogna valutare il momento fino in fondo. Spero che ci sia un rinsavimento, le elezioni anticipate sarebbero un gravissimo trauma per il paese''.
Quanto a un governo di garanzia a guida Pisanu, ''penso che tocchi al presidente della Repubblica indicare una persona, noi non abbiamo mai fatto nomi - puntualizza il presidente del Pd, Rosy Bindi - Pisanu è una persona importante, l'equilibrio e la saggezza che ha dimostrato può renderlo importante in questa fase così complicata''.

DAL SINDACO DI TEOLO I GIOVANI IN PARTENZA PER CILE E ARGENTINA GRAZIE AL PROGETTO DELLA "ASSOCIAZIONE VENETI NEL MONDO" FINANZIATO DALLA REGIONE.

Il Sindaco di Teolo, Lino Ravazzolo e il Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo onlus, Aldo Rozzi Marin, hanno incontrato il gruppo di giovani partecipanti al progetto di scambio giovanile "Incontro con le comunità venete di Argentina e Cile" presso il Municipio di Teolo (Padova).Il progetto si vuole inserire tra le iniziative ad ampio raggio promosse, soprattutto negli ultimi anni, dalla Regione del Veneto e in particolare dall'Assessorato alle Politiche dei Flussi Migratori, a favore delle comunità venete in Argentina e Cile. Con questo progetto – spiegano i dirigenti - l’Associazione Veneti nel Mondo onlus intende contribuire a creare le condizioni affinché si realizzi uno scambio di conoscenza tra giovani appartenenti a due realtà simili seppur lontanissime geograficamente. A tale scopo è prevista la permanenza in Argentina e Cile per almeno 15 giorni di 10 giovani con forte motivazione ad approfondire la conoscenza delle comunità venete in Argentina e Cile e delle zone termali dell’America Australe.

Obiettivi dello scambio giovanile sono: lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i giovani partecipanti ed i giovani oriundi residenti in Argentina a in Cile; l’instaurazione di un rapporto di collaborazione tra il Distretto Termale Euganeo ed le zone termali dell’America australe; la realizzazione di incontri con le comunità venete locali; la divulgazione di informazioni sulle zone termali del Cile e dell’Argentina; l’analisi delle similitudini che accomunano il Distretto Termale Euganeo e le zone termali del Cile e dell’Argentina.Il progetto è organizzato dall’Associazione Veneti nel Mondo onlus, in collaborazione con il Comune di Teolo, il Comune cileno di Pucón, il Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina (Cava) e l’associazione Gruppo Imprenditori Triveneti dell'Edilizia e Componenti (Gitec) dell’Argentina, il Comitato delle Associazioni Venete in Cile (Cavc), con il contributo della Regione del Veneto, e in particolare dell’Assessorato alle Politiche dei Flussi Migratori. L’Assessore Regionale all’Identità Veneta e ai Flussi Migratori, Daniele Stival, saluta positivamente il lavoro svolto con le comunità venete dell’Argentina e del Cile attraverso l’Associazione Veneti nel Mondo onlus. Da sottolineare il gemellaggio che sta per compiersi tra Teolo e Pucón, frutto dell’attività realizzata nell’ambito del termalismo tra le due realtà. Tale attività è stata supportata dalla comunità veneta del Cile, comunità di poche migliaia di persone ma dinamiche e laboriose, ben integrata nel tessuto economico, sociale e culturale del Paese ed animata da un grande e sempre vivo desiderio di approfondire e coltivare i legami con il Veneto non solo attraverso ricordi nostalgici ma progetti ed iniziative concrete tese a rafforzare le relazioni fra i due Paesi, promuovendo i rapporti economici ed offrendo un’opportunità di sbocco per le nostre imprese.I dieci giovani partecipanti allo scambio giovanile, che partiranno il 19 agosto per tornare il 4 settembre, rappresentano quasi tutte le province del Veneto e sono: Mattia Biolo, Mara Busato, Silvana Maria Beatriz Crespo, Giorgia Miazzo, Gianluca Parise, Clarissa Pepato, Marco Rizzini, Manuel Sacchet, Alessandro Scuccato e Margherita Vegro. Il gruppo sarà accompagnato dal Presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo onlus, l’ Avvocato Aldo Rozzi Marin.Durante il viaggio il gruppo sarà ricevuto dalle comunità venete dall’Argentina e Cile, dall’Ambasciatore d’Italia in Cile, Ministro Vincenzo Palladino, e dalla Console d’Italia a Buenos Aires, Consigliere Elena Clemente, oltre che dall’amministrazione comunale di Pucón. Infine, sono previsti incontri con esperti del turismo d’interessi speciali. (aise)

IL SEN. CASELLI (PDL): I FINIANI RITORNANO ALLA CASA DELL’UNICO VERO LEADER: BERLUSCONI

Secondo autorevoli fonti giornalistiche molti tra i parlamentari transfughi dal PdL stanno pensando di lasciare il gruppo che fa riferimento a Fini. Questi finiani si sono accorti che non possono fare nulla di politicamente sensato e per questo stanno trattando di ritornare nella casa di quello che è l’unico vero leader: Silvio Berlusconi, l’unico che può guidare il Paese in questa fase di grave crisi mondiale". Lo dichiara in una nota Esteban Juan Caselli, senatore del PdL eletto nella ripartizione Sud America, che aggiunge: "Nessuno li ha cacciati e le porte sono sempre aperte per chi è fedele al programma di governo e a Silvio Berlusconi".Il senatore eletto all’estero auspica "che ci sia una sola bandiera sotto la quale tutti i politici (senatori, deputati ma anche componenti del Governo) si riuniscano e si riconoscano". Questa bandiera, sottolinea il parlamentare, "è il nostro tricolore, la bandiera degli italiani". "In un momento di crisi", aggiunge poi Caselli, "si deve essere tutti uniti a sostegno di un Governo che è stato eletto da una grande maggioranza degli italiani che abitano in Italia o residenti all’estero. I politici che tramano per far cadere questo Governo", avverte il senatore, "saranno responsabili davanti al Paese della grave crisi che ne conseguirà; non una crisi politica, ma economica".
Nel suo messaggio Caselli assicura che "Se nel centrodestra c’è qualche problema", questo sarà risolto "in fretta" all’interno del PdL, "ma se c’è qualche progetto di elezioni anticipate", mette in guardia il senatore, "pur essendo sempre pronti, dobbiamo essere risoluti nel cercare di evitarlo, perché l’Italia potrebbe essere una barca senza timone con il grave rischio di diventare come Spagna e Grecia, nazioni che stanno vivendo una grande crisi sociale ed economica". "Noi", prosegue Caselli, "dobbiamo dare al mondo un esempio di coerenza politica, perché l’Italia con le tante capacità che ha, può portare avanti una politica di sviluppo economico". È per questo motivo che il senatore, concludendo, chiede ancora una volta ai parlamentari, come già fatto nei giorni scorsi nell’Aula del Senato, "un atto di responsabilità", cioè quello di "superare gli egoismi e gli interessi personali, per il bene di tutti". (aise)

INPS: falsi invalidi e pensioni ai defunti, truffe per 100 milioni.

ROMA - Le somme versate nel 2010 ai falsi invalidi e a persone ormai defunte sono costate all'Inps 100 milioni di euro, secondo quanto accertato dalle indagini della magistratura sulle truffe ai danni dell'istituto. Nei primi sette mesi dell'anno - spiega una nota dell'Inps - sono state 5.245 le persone indagate e 976 quelle denunciate, mentre 135 sono stati gli arresti, 42 le condanne e 32 le richieste di condanna da parte dei pubblici ministeri. La maggior parte delle truffe riguarda i falsi invalidi, falsi braccianti agricoli, persone che riscuotono pensioni di persone defunte e imprenditori che assumono fittiziamente lavoratori.

Inumeri dell'inchiesta. Per quanto riguarda i falsi invalidi, gli arrestati sono 55, 470 gli indagati, 2 i denunciati e per 4 è stata richiesta la condanna. Il tutto a fronte di oltre 11 milioni di euro indebitamente pagati dall'Inps. Alla voce "falsi braccianti agricoli" si trovano 48 arrestati, 4.415 indagati, 945 denunciati, 41 condannati e 28 su cui grava richiesta di condanna. A loro l'Inps ha versato oltre 25 milioni di euro per indennità di disoccupazione, maternità e malattia. A seguire, persone che riscuotono prestazioni di defunti, imprenditori che assumono fittiziamente lavoratori per consentire loro di ottenere prestazioni a sostegno del reddito.Nel mirino i medici collusi. Sul fronte dell'invalidità civile, il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ricorda la novità introdotta dalla legge 122/2010.
Che prevede l'obbligo di risarcire il danno della prestazione indebitamente erogata per i medici che attestano falsamente uno stato di malattia o handicap che dia luogo al pagamento di una pensione di invalidità, ferme restando le responsabilità penali e disciplinari. Una segnalazione obbligatoria automatica verrà inviata dall'Istituto anche alla Corte dei Conti.Inps, ecco la squadra antitruffa. Lo stesso Mastrapasqua annuncia per settembre la costituzione all'interno dell'Inps di un'unità antitruffe presso la Direzione generale dell'Istituto, per coordinare le operazioni su tutto il territorio nazionale. Così "l'azione di contrasto contro chi tenta di truffare l'Inps e quindi lo Stato sarà sempre più determinata" conclude il presidente dell'istituto.

Di Pietro apre al governo tecnico: ''Ma con una data certa per il voto''

Meglio le urne ma c'è disponibilità anche per un esecutivo con la 'data di scadenza' per andare al voto con una nuova legge elettorale. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro apre ad un ''governo tecnico di emergenza''.
''E' inutile perdere tempo - ha detto -. E' in atto una gravissima crisi che investe il paese sul piano economico, istituzionale e politico, con lo sfaldamento di una maggioranza i cui componenti ormai giocano allo sfascio, rinfacciandosi vicende scabrose di cui sono protagonisti. Noi dell'Italia dei valori ci battiamo affinché si vada al più presto alle urne, anche in autunno, e siamo disposti ad allearci perfino con il diavolo pur di ridare al Paese una speranza per il futuro''. ''Siamo anche disponibili - ha poi proseguito - semmai ciò fosse possibile, a lavorare affinché il Parlamento dia al Paese una nuova legge elettorale e una legge che garantisca realmente il pluralismo e la correttezza dell'informazione. Ma, in questo caso, vogliamo dal presidente del Repubblica una data certa e un mandato chiaro per evitare che, come al solito, un governo tecnico di emergenza divenga governo di lunga durata, pur non avendo alcun consenso elettorale''.

Quindi rivolto a Fini. 'E' stato tardivo e insufficiente nel dare spiegazioni. Sul piano penale probabilmente non c'è niente, ma sul piano politico...'', ha detto Di Pietro a SkyTg24, a proposito della vicenda sulla casa Ex An di Montecarlo. E, ''se non fa chiarezza presto e bene, è fini...to pure lui''.

10 agosto 2010

CIBO: GALAN, PRODOTTI TIPICI DIMOSTRANO VITALITA' SETTORE ALIMENTARE

''Il nostro patrimonio agroalimentare quest'anno si arricchisce di 40 nuovi prodotti tradizionali.E' la dimostrazione che continua a crescere, e questo grazie anche alla genialita' e vitalita' dei nostri produttori, che sanno difendere le tradizioni, riuscendo a coniugare saggezza e innovazione''. Cosi' il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, sull'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni, aggiornato con la decima revisione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.
I prodotti tradizionali (Pat) salgono a 4512, quaranta in piu' rispetto al 2009. Il primato del maggior numero e' detenuto dalla Toscana con 463 PAT, mentre al secondo posto si collocano con 367 prodotti a testa sia il Lazio che il Veneto, seguiti dal Piemonte al terzo posto, con 365

Si definiscono ''prodotti agroalimentari tradizionali'' quei prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo. Piu' dettagliatamente, devono risultare praticate sul territorio di riferimento in maniera omogenea secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni. Sono esclusi i prodotti agroalimentari registrati come Dop e Igp.La maggior parte dei Pat rientra tra pane, pasta e biscotti, seguiti da verdure fresche e lavorate; salami, prosciutti, carni fresche e insaccati; formaggi; bevande tra analcoliche, liquori e distillati e prodotti di origine animale.L'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali e' stato pubblicato per la prima volta nel 2000, con il decreto ministeriale del 18 luglio 2000. Successivamente, con decreto interministeriale 9 aprile 2008, i prodotti agroalimentari italiani tradizionali sono stati considerati espressione del patrimonio culturale italiano.Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali cura la pubblicazione annuale dell'elenco, formato dai prodotti definiti tradizionali dalle singole Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e inseriti nei rispettivi elenchi, che devono essere trasmessi al Ministero entro il 12 aprile di ogni anno.

Prestigiacomo: ''Pronti alle elezioni. Sulla legalità Fini fa campagne strumentali''

Aquí escribes la parte del post a mostrar.E' inimmaginabile che si proceda con il logorio e i ricatti di queste settimane. Siamo l'unico partito pronto ad affrontare anche il voto, se necessario. E se lo sara', meglio il prima possibile". Lo dice il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in un'intervista a 'Repubblica'. Sulla rottura con Gianfranco Fini, osserva: "Doloroso ma dovuto l'atto di chiarezza con i finiani. Volevano indebolire per i prossimi due anni governo e premier". E sulla vicenda della casa di Montecarlo aggiunge: "La politica si fa con la politica. Brandire il tema della legalita' per motivi strumentali ha solo indispettito quanti non accettano di essere messi dalla parte dei cattivi". "Ho partecipato all'ufficio di presidenza del Pdl -riferisce- che ha votato quel documento. Non e' stato facile ma dopo settimane di attacchi continui occorreva un momento di chiarezza. Era necessario uno scatto di reni". Prestigiacomo critica anche l'aver tirato in ballo, da parte dei finiani, i temi etici : "Non sono quelle le priorita' del Paese. Non si vede come possano dar vita a un terzo polo con i cattolici dell'Udc su queste basi. Per non dire della scelta di Bocchino capogruppo: colui che scientificamente ha lavorato e lavora per dividere".
Della Vedova: ''Richiesta dimissioni Fini per noi è irricevibile''
"Fini ha dato spiegazioni dovute su una vicenda che oltretutto non riguarda la pubblica amministrazione. Sono del tutto esaurienti e per questo non c'e' ragione alcuna per cui si debba dimettere". Lo dice Benedetto Della Vedova un in'intervista a 'Repubblica' a proposito della vicenda della casa a Montecarlo che ha coinvolto Gianfranco Fini. L'esponente finiano parla di "campagna prepotente" sui media contro il presidente della Camera, di stile 'stalinista': "Lo spiegavano gia' gli stalinisti: calunnia su calunnia qualcosa resta. Sul piano istituzionale trovo grottesca la richiesta di dimissioni e mi dispiace che chi mi accusa di essere passato da garantista a giustizialista solo perche' ci siamo astenuti su Caliendo oggi si e' trasformato in un Torquemada".
Parisi: ''Ddavanti a governicchi meglio le urne''
"Di fronte a pasticci o governicchi e' meglio andare a votare". Lo ribadisce a 'La Stampa', Arturo Parisi del Pd. L'ex-ministro della Difesa dice che "pur di evitare il voto" sente "girare troppe parole senza senso. Troppa confusione" nel dibattito interno al Pd. Secondo Parisi due sono le strade possibili: la prima e' quella che "in uno schema bipolare e spinge quindi a rivolgersi a tutti", mntre la seconda, "che spero sia una tentazione", e' quella di chi pensa "l'alleanza con i partiti del terzo polo, come un mezzo per battere Berlusconi ma anche e soprattutto il bipolarismo".

''Basta con politici impegnati a sistemare sé stessi''. L'affondo di Famiglia cristiana

Nel numero in edicola domani Famiglia cristiana interviene nella rubrica d'apertura ''primo piano'' nel dibattito pubblico e politico di questi giorni con un intervento fortemente critico nei confronti della classe politica italiana impegnata a ''sistemare sé stessa e le proprie pendenze''.
Il richiamo è alla denuncia della Chiesa di qualche settimana fa in merito alla mancanza in Italia di una classe dirigente adeguata alla crisi del Paese. ''Ha sollevato una grande bagarre - si legge nel testo - la recente denuncia della Chiesa circa l'assenza in Italia di una classe dirigente-
all'altezza della situazione. In una stagione densa di sfide e problemi, essa lamenta un vuoto di leadership. In tutti i settori''
''La politica, anzitutto - si legge - non svolge la funzione che dovrebbe competerle. Ma analoghe carenze si riscontrano nel mondo imprenditoriale, nella comunicazione e nella cultura. Persino nella società civile e nell'associazionismo''. ''Mancano - afferma Famiglia cristiana - persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi. E condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un'idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Se non personali''.
''Si propone - sottolinea Famiglia Cristiana - un federalismo che sa di secessione. Senz'anima e solidarietà. Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per 'sistemare' sé stessi e le proprie 'pendenze'. Siamo lontani dall'idea di Paolo VI, che concepiva la politica 'come una forma di carità verso la comunità', capace di aiutare tutti a crescere''.

Pdl: ''Fini si deve dimettere''. Finiani: ''Berlusconi smentisca o addio dialogo''

La vicenda della casa a Montecarlo ha avuto una escalation con l'iniziativa de 'Il Giornale' che ha lanciato una raccolta di firme tra i lettori per 'mandare a casa' il presidente della Camera. E in più è arrivata la richiesta di dimissioni di Fini direttamente dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. Ma i finiani fanno quadrato attorno alla terza carica dello Stato e chiedono a Berlusconi di intervenire.
"Berlusconi lo smentisca", intima il capogruppo di Fli, Italo Bocchino, parlando con l'Adnkronos. Altrimenti, avverte, ogni possibilità di confronto a partire dal piano in quattro punti, è compromessa. "Come capogruppo di Fli - sottolinea - io non posso aprire alcun dialogo mentre gli avvoltoi volano sul capo del mio leader politico".
Berlusconi chiama a raccolta i suoi sostenitori per una campagna di informazione sul territorio sui successi del governo. "Va benissimo - commenta Bocchino - lì ci muoviamo sul piano della politica". Un piano in cui "ci può essere un confronto anche duro e aspro" ma legittimo. Altro, sottolinea il capogruppo di Fli, è la campagna mediatica che sta portando avanti 'Il Giornale' che "è un'aggressione vergognosa. E' come se 'Il Secolo' facesse il coupon: 'Berlusconi dimettiti per il processo Mills'". Per questo, aggiunge, "se Berlusconi ha ancora un pizzico di rispetto per la democrazia e le istituzioni smentisca immediatamente il portavoce del suo partito, Daniele Capezzone, e stoppi la campagna vergognosa de 'Il Giornale'".
Altrimenti, addio confronto: "Noi siamo disponibili al dialogo ma la precondizione per qualsiasi tipo di confronto è che Berlusconi fermi questa campagna contro Fini". Ribatte Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali: "Il presidente Berlusconi non ha nulla da smentire o chiarire in merito alla vicenda del presidente Fini" e quanto "al dottor Capezzone esprime la posizione del partito del quale è portavoce".
Intanto attestati di 'vicinanza' a Fini arrivano anche dall'opposizione. Per Giorgio Merlo del Pd è giusto fare chiarezza sulla vicenda di Montecarlo ma chiedere "le dimissioni dell'onorevole Fini da presidente della Camera mi pare francamente esagerato". Aggiunge Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera: "Conosciamo bene lo stile da manganello mediatico degli organ house di Berlusconi. Per questo, l'atteggiamento del presidente della Camera a voler affrontare la questione in modo aperto e trasparente è non solo apprezzabile ma è la risposta migliore a chi, in situazione analoghe, ha sempre avuto il vizio di buttarla in politica per nascondere la verità".

9 agosto 2010

DAI GIOVANI DEL MAIE ARGENTINA IL SOSTEGNO AI PARLAMENTARI MERLO E GIAI: I PRINCIPI VANNO ONORATI CON LE AZIONI

I giovani del Movimento Associativo Italiani all’Estero hanno oggi voluto manifestare il proprio sostegno a quanto affermato nei giorni scorsi dall’on. Ricardo Merlo, presidente del Maie, e dalla senatrice Mirella Giai, coordinatrice Maie Sudamerica, in merito ai nuovi posizionamenti politici italiani dovuti alla recente fuoriuscita dei "finiani" dal gruppo PdL I principi vanno onorati con le azioni - affermano in una nota dal Coordinamento Giovani Maie Argentina - Le politiche nel settore degli italiani nel mondo, attualmente portate avanti dal Governo, sono totalmente in contrapposizione ai principi del Maie. Pertanto, c’é un solo posto per il Maie: opporsi a tali politiche che negano i diritti dei connazionali residenti all’estero". "Il nostro obiettivo principale – concludono – "continua ad essere quello di far sentire la voce della comunità italiana residente in Sud America". (aise)

Inps Cig: dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

I dati di luglio sulla cassa integrazione accentuano un dato già emerso nei mesi scorsi: in alcune aziende la crisi rischia di essere strutturale e permane la debolezza del sistema delle piccole e medie imprese.
La crescita della cassa integrazione straordinaria, e l’ancora troppo elevato dato sulla cassa in deroga, deve spingere Governo e Regioni ad articolare nuovi interventi sia per sostenere la crescita sia per accompagnare gli oltre 650 mila lavoratori dipendenti delle aziende in crisi verso il rientro nell’impresa o nella ricollocazione in nuove attività.
Desta preoccupazione, infine, il dato relativo ai molti lavoratori in mobilità che, a causa di un articolo poco chiaro presente nella Manovra economica e relativo alla questione del ritardato pensionamento, rischieranno di non ricevere né l’indennità di mobilità né la pensione per un anno. Provvedimento che la UIL più volte ha chiesto di modificare.

Bankitalia, in busta paga alle donne il 21,4% in meno che agli uomini

Donne meno pagate degli uomini. Una realta' che in 10 anni e' addirittura cresciuta del 2,3% portando le buste paga delle dipendenti ad essere nel 2008 del 21,4% inferiori rispetto a quelle dei colleghi maschi (contro un gap del 19,1% nel 1998).
Gli stipendi degli uomini , nello stesso periodo, sono inoltre aumentati del doppio rispetto alle colleghe: +5,4% degli uomini contro il +2,5% delle donne. I dati contenuti nella relazione annuale della Banca d'Italia mettono in risalto un quadro che mostra come le differenze retributive tra i due sessi siano cresciute in un decennio. I dati riguardano le retribuzioni 'principali' dei dipendenti, esclusi quindi i secondi lavori. Le retribuzioni sono deflazionate con l'indice del costo della vita e sono al netto delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali.
Nel decennio i redditi medi sono aumentati del 3,7%, passando da 1.358 euro a 1.408 euro, ma la differenza tra i sessi fa scendere le donne sotto l'asticella della media e fa salire gli uomini ben al di sopra: infatti per le prime l'incremento e' stato del 2,5%, si passa da 1.191 euro del 1998 a 1.221 euro di dieci anni dopo, mentre per i secondi e' cresciuto del 5,4%, si va dai 1.473 euro del 1998 a 1.553 del 2008.
Esaminando i dati che riportano l'andamento delle retribuzioni, intervallate per biennio, emerge che nel 2008 si e' raggiunta la differenza piu' alta tra gli stipendi degli uomini e delle donne. Infatti nel 1998 il gap era del 19,1%, salito al 20,7% nel 2000 scende di nuovo nel 2002 al 18,9%. Negli anni successivi riprende, lentamente, il divario con i redditi delle donne inferiori del 19% rispetto a quelli degli uomini nel 2004 e del 19,2% nel 2006. Fino ad arrivare al 2008, quando si registra un balzo in avanti che porta la differenza al 21,4%.
Lo stipendio delle donne resta molto al di sotto anche rispetto alla media nazionale, con un divario che supera sempre le due cifre e che tocca le punte massime nel 2008 e nel 2000. Nel 1998 la busta paga delle donne era del 12,3% inferiore rispetto al dato nazionale, la percentuale sale al 13,4% nel 2000, quando tocca la punta massima, mentre torna a scendere al 12,1% nel 2002 e nel 2004 e si riduce leggermente anche nel 2006 (12%). Il dato torna quindi a crescere nel 2008 raggiungendo il 13,3%.
Trend inverso per gli uomini, che hanno visto crescere la differenza tra il il reddito medio nazionale e il proprio stipendio, ma in positivo. Infatti in 10 anni si e' passati da un +8,4% del 1998 ad un +10,3% nel 2008. In particolare il dato e' migliorato nel 2000 (+9,1%), e' tornato quasi ai livelli del '98 nel 2002 (+8,5%) e nel 2004 (+8,4%), per poi tornare a salire nel 2006 (+8,9%) e raggiungere il record due anni dopo.

Consumi, Italia a due velocità. Al nord continua la crescita, al Sud sono in calo

''Nel lungo periodo, e' in continuo ridimensionamento la quota di consumi nel Mezzogiorno, rispetto al totale nazionale, con una percentuale che passa dal 28,6% del 1995 al 27,3% del 2007, al 26,8% nelle previsioni al 2011; nello stesso periodo, l'incidenza della spesa delle famiglie italiane al Nord risulta, al contrario, in costante crescita sia per l'area Nord-Ovest (che passa dal 29,6% del 1995 al 30,1% nelle previsioni al 2011), che per il Nord-Est (dal 21,2% al 22,3%); stabile il trend dei consumi nelle regioni centrali; ma negli anni della crisi - il biennio 2008-2009 - il calo della spesa ha colpito, in particolare, anche il Nord-Ovest con in testa il Piemonte che ha registrato un calo di oltre il 5%; nel periodo 1996-2007, Valle d'Aosta, Lazio e Veneto sono le regioni con le migliori performance (tutte con una variazione media annua dei consumi prossima al 2%), mentre Puglia, Abruzzo, Liguria e Calabria sono quelle con le minori dinamiche (tutte con una variazione inferiore ad 1 punto percentuale); a livello generale, l'attuale fase di ripresa continua ad essere caratterizzata da una significativa debolezza della domanda delle famiglie, con una particolare accentuazione nelle regioni del meridione, e le previsioni dei consumi per il 2010 sull'intero territorio sono pari a +0,4%, mentre per il 2011 e' previsto un leggero miglioramento (+1%)''.

Questi i principali risultati che emergono dal Rapporto dell'Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l'Italia ''Aggiornamento delle analisi e delle previsioni dei consumi delle famiglie nelle regioni italiane'' .
''La quota dei consumi effettuati dalle famiglie del Sud rispetto al totale nazionale e' in progressivo ridimensionamento. Questa tendenza, emersa gia' da tempo, tende a consolidarsi anche negli anni della crisi in considerazione di un'incidenza della spesa del Mezzogiorno che passa dal 27,3% del totale Italia nel 2007 al 26,8% del 2011'', continua la nota.