31 marzo 2010

Fisco: dichiarazione di Domenico Proietti, Segretario confederale della UIL

Idati del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi del 2009 confermano la necessità inderogabile di una profonda riforma del nostro sistema fiscale. Il peso della contribuzione è quasi totalmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti e pensionati. Continuano ad essere imbarazzanti le dichiarazioni dei redditi di gran parte del lavoro autonomo. La UIL si batterà, nel corso del confronto con le parti sociali annunciato dal Ministro Tremonti, per mettere fine a questa situazione che costituisce un pesante limite al corretto sviluppo del nostro sistema economico oltrechè un vulnus alla nostra democrazia.

Terra da sfruttare: +50% l'estrazione di risorse negli ultimi 30 anni

ROMA - Negli ultimi 55 anni (1950-2005) la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di 8 volte e quello di gas naturale di 14. Complessivamente, ora si estraggono 60 miliardi di tonnellate di risorse l'anno, "circa il 50% in più rispetto a solo 30 anni fa". Inoltre, nel solo 2008, globalmente sono stati acquistati 68 milioni di veicoli: tradotto "per i sistemi naturali del pianeta terra gli stili di vita, in particolar modo americano ed europeo, sono semplicemente improponibili". Lo dice lo 'State of the world 2010' realizzato da Worldwatch institute e presentato a Roma dal Wwf.Lo studio invita ad "adottare tecnologie sostenibili", così da "permettere ai consumi di base di posizionarsi in una dimensione ecologicamente possibile". Per costruire un modello di sviluppo veramente sostenibile, secondo lo studio, nei prossimi 25 anni "si dovrebbero costruire 200 metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici e 100 metri quadrati di solare termico al secondo, più 24 turbine eoliche da 3 MegaWatt all'ora, no stop".
Il rapporto "conferma l'insostenibilità" in atto e "il trend crescente" di uno sviluppo per nulla eco-compatibile, commenta il presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni. Per Erik Assadourian, direttore di State of the World, il problema è che "in tutto il mondo si è sempre più orientati al consumismo, e tanto più il consumismo si impone, più si perde il senso del mondo naturale". Così, "gli effetti collaterali del consumismo- cambiamenti climatici, inquinamento dell'aria e uso irrazionale dell'energia- aumentano". Per Assadourian, quindi, "non sorprende" che l'1% degli indiani più ricchi (circa 10 milioni di individui), siano oggi responsabili dell'emissione di 5 tonnellate di emissioni di CO2, "un quinto delle emissioni pro-capite statunitensi ma il doppio del livello medio di 2,5 tonnellate pro-capite necessario per mantenere l'aumento delle temperature sotto i 2 gradi".
Il dossier parla chiaro: "Con gli attuali 6,8 miliardi di individui del pianeta, i moderni modelli di consumo, anche a livelli relativamente bassi, non sono sostenibili". Occorre quindi "un'inversione culturale" per "sostenere un modello di sviluppo che abbia una maggiore impronta ecologica", aggiunge Assadourian. Un tale mutamento, conclude il presidente di Worldwatch Institute, Christopher Flavin, "rimodellerebbe a livello globale il modo di vivere dell'uomo".

Lazio, Bonino: "Processo elettorale del tutto illegale"

ROMA - Emma Bonino definisce "totalmente illegale l'intero processo pre-elettorale ed elettorale" e ritiene che la sua sconfitta ai danni di Renata Polverini nel Lazio sia maturata per la sproporzione delle forze in campo, dimostrata soprattutto con il maggior numero di interventi nei Tg e nelle tv.
"Il problema- ha detto nel corso di una conferenza stampa nella sede dei Radicali, a Roma- non è se ho fatto o meno le province, che peraltro ho visitato, ma quando uno ha contro di sè questa Santa Barbara di presenze in tv di Berlusconi e dei miei avversari puoi andare anche a Rocca Cannuccia ad abitarci ma non cambia niente".

"TURISMO E QUALITÀ AGROINDUSTRIALE": FINO AL 7 APRILE APERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI DI FORMAZIONE PER GLI ITALIANI RESIDENTI A BUENOS AIRES

Gli italiani residenti nella giurisdizione consolare di Buenos Aires hanno ancora una settimana di tempo per iscriversi ai corsi di "Gestion de Recursos Humanos en sector turismo" e "Calidad en el sector agroindustrial". Gli interessati possono infatti scaricare la domanda nella sezione novità del sito http://www.ccibaires.com.ar/ ed inviarla, entro il 7 aprile prossimo, all’indirizzo cibaires@ccibaires.com.ar.I due corsi sono rivolti a cittadini italiani disoccupati, di età compresa tra i 22 e i 40 anni e residenti a Buenos Aires. Si tratta di un progetto organizzato dall’Agencia FAI della Camera di Commercio di Campobasso in collaborazione Retecamere, la facoltà di Agronomia dell’Università di Buenos Aires e la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina. I corsi avranno una durata di 600 ore ciascuno, suddivisi in 300 ore di formazione in aula in Argentina e 300 di stage presso imprese italiane di Campobasso.

FORMAZIONE PER GLI ITALIANI DI BUENOS AIRES: PROROGATA AL 30 APRILE L’ISCRIZIONE AL PROGETTO "SAMBA"

Visto l’interesse suscitato, è stato posticipato al 30 aprile prossimo il termine di scadenza per le iscrizioni al corso di “Progettista e Disegnatore Tecnico Metalmeccanico”. Il corso, che rientra tra proposte formative del progetto “Samba”, è rivolto agli italiani residenti nell’area metropolitana di Buenos Aires e promosso dal Centro Formazione Pordenone, il Consorzio Universitario di Pordenone ed Efasce, congiuntamente ai partner del progetto: Alef, Area Science Park, Associazione Veneziani nel Mondo, Eraple, Scuola Centrale Formazione, Fundación Banco Credicoop ed Universidad Nacional di San Martín. Tutte le informazioni relative al progetto sono reperibili nel sito http://www.samba-baires.it/, dove si può comodamente scaricare la domanda d’iscrizione.

CONSAPEVOLI DEL "TESORO ITALIA": I RISULTATI DEL QUESTIONARIO SULL’ITALIANITÀ SOMMINISTRATO DALL’UIM AI CITTADINI DI CHIETI

Nei mesi scorsi è stato somministrato ad alcuni cittadini della provincia di Chieti un questionario sull’italianità. Su 370 questionari compilati, i maschi sono il 40%, le donne il 60%.La maggior parte erano di un età compresa tra i 30 e i 50 anni, gli under 30 il 28%, gli ultra cinquantenni il 20%. La maggior parte lavoratori dipendenti, il 23%, i liberi professionisti, gli studenti il 16%, i pensionati il 15%. In base alle risposte ne esce fuori il seguente quadro. L’identità italiana si identifica nella sua cultura (letteratura e memoria), le frecce Tricolori rappresentano l’orgoglio italiano e sono un simbolo della nostra nazione, il Gusto è la migliore caratteristica personale del popolo italiano, l’inno nazionale è un inno che va alla "carica" con entusiasmo semplicità e spontaneità, la bandiera tricolore è il simbolo della nazione italiana, al dialetto va riconosciuto il fatto di essere un elemento culturale dell’Italia.
La nuova emigrazione è dettata dal desiderio di trovare un lavoro consono agli studi realizzati e che dia maggiori soddisfazioni personali che in Italia, le associazioni per gli italiani all’estero dovrebbero fornire un attività di sostegno per chi emigra oggi dall’Italia fornendo informazioni sulle opportunità di lavoro, sugli alloggi e sui luoghi di aggregazione. Sempre legata all’italianità c’è la questione degli stranieri in Italia che deve veder garantire l’integrazione di questi nuovi italiani anzitutto attraverso il diritto alla salute e il loro dovere a condividere i principi che regolano la nostra società. I risultati completi possono essere consultati sul sito http://www.uim.it/. "Quello del questionario è stato lo strumento per capire se nei nostri Paesi i messaggi anti-italiani della Lega attecchiscono", ha detto Luciano Fragasso, presidente della UIM di Chieti. "Siamo contenti che l’italianità trova il popolo chietino consapevole delle proprie radici e dell’Unità d’Italia"

30 marzo 2010

Berlusconi esulta: "Ora avanti con le riforme e basta remare contro"

"Siamo la maggioranza nel Paese, governiamo la maggioranza degli italiani: adesso avanti con le riforme". Chi gli ha parlato e chi lo ha visto descrive un Silvio Berlusconi molto contento, soddisfatto del voto, ma soprattutto deciso a non esitare più e ad accelerare quel treno delle riforme contenute nel programma di governo. A partire, ovviamente, dalla giustizia. "Gli italiani ci hanno rinnovato la loro fiducia- ha ripetuto ai suoi interlocutori- abbiamo ancora tre anni di legislatura davanti a noi, ora andiamo avanti con le riforme". La scelta di campo tanto auspicata, è il ragionamento del Cavaliere raccolto da fonti del Pdl, è stata fatta e ha premiato il centrodestra. "Gli elettori- spiegano- hanno visto quale è stata la campagna elettorale: tra l'odio della sinistra e i fatti del governo, hanno scelto noi".

Un piglio "deciso", ripetono tutti quelli che hanno sentito Berlusconi, che però non nasconde un fondo di amarezza: "Ora basta remare contro, ora voglio un partito unito, basta con i distinguo". Tutti giurano che il nome di Gianfranco Fini non sia stato pronunciato dal premier, ma l'interpretazione fornita è che il messaggio indirizzato al presidente della Camera deve essere chiaro: "Ora basta frenate". Di contro, riferiscono fonti di partito, Berlusconi non si è dimostrato allarmato dall'exploit della Lega: "Di Bossi ci possiamo fidare", è stata la rassicurazione ripetuta.
Negli ambienti vicini al premier, poi, c'è chi fa notare come il successo del centrodestra sia arrivato là dove Berlusconi ci ha messo la faccia: "Oltre a Lombardia, Veneto, Campania e Calabria, i risultati di Piemonte e Lazio sono oltre le aspettative. In Piemonte Berlusconi è andato due volte e nel Lazio- sottolinea un esponente di partito- ci volevano mettere fuori gioco, praticamente abbiamo fatto un miracolo".
E l'astensionismo? La lettura della situazione, aggiungono le stesse fonti, è quella ripetuta nelle ultime settimane: "La gente, soprattutto i moderati, non è andata a votare a causa del clima d'odio che è stato scatenato nella campagna elettorale. Ci hanno impedito di parlare dei risultati di questo governo".

Regione Calabria, Risultati Elezione 2010

CALABRIA 2.393 sezioni su 2.405
Agazio Loiero Partito Democratico,Federazione della Sinistra: 32,24%
Giuseppe Scopelliti Popolo della libertá, Unione di centro: 57,72%
Pippo Callipo Italia dei Valori,Lista Bonino-Pannella, Io resto in Calabria: 10,04%

Bersani: "Il lavoro è lungo". Ma parte l'assedio al Pd di Grillo e Di Pietro

ROMA - "Mi sento tranquillo, il lavoro è lungo". Pier Luigi Bersani parla con i cronisti alla Camera e fa una prima analisi del voto alle regionali. "Ho dormito da Dio", spiega, poi aggiunge: "Il voto alla Lega è un voto contro Berlusconi". Al Nord gli elettori del centrodestra "hanno un bello sfogatoio credono di votare contro Berlusconi e votano Bossi. Probabilmente lo fanno perchè pensano che a un certo punto la Lega si smarcherà. Ma mi sembra chiaro che quello è un voto contro il presidente del Consiglio".
E anche il voto a Beppe Grillo, la cui lista Cinque stelle ha avuto il 4% in Piemonte e il 7% in Emilia-Romagna, per Bersani segna un cupio dissolvi del centrosinistra: "Al Nord, e soprattutto in Piemonte- spiega il leader democratico- han tolto voti un pò a noi, un pò a Di Pietro. Non a caso in Toscana, dove Grillo non c'era, Di Pietro è andato molto bene". E ai giornalisti che gli chiedono se abbia senso favorire il centrodestra per impedire la costruzione della Tav, rischiando nel contempo anche la costruzione di una centrale nucleare, Bersani risponde: "Che devo dire? E' un cupio dissolvi".
DI PIETRO AL PD: "BASTA CACICCHI, ORA ARIA NUOVA" - "Chiedo al Pd di non accontentarsi di questi cacicchi come Loiero, Bassolino e chi gli somiglia; il Pd ha una dirigenza locale chiusa in se stessa, imbavagliata, che vive di rancori". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si rivolge così al partito di Bersani alla luce dei risultati delle regionali. L'ex ministro esprime "stima e fiducia" al segretario del Pd ("Lo sentirò nel pomeriggio") ma lo invita a "riflettere molto sul ricambio generazionale delle nomenclature locali che pensano solo a se stesse", e a far entrare "aria nuova". Per quanto riguarda il suo partito, Di Pietro osserva che "è stato strapremiato per chiarezza di linguaggio e determinazione dell'azione", invece i candidati del centro sinistra sono stati "spesso sbagliati" in particolare in Piemonte, Campania e Calabria, dove sono state fatte "scelte di risulta e non per vincere". Inoltre, analizza Di Pietro, "due partiti hanno vinto, la Lega e l'Idv" che sono "motore pulsante" delle due coalizioni. Per questo "noi ci proponiamo come cofondatori di una rinnovata coalizione per costruire un'alternativa al governo fascista e piduista di Berlusconi" che "'chiagne e fotte': dice di essere la vittima, ma è proprio lui che produce disinformazione, illusioni e stravolge la realtà".
GRILLO: "BERSANI DELIRA, RIMUOVETELO" - "Bersani ha dichiarato: 'L'inversione di tendenza c'è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni'. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla Tav, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell'acqua". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog nel commentare i risultati delle elezioni regionali.
Per Grillo "il Movimento 5 stelle si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pd si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti". Secondo il comico "la prova provata" di questo "inciucio" è nella scelta dei candidati regionali da parte di D'Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, 'Megaloman' De Luca in Campania, e l'ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena". Delle due l'una, prosegue, "o la direzione Pd è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pd aveva già perso alla presentazione delle liste".

Napolitano: "Le riforme anche per superare l'astensionismo"

Le riforme possono essere anche un modo per "concorrere al superamento di fenomeni di distacco dalle istituzioni e dalla partecipazione elettorale". Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello stato esprime questo concetto in una nota rivolta ai neo governatori e ai rinnovati Consigli regionali. Poi, lasciando Montecitorio, dove ha partecipato alla cerimonia per il 95mo compleanno di Pietro Ingrao, ai cronisti che gli chiedono un commento sull'astensionismo rimanda appunto alla nota, non volendo aggiungere altro.
Nel comunicato si legge: "L'augurio che dai presidenti e dai Consigli rappresentativi di tutte le Regioni venga un sostanziale impulso e contributo allo sviluppo del processo riformatore, su basi autonomistiche e solidali, a miglior presidio dell'unità nazionale e degli equilibri costituzionali. Anche ciò potrà concorrere- conclude Napolitano- al superamento di fenomeni di distacco dalle istituzioni e dalla partecipazione elettorale".

29 marzo 2010

Occupazione: azioni forti ed immediate per dare speranza ed ossigeno ai lavoratori dipendenti ed alle imprese.

Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL.
Non sembra esserci un solo dato positivo e di ottimismo nei dati sull’occupazione diffusi oggi dall’Istat. Il mercato del lavoro italiano negli ultimi 3 mesi del 2009, ha mostrato, in tutta la sua triste realtà, gli effetti della crisi, che iniziati con una riduzione dell’occupazione a termine, hanno finito con l’investire l’occupazione più solida, quella dei contratti a tempo pieno ed indeterminato che, rispetto allo stesso periodo del 2008, è diminuita dell’1,7%.Aquí escribes la parte del post a mostrar.

L’ascesa del tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile; l’incremento sempre più consistente di persone in cerca di lavoro causato, in larga parte, dalla perdita di un precedente lavoro; un indice di popolazione inattiva che sale proporzionalmente allo scoraggiamento di non riuscire a trovare un posto di lavoro; l’emorragia di lavoratori con contratti a termine che sono usciti dal mercato del lavoro per scadenze contrattuali non rinnovate; un Mezzogiorno capofila nella maggior perdita di occupazione complessiva e soprattutto dipendente; la numerosa richiesta di ore di cassa integrazione che nei primi due mesi del 2010 ha coinvolto, mediamente e mensilmente, oltre 528 Mila lavoratori, di cui circa 116 Mila in cassa integrazione in deroga, sono tutti sintomatici di un effetto crisi inarrestabile.
Tutto ciò ci spinge a chiedere al Governo e a tutte Istituzioni che sul tema occupazione hanno gli strumenti per intervenire, azioni forti ed immediate che consentano di dare speranza ed ossigeno a lavoratori dipendenti ed imprese. In sostanza si tratta, ora più che mai di “finanziare e sostenere la buona occupazione”.

Immigrati, 'click day': da oggi le domande on line per il lavoro stagionale

Da oggi possono essere presentate dai datori lavoro le domande di nulla osta per il lavoro stagionale degli 80 mila cittadini extacomunitari autorizzati, esclusivamente con modalità informatiche e attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria autorizzate. E' quanto ricorda la Coldiretti nel sottolineare che il “click day”, attraverso il sito web dedicato www.interno.it, è stato autorizzato "dal ministero degli Interni in attesa della pubblicazione del decreto che prevede la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali, nel territorio dello Stato, per l'anno 2010". Si tratta di una procedura informatica con domande di ingresso on line che evitano le lunghe file alle poste del passato.
"La maggioranza dei lavoratori stagionali extracomunitari- sottolinea l'associazione agricola- troverà occupazione in agricoltura che insieme al turismo e all'edilizia è il settore con maggiori maggiore opportunità occupazionali per questi lavoratori sopratutto per le grandi campagne di raccolta delle principali produzioni Made in Italy: dalla frutta alla verdura, dai fiori al vino fino, ma anche negli allevamenti".
La Coldiretti avverte che "occorre fare presto poiché dopo la pubblicazione del decreto occorrerà attendere gli altri adempimenti amministrativi come il nulla osta dello Sportello Unico presso la Prefettura e il rilascio del visto presto i Consolati all'estero con il rischio concreto che i ritardi mettano in difficoltà l'agricoltura che deve confrontarsi con i tempi dettati dall'andamento stagionale delle produzioni".
Secondo una analisi della Coldiretti, "il ruolo dei lavoratori extracomunitari nella produzione dei formaggi piu' tipici del Made in Italy, nelle campagne di raccolta di ortaggi e frutta e nelle vendemmie dei vini piu' prestigiosi è senza dubbio piu' rilevante rispetto alla media delle produzioni agricole italiane. Sono circa 30 mila le aziende agricole italiane che secondo la Coldiretti assumono lavoratori extracomunitari con albanesi, indiani, marocchini, tunisini, macedoni che sono le principali nazionalità dei lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura dove prevalgono i rapporti di lavoro stagionali per le caratteristiche proprie del lavoro nei campi legato ai tempi di raccolta delle produzioni".
Con circa il 10% di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli è nelle campagne dove la presenza di immigrati evidenzia una incidenza tra le più elevate dei diversi settori economici, secondo il XIX Rapporto Caritas/Migrantes sull'immigrazione al quale ha collaborato la Coldiretti. "Sono 90.091 i rapporti di lavoro in agricoltura identificati come extracomunitari negli archivi Inps ed appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura- conclude la Coldiretti- sono principalmente nell'ordine gli albanesi (17,2 per cento), i marocchini (12,6%) e a sorpresa sorpresa gli indiani (13,8 per cento) che trovano occupazione soprattutto negli allevamenti del nord per l'abilità e la cura che garantiscono alle mucche".

Lacrime di gioia per la Polverini a piazza del Popolo: ''Abbiamo vinto!''

Abbiamo vinto!''. Così Renata Polverini, scatenata ed euforica in piazza del Popolo ha salutato i militanti accorsi per festeggiare il risultato elettorale del Lazio.
"Questo dimostra che i miracoli sono possibili, che quando la gente vuole tutto è possibile". La candidata del centrodestra ha agitato corni intonando alcune note della canzone che aveva cantato anche in campagna elettorale.
Poi si è commossa dicendo: ''Finalmente ho pianto'', ha poi aggiunto: ''I dati ci dicono che stiamo vincendo''. ''Se io sono qui è perché la democrazia ha prevalso nonostante quello che è successo in campagna elettorale'', ha continuato.
"Li abbiamo polverizzati". Renata Polverini scatenata ed entusiasta a piazza del Popolo ha ironizzato così sui risultati della competizione elettorale del Lazio. "Ho sempre saputo che sarebbe finita così -ha aggiunto Polverini- ho visto tanta gente in questi mesi che mi ha chiesto di andare avanti, tante persone che mi hanno chiesto di cambiare e io voglio cambiare questa regione. Stanotte è una grande festa: comunico a tutti i collaborlatori del comitato elettorale che stanotte non si dormirà".
"Saluto e ringrazio tutte le Provincie del Lazio - per la straordinaria prova che hanno dato e tutti i militanti e i dirigenti del Pdl, a cominciare da Silvio Berlusconi".

L'ASTENSIONISMO NON PUNISCE LA MAGGIORANZA. L'OPPOSIZIONE PERDE QUATTRO REGIONI

L'astensionismo (con un calo dell'affluenza alle urne di quasi l'8%) non ha punito la maggioranza di governo. Il centrodestra, grazie anche al contributo fondamentale della Lega, ha mantenuto le percentuali delle ultime elezioni politiche, strappando agli avversari ben 4 regioni, mentre il centrosinistra ha confermato le sue roccaforti storiche del centro Italia, piu' la Puglia grazie alla vittoria di Nichi Vendola.
Il risultato finale delle tredici regioni in cui si e' votato vede il centrosinistra condurre per 7 a 6, ma si partiva da un risultato di 11 a 2 ottenuto nel 2005. Decisive nello spostare l'ago della bilancia del risultato a livello nazionale, sono state le regioni del Piemonte, dove il leghista Roberto Cota sta battendo la presidente uscente Mercedes Bresso, e del Lazio, dove Renata Polverini sta portando alla sconfitta Emma Bonino.Il centrodestra ha ottenuto anche un risultato significativo in Calabria, dove Giuseppe Scopelliti ha superato il presidente in carica Agazio Loiero e in Campania, dove Stefano Caldoro ha prevalso su Vincenzo De Luca.Vittorie scontate per la maggioranza in Lombardia, con l'affermazione di Roberto Formigoni su Filippo Penati, e in Veneto, dove a favore del ministro Luca Zaia si e' registrato quasi un plebiscito.Il centrosinistra si e' confermato in Liguria con Claudio Burlando davanti a Giuseppe Biasiotti; in Emilia Romagna con la vittoria di Vasco Errani sulla candidata del Pdl Annamaria Bernini; in Umbria, dove Catiuscia Marini ha battuto nettamente Fiammetta Modena; in Toscana, con la vittoria di Enrico Rossi davanti a Monica Faenzi; in Puglia, con Nichi Vendola che ha battuto Rocco Palese; nelle Marche con Gian Mario Spacca e in Basilicata, con Vito De Filippo.Fra gli altri schieramenti in corsa c'e' da registrare il ruolo giocato dall'Udc in Liguria, dove e' stato probabilmente decisivo il suo appoggio a Burlando, in Puglia, dove la candidata Adriana Poli Bortone ha tolto voti alla destra consentendo la vittoria di Vendola, nel Lazio con l'appoggio alla Polverini e in Campania con il sostegno alla candidatura di Caldoro. Buona affermazione delle liste del Movimento a Cinque Stelle, promosso da Beppe Grillo. Il 3,5% conquistato da Davide Bono in Piemonte, attivista anti-Tav, sembra essere risultato decisivo nella sconfitta subita dal centrosinistra. In Lombardia il candidato grillino Vito Crimi raccoglie il 2,94%, in Veneto David Borrelli ha superato il 3% dei consensi, in Campania, il candidato 5 Stelle ha ottenuto il 2,03% e in Emilia Romagna il candidato presidente Giovanni Favia ha avuto il 6,6%.

ELEZIONI: PROIEZIONI NAZIONALI, PDL 26,7% - PD 26,0% - LEGA 12,7%

Il Partito della Liberta' resta il primo partito in Italia anche se con un sostanzioso ridimensionamento rispetto all'ultima tornata elettorale, quella delle europee del 2009.In base alle proiezioni su scala nazionale di Pragma-EMG per Rai, il Pdl sarebbe passato dal 32,3% delle europee al 26,7%, il PD dal 26,6% al 26,0% mentre la Lega sarebbe salita dall11,3% al 12,7%.In frenata sia l'Italia dei Valori (dal 7,8% al 6,9%) che l'UDC (dal 6,2% al 5,8%) cosi' come la Federazione della Sinistra (da 3,5% a 2,9%). Grande polverizzazione del voto testimoniata dal dato delle altre liste che passano dal 9,3% al 19,0

AFFLUENZA IN CALO DI QUASI 8 PUNTI. Affluenza in calo di quasi 8 punti percentuali al voto delle regionali. In sostanza un italiano su tre non e' andato alle urne. Secondo i dati del Viminale riferiti alle 9 regioni di cui ha diffuso ii dati, l'affluenza e' stata del 64,22%, in calo rispetto al 72,01 delle precenti consultazioni. Se poi si estende il calcolo alle 4 regioni che hanno comunicato i dati in proprio, si scende al 63,6%, in calo rispetto alle regionali del 2005 (71,5%); alle politiche del 2008 in Italia aveva votato l'80,5%.''Tutte le operazioni di voto si sono svolte regolarmente e senza incidenti'', ha dichiarato il ministro dell'Interno Roberto Maroni incontrando questo pomeriggio al Viminale i giornalisti per comunicare i dati sull'affluenza ai seggi per le elezioni regionali e amministrative.''Questa e' la dimostrazione - ha aggiunto il ministro - della perfetta organizzazione della macchina elettorale''.Maroni ha ringraziato tutti coloro che si sono ''adoperati per lo svolgimento delle operazioni elettorali, a cominciare dai sindaci e da coloro che hanno lavorato nei seggi''.''L'affluenza e' superiore nel voto amministrativo'', ha specificato Maroni. Per il dato relativo alle province e' stata del 68,31% contro il 73,39% del 2005, con una riduzione di circa il 5%.''Nei Comuni dove si e' votato, i dati parlano ormai di un calo del 3% degli elettori con una affluenza che e' passata dal 77% del 2005 al 74%. Questo dimostra - ha proseguito il ministro - come i comuni siano percepiti ancora dai cittadini quale luogo a loro molto piu' vicino e significativo''.La riduzione maggiore nell'affluenza al voto per le regionali, ha aggiunto il ministro, ''si e' registrata nel Lazio con il 10% in meno rispetto a cinque anni fa, mentre quelle dove il calo e' minore sono Campania e Basilicata (- 4%). Stime che comunque - ha sottolineato il responsabile del Viminale - riguardano solo le nove regioni monitorate direttamente dal ministero dell'Interno''.''L'astensione registrata alle elezioni regionali e' un segnale di disaffezione da parte dei cittadini'' ha commentato Maroni. ''Dobbiamo fare in modo che la partecipazione democratica cresca alle prossime elezioni.Questo e' un compito di tutta la classe politica, senza distinzioni. Abbiamo davanti a noi - ha concluso il ministro dell'Interno - un percorso di tre anni in cui dovremo mettere il massimo impegno affinche' la partecipazione italiana al voto torni ad essere la piu' alta d'Europa''.

Regionali: a casa un italiano su tre. Veneto e Lombardia al Pdl, Vendola in Puglia. Testa e testa Lazio. Cota in Piemonte

ROMA - L'Italia alle urne, ma molto meno rispetto al passato. Alle 15 si sono chiusi i seggi per il rinnovo di 13 Consigli regionali e l'elezione di altrettanti governatori e i dati sull'affluenza fanno registrare un forte calo rispetto al 2005: il 64,2% contro il 72% del 2005. I dati definitivi sull'affluenza, diffusi dal Viminale, sono relativi alle nove regioni monitorate. Le quattro regioni non monitorate dal ministero dell'Interno sono invece Calabria, Puglia Toscana e Marche. Nelle Marche l'affluenza e' stata del 62,81 (71,48% nel 2005), in Toscana del 60,9% (71,35% nel 2005), in Calabria 59,2% (64,4% nel 2005), in Puglia 63,1% (nel 2005 70,5%).
E' andata meglio per le elezioni amministrative: 68% al voto alle provinciali (contro il 73% del 2005) e 74% (contro 77%) alle comunali. La Regione che ha fatto registrare il calo maggiore è il Lazio: -10%.
MARONI: "LAVORIAMO PER RIPORTARE GLI ELETTORI ALLE URNE" - Commentando i dati sull'affluenza alle elezioni regionali, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non si sbilancia: "Lascio ai politologi il compito di spiegare l'accaduto". Soffermandosi sul caso Lazio, Maroni imputa la flessione "anche alle vicende che conosciamo delle liste". Tuttavia, "i dati sono interessanti, da studiare e valutare" continua il ministro, e "dobbiamo fare in modo che la partecipazione democratica cresca". E' questo, conclude Maroni, "il compito di tutta la classe politica, governo e opposizione. Nei prossimi tre anni, dovremo fare di tutto per riportare la partecipazione ai livelli che conosciamo".
Sono 13 le regioni a statuto ordinario nelle quali si vota: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Da scegliere, in un turno unico, il presidente della Regione e i componenti il nuovo Consiglio regionale.
I primi risultati, in base alle proiezioni su campioni ancora limitati:
Lombardia: Roberto Formigoni (CD) 54,3%; Filippo Penati (CS) 35,5%; Savino Pezzotta (Udc) 4,5%
Veneto: Luca Zaia (CD) 61,7%; Giuseppe Bortolussi (CS) 27,5% Antonio De Poli (Udc) 6%
Puglia: Nichi Vendola (CS) 47,1%; Rocco Palese (CD) 44%, Adriana Poli Bortone (Udc + Lista Poli Bortone) 8,4%
Emilia-Romagna: Vasco Errani (CS) 51,7%; Anna Maria Bernini 36,4%; Giovanni Favia (Lista 5 stelle - Beppe Grillo) 7,5%
Marche: Gian Mario Spacca (CS) 52,2%; Erminio Marinelli (CD) 40,2%; Massimo Rossi (PRC + PDCI + SeL) 7,6%
Toscana: Enrico Rossi (CS): 59%; Monica Faenzi (CD) 35,1%; Francesco Bosi (UDC) 4,4%
Umbria: Catiuscia Marini (CS) 56,3%; Fiammetta Modena (CD) 38,2%; Paola Binetti (Udc) 5,5%
Piemonte: Mercedes Bresso (CS) 46,3%; Roberto Cota (CD) 48,5%
Lazio: Emma Bonino (CS) 49,7%; Renata Polverini (CD) 49.7%
Campania: Stefano Caldoro (CD) 57,4%; Vincenzo De Luca (CS) 39,5%
Basilicata: Vito De Filippo (CS) 58,9%; Nicola G. Pagliuca (CD) 29,1%; Magdi Crsitiano Allam (Io Sud io amo la Lucania) 9,4%;
Calabria: Agazio Loiero (CS) 32,1%; Giuseppe Scopelliti (CD) 57,8%; Filippo Callipo (Idv) 10,1%
Liguria: Claudio Burlando (CS) 52,6%; Sandro Biasotti (CD) 47,4%;
ALLE URNE ANCHE 4 PROVINCE - Si rinnovano anche 4 consigli provinciali - Imperia, l'Aquila, Viterbo e Caserta - e 462 consigli comunali. L'eventuale turno di ballottaggio per le elezioni amministrative si tiene, con i medesimi orari, nei giorni di domenica 11 aprile e lunedì 12 aprile 2010.

IL MAIE INCONTRA COLLETTIVITÀ ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI DEL SUD DEL BRASILE/ IL PRESIDENTE MERLO: INIZIA UNA NUOVA FASE DEL MOVIMENTO

Densa di appuntamenti la visita che il presidente del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero (MAIE), l’on. Ricardo Merlo, ha fatto in Brasile lo scorso 25 marzo. Merlo si è recato a Florianopolis, invitato dal coordinatore MAIE della città ed ex candidato MAIE alle politiche del 2008, Itamar Benedet, che ha voluto riunire allo stesso tavolo tutti i rappresentanti del Movimento Associativo del Sud del Brasile, sia per fare il punto sulle prossime attività da svolgere nel Paese, sia per organizzare un incontro con la collettività e le autorità istituzionali della regione.Alla riunione politica del MAIE sud Brasile, oltre alla coordinatrice nazionale Bruna Spinelli, hanno partecipato Elio Zanette e Carlos Iotti di Porto Alegre, Luis Molossi e José Osvaldo Alberti di Curitiba, Itamar Benedet di Santa Catarina, João Andreatta di Florianopolis; Alexandro Veronesi di Orleans, Teresinha Possenti di Urussanga, Aroldo Frigodi Nova Veneza e Ademar Bertan di Morro da Fumaça.
Teresinha Possenti di Urussanga, Aroldo Frigodi Nova Veneza e Ademar Bertan di Morro da Fumaça."Sento che stiamo entrando in una nuova fase del MAIE, in Brasile e nel mondo", ha dichiarato Merlo nel corso dell’incontro. "La nostra collettività si sta mettendo in moto sia per ottenere le elezioni per il rinnovo del Comites entro il 2010 sia per difendere il diritto costituzionale di voto, che qualcuno vorrebbe negarci. Il MAIE non lo permetterà e si sta mobilitando per un'azione coordinata in tutto il Sudamerica, ma non solo". Il presidente del MAIE, nella stessa giornata, ha partecipato come relatore al seminario dal titolo "Cooperação científica e cultural com a Itália, Cidadania Italiana e oportunidades de cursos e intercâmbios culturais entre o Brasil e a Itália" tenutosi nell’Auditorium della Fundacion de Apoio à Pesquisa em Santa Catarina. Al seminario, aperto a tutta la comunità italo-brasiliana del Grande Florianópolis, erano stati invitati anche vari rappresentanti delle associazioni della regione con i quali il deputato italo-sudamericano si è intrattenuto sulle questioni che in questi giorni stanno agitando la collettività, come la difesa del diritto di voto all'estero e le ripercussioni dei tagli ai fondi destinati agli italiani all'estero.Infine, Ricardo Merlo ha avuto la possibilità di effettuare un incontro istituzionale con alcuni parlamentari dello Stato di Santa Caterina. All’evento, organizzato dalla segretaria del Forum Italo-Brasileiro, erano stati invitati Derlei Catarina De Lucca, il vicepresidente CCI-PR/SC, la Famiglia Trentina di Santa Catarina, il delegato MAIE e consigliere Comites, João Andreatta de Souza, e da Vinicius Duering, capo di gabinetto del Deputato Decio Góes. (aise)

28 marzo 2010

DALL’8 AL 10 APRILE A CITTÀ DEL MESSICO I LAVORI DELLA COMMISSIONE CONTINENTALE AMERICA LATINA DEL CGIE

Convocata dal Vice Segretario Generale Francisco Nardelli si terrà a Città del Messico, dall’8 al 10 aprile prossimi, la prima riunione per l'anno 2010 della Commissione Continentale America Latina del Cgie. I lavori, che inizieranno giovedì 8 alle 09.30 e termineranno alle 13 di sabato 10, seguiranno questo ordine del giorno: Riforma Legge Istitutiva Comites e CGIE; Rinnovo degli organismi di rappresentanza. Elezioni 2010; Finanziaria 2010: tagli sui capitoli a favore delle comunità italiane all’estero; Analisi delle conseguenze sugli interventi relativi a: Assistenza Diretta e Indiretta - Corsi di Lingua e Cultura Italiana; Seguiti della Conferenza Mondiale di Giovani Italiani all’estero. Situazione attuale dei giovani in America Latina.La commissione, infine, sarà chiamata a valutare gli esiti della Task Force sulla cittadinanza in Argentina e, in particolar modo, in Brasile.

26 marzo 2010

TERREMOTO IN CILE/ A VALPARAÍSO ARRIVA IL CONTAINER DI AIUTI UMANITARI DELL’UIL-CILE

La Uil in Cile, in collaborazione con la Protezione Civile Privata italiana, ha organizzato l’arrivo a Valparaíso, città investita dal sisma del 27 febbraio scorso, l’arrivo di una nave container di aiuti umanitari, mentre un altro arrivo è previsto a metà del prossimo mese. Ne dà oggi notizia Massimo Mastrolonardo, responsabile Ital Uil in Cile, sottolineando che il presidente della Uil Chile, membro del direttorio del Rotary di Ñuñoa, ha organizzato anche una colletta di un milione di pesos per comprare merce varia, che sarà inviata al sud del chile sabato prossimo.l’Unione Italiana del Lavoro sta inoltre organizzando l’invio di merci di vario genere anche in collaborazione con la Regione Lombardia, mentre, in collaborazione con Aipa Italia, sta disponendo l´apertura di un consultorio che darà appoggio psicologico gratuito alle vittime del terremoto a Santiago e dintorni.

24 marzo 2010

ENTRO IL 9 APRILE L’ISCRIZIONE AL "MASTER IN GESTIONE E TRACCIABILITÀ DELLA CATENA ZOOTECNICA" PER GLI ITALIANI DI LA PLATA

Nuova opportunità di formazione gratuita per gli italiani residenti nella Circoscrizione Consolare di La Plata, in Argentina. Sono infatti già aperte le iscrizioni a "Magistra", un Master in Gestione e Tracciabilità della catena zootecnica finanziato dal ministero italiano del Lavoro e delle Politiche sociali insieme al Ministero degli Affari Esteri e realizzato da Cosvitec (Italia), dal Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta, dell’Ambiente e delle Produzioni Animali (Disspapa) della Facoltà di Agraria Università degli Studi di Napoli "Federico II" e dal Club argentina Pyme Italia, in collaborazione il CEM, Camara Economica Mercedina.
Obiettivo del master, quello di formare e specializzare i giovani sui temi della qualità, della tracciabilità e dello sviluppo della catena zootecnica per un più facile raccordo con il mondo produttivo. Il Master si svilupperà attraverso una serie di incontri di teoria e pratica in aula (600 ore), e uno stage da realizzare in Italia e in Argentina (200 ore).
Le domande devono essere redatte sui moduli disponibili nella pagina web www.cosvitec.eu/magistra e fatte pervenire entro il 9 aprile alla CEM Cámara Económica Mercedina – Calle 20 N. 507 – 6600 Mercedes (B.A.). (aise)

Il costo (insostenibile) dei figli, e in Italia le famiglie non ne fanno più

Piu' della meta' (53,4%) delle famiglie italiane non ha figli; il 21,9% ne ha uno soltanto, il 19,5% ne ha due, il 4,4% tre; solo lo 0,7% ha quattro o piu' figli. Le cause? Incertezza sul futuro ma anche difficolta' di impegno nell'educazione dei figli, oltre a vincoli economici: il 60,2% della popolazione vive con un reddito familiare inferiore a 1.500 euro al mese e avere un figlio in piu' comporta un aggravio di 643 euro sul bilancio familiare. Questo il quadro, drammatico, tracciato dal Rapporto famiglia 2009 del Cisf-Centro internazionale studi famiglia, intitolato "Il costo dei figli", a cura di Pierpaolo Donati, presentato a Milano alla presenza, tra gli altri, del presidente della Camera, Gianfranco Fini. L'indagine, di cui l'agenzia Redattore sociale riporta i contenuti principali, e' stata condotta su un campione di 4 mila famiglie selezionate dall'universo di riferimento delle 23.421.000 famiglie italiane composte da insiemi di persone coabitanti e legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinita', adozione, tutela o di tipo affettivo
SCARSA FERTILITA', MIOPIA DELLA POLITICA - In Italia, il 53,4% delle famiglie non ha figli. Il "peso della riproduzione" della popolazione cade su delle minoranze: cioe' sul 21,9% delle famiglie che hanno un figlio, il 19,5% che ne ha due, il 4,4% che ne a tre, mentre le famiglie con quattro figli o piu' rappresentano lo 0,7%. E ci si chiede: possibile che con questi numeri non si riesca a fare di piu' per sostenere le famiglie che hanno dei figli o che ne desiderano uno in piu'? È chiaro, infatti, che la spesa pubblica e' usata molto di piu' per sostenere le aziende e gli affari economici che le famiglie con figli. Una politica miope che non comprende neppure che, senza figli, non ci sara' forza lavoro, non ci saranno i contributi per la previdenza sociale degli anziani, e in generale questa situazione demografica costituisce un freno al benessere complessivo della popolazione".
VORREMMO, MA NON POSSIAMO (O FORSE NON VOGLIAMO) - L'indagine registra uno scarto sul numero medio di figli avuti dagli intervistati (1,71) e quelli desiderati (2,13). Una scelta restrittiva dovuta, secondo gli intervistati, alla penuria di risorse economiche (19,5%), alla scelta di posporre la nascita del figlio agli anni a venire (11,7%), alla scarsa disponibilita' di tempo nel conciliare famiglia e lavoro (8,9%), al fatto di avere una casa troppo piccola (0,3%), alla precarieta' del lavoro (1,5%) e ad altre motivazioni personali (57,8%).
MA QUANTO MI COSTI? - La spesa media mensile per i figli a carico e' il 35,3% delle uscite della famiglia, ma per alimenti e bevande i figli spendono piu' della meta' dell'intera famiglia (in media: 244,7 euro al mese per i figli su 449,5 euro per l'intera famiglia). Le spese medie per la "paghetta" (23,7 euro al mese) sono superiori alle spese medie per l'istruzione (12,5 euro al mese). Il 16,4% delle famiglie arrivano alla fine del mese con grande difficolta' (area della poverta'), il 18% con una certa difficolta' (area a rischio di poverta'), con qualche difficolta' il 37,2% (strati sociali piu' bassi, ma sopra la linea della poverta'), con una certa facilita' il 22,4% (classi medie), con facilita' il 5,3% (classi medio alte), con grande facilita' lo 0,8% (classi piu' elevate). "Analizzando gli estremi, abbiamo il 34,4% nell'area delle difficolta' e il 28,4% nell'area delle facilita' ad arrivare alla fine del mese". Basti dire che il 60,2% della popolazione vive con un reddito familiare inferiore a 1.500 euro al mese e, se e' vero che il 53,1% della popolazione vive senza figli (il 26,6% sono persone sole -in genere anziani-, e il 21,5% sono coppie senza figli), a parte gli anziani soli e le coppie di anziani i cui figli sono ormai grandi e autonomi, secondo il Cisf si puo' dire che "gli italiani vivono decentemente perche' rinunciano ad avere figli". Secondo le previsioni degli intervistati, infatti, un figlio in piu' costa 643 euro al mese, cifra insostenibile per la gran parte delle famiglie.

FORMAZIONE: STAGE AL PARLAMENTO UE

Roma - Formazione professionale negli uffici del Parlamento europeo. Sono aperte, fino al 15 maggio, le raccolte di candidature per svolgere un tirocinio nell'istituzione, che ha sede a Lussemburgo. L'opportunita' di prenotare un posto di stage al Parlamento si presenta diverse volte l'anno, ma l'inizio dei tirocini per cui ci si puo' candidare ora e' fissato al mese di ottobre. I destinatari sono diversi (giornalisti, disabili e traduttori), ma il tirocinio e' sempre retribuito. Sempre con la stessa scadenza (15 maggio) e per lo stesso periodo (5 mesi a partire dal primo ottobre), hanno inizio anche il programma di tirocini retribuiti per persone con disabilita'.
Infine, i traduttori.La durata del tirocinio e' di 3 mesi (rinnovabili per altri 3 mesi) e la retribuzione di circa 1.190 euro al mese. Anche in questo caso e' necessaria la laurea e la conoscenza di tre lingue ufficiali. I dettagli su www.europarl.europa.eu (Il Parlamento> Tirocini).

Istat: crolla l'occupazione nel 2009, persi 380mila posti di lavoro. Primo calo dal '95

Sono 380.000 i posti di lavoro persi nel 2009. L'occupazione si riduce in media su base annua dell'1,6%, percentuale che corriponde in cifra assoluta proprio a 380.000 unità in meno. Lo rende noto l'Istat rilevando che si tratta del primo calo annuale dal 1995.
Alla flessione particolarmente robusta dell'occupazione maschile (-2,0%, pari a -274.000 unita' in confronto alla media 2008) si associa, spiega l'Istat, quella meno accentuata, ma comunque rilevante, dell'occupazione femminile (-1,1%, pari a -105.000 unita'). A livello territoriale, la discesa dell'occupazione, contenuta allo 0,5% (-25.000 unita') nel Centro, raggiunge l'1,3 (-161.000 unita') nel Nord e il 3,0 (-194.000 unita') nel Mezzogiorno, sotto la spinta della forte perdita impressa dalla componente maschile. Il risultato negativo dell'occupazione totale tiene conto della riduzione molto accentuata della componente italiana (-527.000 unita'), controbilanciata dalla crescita, pur se con ritmi inferiori al passato, di quella straniera (+147.000 unita', di cui 61.000 uomini e 86.000 donne). Il tasso di occupazione 15-64 anni si attesta, nella media del 2009, al 57,5% (58,7 nel 2008).

Il risultato sconta la discesa della componente femminile (dal 47,2 al 46,4%) e soprattutto di quella maschile (dal 70,3 al 68,6%). A livello territoriale, alla piu' moderata riduzione dell'indicatore nel Centro fa seguito la significativa flessione nel Nord e nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione degli stranieri, rimasto invariato tra il 2007 e il 2008, segna una sensibile riduzione, passando dal 67,1 del 2008 al 64,5% del 2009 (dall'81,9 al 77,7% per gli uomini e dal 52,8 al 52,1 per le donne).
Alla discesa dell'1,0% (-169.000 unita') dell'occupazione dipendente si associa la forte contrazione di quella indipendente (-3,5, pari a -211.000 unita'). L'agricoltura segna una flessione del 2,3% pari a 21.000 unita' in meno in confronto al 2008. L'occupazione agricola diminuisce sia nella componente alle dipendenze, sia in quella indipendente e, con l'eccezione del Centro, in tutto il territorio nazionale. Inoltre, nel quarto trimestre 2009 l'occupazione totale, in termini destagionalizzati, registra una flessione pari allo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente (-36mila unita'). Nel confronto, invece, con lo stesso periodo del 2008 il calo (dati non destagionalizzati) e' pari all'1,8 (-428.000 unita'). Lo rende noto l'Istat rilevando che il tasso di disoccupazione del IV trimestre e' pari invece all'8,2% rispetto al trimestre precedente; mentre e' dell''8,6% (dati non destagionalizzati) rispetto allo stesso periodo del 2008.

22 marzo 2010

Usa, sì alla nuova sanità di Obama. Marino: "Giornata storica"

ROMA - "E' una giornata storica per gli Stati Uniti che fanno un importantissimo passo avanti nella direzione della giustizia sociale e della solidarietà". Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, commenta così il voto al Congresso americano che ha portato all'approvazione della riforma della sanità, con la copertura sanitaria estesa a 39 milioni di cittadini oggi esclusi.
Grazie a questa riforma, fortemente voluta e sostenuta dal presidente Obama, gli Usa vanno nella direzione di colmare una grave carenza per un grande paese democratico- spiega Marino- Una nazione che mette a disposizione le risorse per mantenere più di mille basi militari in giro per il mondo non può ignorare le esigenze dei suoi cittadini in termini di cure mediche. Non dimentichiamo che negli Usa se non hai un'assicurazione privata non hai nessuna possibilità di accedere alle cure, se per esempio hai un tumore nessun ospedale ti opererà, se hai il diabete nessuno ti fornisce i farmaci. Con il voto di ieri gli Stati Uniti riconoscono il principio che la salute va garantita e va considerata come un fondamento di uno stato democratico evitando gravi ingiustizie tra chi può permettersi di curarsi e chi può solo sperare nel destino". Secondo Marino, "va dato atto al coraggio, alla determinazione e alla volontà ferrea di Obama che non ha ceduto alle pressioni e agli interessi di gruppi di potere. E' questo che ci si aspetta da un presidente di un grande paese: ci si aspettano riforme strutturali che contribuiscano al progresso di tutto il paese e al miglioramento generale delle condizioni di vita dei cittadini"..

Slot machine e videopoker, i teenager nelle mani degli usurai

PERUGIA - In Umbria (e in Italia più in generale) è allarme dipendenza da gioco d'azzardo tra i minori. Sarebbero circa 16 mila nella regione i baby-giocatori tra i 15 e i 19 anni che hanno giocato d'azzardo almeno una volta, con una percentuale del 58% tra gli uomini e il 33% tra le donne. Sono dati diffusi da una ricerca dell'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr che, comparando i numeri regionali a quelli nazionali, fa salire al 63% la media dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni che in Umbria hanno provato slot machine e videopoker, contro una media nazionale del 46 per cento.
Numeri allarmanti che si intrecciano con un'altra e piu' grave emergenza, l'usura sui minori. E' Alberto Bellocchi, presidente della Fondazione Umbria contro l'usura e procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Perugia, a sollevare il velo su un fenomeno ancora in gran parte sommerso e poco esplorato.
"Le somme per cui i ragazzi s'indebitano per videopoker e scommesse vanno dai 300 ai 600 euro- denuncia Bellocchi- ma possono portare i giovanissimi scommettitori a diventare oggetto di ricatto, anche da parte di adulti, frequentatori di locali dove si gioca ai videopoker o si scommette. All'inizio i prestiti riguardano cifre basse, ma con un tasso di interesse giornaliero anche del 10 per cento. Vale a dire del 3.500 per cento su base annua". "Quando le giocate diventano frequenti e s'inizia a perdere c'è sempre qualcuno disposto a prestare i soldi- continua Bellocchi- il ricatto, ad esempio, per i minorenni può essere quello di sdebitarsi spacciando la droga per conto dei creditori. Infatti, non mancano le famiglie che si sono trovate in condizioni di disagio a causa dei debiti di un figlio".
Ma il gioco compulsivo, pur essendo un fenomeno ormai inquadrato a livello statistico, non lo è altrettanto a livello epidemiologico. Stando sempre alla ricerca del Cnr, infatti, in Umbria tra i circa 30 mila giovani dipendenti da gioco d'azzardo, scommesse e videopoker, solo 30 nel 2009 sono stati in terapia nell'unica struttura regionale che ha avviato un percorso riabilitativo ad hoc per il gioco compulsivo: si tratta del Dipartimento Dipendenze della Asl 3 Foligno-Spoleto che, da progetto pilota, si candida ad essere capofila di una serie di servizi analoghi sull'intero territorio regionale. La Direzione regionale Sanità e Servizi sociali, infatti, negli ultimi mesi ha spinto sull'acceleratore per costituire in ogni Asl un centro specializzato nella "ludodipendenza". "In Umbria esiste una fascia giovanile da tenere sotto stretta osservazione", spiega Angela Bravi, della sezione Salute mentale e dipendenze della Direzione regionale Sanità, commentando i dati diffusi dall'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr. Allarme condiviso da Sonia Biscontini, psichiatra e direttore del Dipartimento Dipendenze della Asl 3 Foligno-Spoleto, che raccomanda "di non lasciare mai soli i ragazzi per ore davanti al pc o a navigare liberamente in rete".(Dires - Redattore Sociale)

SERA (UIM): NESSUN DATO SULL’EMIGRAZIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE

La Stampa" è senz’altro il quotidiano nazionale più attento ai problemi degli Italiani all’estero. Non per niente nel giornale di domenica che conteneva un inserto sulle elezioni regionali "Ma per caso andiamo a votare?" che non faceva alcun riferimento al capitolo emigrazione, c’era un articolo in cui si discuteva del fatto che gli Istituti Italiani all’estero devono diventare officine di progetti. Ma, appunto, l’inserto "programmatico - statistico" sulle 13 Regioni in cui domenica si vota sottolinea come i redattori "ci abbiano provato, ma quanto è difficile. I dati non ci sono, o meglio ci sono ma non sono aggiornati". Questo per i grandi temi regionali: la casa, gli ospedali, le liste d’attesa, la sicurezza, l’assistenza, il turismo. Figuriamoci per l’emigrazione, una nicchia ma pur sempre una competenza regionale. Anche noi della UIM, periodicamente, cerchiamo di rilevare e sistematizzare i dati. Impresa titanica su un oggetto ingarbugliato". Così Alberto Sera, del Consiglio Generale della Uim, che, prendendo spunto dall’articolo pubblicato dal quotidiano diretto da Mario Calabresi, denuncia la "lacuna" sui dati migratori."Anche nello studio pubblicato da "La Stampa" – continua – manca qualsiasi riferimento al lavoro che va all’estero, sia di persone che di imprese, che di prodotti. A dimostrazione che il tema è in sordina nei programmi elettorali ma ancor di più nelle rivelazioni statistiche che almeno nei grandi numeri qualcosa potrebbero dirci". "Intanto – riflette – è chiaro che sono aumentate le migrazioni dalle regioni del sud verso le regioni del centro – nord con il primato delle regioni di destinazioni in Lombardia ed Emilia Romagna. Il che potrebbe essere la cartina di tornasole dell’aumento delle migrazioni all’estero. La morale di tutto ce la dà Roberto Saviano che sul quotidiano "Repubblica" scrive: "Io non voglio arrendermi a un’Italia che costringe i propri giovani ad andar via per vergogna e per mancanza di speranza"".

21 marzo 2010

Berlusconi: "Se vince la sinistra Paese meno libero". Pdl: "Un milione in piazza". Pd: "Falso"

ROMA - "Siamo tanti, siamo tantissimi, le donne e gli uomini che amano la libertà e vogliono restare liberi". Così Silvio Berlusconi, in piazza San Giovanni, a Roma, per la manifestazione del Pdl a una settimana dal voto per le elezioni regionali. "Siamo la prima, la maggiore forza politica del paese. Un governo- dice il premier- che si avvia ad abbattere di nuovo ogni record di durata e produttività".
"SIAMO UN MILIONE" - "A tutti gli scettici e a tutti quelli che domani vorranno commentare: siamo più di un milione". Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, arringa la folla, anche lui dal palco di piazza San Giovanni: "Non fatevelo raccontare, ma guardatevi... siamo abbondantemente oltre il milione".
BERLUSCONI: "SE LA SINISTRA VINCE, PAESE MENO LIBERO" - "Se la sinistra dovesse vincere, l'Italia sarà meno libera". Nel suo intervento, Berlusconi spiega che "se ci fosse stata un'opposizione democratica non avrebbe impedito ai cittadini di votare un partito. Noi non lo avremmo fatto", afferma riferito all'esclusione della lista del Pdl nel Lazio. "Siamo qui- sottolinea- per difendere il nostro diritto a non essere spiati". E dopo il voto "procederemo con le riforme", a partire da quella dell'elezione diretta "del premier o del presidente della Repubblica".
BOSSI SUL PALCO COL PREMIER: "FAREMO LE RIFORME" - "Con il governo di Berlusconi faremo le riforme perché questo Paese ha bisogno di essere riformato". Lo afferma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, salito sul palco di piazza San Giovanni per salutare i manifestanti del Pdl.
IL GIURAMENTO DEI CANDIDATI GOVERNATORI - Piano casa, snellimento della burocrazia, taglio tasse, sanità più efficiente, più verde. Sono gli impegni contenuti nel programma che Silvio Berlusconi ha fatto giurare di portare a termine ai 13 candidati del Pdl che corrono come governatori alle prossime elezioni regionali. I candidati, sul palco di piazza San Giovanni, hanno letto il programma con la mano sul cuore, accanto a Berlusconi.
POLVERINI IN CORTEO: "MINISTRI SIETE MOSCI" - Manifesti elettorali taroccati di Emma Bonino con la faccia di Piero Marrazzo. Renata Polverini che incita i ministri al grido "siete mosci". Il bianco a dominare le tante bandiere, con i simboli del Pdl e della lista Polverini, lungo tutto il corteo e un coro intonato in coda al 'serpentone' da un gruppo di manifestanti supportati da un solitario trombettista: "Faccetta nera, bella abissina...". Queste alcune delle note di colore che arrivano dal corteo del Pdl in marcia dal Circo Massimo in direzione di piazza San Giovanni. In marcia, assieme ai manifestanti, alcuni carri con musica a tutto volume: Lucio Battisti in testa alla hit parade dalla piazza.
PD: "UN MILIONE? SI', COME QUELLO DI BONAVENTURA..." - "Il milione di Verdini è come quello del signor Bonaventura, un parto della fantasia": parole di Nico Stumpo, responsabile organizzativo del Pd, che aggiunge: "Basta guardare le immagini su Sky per rendersi conto di quanta è stata ristretta la piazza con i gazebo e le torrette. Per fare un calcolo basta andare su Google Heart e misurare metro per metro gli spazi, si capisce così che il milione è solo nella fantasia di Verdini. Siamo lontani e di tantissimo. Essendo presente anche il ministro Tremonti i numeri lieviteranno ancora chissà fino a quanto, ma sempre di fantasie si tratterà".

19 marzo 2010

Regionali, i sondaggi con il centrosinistra: "Forte anche in Piemonte"

ROMA - Alle elezioni regionali del 28-29 marzo il Partito democratico e i suoi alleati otterranno un numero maggiore di Regioni rispetto alla coalizione che guida il Paese. Sono le previsioni di Nicola Piepoli per Affaritaliani.it, basate sugli ultimissimi sondaggi effettuati dopo il black out e che, in base alla legge, non possono essere diffusi. "Si conferma una tendenza generale per cui il centrosinistra è in testa in un maggior numero di regioni rispetto al centrodestra", spiega il ricercatore. Che però non vede un effetto Francia, ovvero un incremento dell'astensione (che per le regionali transalpine ha superato addirittura il 50 per cento). "Si conferma la tendenza ad andare alle urne come alle precedenti elezioni regionali del 2005, una partecipazione al voto intorno al 72-73%".
Passando alle sfide più incerte, tutto aperto tra Emma Bonino e Renata Polverini. "Nel Lazio c'è un'assoluta e totale tendenza alla casualità o se vogliamo all'equiprobabilità". E al Nord? "Nella Regione Liguria si osserva una notevole forza della coalizione di sinistra, così come in Piemonte. E in Puglia non dovrebbero esserci soprese rispetto alle previsioni date in precedenza e che erano nettamente a favore dell'attuale presidente della Regione".
Infine, "in Campania e in Calabria c'è una tendenza verso destra". Quanto ai partiti, "si confermano le quote delle varie forze politiche, in funzione delle precedenti indagini. Non registriamo alcun sbalzo nelle intenzioni di voto".

Riportare alle parti sociali la valutazione sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL

Sarebbe saggio riportare alle parti sociali il tema di come utilizzare, in una crisi ancora pesante, le risorse degli ammortizzatori sociali. Il nostro sistema, così bistrattato negli anni scorsi, ha contribuito ad attenuare gli effetti negativi del calo di commesse ed attività produttiva, garantendo significativamente la non lacerazione del rapporto tra impresa e lavoratore. Vi sono, però, ancora molti lavoratori esposti alla crisi senza tutele adeguate: lavoratori a termine e collaboratori a progetto in particolare. Va, quindi, raccolto positivamente l’intendimento del Ministro Sacconi di riportare nella sede “naturale”, cioè le rappresentanze sociali, il confronto su temi che riguardano la vita di milioni di lavoratori e di tantissime imprese facendo chiarezza anche su quante risorse sono concretamente disponibili nel 2010 e nel 2011.

Regionali, il premier dice sì: "Favorevole al rinvio del voto nel Lazio"

ROMA - "Ho parlato con il ministro degli Interni e gli ho dato questo mio convincimento: quando uno ha un diritto è giusto che lo si rispetti". Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, risponde così a chi gli chiede se è favorevole al rinvio del voto nel Lazio dopo la riammissione della lista di Vittorio Sgarbi, 'Rete Liberal'. "Ha diritto" a fare campagna elettorale, dice il premier, "ha chiesto il rinvio alla Regione Lazio e ora la Regione Lazio deciderà". Intanto il premier rivela di aver appunto detto al ministro Maroni che questo diritto va "rispettato".
SGARBI FORMALIZZA LA RICHIESTA DI RINVIO - "Ho parlato stamattina con Berlusconi il quale ha convenuto su due punti: che io ottenga il rinvio delle elezioni è una mia vittoria, perché io non devo vincere le elezioni regionali, ma devo vincere una battaglia di principio, e devo avere in nome della legalità, tanta conclamata dai Travaglio, dai Di Pietro, dalla Sinistra, gli stessi tempi e le stesse opportunità degli altri. Ed essendo molto più bravo di loro, in tre settimane riuscirò a farmi conoscere, certo che non potrei farlo in sette giorni". Lo ha detto a CNRmedia Vittorio Sgarbi, la cui lista 'Rete Liberal' ha presentato ufficialmente la richiesta di rinvio del voto.
"Il mio risultato non può che essere favorito da una proroga e deve essere accettata perché non si capisce perché gli altri abbiano avuto quattro settimane ed io una sola", ha concluso Sgarbi.

Incentivi, dal governo via libera al decreto da 300 mln. Confindustria: "Poche risorse"

Via libera del Cdm al 'decreto incentivi' per il sostegno dei consumi. Un provvedimento - secondo le tabelle distribuite dal ministero dello Sviluppo economico - da 300 milioni di euro cui si aggiungono altri 120 milioni di sgravi fiscali, per un totale di 420 milioni.
In particolare, 170 milioni andranno ai consumi delle famiglie, alla voce 'sistema casa'. Con 60 milioni per le cucine componibili, 50 milioni per gli elettrodomestici, e 60 milioni per l'acquisto di nuovi immobili da alta efficienza (classe A e B). Ai motocicli andranno 10 milioni e altri 2 milioni ai motocicli elettrici/ibridi. Venti milioni saranno destinati a internet veloce, mentre 8 milioni andranno a rimorchi e semirimorchi. Alle macchine per uso agricolo vanno 20 milioni mentre altri 40 milioni sono destinati a gru a torre per edilizia. A condizionatori, motori alta efficienza, batterie per rifasamento e Ups altri10 milioni e alla nautica da diporto 20 milioni.
Nel dettaglio, l'incentivo che interessa le cucine componibili complete di elettrodomestici coprirà il 10% del prezzo d'acquisto per un contributo massimo di 1.000 euro. Per gli elettrodomestici (lavastoviglie, cucine da libera istallazione, cappe, forni elettrici, scaldacqua a pompe di calore, stufe) è previsto una riduzione del 20% rispetto al prezzo. Lo sconto massimo varia da 80 a 500 euro. Per l'acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica il contributo sarà per un importo massimo pari a 116 euro al mq (fino a un massimo di 7.000 euro) per la classe A, di 83 euro al mq (con un massimo di 5.000 euro) per la classe B. Per i motocicli lo sconto sul prezzo è del 10% fino a 70 kw e senza limiti di cilindrata, per un contributo massimo di 750 euro. Sconto del 20% per un contributo massimo di 1.500 euro, invece, per gli ibridi.
Sul fronte degli sgravi fiscali sono previsti sconti pari a 70 milioni per la realizzazione dei campionari tessili e altri 50 milioni che saranno divisi nei seguenti settori: sostegno all'innovazione al settore aeronautico, prototipo innovativo di nave multiuso per emergenze, emittenza televisiva locale e Agenzia per la sicurezza nazionale.
''C'è un articolo - ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - che ritengo molto interessante per tutti che riguarda interventi della propria casa, che sono normalmente sottoposti a lunghe procedure burocratiche. Abbiamo inserito un articolo che dice che ci sono interventi che possono essere eseguiti senza alcun tipo di pratiche da svolgere presso i comuni. Sono inclusi tutti gli interventi di manutenzione ordinaria delle case e di manutenzione straordinaria che non riguardino parti strutturali''. ''Siamo realisti - ha aggiunto il premier - da realisti diciamo che il nostro paese sente la crisi meno di altri paesi e stiamo uscendo dalla crisi non con estrema velocità ma in maniera certa''.
I fondi usati per finanziare il decreto, ha spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ''vengono raccolti in applicazioni di direttive e politiche europee di contrasto ai paradisi fiscali anche di contrasto sulle frodi Iva, operate con triangolaizoni e caroselli''. Per il titolare del dicastero di via XX Settembre, ad ogni modo, ''la stima delle risorse'' che saranno recuperate è ''sottostimata''. Comunque, ''tutto quello che viene in più è in più''.
Il decreto attuativo, ha annunciato il ministro lo Sviluppo economico Claudio Scajola, ''sarà firmato entro domani e avrà partenza nella data del 6 aprile''. ''Nel decreto legge incentivi - ha annunciato poi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli - è stato previsto un fondo destinato a finanziare, fin da subito, le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Inizialmente il fondo ha una dotazione di 80 milioni di euro". "Tra i comparti beneficiari - ha spiegato inoltre il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta - figura la cantieristica".
Gelido il commento che arriva da Confindustria secondo cui "le misure adottate sono finanziariamentelimitate e molti settori in difficolta' non possono beneficiare dei vantaggi previsti dagli interventi". Viale dell'Astronomia "prende atto dell'impegno del Governo": "Ci rendiamo tuttavia conto che la situazione della finanza pubblica non permette il varo di misure piu' consistenti". Confindustria pero chiede "che le risorse tolte al credito d'imposta per la ricerca siano al piu' presto ripristinate per garantire quelle imprese che hanno gia' realizzato gli investimenti in innovazione, necessari al superamento della difficile congiuntura economica".
L'opposizione boccia il provvedimento del Governo. "Tutto quello che hanno elencato che vogliono metterci dentro, inclusi carri agricoli, tricicli, e cose varie, hanno bloccato il mercato - ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani - sono mesi che dicono incentivi, incentivi, incentivi, e la gente aspetta. Questi settori hanno avuto già un danno tale che con il guadagno che avranno dagli sgravi nei prossimi mesi non sarà recuperato se non a malapena". ''Non credo che siano queste le cose che servono - ha aggiunto il leader Pd -: certo puoi sollecitare i consumi ma devi spingere su innovazione e problemi strutturali della piccola impresa. Serve aiutare nelle funzioni importanti e nobili come ricerca e internazionalizzazione''.
Una bocciatura arriva anche dalla Cgil. ''La montagna ha partorito un topolino'', ha commentato Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil. All'attacco pure i consumatori. "E' come buttare una goccia d'acqua per innaffiare un deserto'', dicono in una nota Adusbef e Federconsumatori. "Stanziare 300 milioni di euro, di cui solo 200 subito, vuol dire che, se anche fossero tutti utilizzati, coinvolgerebbero neanche l'1% delle famiglie italiane". Per Adoc, invece, si tratta di un intervento "positivo" ma ''la critica che muoviamo al decreto concerne la limitatezza dei fondi''.

18 marzo 2010

Italia, ancora pochi figli (1,42 a donna) e mamme sempre più 'vecchie'

L'Italia continua a fare pochi figli, e anche il record del 2008 (1,42 neonati ogni donna residente) è destinato a non ripetersi, visto che le stime per il 2009 parlano di 7 mila bambini venuti alla luce in meno rispetto all'anno precedente.Inoltre, nel nostro Paese le mamme sono sempre più 'vecchie' (il 5,7% dei piccoli ha una madre con oltre 40 anni) e le donne straniere fanno registrare mediamente un figlio in più rispetto a quelle italiane. E' quanto si ricava dalla rilevazione sugli "Iscritti in anagrafe per nascita", il dossier sulla natalità in Italia diffuso dall'Istat.


Nel 2008 sono stati registrati nelle anagrafi comunali 576.659 nati, circa 13 mila in più rispetto all'anno precedente (563.933); in media, le donne residenti hanno avuto 1,42 figli. Questi dati sono in linea con la ripresa avviatasi a partire dalla seconda metà degli anni '90, dopo 30 anni di calo e il minimo storico delle nascite (526.064 nati) e della fecondità (1,19 figli per donna) registrato nel 1995. L'ammontare dei nati del 2008 potrebbe rappresentare un massimo relativo, cioè un picco difficilmente superabile nei prossimi anni, date le attuali caratteristiche e i comportamenti riproduttivi della popolazione femminile in età feconda (le stime per il 2009, ad esempio, sono inferiori di circa 7 mila nati).
Meritano, dunque, particolare attenzione le diverse modificazioni strutturali che caratterizzano il fenomeno. Ad esempio, continua l'invecchiamento delle madri: il 5,7% dei nati ha una madre con almeno 40 anni (si è passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008), mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di età inferiore a 25 anni (poco più di 64 mila nel 2008, l'11,1% del totale).
Prosegue poi la crescita dei nati da genitori non coniugati: dall'8,1% del 1995 al 19,6% del 2008 (oltre 102 mila nati). Nel Centro-nord, in particolare, sono sempre i dai Istat, i nati da genitori non coniugati sono poco meno di uno su quattro. Si conferma anche l'aumento dei nati da coppie di genitori stranieri: nel 2008 sono stati oltre 72 mila, pari al 12,6% del totale dei nati. Se a questi si sommano anche i nati italiani da coppie miste si sfiora "quota 100.000" nati da almeno un genitore straniero (il 16,7% del totale).
Tali dinamiche hanno effetti significativi sui livelli di fecondità. Nel 2008 le cittadine straniere residenti in Italia hanno avuto in media 2,31 figli per donna, in diminuzione rispetto agli ultimi anni, ma pur sempre un figlio in più rispetto alle italiane (1,32).

PRESENTATO A BUENOS AIRES IL CORSO DI FORMAZIONE SUL TURISMO "BIENVENIDOS": ISCRIZIONI APERTE FINO AL 23 APRILE

È stato presentato il 15 marzo nell’Universidad Tecnologica Nazionale (UTN) di Buenos Aires il progetto "Bienvenidos" (www.progettobienvenidos.it): un corso di formazione gratuito rivolto ai cittadini italiani residenti in Argentina che vogliono aggiornare le proprie conoscenze sul turismo ed acquisire competenze nel settore in queste settore. L’iscrizione al corso sarà aperta fino al 23 aprile prossimo e il corso verrà avviato a maggio nella "Escuela de Postgrado" della Facultad Regional UTN (240 ore), per poi proseguire in Italia (120 ore). Al termine del corso i partecipanti otterranno la qualifica di "Esperto per la gestione delle risorse umane nel settore turistico"."Bienvenidos" è finanziato dal Ministero italiano del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione del Ministero Italiani degli Affari Esteri, nell’ambito degli "Interventi per la formazione degli Italiani residenti in Paesi non appartenenti all’Unione Europea". Tra enti coinvolti nel progetto l’Associazione Italiana Immigrati e Famiglie - Federazione Regionale Puglia (Aitef), l’Unione Molfettesi Argentina e il Corridoio Produttivo Turistico Culturale Italia – Argentina (Cptcia).
Nel corso della presentazione di "Bienvenidos" Alfredo Lobeira Lazzari, segretario dell’Unidad de Relaciones Internacionales dell’UTN, ha parlato della politica di collegamento istituzionale come un aspetto di gestione integrale, come punto di incontro per la realizzazione di nuove attività e apporto fondamentale nello sviluppo sostenibile.A seguire, Piero Calderaio del Manager Consulting Group – Italia (Mcg), ha rilevato che il progetto sarà, per i partecipanti, "una grande opportunità anche dal punto di vista professionale" mentre Mara Noto, responsabile del progetto, ha illustrato gli aspetti tecnici del progetto.Ha concluso i lavori Nicolás Moretti, coordinatore del Cptcia e del progetto Bienvenidos en Argentina che ha commentato: "consideriamo il turismo come una vera industria "senza camini", che oggi coinvolge un gruppo di italiani per creare un sistema territoriale tra l’Italia e l’Argentina". (aise)

17 marzo 2010

UNA PIATTAFORMA PER LO SVILUPPO DI SCAMBI INTERNAZIONALI: IN ARGENTINA IL PROGETTO "CREA PUGLIA" E LA "SETTIMANA PUGLIESE

Il progetto "Crea Puglia", nato per continuare e migliorare il dialogo tra le comunità argentina ed italiana e finanziato dalla Regione Puglia per i pugliesi nel mondo, ha ottenuto ampi consensi nei contesti istituzionali ed imprenditoriali configurandosi come piattaforma per lo sviluppo di scambi internazionali. Il progetto è stato presentato durante la "Settimana pugliese in Argentina", da poco conclusa, un’iniziativa piena di incontri positivi, che ha portato le autorità argentine e gli italiani residenti in Argentina a concordare in modo unanime sull’esigenza di creare una rete tra la Puglia, Buenos Aires, La Plata e Mendoza per avvicinare sempre più l’Italia all’Argentina.
A Mendoza, particolarmente significativo è stato l’incontro all’Università dell’Aconcagua durante il quale è stato espresso interesse a dar vita ad una cattedra di Lingua italiana o sulla storia della Puglia, mentre il preside della Facoltà di Economia Farres ha confermato la possibilità di realizzare corsi di formazione professionale o master sulla Puglia per diffonderne cultura, lingua e tradizioni. Sempre a Mendoza, in festa per le celebrazioni della vendemmia, sia nello stand Puglia allestito dall’associazione Pugliese che presso la Camera di Commercio Italiana, il "Made in Puglia", con i suoi prodotti enogastronomici, è stato protagonista. E A Buenos Aires l’incontro con gli imprenditori locali è stato particolarmente ricco di prospettive per futuri partenariati e scambi economici.In occasione della Settimana pugliese in Argentina, Giuseppe Abbati ha illustrato inoltre gli obiettivi del progetto "Crea Puglia", anticipando alcuni progetti di formazione per i giovani che stanno per partire - ovvero "Svea" e "Bienvenidos", finanziati dal Ministero del Lavoro - invitando le due Comunità ad un confronto duraturo e continuativo. Scambi di notizie e promozione dei prodotti locali, che secondo Vincenzo Garofalo, titolare dell’impresa "Oasi creativa" di Bari, saranno concretamente possibili attraverso la WebTV di "Crea Puglia": una proposta che ha immediatamente entusiasmato gli imprenditori e tutti i pugliesi di Buenos Aires.Alla Camera dei Deputati della Provincia di Buenos Aires, Giuseppe Abbati e Nicolas Moretti, presidente dell’Associazione Pugliesi di La Plata e coordinatore del Cptcia, hanno ricevuto da parte dell’On. Roberto Filpo la notizia dell’approvazione della legge sul "corridoio produttivo, turistico e culturale tra l’Argentina e l’Italia", a seguito dell’accordo con la Presidenza del Consiglio Regionale pugliese sottoscritto nel 2009. Lo stesso Filpo ha aggiunto che "una prima proposta operativa è quella di gemellare la Città di Bari e quella di S. Nicolas". Giuseppe Abbati, artefice della Settimana Pugliese, anche in qualità di componente la commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha auspicato che "la ristrutturazione del Ministero degli Affari Esteri possa ridare lo spazio che meritano gli Italiani nel mondo" e ha sollecitato sia una urgente riforma degli Istituti di Cultura che ne amplifichi le funzioni di collegamento tra l’Italia e l’estero, che nuove modalità di informazione di Rai Italia, sottolineando inoltre, l’urgenza di una modifica della legge sugli aiuti alla stampa all’estero.Lo stesso Abbati, si è dichiarato soddisfatto "per l’unanime consenso sull’iniziativa a cui partecipano l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, Camere di Commercio, Associazioni degli Industriali e tanti Italiani, tutti entusiasti di intraprendere questa collaborazione e pronti ad operare per far crescere le comunità italiana ed argentina". Ringraziamenti per l’attenzione dedicata all’evento sono stati espressi durante la Settimana Pugliese in Argentina al Sottosegretario degli Affari Esteri, Alfredo Mantica, ad alcuni parlamentari eletti all’estero, all’Associazione Italiana Consigli Comuni e Regione d’Europa (Aiccre), alle Associazioni pugliesi di Buenos Aires, La Plata e Mendoza, alla Camera di Commercio Italiana di Mendoza, a Mirabilia, società che opera nel settori dei beni culturali, all’Enap e Artha.

SOPPRIMERE LA CIRCOSCRIZIONE ESTERO: ASSEGNATA ALLA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI LA PROPOSTA DI LEGGE DELL’ON. GAVA (PDL)/ LA CRITICA AGLI ELETTI

È stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera la proposta di legge costituzionale dell’on. Fabio Gava contenente "Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, concernenti la soppressione della circoscrizione Estero per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica". Il testo inizierà l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto al parere della Commissione Affari Esteri. In pratica, per Gava si deve eliminare in toto la Legge Tremaglia e dunque eliminare ogni riferimento alla circoscrizione estero presente negli articoli 56 e 57 modificati nel 2001. Alla base di questa proposta di legge una sola considerazione: "l'istituzione della circoscrizione Estero non ha dato buona prova". "Se da un lato era ragionevole dare una rappresentanza specifica ai cittadini italiani residenti all'estero – riconosce il deputato Pdl nella presentazione del testo – da un altro lato, si è visto che il sistema elettorale per corrispondenza, come dimostrano recenti fatti di cronaca, si presta a distorsioni, brogli e infiltrazioni da parte della malavita organizzata".

Critiche anche per gli eletti all’estero: per Gava, "spesso alcuni degli eletti nella circoscrizione Estero non hanno dimostrato una visione complessiva degli interessi e dei problemi della nazione, ma hanno agito in rappresentanza esclusiva di interessi specifici delle comunità italiane all'estero spesso slegate rispetto alla vita politica, economica e sociale della madrepatria". In base a tali considerazioni, due sono le soluzioni prospettate dal deputato: "la prima, minimale, diretta a correggere le distorsioni del sistema elettorale per corrispondenza introducendo, ferma restando la circoscrizione Estero, il voto solo nelle rappresentanze diplomatiche e consolari del nostro Paese, fornendo così le stesse garanzie di regolarità e di trasparenza del voto in essere nei seggi collocati nel territorio della madrepatria. L'altra soluzione, che appare senz'altro preferibile, è quella di sopprimere la circoscrizione Estero per tornare al sistema elettorale antecedente la legge costituzionale n. 1 del 2001, nel senso che i cittadini italiani residenti all'estero possono esprimere il loro voto con riferimento ai collegi elettorali nazionali dove risiedevano prima di emigrare, il tutto però evidentemente non con il voto per corrispondenza, ma con il voto o in Italia, oppure, al massimo, presso le rappresentanze diplomatiche e consolari del nostro Paese". "Evidentemente – conclude – a questa proposta di legge costituzionale dovrebbe fare seguito, dopo l'approvazione, la presentazione di una proposta di legge ordinaria per apportare i conseguenti adattamenti alla normativa in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica". Due gli articoli che compongono la proposta di legge. "Art. 1.1. All'articolo 56 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo comma, le parole: ", dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero" sono soppresse; b) al quarto comma, le parole: ", fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero," sono soppresse. Art. 2.1. All'articolo 57 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: ", salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero" sono soppresse; b) al secondo comma, le parole: ", sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero" sono soppresse; c) al quarto comma, le parole: ", fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero" sono soppresse".

"Anche l'Italia esporta strumenti di tortura". La denuncia di Amnesty

Ci sono anche alcune società italiane, tra le aziende europee dedite al commercio globale in "strumenti di tortura". Congegni fissati alle pareti delle celle per immobilizzare i detenuti, serrapollici in metallo e manette e bracciali che producono scariche elettriche da 50.000 volt, che vengono venduti ai paesi che utilizzano disumani metodi d'interrogatorio, anche se nel 2006 è stata introdotta a livello europeo una norma che vieta il commercio internazionale di tali strumenti.
Lo denuncia Amnesty International, l'organizzazione per la difesa dei diritti dell'Uomo che, insieme alla Omega Research Foundation, ha stilato un rapporto sui Paesi membri Ue che traggono profitto da un cono d’ombra giuridico che consente loro di vendere materiale per infliggere torture in almeno nove stati del mondo, che li utilizzerebbero durante gli interrogatori.

In particolare, si legge nel testo pubblicato sul sito dell'organizzazione, tra il 2006 e il 2009, la Repubblica Ceca ha autorizzato l'esportazione di prodotti quali manette, pistole elettriche e spray chimici, mentre a sua volta la Germania lo ha fatto per ceppi e spray chimici.
Anche aziende italiane e spagnole, afferma Amnesty senza indicare nomi, hanno promosso la vendita di "'manette' o 'manicotti'" da elettroshock per tormentare detenuti con scariche anche da 50 mila volt. Una scappatoia legale permette tutto questo, nonostante si tratti di prodotti simili alle “cinture elettriche”, la cui esportazione e importazione sono proibite in tutta l’Unione europea.
In Italia (come in Belgio, Cipro, Finlandia, e Malta) il traffico avviene, almeno ufficialmente, all'insaputa del governo che, riferisce Amnesty, ha "dichiarato di non essere a conoscenza" di alcun produttore o esportatore attivo in questo campo. Amnesty ha tuttavia individuato aziende operanti in Belgio, Finlandia e Italia in cui prodotti del genere vengono apertamente commercializzati su Internet.
Il rapporto, intitolato 'Dalle parole ai fatti', verrà formalmente preso in esame domani a Brussels, nel corso della riunione del Sottocomitato sui diritti umani del Parlamento europeo.

16 marzo 2010

APERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI IN "TURISMO E AGROINDUSTRIA" RIVOLTI AI CITTADINI ITALIANI DI BUENOS AIRES

È fissata al 7 aprile prossimo la scadenza alle iscrizioni per frequentare u corsi di formazione in "Turismo e Agroindustria", rivolti ai cittadini italiani disoccupati, di età compresa tra i 22 e i 40 anni e residenti a Buenos Aires. Si tratta di un progetto organizzato dall’Agencia FAI della Camera di Commercio di Campobasso in collaborazione Retecamere, la facoltà di Agronomia dell’Università di Buenos Aires e la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina. I due corsi, "Gestione della qualità nel settore agroindustriale" e "Gestione delle risorse umane nel settore turismo", avranno una durata di 600 ore ciascuno, suddivisi in 300 ore di formazione in aula in Argentina e 300 di stage presso imprese della Regione Molise, in Italia.Maggiori informazioni sui corsi e le modalità di iscrizioni sono disponibili all’indirizzo internet nella "sezione novità" del sito internet della Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina (www.ccibaires.com.ar).

Monito dell'Ue al governo italiano Applicare piano di rientro dal deficit

L'Unione europea da' una valutazione complessivamente positiva del piano di rientro dei conti pubblici presentato dall'Italia e ne chiede una ''rigorosa applicazione''. Ma invita anche le autorita' italiane ad essere pronte ad adottare ''ulteriori misure'' nel caso in cui lo scenario macroeconomico dovesse rivelarsi meno favorevole di quanto previsto dal piano stesso. E' quanto si legge nella valutazione dell'aggiornamento del programma di stabilita' dell'Italia per il periodo 2009-2012 che sara' adottata domani dalla Commissione europea. Nel documento - di cui l'Ansa e' in grado di anticipare i contenuti - Bruxelles invita anche l'Italia a ''cogliere ogni ulteriore opportunita' per accelerare'' la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil.

Crisi economica, Tremonti: "L'Italia terrà". E rilancia: "Riforma fiscale entro 2-3 anni"

Basta parlare di exit strategy, la crisi c'è e il problema è come gestirla. Ad ogni modo l'Italia reggerà. E' questo il messaggio lanciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti intervenuto al forum della Confcommercio a Cernobbio. Per il ministro infatti si parla "troppo della exit strategy dalla crisi economica ma il problema e' il management della crisi, la gestione. La configurazione della crisi è mutata - sottolinea Tremonti - ma la crisi continua a girarci intorno".
Il ministro sottolinea che il governo italiano "non poteva fare di più a causa del debito piu' alto che negli altri Paesi". "Abbiamo fatto bene a rifiutare l'avventurismo, il deficitismo e il costruttivismo economico sperimentale che ci veniva proposto".
Quanto al 'rischio inflazione', per Tremonti "noi dipendiamo piu' degli altri paesi dal debito energetico e da questo non si esce con il mulino a vento o con il 'mulino bianco'. Questo dimostra per altro che la scelta del nucleare non e' sbagliata".

Il ministro dell'Economia ha poi negato che sia aumentata la pressione fiscale: "Noi non abbiamo aumentato nessuna aliquota e non abbiamo introdotto nuove tasse. Se e' aumentato il gettito dai giochi questo non significa che ci siano nuove imposte ma e' solo un beneficio per l'Erario, anche il gettito derivato dallo scudo fiscale non e' una nuova imposta. Sono cose che non vengono imposte a nessuno, le parole hanno un senso. L'Italia ha tenuto e terra', non c'e' stata una crisi sociale come invece poteva esserci", aggiunge il ministro dell'Economia.
Il ministro torna quindi a puntare il dito contro il mondo della finanza: "Siamo arrivati a una situazione per cui i governi hanno dato alla finanza i soldi per salvarsi e la finanza usa quei soldi per speculare contro i governi stessi".
Tremonti ribadisce quindi la necessità di imporre regole ai mercati finanziari. "Non avere regole non e' positivo, e' stato uno dei fattori della crisi. E' meglio avere regole europee per quanto riguarda il mercato che una assenza di regole. L'ideale sarebbe avere regole universali - sottolinea Tremonti - ma se questo non e' possibile la cosa migliore e' avere regole europee".
Dal palco della Confcommercio infine, il ministro rilancia la riforma del sistema fiscale, da fare entro "due o tre anni"
"E' assolutamente necessario allineare il sistema fiscale al sistema economico e sociale del nostro paese. E' impossibile continuare con un sistema di mezzo secolo fa. L'attuale sistema fiscale e' stato disegnato negli anni '60 ed e' diventato legge negli anni '70, poi ci sono stati rattoppi che non l'hanno reso piu' giusto o piu' efficiente. E' arrivato il momento - conclude Tremonti - perche' questo sistema venga modificato".

Mal d'aria industriale, dossier Legambiente: "Boom inquinanti"

ROMA - In Italia è 'boom' di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali. Tra il 2006 e il 2007, infatti, sono saliti del 15% gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), del 6% le diossine e i furani, del 5% il cadmio e del 3% il cromo. E’ con questi dati che "l’industria italiana si conferma come la principale fonte di microinquinanti scaricati in atmosfera, producendo il 60% del cadmio totale, il 70% delle diossine, il 74% del mercurio, l’83% del piombo, l’86% dei Policlorobifenili (Pcb), l’89% del cromo, fino al 98% dell’arsenico". Tutti inquinanti che sembrano finiti nell’oblio ma che, invece, contribuiscono in modo molto pesante a rendere insalubre l’aria respirata nei luoghi di lavoro e nei centri urbani limitrofi alle aree industriali. E’ l’allarme lanciato da Legambiente con 'Mal’Aria industriale 2010', il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive che denuncia il trend degli inquinanti industriali in aumento.
L'associazione del cigno parla di "cifre preoccupanti che non hanno destato lo stesso allarme dell’inquinamento causato dal traffico privato poiché, a parte qualche rara eccezione come il polo siderurgico di Taranto, la fonte industriale, non è ancora entrata nell’immaginario collettivo come un problema da affrontare". Eppure l’industria "contribuisce in modo molto sensibile" alla 'Mal’Aria del paese', con il 26% di PM10 (le polveri sottile) emesso a livello nazionale, un livello di emissioni "superiore a quello prodotto dal trasporto stradale (che incide sul totale solo per il 22%, ma che diventa la prima fonte di emissione nei centri urbani)". Oltre alle polveri sottili, la fonte industriale emette poi in atmosfera il 79% degli ossidi di zolfo (SOx) e il 23% degli ossidi di azoto (NOx), "precursore della produzione del PM10 secondario e dell’ozono, inquinante tipicamente estivo".
Passando dai macro ai microinquinanti, il contributo delle attività produttive denunciato da 'Mal’aria Industriale 2010' di Legambiente "si conferma davvero rilevante": ad "eccezione" del benzene (le emissioni industriali contribuiscono 'solo' per il 15% rispetto al totale), degli Ipa (34%) e del nichel (35%) infatti, "l’industria italiana è la principale fonte di microinquinanti scaricati in atmosfera, con almeno il 60% del contributo totale come nel caso del cadmio, fino ad arrivare al 98% nel caso dell’arsenico".